postato il 26 Novembre 2010 | in "Media e tecnologia, Temi etici"

Caro Fazio, la tua risposta è vergognosa

La risposta di Fazio è vergognosa perchè confonde le mele con le pere e lo fa deliberatamente. Che io vada o meno ospite in una trasmissione di Fabio Fazio non ha nulla a che vedere con la voce che chiediamo venga data ai disabili gravissimi che scelgono di vivere e alle loro famiglie.
Non ho condotto una battaglia per chiedere spazi televisivi che ho a sufficienza. Ho fatto sentire la mia voce non per promuovere il mio partito ma perchè il servizio pubblico televisivo parlasse di almeno uno fra le decine di migliaia di drammatici casi di malati lasciati tra mille difficoltà nel disinteresse generale e che ogni giorno innalzano, insieme alle loro famiglie, un meraviglioso inno alla vita. Non è questo il Fabio Fazio che ho conosciuto, spero abbia parlato la sua controfigura.

Pier Ferdinando

9 Commenti

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  1. caro pierferdinando sono maurizio dello stritto, scrivo da caserta, sono affetto da distrofia muscolare e quindi disabile grave, ma non nella testa e nell’anima, sono consigliere comunale UDC nonché commissario UDC a caserta (grazie al nostro “mimì”). ho due meravigliosi bambini che vedrai l’11 dicembre quando verrai a caserta. condivido pienamente la tua linea riguardo “fazio”. ne parleremo da vicino e mi auguro e ne sono convinto di parlare e lavorare con te su molti temi che colpiscono non solo la mia città ma tutta la nazione. ti stimo e ti ammiro molto. noi tutti ti aspettiamo e……stiamo facendo grandi cose a caserta. buona serata.
    Maurizio Dello Stritto


  2. A Fazio e Saviano le associazioni pro vita hanno chiesto di partecipare per inficiare le ragioni delle scelte di Englato e Welby. E’ quella la cosa insopportabile. Se Saviano e Fazio avessero deciso loro in solitudine in fase di preparazione del programma di invitare persone che accudiscono disabili gravi e persone in stato vegetativo che abbiano scelto di continuare a “vivere”, nessuno si sarebbe mai sognato di pretendere che venisse fatta una puntata riparatrice con persone come Welby e Englaro. Si sarebbe guardato il programma rispettando le scelte di chi a quel programma avesse lavorato. E sarebbr stato insopportabile se Welby ed Englaro e le associazioni che li appoggiano avessero preteso il diritto di replica. E’ il programma di Fazio e Saviano, e nessuno tranne loro ha il diritto di decidere come e con chi farlo.
    Oltretutto Englaro e Welby non hanno fatto un elenco di ragioni per le quali non vale la pena vivere. Hanno mostrato a tutti la sofferenza di chi, avendo deciso altrimenti, è stato costretto da altri a subire una scelta non propria. Esiste un solo paziente che, avendo scelto di continuare ad andare avanti, sia stato costretto a subire i continui attacchi di chi invece cercava in ogni maniera di staccargli la spina e per questo motivo abbia vista denigrata e offesa la moglie o il padre che appoggiavano la sua scelta’? Perchè solo un pz che abbia subito una tale violenza, esattamente speculare a quella subita da Welby ed Englaro, potrebbe avere diritto a parlare, ma non per raccontare la bellezza della propria scelta pro-vita, ma per denunciare come hanno fatto Welby ed Englaro, la violenza subita. Distinti saluti
    Monica Murgia


  3. lunardi luciano sposato con due figli sono affetto da distrofia muscolare e quindi disabile grave, ma non nella testa e la mia testa mi dice che io non voglio essere violato da tubi e tubetti perchè non sarebbe solo la mia sofferenza ma anche quella della mia famiglia perciò non aiutatemi a vivere.Mia moglie a lottato e vinto soffrendo contro il tumore per starmi vicino da dieci anni sopporta le conseguenze. Mio fratello lunardi mario affetto da distrofia muscolare si è inpiccato per non soffrire e mia nipote lunardi stefania affetta da distrofia muscolare chi l’aiuta cosa farà alle prime difficolta ?
    L’ anima non so che cosè io so solo cosè il bene e male .
    fate una legge che tenga conto del testamento di una persona


  4. Buongiorno, presidente.

    Per prima cosa faccio i complimenti a Maurizio Stritto e gli dico che, umanamente parlando gli sono vicina, come sono vicina a tutti coloro che soffrono.
    Ma non mi sento vicina a lei, presidente, primo perchè mi pare che in questi ultimi giorni si stia tanto battendo per tutte le cause che danno visibilità, secondo perchè non ammetto alcun integralismo da qualsiasi parte venga e per qualsiasi ragione venga cavalcato. Le ribadisco, come già ho avuto modo di scriverle, che qui non viene messo in dubbio il diritto alla vita di chi vuol vivere e lo fa a costo di sacrifici enormi, ma viene messo l’accento su chi non vuole più soffrire fisicamente e sente la propria dignità lesa ogni qualvolta, per qualsiasi gesto che a noi appare scontato, è invece costretto a chiamare qualcuno.
    Io do tanto rispetto a chi vuole vivere e altrettanto ne do a chi vuole morire con la propria personale dignità.
    Una citoyenne


  5. Non condivido affatto il pensiero di chi dice che Casini si stia battendo per cause che ottengono visibilità…Riguardo alla Sla, è una battaglia che egli sta combattendo da diverso tempo, senza renderla televisivamente pubblica, e chi lo ascolta ai convegni lo sa. Non ha certo bisogno di farsi pubblicità o di affliggere manifesti sui principi per cui lotta; semplicemente cerca di dar voce a chi non l’ha. Il vedere secondi fini in atti di pura umanità è inevitabile, ma è da considerare che la nostra cultura vive di comunicazioni mediatiche, e certi atti, perchè vengano considerati, vanno resi pubblici.


  6. Non c’è peggior sordo di chi non vuol capire. Il Presidente Casini non ha chiesto spazio per il partito, non ha chiesto spazio per la Chiesa Cattolica ma ha chiesto spazio e si è battuto in Parlamento “per quei disabili gravissimi che hanno fatto una scelta diversa e che spesso sono dimenticati dalla TV.” Personalmente credo che sia nel diritto di Saviano e di Fazio di rifiutare di dare nel loro spettacolo la loro umana solidarietà nei confronti di questi malati credo però che sia diritto di altri di contestarli e di criticarli. Fazio e Saviano hanno fatto una scelta di campo in nome di un principio ideologico: l’autodeterminazione. Nello spettacolo si sono esaltate scelte di morte. Vi sono però persone, familiari e pazienti, in situazione identiche o peggiori che chiedono allo Stato solidarietà, aiuto e attenzione. Persone e famiglie che lo Stato deve aiutare, proteggere ed ammirare (sono persone utili perché insegnano a tutti cos’è la vera umanità e solidarietà). Famiglie e pazienti a cui Fazio e Saviano hanno chiuso la porta in faccia. Sarebbe invece stato interesse di Saviano e Fazio far capire che lam loro non era una posizione preconcetta e che anche loro si sentivano schierati a loro fianco per le loro necessità materiali ed affettive.


  7. Se le istituzioni abbandonano i malati è più facile che le difficoltà e il dolore portino a pensieri di morte. La scelta migliore è SEMPRE la VITA, su questo non ci piove. Spesso, però, capita che l’assenza di amore (o in alcuni casi addirittura interessi economici e politici!) porti a credere di potersi arrogare il diritto di fare (o peggio di consigliare) scelte drastiche. Dove c’è AMORE (vero amore, non una presunta “pietà” o un concetto distorto di “dignità”) non c’è MAI desiderio di morte.
    La politica oggi ha bisogno di persone che abbiano il coraggio di fare affermazioni e tenere comportamenti che siano totalmente a servizio di chi ama e rispetta la VITA, non di personaggi che, per una manciata di voti, avvallino tesi “comode e alla moda” come una libertà portata all’estremo, tanto da sentirsi liberi di scegliere la morte. Lei, presidente Casini, è un esempio da seguire. Continui così!


  8. 1.Qualcuno, in Italia, conosce ancora la differenza tra un diritto individuale ed un obbligo valido per tutti?
    2.Chiedere il riconoscimento di un diritto individuale significa davvero che tutti siano poi obbligati ad esercitarlo(!!) ?
    3.Se io non voglio rimanere in vita grazie ad una “macchina” in che modo offendo e comprimo la libertà di chi non vuole fare altrettanto?
    4.Non è forse vero che – invece – il divieto assoluto di staccare la “spina” comprime ed offende la mia esclusiva libertà di scelta?
    Tuttti hanno il sacrosanto diritto di continuare a vivere anche al di là del naturale, e di questo nessuno discute: sono le eccezioni che vanno tutelate, per un principio di libertà inalienabile, e questo hanno voluto fare Fazio e Saviano.


  9. La mia risposta da semplice Attivista al sig. mcorsale è questa.
    Il diritto alla vita è un principio primario fondamento della persona umana che deve fondarsi su dati scientifici certi ed incontrovertibili. Non è un optional da utilizzare e cambiare a piacimento secondo le convenienze personali o comunitarie od economiche.
    Un conto quindi è un diritto individuale ed un conto è un desiderio individuale per il quale la comunità in vario modo dovrebbe attivarsi e risolvere direttamente.
    Lex creat mores: la legge crea i costumi, li modella e li condiziona. Un conto è vivere in un ambiente degradato dove la vita umana è svalutata un conto è vivere in un ambiente in cui la vita umana è apprezzata ed è considerata tanto più utile quanto più è indifesa e sofferente. Perché è lì che si vive e si vede la vera umanità e la vera solidarietà (i motori della pace universale). Una realtà però che lo Stato coerente deve sostenere ed apprezzare.
    Fazio e Saviano hanno fatto una scelta ideologica di campo perché non hanno chiamato e poi non hanno voluto chiamare tra l’altro a sostegno della loro tesi (il principio di autodeterminazione) persone e famiglie con storie diverse . Il perché credo che sia facilmente intuibile.
    La distinzione tra difesa della vita – accanimento terapeutico – cure palliative è una questione aperta per la quale occorre raggiungere, quanto prima, un equilibrio giusto però sempre nel rispetto dei valori di ogni singola persona umana!!




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