Archivio per febbraio 2012

Sulle liberalizzazioni meglio la fiducia che una norma annacquata

postato il 28 febbraio 2012


E’ sempre meglio non mettere la fiducia ma se il provvedimento sulle liberalizzazioni deve essere ulteriormente annacquato, allora ben venga.  Su questo il presidente del Consiglio deciderà e farà quello che ritiene più opportuno.
Noi avremmo voluto più coraggio dall’esecutivo, in particolare riguardo le professioni, ma prendiamo atto che, come spesso accade in politica, si è trovato un punto d’intesa a metà strada.

Pier Ferdinando

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Triste episodio, ma la Tav deve andare avanti

postato il 28 febbraio 2012

Siamo tutti molto tristi per l’episodio di ieri perché sulle vite umane non si può scherzare. E’ chiaro però che l’opera deve andare avanti: era indispensabile ieri, lo è oggi e lo sarà a maggior ragione domani.
E’ un’opera necessaria per non tagliare fuori il nostro Paese dalle linee integrate europee.
La modernizzazione dell’Italia non può essere proclamata solo a parole, si devono mettere in atto i fatti.

Pier Ferdinando

 

 

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Imu e Chiesa, un’opportunità per crescere come società

postato il 28 febbraio 2012

 “Riceviamo e pubblichiamo” di Carlo Lazzeroni

E’ inutile ribadire il ruolo insostituibile che la Chiesa Cattolica ha avuto e ancora oggi ha nel nostro paese, con le varie attività sociali al servizio della società tutta, e degli ultimi in particolare. Eppure credo sia giusto, in una “società aperta” come quella che noi auspichiamo, che le strutture di proprietà del clero che fanno attività economiche (ad esempio alberghi, pensionati) paghino l’IMU e le altre imposte. E’ un principio di parità in un sistema di concorrenza a cui ci richiama giustamente anche l’Europa, ed è un principio di giustizia, specialmente in un periodo di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo.

Allo stesso modo credo sia giusto che le scuole paritarie, cattoliche e non, siano completamente esenti dal pagamento dell’IMU. In una “società aperta” anche questo sarebbe assolutamente ovvio. In Italia tutto questo lo è un po’ meno: e così da una parte si riconosce dal punto di vista legale il concetto di parità, ma culturalmente si fa fatica a fare il passaggio conseguente. Cioè considerare l’istruzione come un’unica cosa, che dai nidi e dalle scuole dell’infanzia fino ad arrivare all’Università, è formata da scuole statali, comunali, ecc… e da quelle paritarie (private, miste, gestite da cooperative, di ispirazione cattolica, protestante, laica, e tra qualche decennio probabilmente anche di ispirazione di altre religioni), che fanno parte di un unico sistema pubblico perché, nel rispetto della pluralità di idee e visioni culturali, sono soggette alle stesse regole imposte dallo Stato.

Per questo fare pagare l’IMU alle scuole paritarie è un non senso assoluto. E bene il Governo Monti ha fatto a rigettare qualche deriva ideologica, che rischia di essere molto pericolosa.

Un governo tecnico infatti potrebbe anche essere utile per superare vecchi sbarramenti ideologici da Don Camillo e Peppone che continuano a persistere. E anche questo sarebbe un bel successo.

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Benvenuti ad Azzardopoli

postato il 28 febbraio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Roberto Dal Pan

L’ultimo allarme, forse il più sentito, viene da una persona che ha fatto della lotta all’illegalità la ragione della sua vita: don Luigi Ciotti, che attraverso la sua associazione “Libera e con la collaborazione del giornalista Daniele Poto ha recentemente terminato la stesura di un imponente dossier dal significativo titolo di “Azzardopoli, il paese del gioco d’azzardo.”

I numeri riassunti in questo dossier, in parte già noti, sono davvero impressionanti e lo sono soprattutto nella parte in cui si analizza la penetrazione delle organizzazioni criminali nel mondo del gioco d’azzardo legale ed i risvolti meno noti di questa autentica piaga sociale, capace di distruggere famiglie e patrimoni.

Anche dal mondo politico giungono finalmente accorati appelli cui si spera possano finalmente fare seguito adeguate iniziative legislative (vedi proposta di legge De Poli) che, pur senza evocare scenari proibizionistici, consentano di intervenire sull’aspetto normativo ma contemporaneamente su anche sull’educazione dei giovani, la prevenzione del gioco patologico e la formazione degli stessi gestori delle attività ludiche lecite.

Citando, e condividendo appieno, quanto pubblicato recentemente in merito alla problematica in parola si può ben affermare che “il gioco d’azzardo è stato trasformato, attraverso la complicità dello Stato, in un coinvolgimento di massa di tutti i ceti sociali, e mentre nelle culture passate il giocatore d’azzardo veniva considerato un avventuriero dissipatore, oggi un ragazzo o una ragazza che bruciano soldi nelle macchine istallate un po’ dovunque non  vengono considerati neppure soggetti a rischio.”

Alla luce di tutte le considerazioni che precedono, appare del tutto fondato l’allarme lanciato alcuni giorni addietro dal Presidente della CEI Card. Angelo Bagnasco in occasione di un convegno su gioco d’azzardo ed usura: il gioco d’azzardo rischia di essere una vera emergenza sociale ed un attentato alla nostra società; è giunta l’ora di fare qualcosa per invertire la rotta.

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28 febbraio, Roma

postato il 28 febbraio 2012

Ore 17.00 – Istituto Luigi Sturzo (via delle Coppelle 35)

Partecipa a Roma alla presentazione del libro “L’Italia di Donat-Cattin”, con Fabrizio Cicchitto, Massimo D’Alema e Franco Marini

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Sulle liberalizzazioni Monti metta pure la fiducia

postato il 27 febbraio 2012

Sulle liberalizzazioni il presidente del Consiglio sa che ha la solidarietà della maggioranza. Se vuole mettere la fiducia la metta, perché in questo caso è a fin di bene. Le lobby non possono paralizzare una azione riformatrice che è indispensabile.

Pier Ferdinando

 

 

 

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Su Imu a scuole paritarie tutto come previsto

postato il 27 febbraio 2012

Sull’Imu alle scuole paritarie non c’e’ nessuna novità, tutto come previsto: chi fa un esercizio commerciale deve pagare, chi fa un’azione a favore della comunità e delle famiglie è giusto che sia esentato.

Pier Ferdinando

 

 

 

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La sanità tra 20 anni

postato il 27 febbraio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Anna Giunchi

Alla domanda inerente il futuro della Sanità in Italia molti studiosi e docenti di prestigio hanno trovato una risposta in comune accordo: da qui a 20 anni i costi del nostro Sistema Sanitario saranno destinati ad aumentare fino ad un raddoppio nel 2050.

Le motivazioni vanno ricercate, in primo luogo, all’aumento dell’età media, dunque all’ aumento della popolazione anziana e delle patologie definite croniche. Grazie al lavoro di medici, ricercatori, scienziati, si è infatti arrivati ad un allungamento della vita media di circa 30 anni rispetto al secolo scorso. Un traguardo che ha portato, inevitabilmente, al cronicizzarsi di specifiche patologie, motivo per il quale alla Sanità sarà richiesta una ricerca di finanziamenti pubblici e privati ai fini di un sostentamento, nonchè una revisione della propria logistica e degli assetti di governance.  Il futuro vedrà una Sanità più allargata e competitiva, con un conseguente aumento, nel pubblico, di prestazioni a pagamento. Vi sarà, inoltre, un’apertura alla mobilità dei pazienti anche dall’estero, dal momento che ogni anno, nel mondo, si muovono circa 4 milioni di persone in ricerca di cure negli ospedali (mercato complessivo che va dai 20 ai 40 miliardi di dollari).

Le sempre maggiori difficoltà economiche determineranno implicazioni importanti sul futuro del sistema pensionistico e socio-sanitario, in particolare per quanto riguarda la sostenibilità finanziaria, ed un equo ed adeguato accesso ai servizi di base e di qualità. Da rilevare, inoltre, che tra i paesi europei l’Italia è probabilmente il più colpito dai cambiamenti demografici, avendo uno dei più bassi tassi di fecondità del mondo, nonchè una delle vite medie più alte, motivo per il quale risentirà di nuove pressioni sui conti pubblici.

Le diseguaglianze regionali, qualora dovessero persistere, non faranno che aumentare i costi sanitari italiani; le proiezioni dell’OCSE stimano, infatti, che potrebbe essere necessario un aumento della spesa sanitaria compresa tra il 2% ed il 9,3% del PIL entro il 2050.

Prospettive non del tutto rosee, che possono essere ammorbidite dalla promozione di uno stile di vita sano, finalizzato alla prevenzione di quelle patologie che stanno drasticamente aumentando e condizionando i nostri stili di vita.

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