Insieme maggioranza e opposizioni per il bene del Paese
Io sono per fare le riforme. Credo che ci convenga accompagnare Berlusconi in questo percorso riformista che ha annunciato, in un processo di riforme che servano al Paese, e non fargliele fare da solo. Spero che il Pd voglia fare altrettanto.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto rapidamente, perché cinque minuti non consentono di fare grandi discorsi: oggi abbiamo otto livelli di amministrazione tra il cittadino e lo Stato, con le circoscrizioni, i comuni, i consorzi, le comunità montane, le città metropolitane, le province, le regioni e quant’altro; 107 province e, se fossero approvate tutte le proposte giacenti in Parlamento, avremmo 134 province. Costano 16 miliardi all’anno, il personale politico 115 milioni all’anno. [Continua a leggere]
La riduzione del numero dei parlamentari la voto subito. Siamo pronti a riformare le Camere, a patto però che questa volontà di riforma non faccia la fine delle province, che dovevano essere abolite, ed oggi invece andiamo a votare per il presidente. Sulle riforme siamo disposti a dialogare con tutti, anche con il Pdl, che è un interlocutore importante. Ma solo se le riforme sono vere e non finzioni o spot, come il federalismo che siamo fieri di non aver votato, perché è stata solo propaganda per la Lega. Quando il Governo fa delle cose che riteniamo giuste le valutiamo. Per esempio, tre settimane fa abbiamo votato al Senato il nucleare, poiché ho sempre fatto la campagna elettorale parlando di nucleare.
E’ necessario accogliere l’appello di Giorgio Napolitano su una maggiore coesione per attuare le riforme, ma purtroppo abbiamo fatto una campagna elettorale basata su veline, minorenni, sui voli di Stato e sui presunti abusi che ci sarebbero stati, sulle vicende giudiziarie di Berlusconi. Noi vogliamo parlare dei problemi delle famiglie italiane lasciate sole davanti alla crisi, non dei problemi del premier.
A volte il Capo del Governo ha interesse a dividere il Paese più che ad unirlo. Ci vuole sobrietà, serietà, anche un po’ di minimalismo, perché tutti questi effetti speciali vanno bene solo per i talk show.
Mi viene da ridere, pensando alla proposta di Berlusconi di ridurre a 100 il numero dei parlamentari. Si tratta di uno spot fatto a una settimana dal voto per raccogliere qualche consenso in più e turlupinare gli italiani.
Berlusconi non ha fatto la riforma della giustizia quest’anno perché c’erano divisioni che non gli hanno consento di presentarla. Con chi se la prende? Con se stesso, non certo con l’opposizione.
Berlusconi si è inventato che ridurrà a cento i parlamentari, come per l’abolizione delle Province, e il giorno dopo non ha fatto nulla. Ogni campagna elettorale cerca sempre un diversivo per tenere alta la tensione.
Berlusconi ha spiegato che 100 parlamentari bastano, noi lo invitiamo a passare dalle parole ai fatti: presenti un disegno di legge. La sfida è accettata, noi lo voteremo. Riduca a 100 i parlamentari, ma ho i miei dubbi che lo faccia, perché è la Lega che determina gli orientamenti del governo non Berlusconi. In ogni campagna elettorale il premier se ne inventa una. L’ultima volta parlava di abolizione delle province, e infatti andiamo a votare per le province e sono tutt’altro che abolite. Adesso pensa di ridurre il numero dei parlamentari. Bene. Che li riduca. Noi votiamo a favore, ma lo sfidiamo a fare subito questa proposta ufficialmnte in Parlamento.
La riforma della pubblica amministrazione voluta dal ministro Brunetta sia fatta senza demagogia.
La ricerca dell’efficienza va benissimo, è sacrosanta, ma la demagogia è un peccato mortale, è come lastricare di buone intenzioni la via per l’inferno. E’ invece importante che questa riforma si faccia per l’efficienza.
Roma, 23 apr. (Adnkronos) – Governabilita’ e riforme istituzionali “non sono in contraddizione”. E’ l’opinione del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che e’ intervenuto a “Panorama del giorno” su Canale 5 sul monito lanciato ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo il quale la Costituzione “non puo’ essere violata in nome della governabilita’”. “La Costituzione puo’ essere migliorata -ha osservato Casini- il bicameralismo perfetto puo’ essere superato e si puo’ anche rispondere alle esigenze della governabilita’, affidando maggiori poteri al presidente del Consiglio”. “Questo aspetto e’ stato sottolineato, prima che lo ponesse Berlusconi, da altri presidenti del Consiglio. Certo e’ -ha continuato Casini sposando l’espressione adottata ieri da Napolitano- che la Costituzione non e’ un residuato bellico. Piu’ passa il tempo e piu’ vediamo che regge. Piu’ che la Costituzione, non reggono certe riforme affrettate che sono state fatte. Certi apprendisti stregoni che oggi vogliono impiantare sull’assetto dello stato la bandiera federalista in modo improvvisato, dovrebbe prendere esempio dai nostri padri costituenti”. “Non mettiamo in cotraddizione l’esigenza della governabilita’ -ha concluso l’ex presidente della Camera- con il ruolo del Parlamento che resta fondamentale. Non esiste il leader del popolo, esiste un presidente del Consiglio eletto dal Parlamento, perche’ questo e’ l’impianto della Costituzione”.