Archivio per dicembre 2012

Tasse e dintorni: tutte le bugie del Cavaliere

postato il 31 dicembre 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati

 Chi è il vero partito delle tasse? Il Pdl di Berlusconi. E chiunque sia un po’ attento, lo sa. Non solo, il PDL è il partito che favorisce i ricchi facendoli pagare tanto quanto i ceti popolari. Berlusconi afferma di volere togliere l’IMU sulla prima casa. Splendido, ma per compensare la minore entrata, ha affermato che aumenterebbe altre tasse, quindi alla fine per il cittadino non cambia niente: se paga l’IMU o se paga la stessa cifra con altre tasse, non cambia nulla. Ecco la prima bugia smascherata: Berlusconi non alleggerirebbe il carico fiscale per i cittadini meno abbienti.

In compenso lo alleggerisce per i cittadini ricchi, agendo come un Robin Hood al contrario: toglie ai poveri per dare ai ricchi. Supponiamo che Berlusconi tolga l’IMU sulla prima casa e aumenti le tasse su alcolici, tabacco e altri beni. Ovviamente tutti i cittadini pagherebbero queste maggiori tasse consumando a prezzo più caro questi prodotti (per inciso, questo penalizzerebbe i produttori italiani di vino), ma chi ne trae vantaggio sono i ricchi: l’IMU è pagata in base al valore dell’immobile, quindi più un immobile è di pregio e più si paga. Chi ha le case di maggior valore? Il poveraccio o il ricco? Facciamo un esempio concreto: se Berlusconi toglie l’IMU sulla prima casa e mette come sua residenza principale la sua casa di maggior valore (ad esempio villa Macherio ad Arcore con un valore stimato di 78 milioni di euro o la villa in Sardegna, valutata sopra i 100 milioni di euro), risparmierebbe moltissimo, molto più di quanto potrebbe spendere in alcolici. E questa differenza chi la pagherebbe? Ovviamente i cittadini. Quindi ai ricchi conviene togliere l’IMU sulla prima casa perché risparmierebbero molto più di quanto pagherebbero con le tasse sugli alcolici. La differenza la metterebbe il ceto medio. Seconda bugia smascherata: contrariamente a quello che dice Berlusconi, togliendo l’IMU sulla prima casa e aumentando le altre tasse, agevoliamo i ricchi e non i cittadini.

Ovviamente si dirà che l’IMU è colpa di Monti. Ma è davvero così? L’IMU è stata introdotta dal governo Berlusconi con il decreto legislativo del 14 marzo 2011, molto tempo prima che arrivasse Monti a governare. E lo stesso Berlusconi la introdusse per TUTTI i cittadini perché Berlusconi aveva abolito l’ICI ai ricchi; infatti il precedente governo Prodi aveva già tolto l’ICI su quasi tutti i cittadini italiani, tranne per quelli che avevano un reddito elevato. Berlusconi quindi tolse l’ICI solo ai ricchi, creando un buco nelle casse dello Stato per diversi miliardi.

E chi ha legato l’Italia all’austerità europea? Voi direte Monti, ma sbagliate di grosso, perché il governo che impegnò l’Italia al rigore europeo è stato proprio il governo Berlusconi, ad esempio ci siamo scordati la manovra da 47 miliardi fatta da Berlusconi nell’Estate 2011? Portò aumento di tasse sui conti correnti e sui btp detenuti dai piccoli risparmiatori oltre che tagli alla spesa pubblica per 20 miliardi di euro per il 2013 e il 2014.

E sempre nel 2011 Berlusconi diceva che abbassare la pressione fiscale era impossibile (andate a guardarvi le sue dichiarazioni nel Maggio 2011). Terza bugia svelata.

Infine sveliamo la quarta e piu’ clamorosa bugia: il famoso fiscal compact che porta tanta austerita’ ed e’ tanto criticato da berlusconi, e’ stato approvato proprio da berlusconi il 24 marzo 2011.

 

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Casini: «Il Pd ha nostalgia di un centrino ma noi non saremo mai subalterni»

postato il 31 dicembre 2012

Il leader Udc: «Difendo il valore di una politica che deve rinnovarsi. Ingiuste le critiche a Monti di una deriva tecnocratica. Il Pdl? Si autoesclude, il dialogo è impossibile»

Pubblichiamo da ‘Il Messaggero’ l’intervista a Pier Ferdinando Casini

di Carlo Fusi

ROMA – Pier Ferdinando Casini è esplicito: «Monti in campo materializza un’opzione che abbiamo coltivato fin dal 2008: il senso di responsabilità contro il populismo; il contrasto netto all’idea che i partiti possano organizzarsi sul criterio dell’uomo solo al comando. Monti a tutto questo ha aggiunto la sua corposa autorevolezza personale, che poi è ciò che fa la differenza, unitamente ad un forte richiamo al rinnovamento della politica».

Molti – e il segretario del Pd è tra questi – ritengono che il suo obiettivo e quello di Monti sia unicamente scompaginare il bipolarismo. Lo considerano un pericolo. Fanno bene? 
«Lo considerano un pericolo tutti quelli che sono nostalgici del passato. Noi non lo siamo. Noi pensiamo che nel passato sia la sinistra che la destra siano state messe alla prova del governo e, seppur in modo differente, entrambe abbiano fallito quella prova. E riteniamo che mettere assieme cose palesemente contraddittorie – per esempio la Fiom di Vendola con i riformisti del Pd – non possa rappresentare il timbro della nuova stagione politica».

Monti ha parlato di vocazione maggioritaria: non è un pò velleitario? A ben vedere gli unici voti certi sono i vostri, dell’Udc; il resto è un’incognita. Come si può vincere in questo modo, oltretutto da parte di una coalizione che nasce solo adesso?
«Monti ha espresso considerazioni giusti. Non porsi l’obiettivo maggioritario significa accettare la subalternità. E questo vale anche nel rapporto con gli altri. A cominciare dal Pd. Dobbiamo essere chiari: mai potremmo essere chiusi al dialogo o alla collaborazione istituzionale per il bene del Paese. Ma se questo centro nascesse con l’idea della subalternità al Pd, avrebbe fallito in partenza. Noi non siamo o saremo mai un centro di comodo». [Continua a leggere]

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Caro Bersani, la tua doppia morale non mi convince

postato il 30 dicembre 2012

Quando Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia, si candida con il Pd risponde a ‘un imperativo morale’. Quando Enrico Bondi accetta di contribuire a un lavoro di accertamento sulla trasparenza delle candidature commette ‘un vulnus istituzionale’. No, caro Pier Luigi, questa doppia morale non mi convince e mi induce a più amare riflessioni: il Pd non vuole un’area centrista competitiva e scomoda perché‚ preferisce il vecchio ed eterno scontro con Berlusconi, diventato avversario di comodo.
In realtà le parole di Bersani confermano che siamo sulla strada giusta.

Pier Ferdinando

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Si apre fase della responsabilità

postato il 29 dicembre 2012

Alla fiera delle promesse risponderemo con il coraggio della verità

Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione del presidente Monti e per l’annuncio fatto ieri, un annuncio molto importante e significativo: la società civile, dopo tanto tempo di attesa critica, ha deciso di impegnarsi, mi verrebbe da dire di scendere in campo ma la parola giusta credo sia “salire” in politica.
Ci mettiamo alle spalle le promesse elettorali, il populismo, la demagogia e le finte rassicurazioni. Si apre una fase di responsabilità all’insegna della verità. Non è più possibile prendere in giro gli italiani, dire che si ha la bacchetta magica: il presidente Monti non la vuole avere, nessuno può averla.
Ora è importante che si cambi l’impostazione della campagna elettorale: si sta aprendo la fiera delle promesse e noi dobbiamo rispondere con il coraggio della verità. Lasciamo le promesse a chi è abituato a farle e a non realizzarle, a chi ha portato l’Italia sul baratro.

Pier Ferdinando

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“Cambiare l’Italia, riformare l’Europa”. Ecco l’Agenda Monti

postato il 24 dicembre 2012

da agenda-monti.it

Questo documento allegato, intitolato “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, agenda per un impegno comune” è il frutto di questo lavoro ed è presentato come primo contributo per una riflessione aperta. Questa agenda vuole dare un’indicazione di metodo di governo e di alcuni dei principali temi da affrontare. Non è un programma di lavoro dettagliato e non vuole avere carattere esaustivo.

Invito tutti coloro che siano interessati a leggere il documento, a condividerlo e a commentarlo con spirito critico, portando il loro contributo di idee e di proposte.

Mi auguro che le idee contenute nell’agenda possano contribuire ad orientare le forze politiche nel dibattito elettorale dei prossimi mesi e a suscitare energie nuove presenti nella società civile. Sia io che tutti noi riceviamo appelli numerosi e molto diversi di gruppi, organizzazioni, associazioni e singoli che semplicemente dicono che la gente è molto arrabbiata con il mondo della politica, che talora la disgusta, ma vorrebbe potersi avvicinare ad una politica diversa.

Mario Monti

Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, un’agenda per un impegno comune

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