Archivio per marzo 2018

Ospite di Otto e mezzo

postato il 23 marzo 2018

Nessuno può imporre un programma di governo con il 30% dei voti

Penso che potrebbe essere una legislatura molto rapida perché nessuno di coloro che ha vinto queste elezioni, Salvini e Di Maio, è in grado di formare un governo autonomamente. In alternativa, ci deve essere un armistizio, perché nessuno può imporre un programma con il 30% dei voti. C’è bisogno di una composizione parlamentare per evitare nuove elezioni che producano un nuovo risultato di stallo.

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C’è grande rinnovamento, speriamo l’Italia vada avanti

postato il 20 marzo 2018

Presidente Senato rappresenti tutta l’Assemblea

Speriamo che l’Italia vada avanti. C’è un grande rinnovamento. Diceva un famoso ateniese: ‘La Repubblica si difende con le armi dei giovani e con i consigli degli anziani’. Speriamo di dare una mano ed evitare che vada fuori strada.

La vita del Parlamento nasce e si consolida su un principio: il rispetto della maggioranza e l’eguale dignità di chi sta all’opposizione. Al governo ci va chi vince, ma nel Parlamento tutti abbiamo diritto di cittadinanza. L’importante è che il Presidente del Senato faccia sentire a tutti i parlamentari, indipendentemente dalla loro collocazione, questo sentire collettivo.

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Grazie Bologna!

postato il 17 marzo 2018

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Io resto centrista, socialdemocrazia ko

postato il 6 marzo 2018

L’intervista di Francesco Ghidetti  pubblicata su QN

Pier Ferdinando Casini, ma come: lei era la pietra dello scandalo ed è stato l’unico a far vincere il centrosinistra.
«Abbia pazienza, io non ho vinto da solo. L’incontro tra moderati e progressisti ha funzionato bene. Ha, come si usa dire dato i suoi frutti e…».

Lei, leader centrista, è diventato di sinistra…
«No, riabbia pazienza. Io non sono diventato di sinistra. I cittadini conoscono bene la mia storia. Sono un bolognese che ama la sua città e che rispetta il suo popolo, con le proprie radici e tradizioni».

Ma lei ha molte responsabilità. La prima: tenere accesa la fiammella riformista in un’Emilia che ha cambiato decisamente verso.
«Io non sono del Pd. Ma un suggerimento vorrei darlo: si avvii una riflessione seria sul fatto che, in tutt’Europa, la socialdemocrazia è marginalizzata o addirittura sta scomparendo. Non sarà un caso se subiamo il populismo come gli altri».

Magari Renzi poteva stare più accorto…
«Eh, no! In questi casi si trova sempre un capro espiatorio. Troppo facile. Facile dare addosso solo a lui».

Terrorizzato dalla valanga grillin-leghista?
«In politica, come nella vita, si vince e si perde. Noi abbiamo perso, mi par chiaro. Chi temevamo, è arrivato. Ora vediamo se è in grado di passare dalla protesta alla proposta. Vediamo che governo vorrebbero avere». [Continua a leggere]

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Grazie Bologna!

postato il 5 marzo 2018

Ringrazio Bologna e i bolognesi che, dopo tanti anni in Parlamento, mi hanno rinnovato la loro fiducia e la loro stima. Sarò il senatore di tutti: di chi mia ha votato e di chi non lo ha fatto. Il mio impegno nei prossimi anni sarà rivolto a questa città.
La democrazia ha le sue regole, hanno vinto i 5Stelle e la Lega. Hanno vinto sulla protesta, ora è loro compito – se ne sono capaci –  avanzare una proposta di governo per il Paese. Auguri a loro e al nostro Paese!

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«Chi vota LeU aiuta la Lega e i grillini»

postato il 3 marzo 2018

«Non lasciamo spazio agli estremisti. Con Lega e Cinque Stelle al governo rischiamo di diventare lo zimbello d’Europa»

L’intervista di Andrea Zanchi pubblicata sul Resto del Carlino

Due mesi sotto i riflettori, a battere i portici e i circoli con la sua immancabile sciarpa rossoblù al collo. Come se fosse l’unico in corsa per la sfida che, domani notte, decreterà vincitori e vinti. Non è stata una campagna elettorale qualsiasi per Pier Ferdinando Casini, presidente uscente della commissione Esteri del Senato e, soprattutto, candidato del centrosinistra al Senato, nel collegio di Bologna città. «Ma devo dire che sono riuscito anche a divertirmi molto – dice lui -, perché sono stato tra la gente a cui voglio bene e che mi conosce fin da quando ero bambino».

Però adesso si tirano le somme, e per il centrosinistra il quadro non sembra dei migliori. Perché bisognerebbe dare il voto al Pd e ai suoi alleati?
«Perché il centrodestra di oggi non è quello di ieri ed è in mano a un estremista come Salvini. E poi perché i 5 Stelle sono la succursale di Scientology, una setta i cui fili vengono tenuti dall’esterno, da Casaleggio e da Grillo. Non facciamo regali a Bologna, non diamo a queste forze senatori e deputati, non disperdiamo il voto. Chi non vota il centrosinistra da via libera alla Lega o ai Cinque Stelle». [Continua a leggere]

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Con alleanza moderati-progressisti abbiamo fatto ripartire l’Italia

postato il 2 marzo 2018

Oggi il rischio è la vittoria della Lega o dei 5Stelle, un misto di incompetenza e arroganza

 

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“Qui c’è ancora un’aria da Peppone e don Camillo, esistono rapporti saldissimi. Io ho scelto di andare dove mi conoscono”

postato il 2 marzo 2018

Il racconto di Marco Imarisio della campagna elettorale di Pier Ferdinando Casini pubblicato sul Corriere della Sera

«Fratello, guarda qua». L’applicazione sul telefonino gli ha appena fatto i complimenti. «Anche oggi ho fatto 15.000 passi, quasi undici chilometri a piedi, visitando negozi, circoli, associazioni. E sono appena le sei di sera».
Il moto perpetuo elettorale ha la funzione secondaria di compensare il pieno di friselle, mortadella, salami e salsicce, ma dopo essersi trascinato a lungo la fama del bambino nato vecchio, Pier Ferdinando Casini ha l’aria di divertirsi come un bambino in questa sua prima campagna da peone, un fai da te porta a porta nella città dove è nato ma che non è mai stata politicamente sua.
«Il democristiano Casini nella tana dei vecchi comunisti» era uno scherzo della storia troppo ghiotto per non diventare un sotto genere giornalistico di quest’ultimo mese. Lo abbiamo fatto tutti, più o meno, sempre aspettando il momento in cui l’antico militante bolognese si sarebbe alzato per chiedergli perché dovrebbe dare il suo voto a un rivale di sempre, all’allievo prediletto di Arnaldo Forlani, all’uomo considerato l’inventore della candidatura di Giorgio Guazzaloca, che fece saltare in aria la roccaforte rossa. «Ma è una leggenda. Quando nel suo ufficio mi annunciò che voleva fare il sindaco io lo guardai come si guarda un matto e gli dissi: Giorgio, ma dove c… vai? Aveva ragione lui, invece. Era un amico, che mi manca tanto». [Continua a leggere]

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