postato il 10 Giugno 2016 | in "Esteri"

Cile: Col Presidente Michelle Bachelet

L’olio donato in nome di Lumi Videla

Al Palacio de La Moneda con il Presidente della Repubblica, Michelle BacheletPubblichiamo dal Corriere della Sera l’articolo di Fabrizio Caccia

Due giorni fa, entrando al Palacio de La Moneda di Santiago, il presidente della commissione Affari esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, ha portato con sé un regalo speciale per Michelle Bachelet, la presidente della Repubblica del Cile: una bottiglietta di vetro da 250 ml con dentro un olio molto particolare.
Un olio con una storia lunga più di 40 anni. Si chiama «Luminoso», ma non c’entra il colore. Ha preso il nome da una ragazza, Lumi Videla, il cui corpo martoriato fu rinvenuto all’alba del 3 novembre 1974 nel giardino dell’ambasciata italiana a Santiago. Lumi Videla era una giovane militante del Mir, il movimento di resistenza al regime militare di Augusto Pinochet, il generale a capo del golpe dell’11 settembre 1973, che portò alla destituzione violenta e alla morte, quello stesso giorno, del presidente cileno Salvador Allende.

Il corpo senza vita di Lumi Videla venne ritrovato accanto ai quattro alberi d’ulivo del giardino della residenza dell’ambasciatore dell’epoca, Tomaso de Vergottini. Un avvertimento chiaro della dittatura all’Italia, che dopo il golpe aveva cominciato subito ad accogliere nella sua ambasciata centinaia di persone in cerca di asilo. Quella morte era l’ammonimento feroce del regime a non offrire più, da parte nostra, salvacondotti agli oppositori. Ma un coraggioso drappello di diplomatici, pur senza immunità per la brusca interruzione dei rapporti tra i due Paesi, resistette. E davanti alle quotidiane minacce degli uomini della Dina, i servizi segreti di Pinochet, malgrado tutto non si piegò, continuando a dare assistenza ai rifugiati. Così, oggi, dal seme di quelle quattro piante d’ulivo, non lontano da lì, è nato un uliveto intero.
Simbolo di pace ma anche frutto della memoria, per ricordare l’audacia dell’ambasciatore de Vergottini, di sua moglie Sofia e del giovane consigliere Emilio Barbarani che all’assassinio della ragazza dedicò un libro («Chi ha ucciso Lumi Videla?»). Ed ecco che l’ambasciatore di oggi, Marco Ricci, ha voluto chiamare «Luminoso» l’olio nato dai semi di 40 anni fa e, insieme a Casini (in missione in Sudamerica fino a domani), ha portato in dono alla Bachelet la prima bottiglia della produzione.

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