postato il 27 Marzo 2021 | in "Spunti di riflessione"

Bologna: è arrivata l’ora di un sindaco donna

Il Pd punti sulla Gualmini: è il nome giusto

La mia intervista a Il Resto del Carlino a cura di Rosalba Carbutti

Le Comunali rischiano di diventare un cubo di Rubik. Con la questione femminile che potrebbe scombinare, di nuovo, le complicate carte del Pd. Dalle donne capigruppo lanciate da Enrico Letta, neo segretario dem, alla mossa del cavallo dei renziani che lanciano in città il nome della sindaca di San Lazzaro di Iv, Isabella Conti. Oppure, fanno sapere, di gradire Elisabetta Gualmini, eurodeputata dem. Idea, quest’ultima, che il senatore centrista Pier Ferdinando Casini, finalmente negativo ai controlli Covid, aveva già lanciato in tempi ‘non sospetti’ nell’autunno scorso.
E che oggi rilancia, pungolando i dem per valutare anche altri nomi: la preside del Malpighi Elena Ugolini e l’imprenditrice Valentina Marchesini. Senatore, lei aveva deciso di smarcarsi dal dibattito delle Comunali, ma torna in auge l’idea di un nome femminile nel centrosinistra…
«Torno a parlarne proprio perché il tema delle donne candidate lo avevo sollevato per primo. Ed è necessario che venga declinato senza strumentalizzazioni. Non ho mai creduto che in virtù della questione di genere una donna debba essere preferita a un uomo per una sorta di corsia preferenziale. Ci sono donne valide e altre, invece, che sulla questione femminile hanno costruito i propri successi, pur non avendo grandi qualità politiche. Ma non è questo il caso di Bologna: qui di donne che potrebbero fare il sindaco ce ne sono, eccome».

La dem Elisabetta Gualmini – gradita anche ai renziani – potrebbe tornare in campo?
«Già mesi fa dissi che una convergenza tra progressisti e moderati si sarebbe potuta trovare facilmente in città su una personalità come la Gualmini. Ha una dimensione internazionale ed è radicata nel mondo universitario. Penso che potrebbe essere una scelta vincente, perché in grado di catalizzare molti voti anche in un mondo tradizionalmente esterno al Pd. Ma attenzione: faccio questo ragionamento non per una questione di genere, ma per ragioni politiche. Poi, l’idea della Gualmini prima donna sindaco di Bologna non guasterebbe…».
La Gualmini, però, si è già sfilata due volte…
«Beh, se qualcuno invece di chiamarla la scoraggia è ovvio che una donna con un incarico importante rinunci ad impegnarsi. Ho abbastanza esperienza in politica, non sono Alice nel Paese delle Meraviglie: la Gualmini non cerca un posto di lavoro e, quindi, per mettersi in gioco devono essere gli altri a cercarla. E al Pd ricordo: Elisabetta non viene dalla luna, ma è stata eletta nelle liste dem».
Matteo Lepore e Alberto Aitini dovrebbero fare un passo indietro, quindi?
«Non credo che persone intelligenti come loro vogliano far prevalere la loro questione personale sul futuro della città».
Pensa che il Pd bolognese sarebbe disponibile a cambiare schema?
«Di certo, le ultime mosse del partito credo abbiano lasciato perplessa la città: sono tornati i soliti giochi di corrente, col solito muro contro muro. Credo che oggi si debba puntare su un sindaco autonomo che non abbia per forza il placet dei soliti poteri…».
La Gualmini è il nome giusto?
«Il Pd dovrebbe rendersi conto che il mondo è cambiato e che seguire i consueti riti tradizionali può portare a perdere le elezioni. Scegliere l’eurodeputata andrebbe incontro alle esigenze di un Pd che rilancia la questione femminile…».
Altre donne potrebbero giocarsela?
«Non sta a me avanzare nomi, donne brave a Bologna ce ne sono tante, penso anche al rettorato dove ci sono candidate che stimo moltissimo. Ma Elena Ugolini, preside del liceo Malpighi, potrebbe essere una figura validissima. È una delle maggiori esperte di scuola, è indipendente e fuori dai partiti. Poi c’è Valentina Marchesini dell’omonimo Gruppo del packaging, che dimostra come anche nelle famiglie che hanno fatto la storia industriale, le donne rappresentano il futuro aziendale».
I renziani avanzano una candidatura targata Iv in città. Fattibile?
«Sono amico di Renzi, ma è piuttosto difficile che il Pd a Bologna possa pensare a una candidatura di Italia Viva a sindaco. Rimarrei nell’ambito delle cose possibili».
Sull’altro fronte, si sta muovendo Bologna Civica sempre più vicina alla Lega. Deluso?
«Con Giancarlo Tonelli e Gian Luca Galletti ci lega l’amicizia e l’affetto di una vita. Tonelli da anni è impegnato professionalmente in una associazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gian Luca da tre anni è tornato all’impegno professionale. Oggi le scelte che vorranno fare sono loro e soltanto loro. Le rispetterò, ma in nessun modo mi coinvolgono».
Se dovesse dare un consiglio al Pd che cosa gli direbbe?
«Di scegliere una donna. Anche perché potrebbe contribuire a ristabilire un dialogo con Bologna Civica».

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