Archivio per ottobre 2010

Tassare speculazioni finanziarie per aiutare le fasce deboli

postato il 27 Ottobre 2010

Sotto la scure dei tagli del ministro Tremonti sono finiti capitoli di spesa di estrema delicatezza, a partire da quelli per il sostegno ai disabili, la ricerca per la sanità pubblica, le politiche sociali delle Regioni, le politiche familiari e le politiche per la gioventù. Il governo ha tagliato i contributi già previsti per le scuole non statali, violando in questo modo il principio costituzionale di libertà di educazione.
Non possiamo pero’ accettare che lo stato sociale venga azzerato. Per questo, con un emendamento alla legge di stabilità, proponiamo di tassare le speculazioni finanziarie, per ritrovare fondi da investire per le famiglie e le fasce deboli della popolazione.
La nostra non è una proposta demagogica, ci siamo fatti carico di trovare coperture reali. Le rendite finanziarie riguardano anche i risparmiatori, mentre il “mordi e fuggi” in borsa dà sì guadagni legali, ma che possono e devono essere tassati.

Pier Ferdinando

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Emergenza rifiuti, le proteste di Terzigno e la mia terra malata

postato il 27 Ottobre 2010

“Riceviamo e pubblichiamo”
di Nadia Tortora
Terzigno ormai è famosa in tutta Italia. Ma è famosa per le ragioni sbagliate. I media hanno fatto capire che lì c’è guerriglia perché i cittadini di quel paese del vesuviano, così come è successo già in precedenza, si stanno ribellando alla discarica.
“Chissà cosa pretendono questi napoletani, forse vogliono che la loro immondizia se la prendano le altre regioni” immagino siano stati questi i commenti degli italiani.
La situazione è invece diversa.
Terzigno dista pochi chilometri dal mio paese, posso testimoniare con i miei occhi. Lì c’è il Parco Nazionale del Vesuvio, un parco che dovrebbe essere una riserva naturale, che avrebbe dovuto portare turismo, dove gli abitanti della zona portavano i bambini a passeggiare, dove una volta si faceva jogging.
Invece le persone che ci governano da riserva naturale l’hanno trasformato in discarica a cielo aperta. Nella Cava Sari per due anni sono stati sversati i rifiuti di Napoli e provincia. Per due anni i cittadini di Terzigno sono stati in silenzio ed hanno osservato, ma soprattutto hanno respirato un’aria intrisa da una puzza irrespirabile. Poi il governo decide che sempre nel parco nazionale del Vesuvio, sempre in una riserva naturale, bisognava aprire un’altra discarica a Cava Vitiello. Solo a quel punto si è deciso di protestare pacificamente e di impedire ai camion di sversare. [Continua a leggere]

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Rassegna stampa, 27 ottobre

postato il 27 Ottobre 2010
Nessun accordo in vista, ancora, sul Lodo Alfano: benché il premier non perda occasione per rilanciarlo, una soluzione è ben lontana dall’essere raggiunta. Ieri il guardasigilli Alfano ha incontrato una delegazione Udc per tentare di raccogliere il loro consenso sul Lodo, ma è tornato indietro con un pugno di mosche: il no alla reiterabilità resta invariato. Spazio poi alla “grande fuga” scattata tra i ranghi del Pdl: dalla Lombardia alla Sicilia, sono sempre più numerosi coloro che pensano all’addio: si è davvero arrivati alla fine di una parabola? Per approfondire, leggete Il Foglio (che invita a trovare l’accordo sul Lodo, se no si “va tutti a casa”) e il Corriere (sul quale Severgnini traccia un interessantissimo profilo di “vent’anni di regno” berlusconiano). A proposito poi del mito del Governo del “fare”, imperdibili Il Mattino (che ci spiega come da tre mesi il Parlamento sia fermo) e Europa (“hanno chiuso il Parlamento, aiuto”). Nel frattempo, resta sempre alta la tensione tra Masi e Garimberti (che minaccia di dimettersi), un sondaggio de La Stampa ci mostra che gli Italiani stanno dalla parte dei cittadini di Terzigno e su Il Foglio non perdete il retroscena su un “nuovo caso Cucchi” che riaccende la questione delle carceri.

Frenata sul Lodo, il Pdl tratta con finiani e UDC (La Stampa)

Il guardasigilli non convince i centristi (Avvenire)

“Una soluzione va trovata”. Berlusconi rilancia sul Lodo (Corriere)

Il Cavaliere spiegato ai posteri. Dieci motivi per 20 anni di «regno» (Corriere)

Biondi in uscita dal Pdl (Corriere)

Sturziani sin dalle origini (Liberal)

Rai, Garimberti sfida Masi (Corriere)

Non morire per il Lodo (Il Foglio)

Non è un Paese per onesti (Liberal)

Napoli e Milano, laboratori di intesa (Europa)

La banda larga non salva le tlc (Sole24Ore)

Il saldo attivo della nuova Italia (Sole24Ore)

Hanno chiuso il parlamento (Europa)

Governo del fare? Nessun decreto da più di tre mesi (Il Mattino)

Gli italiani si schierano con i cittadini di Terzigno (La Stampa)

Un nuovo caso Cucchi risveglia il Palazzo sul problema delle carceri (Il Foglio)

Tagli anche per le scuole paritarie (Avvenire)

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6 novembre, Desenzano del Garda (BS)

postato il 26 Ottobre 2010

Ore 10.00 – Hotel Acquaviva (via Agello, 84 )

Assemblea dei Coordinamenti Regionali di Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Val d’Aosta:  ‘Dal Nord…Verso il Partito della Nazione’

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5 novembre, Milano

postato il 26 Ottobre 2010

Ore 20.00 – Old Fashion Café  (via Alemagna, 1)

Partecipa alla serata ‘Benvenuto Achille Serra’

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5 novembre, Trento

postato il 26 Ottobre 2010

Ore 15:30 – Grand Hotel Trento (via Alfieri, 1 )

Incontro con i giovani del Trentino Alto Adige

Ore 17.00 – Grand Hotel Trento (via Alfieri, 1 )

Dibattito sul tema ‘Sognare un paese normale è ancora possibile?’

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Lodo Alfano, giusto riaprire termini per nuovi emendamenti

postato il 26 Ottobre 2010

E’ giusto riaprire i termini per presentare nuovi emendamenti al Lodo Alfano. Se deve svelenire, non può avvelenare. Occorre eliminare la reiterabilità e accogliere  le osservazioni del Capo dello Stato.

Pier Ferdinando

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Legge elettorale, la riforma sarà discussa quando si deciderà di avviarla

postato il 26 Ottobre 2010

Non esiste alcun ‘memorandum’ sulla legge elettorale come certe indiscrezioni giornalistiche vorrebbero far credere. Non abbiamo nessuna fretta e certi temi si affrontano il giorno in cui si decide che e’ utile parlarne. Sarebbe da ingenui pensare che questo punto possa essere affrontato con un governo tecnico ad hoc. Quello di cui c’è bisogno è un esecutivo, politico, in grado di affrontare altre emergenze come quella della crisi economica.

 Pier Ferdinando

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La felice gestione Zaia del Veneto: più tasse per tutti e meno sanità

postato il 26 Ottobre 2010

Sembra impossibile, eppure sembra confermato: la Regione Veneto aumenterà le tasse, per potere coprire i suoi buchi di bilancio, soprattutto quello nella sanità.

Ora, il PDL e Zaia dicono no a nuove tasse, salvo poi sbugiardarsi da soli e ammettere che probabilmente verrà ritoccata al rialzo l’addizionale IRPEF, sancendo, di fatto, un aumento delle tasse per i cittadini.

E per fortuna che Zaia, durante la sua campagna elettorale, aveva promesso un deciso miglioramento per il Veneto, che anzi avrebbe avuto la fortuna di essere una delle regioni apripista in tema federalista. Ma il Federalismo, non dovrebbe abbassare le tasse?

Parrebbe di no, perchè si sta venendo a configurare da un lato meno prelievo dello Stato, ma anche meno trasferimenti dello Stato verso le Regioni, con il risultato che lo stesso Formigoni, governatore della Lombardia, lamenta che le riduzioni operate dal Governo mette a rischio i servizi per il cittadino.

Il problema quindi diventa: o si aumentano le tasse (quindi l’aumento del 3% dell’addizionale IRPEF) per risanare il deficit della Sanità e i minori trasferimenti da parte dello Stato, o si tagliano i servizi al cittadino (per altro, con la chiusura di alcuni ospedali, si sta già operando in tal senso, ma non basterebbe).

Zaia, e la Lega, pur di non ammettere che forse il Federalismo non è la panacea di tutti i mali e che forse loro non sono degli amministratori così abili, scaricano la colpa di tutto su Galan e il PDL, ma questo, a mio avviso, non risolve il problema e non può nascondere le responsabilità della Lega, visto che il partito di Bossi aveva una fortissima presenza anche nella Giunta Galan.

Per avere uno spaccato della situazione Veneta, chiediamo un giudizio ad una persona che vive questa realtà ogni giorno: il Consigliere Regionale di Verona, Stefano Valdegamberi (UDC), il quale afferma:

“la Lega sta smentendo se stessa. Per anni ci ha raccontato che il suo pseudo federalismo avrebbe portato più risorse alle regioni virtuose come il Veneto, togliendole a Roma “ladrona”. Oggi si verifica l’esatto opposto: il sistema Veneto (regione, province e comuni) perderà oltre 1 miliardo di euro nei prossimi due anni per cui la Lega ci sta convincendo ad aumentare l’imposizione fiscale per garantire la permanenza dei servizi. Nell’ultimo Consiglio Regionale il capogruppo dal fazzoletto verde, Caner, ha ribadito la necessità ad aumetare l’irpef (colpendo prevalentemente i redditi da lavoro dipendente) oltre ad introdurre la tassa sul turismo (una delle principali voci dell’economia veneta) e la tassa sugli immobili urbani per i consorzi di bonifica, la cui abolizione , prima delle elezioni, era stata sbandierata dalla lega come un suo meritato successo. Lega partito delle tasse? Certo, perchè un federalismo che non diminuisca i troppi livelli di governo e di potere, ulteriormente rafforzati e moltiplicati dalle amministrazioni padane risulta del tutto inefficace, se non persino dannoso. L’incapacità di effettuare riforme strutturali tali da svincolare risorse dalla burocrazia e dal pachidermico ed obsoleto sistema pubblico (fatto da una miriade di centri di spesa), per rimettere in moto le infrastrutture e l’economia, ha già affossato sul nascere il progetto del pseudofederalismo. Le uniche novità sono le minori risorse dalla Capitale e l’aumento delle tasse. L’esatto contrario di ciò che si è predicato finora nelle piazze durante i raduni padani. L’Udc lo aveva già detto. Anche se ancora una volta il tempo ci sta dando ragione, ad essere truffati sono i cittadini veneti che, svegliandosi dal tepore dell’illusione, ancora una volta dovranno mettere mano al portafoglio….anche se sempre più vuoto.”

“Riceviamo e pubblichiamo” di Gaspare Compagno

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Rassegna stampa, 26 ottobre

postato il 26 Ottobre 2010
Ieri a Palermo Pier Ferdinando Casini ha ribadito il proprio no ad alcuna forma di “ribaltone”, ma ha sottolineato che semmai avremo un autoribaltone dello stesso Governo, allora sarà necessario dare vita a un esecutivo di “responsabili”. La “Santa Alleanza” (come la chiama il Riformista) è già a lavoro (pare che qualche big si sia già “scaldato”, leggete Libero) e il suo primo passo dovrebbe essere la concretizzazione di una riforma della legge elettorale. Nel frattempo lo scontro sulle parole dell’Ad Fiat Marchionne esplode e sui giornali si ripresentano le opinioni contrapposte (Feltri invita la Fiat ad andarsene dall’Italia, visto che è così dura, mentre Giannino su Il Messaggero scrive che Marchionne ha avuto il coraggio di dire come stanno le cose). Infine, leggete il dossier de Il Fatto sulla Camera “disfatta” (che lavora pochissimo e rende ancor meno) e quello dell’Unità (Berlusconi rilancia la legge bavaglio).

Casini a Palermo “Noi non faremo ribaltoni, ma se lo fanno loro, esecutivo di responsabilità (Avvenire)

Camera disfatta (Il Fatto)

“Memorandum” tra PD, UDC e FLI, la riforma elettorale fa il primo passo (Giovanna Casadio, Repubblica)

Casini e Bersani: nuove alleanze, “Bisogna fermare Berlusconi” (Repubblica)

Marchionne, scontro su lavoro e efficienza (Fabio Pozzo, La Stampa)

La corrente del golfino (Il Riformista)

Pronto l’escamotage sulla reiterabilità (Francesco Grignetti, La Stampa)

Silvio e l’improvviso ritorno di fiamma per la legge bavaglio (Unità)

“Portai ad Arcore l’audio delle telefonata Fassino-Consorte” (Corriere)

L’offensiva finiana mette in difficoltà il Cavaliere (Corriere)

La Santa Alleanza è al lavoro (Il Riformista)

Il coraggio di dire come stanno le cose (Messaggero)

Fini apre la crisi, si scalda Pisanu (Libero)

Così le fondazioni cercano di schivare Basilea III e la politica (Il Foglio)

Classe (per nulla) dirigente (Corriere)

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