postato il 23 Agosto 2019 | in "Politica, Rassegna stampa"

“L’accordo Pd e CinqueStelle? Aiuterebbe Bonaccini”

Zingaretti non vuole ascoltare Renzi? Allora ascolti Prodi e i big emiliani. Non dia un vantaggio a Salvini

L’intervista di Silvia Bignami pubblicata su Repubblica di Bologna

«Le cose inutili è inutile farle. E in
questo momentola cosa inutile è
agitarsi…». Il senatore di Bologna
Pier Ferdinando Casini segue dal￾la spiaggia delle vacanze le angustie sulla crisi, con la trattativa
tra Pde 5 Stelle che balla e traballa per diverse ore. Il veterano del
parlamento, ormai in pianta stabile nel centrosinistra, avverte però il leader dem Nicola Zingaretti: «Se non ha voglia di ascoltare Renzi, ascolti almeno Romano Prodi, che gli ha consigliato la via di un accordo». Un patto giallo-rosso che tra l’altro converrebbe anche all’Emilia Romagna alvoto in autunno: «A Bonaccini conviene un accordo. Altrimenti la Lega riprenderà fiato e forza».

Casini, eppure la trattativa
pare più in salita di quel che sembrava all’inizio, tra veti e controveti, paletti e precisazioni. Lei che dice?

«Vedremo. L’unica cosa veramente importante, in realtà, è capire se i 5 Stelle faranno dichiarazioni di apertura a un dialogo col partito democratico.
Se sarà così, allora partirà un percorso. Altrimenti penso che il Capo dello Stato nominerà in fretta un governo elettorale e scioglierà la Camere per andare a nuove elezioni».

I dirigenti Pd di Bologna e
dell’Emilia Romagna non vogliono il voto e da giorni spingono per un accordo.
Conviene davvero un accordo col
Movimento?

«Certamente sì, perché Salvini è
uscito distrutto dal dibattito
parlamentare. Il premier Conte lo
ha quasi ridicolizzato. Il solo modo
che ha il leader della ella Lega per
uscire dall’angolo in cui è finito è
quello di andare al voto.Se Se si vota,
Salvini evita il capitombolo definitivo e potrebbe far dimenticare il suo errore su questa crisi. Al contrario,se si fa un governo di lunga durata tra PD e
Movimento, allora Salvini
potrebbe avere seri problemi. Non
solo col suo elettorato, anche
all’interno della Lega, perché la
sua leadership potrebbe essere
messa in discussione per come è
stata gestita questa fase».

Converrebbe anche al
presidente Stefano Bonaccini,
secondo lei, un patto Pd-5Stelle
a Roma?

«Direi di sì. A Bonaccini
converrebbe molto andare al voto
per le regionali con un governo
politico amico a Roma».

È ipotizzabile secondo lei una
alleanza col M5s anche per le
regionali in Emilia Romagna? Il
governatore ha tenuto la porta
aperta a questa possibilità,
dicendo che le distanze coni 5
Stelle non sono incolmabili come
quelle con la Lega.

«È vero, ma non credo che che le
similitudini siano tali da far
pensare un’alleanza vera e
propria tra PD e 5 Stelle alle
Regionali.Io penso che i grillini
presenteranno una loro lista e un
loro candidato. Anche senza
alleanza, però, Bonaccini
beneficerebbe comunque di un
diverso e più favorevole contesto
se a Roma ci fosse un governo coi
pentastellati».

E tuttavia il segretario
nazionale del Pd Nicola
Zingaretti sembra il più prudente
sull’ipotesi di un accordo coi 5
Stelle. Lei pensa che voglia
andare al voto?

«Non mi pare proprio che gli possa
convenire andare a votare. E non
capirei molto, se questa fosse la
strategia. Non capisco perché
regalare a Matteo Salvini un voto
che potrebbe aiutarlo risalire
dopo la figuraccia fatta sulla crisi».

Se si va al voto Zingaretti
potrebbe ridisegnare i gruppi
parlamentari a sua immagine.
Oggi è Renzi ad avere la
maggioranza tra deputati e
senatori.

«Sì, ma è accettabile regalare il
Paese a Salvini per cambiare venti
parlamentari? Io non credo. Poi
capisco che Zingaretti non sia
molto indulgente con Renzi, ma
non è soltanto Renzi ad aver
spinto per un patto di governo con
il Movimento Stelle. Ci sono gran
parte dei dirigenti dell’Emilia
Romagna. Ci sono tante
personalità di spicco del Pd. Ne
dico una su tutte: c’è Romano
Prodi ad aver indicato questa
via..».

Zingaretti deve ascoltare
Prodi?

«SÌ. Se non vuol ascoltare Renzi,
ascolti il Professore».

O ascolti lei, Casini. Dopo che
Renzi l’ha citata come
“veterano” de Senato sono nati
diversi meme: si dice che lei
partecipi a tutte le consultazioni
perché non si sa a che partito
appartenga…

«In realtà non partecipo a nessuna
consultazione perché non ho un
partito (ride, rdr.). Certo, gli anni
trascorsi mi danno una certa
autorevolezza, ma non dovrei
essere io a dirlo. Anche se anche
gli altri spesso me lo riconoscono.
Diciamo che l’esperienza mi
consente di esprimere il mio
giudizio in modo libero. Sperando
che qualcuno voglia ascoltarlo».

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  1. Credo che il Presidente Casini abbia delle ragioni


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