Archivio per maggio 2019

Ora nuovo centro alleato col Pd

postato il 30 Maggio 2019

La ricetta per battere la Lega: «Nella coalizione anche i delusi da Forza Italia»

L’intervista di Francesco Ghidetti pubblicata su Quotidiano Nazionale.

ESISTE al centro uno spazio enorme (da riempire) e i 5 Stelle rischiano grosso (ma non bisogna infierire sugli sconfitti). Pier Ferdinando Casini, 63 anni, bolognese senza se e senza ma, ha dedicato la sua vita alla politica. Ora siede a Palazzo Madama, in passato è stato il numero uno della Camera dei deputati e molto altro.
«Prima di discutere degli sconfitti, permettetemi un’osservazione. Queste elezioni dimostrano che lo spazio da conquistare al centro è largo e ampio. Se il Pd vuol tornare davvero protagonista, per contrastare la Lega, non ha che una via: realizzare una coalizione che convinca i moderati, i delusi da Forza Italia e quel 15-20 per cento in più che aveva votato Renzi cinque anni fa. A noi spetta il compito di organizzare una forza politica che va messa in campo senza autorizzazione preventiva di Zingaretti e che si allei col Pd e sia caratterizzata da una pluralità di soggetti».

Intanto, la politica italiana s’è persa i 5 Stelle…
«Non è mio costume infierire sugli sconfitti, fossi in loro non starei tranquillo. Perdere, nel giro di un anno, un voto su due è grave».
Ma sono finiti o no?
«Certo è che si sono infilati in un vicolo cieco o, comunque, in una via molto stretta».
Da cui è difficile uscire…
«Difficilissimo. Che fanno? Alzano i toni con il leader della Lega Matteo Salvini? Improbabile. Vanno a elezioni anticipate? Non è possibile perché dal 17 di domenica potrebbero crollare al 10».
La sua ricetta se fosse grillino quale sarebbe?
(risata). «Eventualità remota… A parte le battute, credo dovrebbero seguire un antico insegnamento del democristiano Emilio Colombo: calma, calma, calma. Dovrebbero prendere fiato perché per loro si annunciano tempi grami».
Ma più attenzione alla formazione della classe dirigente?
«Certo, anche se la questione non riguarda solo loro. Sia chiaro: non è che siano incapaci. Hanno molte ragazze e ragazzi bravi, ma di poca esperienza. Se la stanno facendo ora sul campo».
Il che spiega la catastrofe?
«No. I pentastellati hanno pensato di governare il Paese riempiendo il vuoto con un’incredibile arroganza. Come posseduti da un delirio di onnipotenza che ha portato scarsi risultati, direi».
In Sicilia, uno dei loro granai…
«La fermo subito. I granai non esistono più. Ora è tutt’altra storia. Basti guardare a che cosa è successo nella nostra Emilia-Romagna, con la Lega che diventa il primo partito».
E conta in Europa. Parecchio.
«La Lega non conta in Europa e si gioca una partita davvero difficile. In fondo, popolari e socialisti, le grandi famiglie europeiste, potranno ancora governare. Tanto è vero che il Carroccio chiede alleanze al Ppe, sa da soli i sovranisti non ce la faranno mai».
E il Pd?
«Rischia grosso se pensa di accontentarsi del recupero di chi aveva votato D’Alema e Bersani. Devono guardare al centro, altro che ‘operazione identitaria’ come sento dire… Proprio il contrario».
Zingaretti: pronti alle elezioni.
«Per far che? Per perdere e cambiare i gruppi parlamentari da ‘renziani’ ad ‘antirenziani’? Per restare a vita all’opposizione?».

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Contro Salvini l’antifascismo non basta

postato il 18 Maggio 2019

I Dem sono l’unica forza in grado di ridare dignità al paese, ma c’è bisogno anche di noi moderati. I delfini di Merola? Finiranno in acquario.

L’intervista di Andrea Chiarini pubblicata su la Repubblica di Bologna

Pier Ferdinando Casini, un centrista sbilanciato a sinistra. Tanto da organizzare per oggi un’iniziativa targata Pd con i candidati alle Europee Paolo De Castro e Francesca Puglisi (Oratorio dei Fiorentini, alle 10). Forse anche per smentire le voci di un riavvicinamento a Forza Italia.

Casini, finirà che l’esorcista arriverà anche per lei.
«Non lo temo, anzi, considerata la mia ormai lunga carriera politica gli esorcismi potrei farli io…».

Battute a parte, ora promuove eventi Pd: è l’ultima svolta?
«Intanto lo faccio per sdebitarmi con quel popolo che mi ha sostenuto e votato alle politiche, poi De Castro e Puglisi sono due persone che conosco e stimo. Francesca ha solo un difetto: è fortitudina». [Continua a leggere]

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Venezuela: L’Italia riconosca Guaidó presidente

postato il 13 Maggio 2019

Roma dovrebbe riattivare la cooperazione allo sviluppo. E’ ridicolo parlare di elezioni libere: organizzate da chi e gestite da chi? Da Maduro? Serve una transizione.

L’intervista di Daria Gorodisky a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Corriere della Sera

«L’Italia,da Paese serio, riconosca finalmente Juan Guaidó come presidente di transizione del Venezuela, così come hanno fatto gli Stati Uniti e più di 50 nazioni al mondo». Pier Ferdinando Casini senatore ed ex presidente della Camera, non condivide la linea del governo.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scritto una lettera a Guaidó…
«Per la prima volta in termini ufficiali Conte ha riconosciuto che l’Assemblea nazionale presieduta da Guaidó e legittimata democraticamente,mentre non lo è l’elezione di Nicolas Maduro. E’ un atto di coraggio rispetto alia posizione dei 5 Stelle, ma non basta».

Conte sostiene che così favorisce il dialogo fra le parti.
«E un’ingenuità totale. Si è visto che cosa e successo dopo la conferenza di Palermo sulla Libia: altro che mediazione fra Haftar e Sarraj, invece della pace è scoppiata la guerra. Sul Venezuela sono al lavoro signori come Mike Pompeo e Sergej Lavrov, non dei dilettanti alio sbaraglio». [Continua a leggere]

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