Tutti i post della categoria: Ambiente

Vogliamo una Calabria senza rifiuti tossici

postato il 30 giugno 2010 da admin

di Daniele Coloca (Estremo Centro Calabria)

La questione ambientale in Calabria si fa sempre più preoccupante. A subirne le conseguenze, oltre al nostro meraviglioso territorio, sono tutti i cittadini calabresi.

Da anni, la nostra terra, è oggetto di continui saccheggi, devastazioni che vanno dalle coste alle montagne, dal Pollino fino a Capo Spartivento.

L’elenco è lunghissimo, più volte abbiamo ripreso articoli sulle scorie tossiche di Amantea, sugli scarichi abusivi che inquinano mari e laghi, sulla depurazione delle acque, per non parlare del problema del dissesto idrogeologico causato soprattutto dalla cementificazione selvaggia e abusiva sul territorio.

La Calabria, viene ancora e sempre più considerata come un territorio di conquista per l’affermazione d’interessi particolari, resi ancora più difficili da contrastare, a causa dello strapotere mafioso che ormai domina su tutto.

E’ stata proprio questa mentalità diffusa e radicata a fare della Calabria il paradigma del dissesto e del degrado ambientale, una regione in cui s’ipotizza  un decollo sociale ed economico basato sul turismo e sulla cosiddetta valorizzazione delle risorse locali e nello stesso tempo si opera per distruggere tutto quello che si dice di voler valorizzare, ovvero le nostre coste, i nostri boschi, le nostre montagne.

Parliamo oggi della questione delle ferriti di zinco nella sibaritide. E’ in corso dal 1997 un’inchiesta della Procura di Castrovillari che nei mesi scorsi ha ordinato il sequestro di oltre sessanta ettari di terreno contaminati a ridosso dei tre siti interessati: tre aree ubicate nelle contrade ”Tre Ponti” e ”Chidichimo” di Cassano allo Ionio e ”Capraro” di Cerchiara di Calabria, con circa ventidue mila tonnellate di ferriti di zinco. L’indagine scaturisce da un’attività precedente, svolta dalla Guardia di Finanza di Trebisacce (oggi soppressa) che in passato aveva evidenziato un sistema ben collaudato di smaltimento illecito di svariate tonnellate di rifiuti tossici.

Il sequestro dei siti già in precedenza cautelati e poi dissequestrati, è stato disposto a causa della mancata realizzazione degli interventi di bonifica in conformità al progetto approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; interventi, per i quali erano stati anche stanziati quattro milioni e mezzo di euro nell’ambito dell’Accordo Quadro di Programma in materia di tutela e risanamento del territorio della Regione Calabria.

La questione delle ferriti di zinco nella sibaritide è stata riaperta in questi giorni in Parlamento dai deputati dell’Udc Mario Tassone e Michele Vietti, su sollecitazione del sindaco di Cassano Jonio e consigliere regionale Gianluca Gallo.

I parlamentari evidenziano nell’interpellanza come la salute e la vita stessa dei cittadini che abitano in queste zone sono sotto il pericolo continuo di un inquinamento a cui non si riesce a porre rimedio, sebbene la situazione sia conosciuta ormai da più di dieci anni. Numerosi sono infatti i richiami e solleciti da parte delle Amministrazioni interessate, in particolar modo del sindaco del Comune di Cassano, Gianluca Gallo, che chiede da tempo un intervento concreto delle autorità preposte per ripristinare le normali condizioni ambientali e igienico-sanitarie delle zone.

In gioco, come al solito, c’è la salute dei cittadini ed il futuro di un’area, quella dell’Alto Ionio, a forte vocazione agricola e turistica. Urge avviare una bonifica e la messa in sicurezza ambientale del territorio. Sono quasi ventidue mila le tonnellate di ferriti di zinco già individuate e lasciate a giacere coperte da teloni spesso addirittura lesionati e deteriorati.

Non si può chiedere a queste popolazioni di veder messo in discussione il diritto a vivere nella propria terra e di progettarvi il futuro. Ci aspettiamo un intervento tempestivo della giunta regionale e del Governo, ricordando allo stesso che non potranno ripeterci quello che ci hanno detto sulle “navi dei veleni”, ovvero che ci sbagliavamo, che i rifiuti tossici non c’erano. Qui lo scempio ambientale è sotto gli occhi di tutti e non è figlio di un gesto folle.

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Verso un nuovo condono edilizio 2010, l’abuso definitivo?

postato il 21 giugno 2010 da Redazione

edificio abusivo di Gaspare Compagno

In spregio al buon senso, alcuni parlamentari hanno deciso di ritirare fuori il condono edilizio che la maggioranza, fino a pochi giorni prima aveva negato, ma d’altronde cosa aspettarsi da una manovra in cui la stessa maggioranza propone 1200 emendamenti e sbugiarda chi dovrebbe averla scritta ovvero Berlusconi e Tremonti, i quali a loro volta si contraddicono tra di loro e con loro stessi?
Sembra incredibile che ci sia ancora qualcosa da condonare in Italia, ma è così: a parte tutti gli scudi fiscali e i condoni ad essi collegati, questo è il terzo condono edilizio realizzato in 16 anni. Contiamoli assieme: il primo è del 1994, che riguardava in forma molto allargata le case abusive; il secondo risale al 2003; ora vi sarebbe il terzo, questo attuale, che servirebbe a condonare le case rimaste escluse dalla sanatoria del 2003. Un condono di cui avevamo già avuto sentore a marzo.
condono_edilizio1Perché questo condono sarebbe così scandaloso?
Intanto per come viene presentato: i tre senatori del PDL (Paolo Tancredi, Cosimo Latronico e Gilberto Pichetto Fratin) che lo hanno presentato non usano giri di parole e nel titolo della proposta affermano: “Emendamento condono edilizio”. Più chiari di così non si può.
Ma non è neanche questa la cosa peggiore.
E’ l’oggetto del condono che fa davvero rabbrividire: riapre i termini del precedente condono del 2003 (legge 269) per gli abusi edilizi commessi fino al 30 marzo 2010 e va a coprire le costruzioni poste (cito testualmente) “in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio” purché la domanda venga presentata entro il 31 dicembre 2010.
Che significa in concreto? Mentre prima dalla sanatoria del 2003 erano state escluse le costruzioni poste in siti sotto vincolo di tutela ambientale o in zone di tutela del patrimonio culturale, ora queste abitazioni possono essere sanate e divenire regolari.
Facciamo qualche esempio concreto: le case costruite sui costoni rocciosi di Ischia, che sono a permanente rischio frana (e hanno già causato un morto) potrebbero venire sanate.
Le case costruite nella valle dei templi ad Agrigento potrebbero venire sanate e quindi potranno essere regolarizzate, in barba a tutti i provvedimenti firmati per fare abbattere questi ecomostri.
Ma non è finita: le case costruite a Palermo sul monte Pizzosella potrebbero venire sanate, nonostante sentenze e ordinanze comunali.
Le case di San Fratello, dove i geologi continuano a lanciare segnali di allarme per il rischio frane potrebbero essere sanate.
Le case lungo la costa ligure e lungo la costa amalfitana, potrebbero venire sanate.
I villini che sorgono dentro i parchi lombardi e veneti, togliendo aria alle famiglie, potrebbero essere sanati.

condono edilizioE si, perché oltre a sanare, questo emendamento di fatto interviene anche se le precedenti richieste di condono sono state respinte e addirittura sospende “tutti i procedimenti sanzionatori amministrativi e penali già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato”. Cioè, non solo vengono sospese tutte le sentenze della magistratura per abbattere case abusive, ma anche le ordinanze comunali, provinciali e regionali, in barba al federalismo sbandierato da questo governo come uno dei suoi obbiettivi principe.
Ora quello che si prospetta è un emendamento che pur di fare cassa e di sanare le “furbizie dei soliti italiani”, condanna al cemento l’Italia e dimostra ancora una volta che in questo paese una scappatoia per sanare l’illegalità prima o poi si trova sempre.
Il Governo ha subito stoppato i tre firmatari, ma vista l’insistenza con cui il tema ritorna periodicamente all’attenzione, e considerando la mole di emendamenti di maggioranza, potrà succedere di tutto e sarà meglio stare molto in guardia per evitare di svendere il nostro ambiente e la sicurezza della nostra casa.

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L’Italia e l’energia, quale modello di sviluppo?

postato il 29 aprile 2010 da Redazione

Aerogeneratori, album di Lorca56Tutela dell’ambiente, riduzione delle emissioni, valorizzazione delle energie rinnovabili e sostegno alle imprese che investono in tecnologie sostenibili e risparmio. Sono alcuni dei temi trattati venerdì 23 aprile nel corso del convegno “La Green Economy per un nuovo modello di produzione e consumo”, organizzato dall’Udc alla Camera dei deputati e moderato dal deputato  Roberto Rao. [Continua a leggere]

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Il rischio idrogeologico in Calabria e Basilicata

postato il 22 febbraio 2010 da Redazione

Comuni a rischio idrogeologico in Basilicatadi Daniele Coloca e Antonio Di Matteo

Quello del dissesto idrogeologico è un tema tristemente attuale nel nostro Paese, come testimoniano le frane che hanno colpito San Fratello e Maieratio.

E’ importante aprire uno spazio di riflessione sull’argomento e porsi alcune domande su quanto sta accadendo.

Si tratta di semplici eventi naturali o piuttosto di danni dovuti a una dissennata gestione del territorio? Quali gli interventi da mettere in atto? Quali le aree del Paese dove il rischio che si verifichino eventi di questo tipo è maggiore?
In questo post riflettiamo insieme sul tema attraverso gli articoli di Daniele Coloca e Antonio Di Matteo, che hanno fatto un’attenta analisi della situazione in due regioni del Mezzogiorno, la Calabria e la Basilicata. [Continua a leggere]

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Una mozione bipartisan per la nave dei veleni

postato il 16 novembre 2009 da Redazione

RelittoNegli ultimi giorni il caso della nave dei veleni ha visto nuovi sviluppi: lo scorso 11 novembre la Camera ha approvato all’unanimità (con 490 voti) una mozione bipartisan sulle navi cariche di rifiuti tossici, con particolare riferimento a quella ritrovata a largo di Cetraro, nel Cosentino.
La mozione impegna tra l’altro il governo “a proseguire con il massimo impegno nell’attività di identificazione dei relitti sospetti e di verifica dell’eventuale esistenza di carichi nocivi per la salute pubblica o per l’ambiente, fornendo il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare delle risorse finanziarie e tecnologiche necessarie per far luce su questa gravissima vicenda“.

Legambiente, in prima fila nel richiedere ulteriori controlli e monitoraggi, è soddisfatta del risultato e sottolinea (tramite il vicepresidente Venneri) come si tratti di un problema non solo ambientale e che nella mozione e’ specificato che in questa vicenda sia, invece, il Governo nella sua totalità ad intervenire, mettendo in connessione i diversi ministeri e gli organismi internazionali.

In conclusione, per intervenire in questa vicenda non si può aspettare la prossima emergenza, conclude il parlamentare UDC Mauro Libè:

Quella della nave dei veleni è una vicenda non chiusa, al pari di tante altre questioni non chiare che interessano i nostri mari. Con le mozioni presentate dall’Udc chiediamo un impegno tanto al Governo quanto a noi stessi per dare certezze ai cittadini e tutelare tutte le attività economiche necessarie al rilancio del Sud e compromesse da questa torbida vicenda. È nostro dovere ridare un’aspettativa per il futuro a delle regioni che vivono in mezzo a mille difficoltà, tutelando in primo luogo la loro principale risorsa economica, il turismo. Che, è bene ricordarlo, è la sola attività non delocalizzabile. Questa mozione deve farci ben sperare: su un argomento che avrebbe potuto registrare divisioni per interessi di parte si è invece trovato un accordo per un impegno unitario. Dunque, dobbiamo dare nuove prospettive al Pese e la questione della tutela dei nostri mari non deve cadere nel dimenticatoio, per poi tornare a galla in occasione della prossima emergenza.

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Rifiuti, è di nuovo emergenza

postato il 12 novembre 2009 da Redazione

Munnezz, foto di AdrianoltRoghi di spazzatura, scuole chiuse. Immagini che portano la nostra mente indietro nel tempo, all’emergenza rifiuti in Campania. Ma che, purtroppo, sono cronaca di questi giorni. Siamo in Sicilia, per le strade di Bagheria e di altri 60 comuni del Palermitano ripiombati in una situazione di emergenza. Cumuli di spazzatura per le strade, roghi e repentino peggioramento della situazione igienico-sanitaria. [Continua a leggere]

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La nave dei veleni non è a Cetraro, ma l’emergenza ambientale non va dimenticata.

postato il 2 novembre 2009 da Redazione

motoreA largo di Cetraro non c’è la nave dei veleni, ma un piroscafo affondato durante la prima guerra mondiale.
Questi sono i risultati delle analisi svolte dal ministero dell’Ambiente e rese pubbliche lo scorso 30 ottobre.

L’annuncio è stato fatto in conferenza stampa dal ministro Prestigiacomo e dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il quale precisa che “le indagini hanno accertato che non ci sono elementi di radioattività né di inquinamento nel raggio di tre chilometri intorno alla nave”.

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Nave dei veleni: ad Amantea la rabbia chiede verità

postato il 26 ottobre 2009 da Redazione

Manifestazione ad Amantea, dall'album di Maria Francesca Calvano“Basta veleni. Riprendiamoci la vita, vogliamo una Calabria pulita”. Sabato 24 ottobre si sono ritrovati in migliaia in piazza ad Amantea per manifestare contro la contaminazione dei veleni affondati nelle “navi a perdere” o sotterrati nelle valli dell’entroterra.

Cittadini, studenti, autorità locali, associazioni e organizzazioni ambientaliste hanno invaso il centro della cittadina tirrenica, divenuta il simbolo della lotta allo strapotere della criminalità organizzata, gridando la loro rabbia, la loro paura e il loro bisogno di verità sulla vicenda della cosiddetta ‘nave dei veleni’ che cela ancora troppi lati oscuri e che preoccupa per le paventate minacce sulla salute e l’economia di interi territori. [Continua a leggere]

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L’Italia raccontata da voi: l’inquinamento in Puglia

postato il 26 ottobre 2009 da Redazione

Da una finestra di via Regina Margherita, album di Mafe“Riceviamo e pubblichiamo”
Vieni a ballare in Puglia…con la mascherina!
La Regione Puglia, tacco d’Italia, è considerata tra le Regioni più belle e ospitali della nazione. La si attraversa verticalmente, per “lungo”. Dal Gargano a Santa Maria di Leuca, passando dall’appennino dauno, alla Murgia barese, dal mar Jonio al mar Adriatico, dalla Magna Grecia alla Grecìa Salentina, dai Bizantini ai Messapi, Svevi…
Storia, arte, cultura, paesaggi stupendi, riserve naturali, mare e spiagge da fare invidia. Non si può quindi fare a meno di domandarsi come mai la Puglia non è considerata come merita. Facile, perché l’unico primato certificato è quello di essere fra le Regioni più inquinate d’Europa. La canzone di Caparezza, Vieni a ballare in Puglia, purtroppo rivela una realtà tragica, una Regione da bonificare in toto! [Continua a leggere]

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La nave dei veleni, ma perché nessuno si muove?

postato il 24 ottobre 2009 da Redazione

dall'album di emaflickrindaaus

Giace a meno di 500 metri di profondità, a circa 20 miglia dalla costa di Cetraro (Cosenza), esattamente come indicato da un pentito di mafia, Francesco Fonti: è una delle «navi dei veleni». Finalmente hanno trovato oggettivo riscontro le denunce portate avanti da anni da Legambiente e da importanti settimanali italiani.
È passato poco più di un mese dal ritrovamento della ‘Cunski’, una delle tre navi tossiche, indicate dall’ex «santista», affiliato alla cosca Romeo di San Luca, insieme alla ‘Yvonne A’ a largo di Maratea (Potenza) e alla ‘Voriais Sporadais’, a largo di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), ma secondo notizie di stampa, sarebbero oltre trenta le navi con le stive cariche di sostanze tossiche o radioattive mandate a picco sui fondali intorno alla Calabria tra gli anni ‘80 e’90. [Continua a leggere]

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