postato il 12 Aprile 2020 | in "Politica, Rassegna stampa"

«Il premier ora coinvolga l’opposizione, fase difficile: non può farcela da solo»

Un errore l’attacco ai capi della minoranza in televisione. Forse qualcuno teme che un accordo alto possa mettere in discussione gli attuali equilibri politici.

L’intervista di Fabrizio Nicotra pubblicata sul Messaggero

In questo momento non si può giocare, l’Italia da qui a poche settimane si troverà in una crisi economico-sociale drammatica. E non può esserci nessuno spazio per le polemiche tra governo e minoranza: sono sbagliate e dannose». Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera e oggi senatore del Gruppo delle Autonomie, ritiene un errore l’attacco di Giuseppe Conte ai leader dell’opposizione venerdì sera in diretta tv.

Il premier doveva risparmiarselo?
«Lo scenario è pessimo, paventare rischi di moti di piazza non è avventato, ma è purtroppo plausibile. Il capo dello Stato ha parlato più volte di unità nazionale e io dico: se non ora quando? Se nella storia ci sono stati momenti in cui la politica ha saputo mettere da parte le proprie divisioni è stato quando c’era in ballo qualcosa di più importante: l’interesse della nazione, il destino di generazioni. L’emergenza del dopoguerra spinse De Gasperi e Togliatti a fare un governo assieme. Le persone responsabili capiscono che bisogna accantonare gli interessi di parte per salvare il Paese. E in questo contesto cosa fa il presidente del Consiglio? Nella solennità di un messaggio a reti unificate, in un momento così grave, polemizza con l’opposizione. Ecco, è stato un grave errore».

Parla della sede o dei contenuti?
«Anche se può aver avuto delle ragioni, è il presidente del Consiglio. E’ l’ultimo che deve utilizzare la polemica proprio perché è il pater familias. Peraltro Conte, di cui apprezzo l’equilibrio e la tenuta con cui ha seguito questa fase drammatica, attacca Salvini e la Meloni e di fatto ne mutua i presupposti politici».

Cioè?
«Sul tema fondamentale del Mes, Conte non manifesta opinioni molto diverse da quelle dei leader di Lega e FdI. Che a mio giudizio sono sbagliate. Nel rapporto con la Ue non possiamo non tenere presente il contesto. Certo, non ci hanno dato gli Eurobond e questa è una sconfitta ma apriamo gli occhi: era prevedibile. E tutto sommato il risultato che è stato ottenuto dal governo non è negativo. Come ha detto Paolo Gentiloni al vostro giornale, abbiamo portato a casa risultati concreti: 200 miliardi di interventi della Bei e 100 miliardi del fondo per la disoccupazione. Non siamo all’anno zero. Ricordo inoltre che le condizioni che c’erano sul Mes sono state tolte. E noi prendiamo l’impegno di non utilizzarlo ora? Un atto di un’avventatezza unica».

Secondo lei Conte ha commesso un errore. Quali le conseguenze?
«Ho la sensazione che c’è chi vuole difendere l’attuale corso politico quasi temendo che un accordo tra maggioranza e opposizione possa mettere in discussione gli assetti che esistono oggi. Ma sarebbe il sintomo di una visione molto miope e molto grave. C’è l’assoluta necessità di procedere con l’opposizione».

Come è stata la gestione dell’emergenza da parte del governo?
«Complessivamente positiva: il Sistema sanitario nazionale e l’universalità delle cure per i cittadini hanno assicurato una tenuta complessiva. Il Paese è stato unito e anche l’opposizione, in Parlamento, ha avuto un atteggiamento di disponibilità».

E ora cosa succede?
«Adesso inizia la fase più difficile, quella della crisi socio-economica. E’ illusorio che un esecutivo possa governare da solo questa fase avendo l’opposizione che rema in un’altra direzione. Il mio appello a Conte è di lasciare perdere i toni polemici perché oggi chi governa deve assolutamente coinvolgere la minoranza. Deve essere quasi una ricerca ossessiva».

Per collaborare bisogna essere in due.
«Il mio appello vale anche per l’opposizione. Va bene contestare e vorremmo tutti che la Ue facesse di più, ma se negli anni scorsi Salvini e Meloni avessero creduto nell’Europa, forse avremmo avuto più peso ai tavoli dell’Unione. Gli alleati in Europa di Salvini e Meloni, inoltre, non si stanno dimostrando oggi così generosi nei confronti dell’Italia».

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