postato il 23 Giugno 2014 | in "Giustizia, Riforme"

L’immunità è garanzia di indipendenza non un privilegio

Evita interferenze del potere giudiziario
Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Amedeo La Mattina a Pier Ferdinando Casini pubblicata su “la Stampa”

”Dopo la riforma della Costituzione è arrivato il momento di porre il problema della giustizia. Credo che oggi, con il governo Renzi, ci siano le condizioni giuste”.

Onorevole Casini ha visto quante polemiche sta sollevando l’immunità per i nuovi senatori? In generale il testo in discussione continua  ad avere diversi oppositori.
“Come diceva Mao, la strada è a zig zag ma il futuro è luminoso. Il testo in discussione è migliorato e non merita indignazioni fuori luoghi della serie ‘è un attentato alla Costituzione’. Naturalmente permangono delle contraddizioni, ma io sono fiducioso che possano essere risolte. Ma vorrei far presente che, dopo anni che si parla di riforma, Renzi è riuscito a passare dalle parole ai fatti. La sua volontà al limite della sfrontatezza è servita a raggiungere l’obiettivo, il premier ha seguito un metodo buono: ha tenuto la barra dritta sul coinvolgimento dell’opposizione e soprattutto di Fi”.

Lei difende l’immunità a ogni costo?
”L’immunità non è un privilegio ma una garanzia finalizzata a un corretto ed equilibrato rapporto tra diversi poteri dello Stato. I costituenti non avevano in mente di tutelare una casta di privilegiati ma sapevano che l’autonomia del legislatore va salvaguardata dalle interferenze del potere giudiziario. Ora sorge un problema oggettivo che riguarda l’amministratore eletto senatore dotato di immunità e tutti gli altri amministratori. In realtà il problema sarebbe risolto se il Senato fosse composto senza questi automatismi da cittadini scelti dai consigli regionali e comunali”.

Mettere in campo la riforma della giustizia mentre in Parlamento si vota la riforma della Costituzione può creare il corto circuito del passato? Berlusconi è molto sensibile al tema. L’altro giorno al pm che lo interrogava ha detto che la magistratura è “irresponsabile”.

A Napoli Berlusconi ha ripetuto quello che ha detto in tutti questi anni. Il diritto di critica gli va riconosciuto, non foss’altro per il ruolo politico che ancora copre. Penso che il governo sia emancipato dal “problema Berlusconi”. Basta con la politica dei sospetti permanenti che hanno immobilizzato ogni riforma. Non c’è più niente da scambiare. Non è più possibile che la politica industriale la facciano i magistrati intervenendo sulla siderurgia e le opere pubbliche.

La corruzione in Italia non è un fenomeno marginale.
“La corruzione è enorme. Il politico corrotto merita i lavori forzati perché umilia tanti politici onesti ma la corruzione vede in prima fila anche magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, delle autorità di controllo”.

Sta giustificando i politici?
Non è una giustificazione ma non accetto di appartenere alla categoria dei corrotti. Peraltro bisognerebbe studiare la storia: Citaristi (l’ex amministratore Dc condannato per finanziamento illecito ndr) dovrebbe essere quasi santificato rispetto a certi uomini di oggi che si arricchiscono personalmente r non finanziano certo i partiti che non esistono più”.

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