Casini e la solitudine dei numeri primi

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri”. Così scrive Paolo Giordano nel suo romanzo “La solitudine dei numeri primi” che in questi giorni arriva anche nelle sale cinematografiche grazie all’opera di Saverio Costanzo, e queste parole del  giovane autore, per uno strano volo pindarico della mente, possono essere applicate al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

Il suo intervento conclusivo alla festa di Chianciano è stato compresso dai media tra i numerosi interventi politici di questa domenica settembrina di feste di partito, ma pur essendo “schiacciato” tra Berlusconi, Bossi e Bersani l’ex Presidente della Camera è sembrato, per dirla appunto con Giordano, “un passo in là rispetto agli altri”.

Mentre un Berlusconi scolorito (politicamente si capisce… il cerone è sempre ottimo) giocava con i giovani del ministro Meloni al gioco della torre e a raccontare barzellette che non facevano ridere, a Chianciano Casini chiedeva responsabilità, onesta e coerenza politica al Premier; mentre a Venezia il Senatur decideva di sciacquare con pura acqua del Po il figlio “Trota” e i fedelissimi, nel famoso centro termale della provincia di Siena il leader dell’Udc chiedeva una maggiore attenzione per il Sud e un impegno maggiore per la legalità; mentre a Torino Bersani si rimboccava le maniche per mettere ordine nel Pd e trarre dal baule dei ricordi l’Ulivo, alla festa dell’Udc Casini parlava di una nuova forza politica capace di interpretare il cambiamento e il disagio dei tanti italiani delusi dalla politica.

Pier Ferdinando Casini ha avuto il merito di non impantanarsi nelle inutili alchimie politiche nel suo discorso conclusivo della festa dei centristi, al contrario ha detto parole chiare sulla odierna situazione politica e, cosa più importante, ha aperto un cantiere per costruire qualcosa di nuovo, un progetto per il cambiamento. Il merito di Casini sostanzialmente è quello di continuare su quella strada coraggiosa ancorchè ripida imboccata nel 2008 e di guardare con fiducia e ambizione al futuro. Sa bene Casini che ogni passo indietro rispetto alle scelte coraggiose degli ultimi anni metterebbe la parola fine alle aspirazioni dei moderati italiani, sa bene che il futuro del Paese e dei moderati non si può barattare per il solito misero piatto di lenticchie. Le parole di Casini hanno qualcosa di diverso rispetto alle parole di Berlusconi, Bossi e Bersani perché sanno di futuro, in quelle parole fiere e schiette c’è la voglia di imbarcarsi in una avventura politica nuova che superi gli schemi e le incertezze e di lavorare con quanti hanno veramente a cuore il futuro dell’Italia seguendo quell’antico adagio che dice di non chiedere al viandante da dove viene ma piuttosto dove va.

Eppure posizioni come quelle di Casini rischiano sempre di apparire un po’ solitarie salvo poi rivelarsi delle profezie realizzate, ma questa forse è la famosa solitudine dei numeri primi, forse è il prezzo da pagare per chi in politica vuole essere libero e coraggioso. Il prezzo della libertà e del coraggio è alto ma è pur vero che è ampio il credito che gli italiani concedono a chi è capace di parlare di futuro e di cambiamento del Paese.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

8 Commenti

Commenti

  1. spero proprio che il berlusconismo esca definitivamente dal nostro Partito, smettendola con gli interventi di sondaggisti alla fine delle festa di Chianciano, con simboli recanti nomi di persone anche se autorevoli, con amercanate quali l’intervista finale.
    In ogni caso io continuero’ a lavorare per questo progetto politico, che credo che, sebbene presenti talvolta dei tratti che non mi piacciono, importante. Che che il Signore ci aiuti a procedere per un sentiero giusto in una situazione politica cosi difficile.


  2. Se si può permettere, oggi, Casini di stare solo come tutti i numeri primi e anche grazie all’enorme quantità di voti che ieri la Sicilia portava ma che probabilmente non porterà più.
    Non dimentichiamoci che la Sicilia è stata una risorsa fondamentale, in termini di voti e uomini politici, fino a qualche giorno prima dall’intervento dell’On. Romano a Chianciano.


  3. Bravo, Adriano…una bella visione critica dei movimenti politici in Italia…


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  6. Cara Sofia,
    c’è differenza tra sposare un progetto politico e puntare su un cavallo. L’Udc siciliana ha sposato un progetto politico e dunque non ha puntato sul “puledro Casini”.


  7. sofia, credo che nessuno se lo scordi… e non c’è bisogno di ricordarlo a chicchessia


  8. Hai avuto avuto grande coraggio e determinazione; ho letto le tue dichiarazioni riguardo alla questione Sicilia e credo che la parte sana di quella stupenda regione non ci farà mancare il suo appoggio. Sono le scelte coraggiose a far volare in alto.
    Avanti cosi verso il Partito della Nazione




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