postato il 5 Febbraio 2011 | in "Federalismo, In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo, Riforme"

Questo non è un momento storico, è solo un momento triste

I ministri Tremonti e Calderoli presentando alla stampa il decreto sul federalismo municipale hanno parlato di “svolta storica” per il Paese ignari che qualche ora dopo su questa svolta storica sarebbe arrivato lo stop del Quirinale. Non siamo davanti ad un capriccio del Presidente Napolitano, o ad un insperato aiuto all’opposizione da parte del Colle  ma ad un forte richiamo al rispetto delle procedure e delle istituzioni.

Il Presidente Napolitano, infatti, non è entrato nel merito della riforma federalista ma ha rilevato, giustamente, un comportamento scorretto del governo che pur di portare a casa immediatamente la riforma ha preferito una strada breve ma solitaria dove Parlamento ed Enti Locali non sono minimamente considerati. Al di là degli effetti politici che il “no” del Quirinale avrà, credo sia importante leggere tra le righe l’importante richiamo al governo e alla maggioranza non solo ad una prassi istituzionale corretta ma anche ad evitare un certo “avventurismo istituzionale” dal quale l’Italia non trae alcun beneficio. Ed è questa assenza di rispetto, questa irresponsabilità diffusa che sconforta, è il vedere una riforma ridotta a trofeo da esibire al momento opportuno ai propri elettori che fa dubitare seriamente del fatto che ci si trovi davanti ad una svolta storica.

L’Italia è un paese che le svolte storiche le ha vissute veramente e sa che questi momenti, per essere veramente storici, debbono essere caratterizzati dalla convergenza e dall’unità, dall’impegno e dal lavoro comune. Pensare che una riforma della portata del federalismo fiscale municipale possa essere varata “con espedienti mediocri e con un rapporto tanto spregiudicato nei confronti delle istituzioni rappresentative” è un’offesa alla Politica, al Parlamento e alla Nazione.

E’ grave che qualcuno pensi di fare le riforme nello stesso modo in cui si telefona in questura per far rilasciare una presunta nipote di Mubarak, ed è altrettanto grave che qualcun’altro pensi che da queste spericolate prove di forza possa nascere qualcosa di buono. Ancora una volta è stata persa un’occasione per aprire un dialogo e fare il bene dell’Italia, ancora una volta hanno prevalso la prepotenza e l’ingordigia elettorale di pochi. Questo non è un momento storico, ma soltanto un momento triste della storia repubblicana.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

3 Commenti

Commenti

  1. […] […]


  2. Se federalismo deve essere, che sia fatto dal 93% degli italiani e non dal 7% !!! Signori della Lega il vostro non sarà mai un federalismo condiviso ed accettato.


  3. Bravo Adriano!




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