Archivio per settembre 2014

Isis punta ad esportare schegge terroristiche in Occidente

postato il 29 settembre 2014

Intervento da New York a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu

L’Isis mette a repentaglio la nostra sicurezza in Italia, in Europa e nel mondo. L’obiettivo dello Stato Islamico è l’esportazione di schegge terroristiche in Occidente e anche in Oriente, e la grande coalizione anti-Isis è una necessità a cui l’Italia non può che corrispondere.
Non ci si può limitare ai raid, ma possono far parte della strategia, e contribuiscono a rendere vulnerabile il mito dell’invincibilità’. L’offensiva anti-Isis deve anche porre sul tavolo il tema del doppio ruolo che stanno avendo molti Paesi i quali con una mano finanziano l’Isis e con l’altra biasimano le sue azioni e ne hanno paura. Molte volte a proposito dello Stato Islamico si cita impropriamente il connotato religioso, mentre qui la religione non c’entra nulla. Non e’ un caso che alla coalizione partecipino anche tanti Stati islamici.

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Scozia, bene vittoria “no”, ma frazionismi forti per indecisioni Ue

postato il 19 settembre 2014

Per fortuna in Scozia hanno prevalso i ‘no’. Se guardiamo agli indici della sterlina e dello spread di questa mattina, pensiamo a che cosa sarebbe capitato se, al contrario, avessero prevalso i sì; i mercati sarebbero stati soggetti a fibrillazioni enormi. Mi sembra che il referendum ci dica comunque che il Regno Unito non sarà più come prima, perché il ‘sì’ che ha prevalso in città come Glasgow è indicativo di uno stato d’animo, di un atteggiamento di frustrazione che c’è su grandi questioni. Anche Cameron non mi è sembrato molto trionfalista, mi è apparso piuttosto riflessivo dichiarando di voler onorare impegni che hanno preso in termini di autonomia. È questa semmai la strada da intraprendere, non quella del separatismo.
In Spagna c’è un braccio di ferro tra Barcellona e Madrid che è ancora più forte di quello che è capitato nel Regno Unito e anche in Italia si fanno avanti voci del genere. Ma bisogna essere seri non si possono sottoporre gli Stati a continui stress di questo tipo. Davanti ad una Ue che non sa se andare avanti o se tornare indietro i frazionismi prendono forza, ma possiamo immaginare che sia un elemento positivo favorire una Europa delle disgregazioni?. L’Ue ha smarrito il proprio disegno politico generale, mentre occorre tornare alla spinta ideale dei padri costituenti e a quella della generazione di Mitterrand e Kohl nella quale l’Europa riusciva a superare le difficoltà gettando il cuore oltre l’ostacolo, progettando un futuro in grado di attrarre i sentimenti degli europei.

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Califfato: quello spettro che non turba l’Europa?!

postato il 14 settembre 2014

Alla tavola rotonda organizzata a Chianciano con Domenico Minniti, Sottosegretario di Stato ai Servizi segreti e Giuliano Ferrara, direttore de “Il Foglio”. Coordina il dibattito Paolo Messa, fondatore Formiche. In apertura la testimonianza di Rezan Kader, Alto rappresentante del Governo regionale del Kurdistan.
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Marò: vicenda tutt’altro che conclusa, ma si intravede luce

postato il 12 settembre 2014

marò2Premiata iniziativa politica e diplomatica di Governo e Parlamento

La decisione che riguarda Massimiliano Latorre premia l’iniziativa politica e diplomatica del Governo e del Parlamento. Continuiamo a lavorare senza trionfalismi perché Salvatore Girone è ancora in India e la vicenda è tutt’altro che conclusa. Questa prima luce che si intravede deve essere consolidata con un nuovo governo indiano e con un Parlamento che dimostrano maggiore senso di responsabilità.

 

Pier Ferdinando

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I Pm non decidano le primarie

postato il 11 settembre 2014

Pier Ferdinando CasiniI Dem devono sostenere quei candidati

L’intervista di Francesco Bei a Pier Ferdinando Casini pubblicata su La Repubblica

ROMA. Emiliano d’Appennino, bolognese d’adozione, Pier Ferdinando Casini guarda con preoccupazione al terremoto politico-giudiziario che sta scuotendo il Pd nella sua regione.


Le primarie forse saltano, i candidati vengono inchiodati uno dopo l’altro. Che sta succedendo?

«Succede che i nodi sono venuti al pettine e la politica deve assumersi la responsabilità di decidere. Altrimenti tanto vale andare alla procura della Repubblica e chiedere a loro il nome del candidato alla presidenza della Regione. Non possiamo accettare l’idea che – dalle candidature alla politica industriale – siano i magistrati a determinare tutto».

Lei guarda il dito ma dimentica la luna: la corruzione dei politici. Che cosa dovrebbero fare i pm a questo punto, voltarsi dall’altra parte?
«La colpa non è dei magistrati, è nostra: abbiamo trasformato lo Stato di diritto in una gogna mediatica. Andando avanti di questo passo le persone perbene non faranno più politica. Se il tritacarne mediatico-giudiziario continua ad avere mano libera e basta un avviso di garanzia a trasformarti in un mostro, tanto vale alzare tutti le mani in alto».

In Emilia è un’intera classe dirigente a essere finita sotto accusa. Come è potuto accadere, come è stato possibile secondo lei?
«Appunto, l’Emilia. Qualche anno fa la Finanza fece irruzione a casa di Guazzaloca, uomo della massima correttezza, che poi è stato del tutto scagionato. Intanto ci ha rimesso la salute. Vogliamo parlare della sinistra? Errani è stato assolto in primo grado e poi, condannato in appello, si è visto costretto a lasciare. Ed è unanimemente considerato una persona specchiata. Ora, proprio nel momento della consegna delle firme per le primarie, arriva quest’altra ondata».

Anche lei con la giustizia ad orologeria? [Continua a leggere]

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L’Europa nell’occhio del ciclone

postato il 2 settembre 2014

A Bologna, alla festa dell’Unità, il confronto con Massimo D’Alema sui temi di politica internazionale

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Marò: Italia si muove fra diplomazia e arbitrato internazionale

postato il 2 settembre 2014

L’intervista a Guido del Turco ai microfoni del Tg5


Dopo due anni e mezzo i fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, che sono andati in India per una missione internazionale vidimata dall’Onu non hanno ancora un’imputazione specifica. Inoltre, la giustizia indiana si sta rimpallando questa decisione da un tribunale all’altro e questo e’ inammissibile.
Non abbiamo alternative. Purtroppo questa situazione rischia di essere piu’ grande della nostra capacita’ di incidere, ma noi continuiamo su due strade. Da un lato la via del governo, la diplomazia, i colloqui di Renzi col Primo ministro indiano, il nostro lavoro all’Onu (anche noi Presidenti di Commissione stiamo aspettando di partire per incontrarci con i nostri omologhi che ancora non sono stati eletti); e dall’altro la via legale dell’arbitrato internazionale: si tratta di una doppia strada che gli stessi maro’ conoscono e tutto sommato condividono.

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