Archivio per marzo 2011

Immigrazione, le regioni del Nord facciano la loro parte

postato il 29 Marzo 2011

Le regioni del nord Italia devono fare la loro parte, come quelle del Sud, per affrontare l’emergenza dell’immigrazione. Non è possibile applicare noi, a Lampedusa o alla Sicilia, la logica che l’Europa vuole applicare all’Italia. L’Europa dice all’Italia “arrangiatevi”. Che facciamo noi, diciamo a Lampedusa o alla Sicilia “arrangiatevi”?
Dobbiamo essere tutti seri e ognuno deve fare la sua parte, e mi sembra che non ci sia spazio in questa situazione né per scherzare né per le battute.
Chi governa deve cercare di risolvere i problemi, e chi sta all’opposizione, dato che questo è un problema epocale, deve cercare di aiutare il governo a risolvere i problemi.
Diciamo quindi sì ad ospitare i rifugiati che ne hanno diritto, mentre non abbiamo la possibilità di ospitare chi non ha lo status di rifugiato politico; e questo deve essere molto chiaro. L’Europa ci deve aiutare, ma le regole vanno applicate e non si possono fare sanatorie in questo caso.

Pier Ferdinando

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Media e libertà: siamo una democrazia “fortissimi”

postato il 29 Marzo 2011

“Una democrazia è forte quando ha media liberi” così si legge, accanto al faccione sorridente del Presidente del Consiglio,  nella nuova campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Serviceplan e lanciata dalle emittenti pubbliche tedesche ARD e ZDF. Ma i tedeschi non sono i soli a pensare che i media italiani siano poco liberi, a loro si aggiunge il quotidiano spagnolo El Mundo che commentando la campagna pubblicitaria tedesca dice senza remore che l’Italia berlusconiana è “l’antitesi della libertà e dell’indipendenza dei media”. Un attacco durissimo che non colpisce solo il Premier ma anche l’immagine del Paese. Tedeschi e spagnoli avrebbero potuto facilmente ricredersi vedendo una puntata di Forum dove una semplice cittadina ha potuto ringraziare il governo per avere ricostruito L’Aquila dopo il terremoto, ma probabilmente anche in questo caso si sarebbero attaccati al fatto che questa signora non è proprio aquilana, e forse neanche terremotata, però in compenso è stata pagata bene.

Sicuramente poi i detrattori europei non sanno che il governo e la maggioranza stanno facendo di tutto per rendere davvero democratico il servizio pubblico: in vista delle elezioni amministrative gli esponenti di Pdl, Lega e Responsabili hanno presentato un emendamento in commissione di Vigilanza Rai per equiparare i talk show alle tribune politiche, una bella estensione della “par condicio” che consentirà a tutti i candidati a sindaco e presidente di provincia di poter spiegare le proprie ragioni in prima serata, magari ad Annozero di Michele Santoro. Poco importa se Santoro, Floris e Vespa non sono in grado di far parlare tutti, possono anche spegnere i loro microfoni ma una vera democrazia deve consentire ai candidati a sindaco di Pozzo d’Adda di potersi confrontare a Porta a Porta o a Ballarò. Checco Zalone direbbe che siamo veramente una democrazia “fortissimi”. A questo punto la domanda su media e democrazia dovrebbe ribaltarsi: sono democrazie forti quelle dove i capi di governo non possiedono nemmeno il giornalino della parrocchia? Sono paesi con media liberi quelli che non fanno parlare in tv e in prima serata i candidati a sindaco di un paesino sperduto dell’Extremadura o della Baviera? Dall’alto (o dal basso considerata la statura del Cavaliere) della nostra libertà possiamo dire: meno male che Silvio c’è.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

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L’Italia non pesa in Europa, non otterremo nulla

postato il 29 Marzo 2011

E’ giusto chiedere all’Europa di non lasciarci soli ma siccome in Europa non pesiamo, non otterremo nulla. I rifugiati meritano comprensione e accoglienza ma i clandestini non possono passare da un’amnistia all’altra.

Pier Ferdinando

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Sulla giustizia dialogo se il governo non segue le ossessioni del premier

postato il 29 Marzo 2011

Il governo deve decidere che strada prendere: riformare la giustizia o seguire le ossessioni giudiziarie di Berlusconi. Se c’è spazio per le cose serie, ci sediamo al tavolo, se si tratta di fare colpi intimidatori nei confronti della magistratura non siamo disponibili. Noi non vogliamo dare alibi a nessuno per dire che l’opposizione non è disponibile al confronto quindi facciamo finta di non sentire il 90% delle cose che dice Berlusconi.

Pier Ferdinando

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Messina città di frontiera

postato il 29 Marzo 2011

Mentre in Italia si parla di “alta velocità”, ciò che consente il trasporto di persone e di mezzi per giungere sulla sponda calabra partendo da Messina non si potrebbe definire esattamente così. Nello specifico sono a disposizione: traghetti RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e traghetti privati.

I primi partono dalla stazione marittima e risultano poco convenienti da usare in quanto hanno una frequenza che supera abbondantemente l’ora;  i secondi invece partono dalla rada di S. Francesco, e ciò obbliga chi viene dal centro della città a percorrere il Viale della Libertà in direzione nord, incappando spesso nel traffico causato anche dalla carreggiata ristretta dalla linea ferrata del tram. I traghetti privati hanno una frequenza di 40 minuti e collegano Messina con Villa San Giovanni (RC).

I prezzi per coloro che intendono attraversare lo Stretto sono aumentati negli ultimi anni in maniera consistente fino a raggiungere la cifra di Euro 2,50 e conseguentemente per fare andata e ritorno si spende ben Euro 5 che in tempi di crisi sono una bella cifra, soprattutto considerando che l’attraversamento dello Stretto dura solo 20 minuti e copre una distanza di circa 3km.

Attraversare lo Stretto oggi a differenza di un tempo, quando c’erano molti più traghetti, richiede 60 minuti: partenze ogni quaranta minuti e venti minuti di traversata.

Fa riflettere la totale assenza di concorrenza su una tratta sicuramente produttiva, ogni traghetto trasporta centinaia di mezzi e di persone, il monopolio che si è venuto a creare in questi ultimi anni ha portato alla libertà da parte dell’attuale gestore privato, di far crescere i prezzi oltre misura, eppure nel passato qualche altro piccolo imprenditore aveva le sue navi che consentivano la traversata! Un’autentica involuzione per quanto riguarda il libero mercato!

La tratta Messina – Villa San Giovanni è piuttosto redditizia in quanto molta gente quotidianamente, per studio o per lavoro, si sposta nella sponda opposta, per non parlare poi del periodo delle vacanze estive durante il quale il flusso dei turisti porta al tutto esaurito, in tutto ciò è strano che alcun altro imprenditore, anche non messinese, non si sia interessato a fare affari nella città dello Stretto.

I maligni sostengono che questo aumento considerevole dei prezzi, spesso dovuto alla assenza di concorrenza, e anche alla dismissione dei traghetti statali, abbia un secondo fine: servirebbe, in vista della realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, ad influenzare l’opinione pubblica e a convincere coloro che si oppongono alla realizzazione di tale struttura. In questo modo si diffonde tra la gente l’idea che col Ponte in “cinque minuti” si potrà raggiungere la costa calabra o quella siciliana. La propaganda dimentica però di dire che ci saranno dei caselli che creeranno inevitabilmente  lunghe code di auto e nasconde l’inevitabile  pedaggio per l’attraversamento del Ponte, che in molti dubitano sia sufficiente per potere ripagare un’opera colossale in tempi ragionevoli.

Messina è una città di frontiera, non con un paese straniero, con la propria madrepatria. E’ una città costretta a dovere pagare un prezzo troppo alto per l’attraversamento dello Stretto ed è una città a cui si vuol far credere che il Ponte rappresenti l’unica salvezza.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Antonino Ingegnere

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Rassegna stampa, 29 marzo 2011

postato il 29 Marzo 2011
Casini, in riferimento all’emergenza immigrati dal Nord Africa, in visita a Crotone, auspica un “impegno straordinario” da parte dell’Europa per fronteggiare il problema: da soli non possiamo farcela e se non si corre ai ripari in fretta, l’onda migratoria colpirà anche i Paesi limitrofi e – allora – sarà troppo tardi. Il problema è che l’Italia è sempre meno importante e presente tra i Paesi che contano: la diplomazia di Usa, Francia, Inghilterra e Germania decide su come muoversi e noi – che pure viviamo da vicino il problema più degli altri – non siamo nemmeno invitati. Non per colpa loro, temiamo, ma soprattutto per i nostri demeriti. Altro punto da non sottovalutare nella giornata di oggi: ieri il Premier si è recato (finalmente, aggiungerete voi!) in Tribunale: ma con che risultati e, principalmente, scopi? Ne scrivono Stefano Folli sul Sole, Aldo Cazzullo sul Corriere e Marcello Sorgi su La Stampa. Tra “nuovo” predellino, campagna elettorale ed eterne transizioni.

Casini: «Occorre un impegno straordinario dell’Europa» (Il Messaggero)

Videoconferenza a quattro. L’Italia fuori dalla porta (Maurizio Caprara, Corriere della Sera)

Responsabilità dei giudici, il Pdl attenua la stretta (Sole24Ore)

Responsabilità dei giudici. Ora la maggioranza frena (Dino Martirano, Corriere della Sera)

Rai, arriva il regolamento sul voto. E ci si scontra sulla chiusura dei talk show (Gianni Santamaria, Avvenire)

Tutti con Bersani alla direziona del Pd, i coltelli spunteranno a maggio (Sardoni Alessandra, Il Foglio)

Sorgi – E con le toghe il premier si fa lo spot (Marcello Sorgi, La Stampa)

E il Cavaliere risalì sul predellino (Aldo Cazzullo, Corriere della Sera)

Il punto di Folli – Dopo 17 anni un altro predellino e l’idea di un’eterna transizione (Stefano Folli, Sole24Ore)

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L’Italia non può stare dalla parte dei tiranni

postato il 28 Marzo 2011

Bisogna stare dalla parte dei ribelli che vogliono il cambiamento della Libia

Non possiamo stare dalla parte dei tiranni. Tra le vittime ed i carnefici l’Italia ed il suo sistema di liberta’ devono essere al fianco delle vittime.
C’e’ stata l’illusione che Gheddafi potesse essere il nostro gendarme per non fare venire gli extracomunitari in Italia. Non ci si puo’ servire, pero’, dei dittatori perche’ questi prima o poi si dimostrano per quello che sono. E poiche’ tutti sanno cio’ che faceva questo signore da 41 anni, noi non possiamo che stare dalla parte di quei ribelli che, malgrado le incertezze le contraddizioni, vogliono il cambiamento della Libia.

Pier Ferdinando

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29 marzo, Roma

postato il 28 Marzo 2011

Ore 17.30 – Sala delle Conferenze (Piazza di Monte Citorio 123/A)

Pier Ferdinando Casini partecipa alla presentazione di ‘Sono un liberale?’ di John Maynard Keynes. Un dialogo con Giorgio La Malfa, Pier Luigi Bersani e Paolo Mieli sui saggi keynesiani

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Serve un piano straordinario

postato il 28 Marzo 2011

E’ da irresponsabili dividersi anche sul tema dell’immigrazione

O l’Europa si pone seriamente il problema di aiutare l’Italia o tra poco non solo l’Italia, ma anche i Paesi limitrofi, saranno invasi dagli immigrati. Lo spaccato che emerge è drammatico perché, accanto a una parte minoritaria che ha il diritto ad essere accettata come rifugiati – penso a chi viene dall’Iran, dall’ Iraq, dalla Somalia, dalla Eritrea – la maggior parte dei tunisini che stanno in questi centri sono lì in attesa di andare via e non hanno alcun titolo ad essere trattenuti.
Quello che chiediamo è un piano straordinario perché è da irresponsabili dividersi anche sul tema dell’immigrazione facendo polemica gli uni contro gli altri, la destra contro la sinistra, chi è al governo contro chi sta all’opposizione.
Questo è un evento a cui non si può reagire con le solite categorie ideologiche della destra o della sinistra. Qui non c’entra neanche il tema dell’accoglienza o del buonismo, c’entra un’analisi realistica della situazione.

Pier Ferdinando

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