Archivio per dicembre 2009

22 dicembre, Benevento

postato il 21 Dicembre 2009

Ore 17 – Teatro De Simone (piazzetta Vari)

Intervista pubblica con il direttore del “Mattino” Virman Cusenza sullo
stato della democrazia in Italia

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Internet, il governo non sa di cosa parla

postato il 19 Dicembre 2009

Chi parla di norme restrittive per internet non sa che cosa sia il web, cioe’ uno strumento di comunicazione.
Se non ci fosse internet, non sapremmo cosa capita in Iran. E’ come se non consentissimo l’uso del telefono perché ci sono le telefonate minatorie. Il nostro è un Paese che non investe nella modernizzazione. I primi soldi cassati in Finanziaria riguardano la banda larga e quando si pensa a censura si parla di Internet.

Pier Ferdinando

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Premier pentito su elezioni anticipate, nostro obiettivo raggiunto

postato il 17 Dicembre 2009

Credo che da un male possa nascere un bene ogni tanto, in questa situazione abbiamo un dovere rispetto agli italiani, di riprendere il cammino costituente. Debbo dire che in queste ore Bersani ha fatto qualcosa di importante: non penso sia stato solo rituale il gesto della visita a Berlusconi e credo che Berlusconi debba mettere un po’ un freno a certi suoi collaboratori che parlano un linguaggio che non è consono a chi vuole guidare il Paese. Ci vuole un po’ di moderazione reciproca.

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Contro i falchi del Pdl fronte della legalità Udc-Pd

postato il 17 Dicembre 2009

Pier Ferdinando Casini agli Stati Generali del CentroServe un percorso comune per le riforme

Pubblichiamo da ‘la Repubblica’ di Goffredo De Marchis

Si fida ma continua a mettere le mani avanti: «Se Berlusconi coltivasse, o avesse coltivato vista la smentita, l’insano proposito del voto anticipato avrebbe una risposta repubblicana».
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini pensa che questo sia il momento di un percorso costituente, non delle urne. Ma a Bondi che lo accusa di mirare alla guida del centrosinistra risponde: «In condizioni normali non mi preparo a niente. Se il Pdl invece punta a travolgere i poteri costituzionali, allora mi preparo a tutto». La speranza resta un’altra, «che Berlusconi prenda spunto da quello che gli è capitato per cambiare passo e toni, quando tornerà sulla scena».

Cambiare toni rispetto a Cicchitto, presidente Casini?
«Quello è il minimo. Sono amico di Cicchitto e gli dico chiaro e tondo che ha sbagliato.  Si lamenta degli insulti alla maggioranza e poi usa lo stesso linguaggio. Mi auguro che le sue parole siano il frutto di un surriscaldamento temporaneo».

E se rispondessero a un percorso logico che arriva fino alle elezioni anticipate?
«Questo disegno francamente non lo vedo. Sono contento che Berlusconi, prima dell’incidente, l’abbia smentito. Ma in questi mesi abbiamo visto due Berlusconi. Il primo è quello del discorso di insediamento alla Camera, dell’emergenza Abruzzo, dell’intervento sul 25 aprile. Un Berlu­sconi pallido, purtroppo, perché è sparito subito. Sostituito dalla seconda versione: un premier arrembante, che attacca ferocemente gli organi dello Stato al quale non si può che rispondere con il linguaggio della fermezza».

O proponendo un fronte tra Pd, Udc e Idv, come ha fatto lei. I giornali di destra, per questo, l’hanno inserita tra i mandanti morali di Tartaglia.
«Se abbiamo voglia di ridere ridiamo pure. Se invece facciamo le persone serie, allora queste accuse rientrano nella categoria della miseria umana. Solo chi è in malafede fa finta di non capire la differenza tra la politica e l’odio. La politica contempla la presenza di valori diversi, l’odio prevede solo un mondo di nemici».

Ma il Cln contro Berlusconi implica la lotta contro un dittatore, no?
«Rispondo solo di quello che ho detto io. E che confermo. Se Berlusconi coltivasse, o avesse coltivato vista la smentita, l’insano proposito del voto anticipato avrebbe una risposta, come dire, repubblicana e nazionale».

Con voi ci sarebbe anche Fini?
«Questa risposta secondo me troverebbe dalla stessa parte anche molti esponenti del Pdl, non solo Fini».

Cosa significa cambiare passo?
«Non fare cadere l’appello del capo dello Stato al quale un po’ tutti abbiamo risposto con un eccesso di strumentalità. Invece dobbiamo ripartire dal voto del Senato sulle riforme. L’ho detto l’altra sera, incontrandoli di persona, a Bersani e D’Alema. L’ho ripetuto al telefono a Berlu­sconi e a Gianni Letta. Questo è il momento di chiudere i falchi in gabbia e far volare le colombe. Di solito un partito intermedio co­me il mio si mette sulla riva del fiu­me e aspetta che implodano i grandi partiti per trarne un van­taggio elettorale. Noi al contrario vogliamo sederci al tavolo con Pd e Pdl per trovare una via d’uscita all’eterna transizione italiana».

Come?
«Con la riforma dello Stato a partire dal superamento del bicameralismo perfetto, dalla precisazione dei poteri del capo del governo, dalla rivisitazione critica del federalismo voluto dalla Lega che e affidato pita ai decre­ti attuativi che alla legge».

Per arrivare a questo risultato, però, bisogna passare dal pro­cesso breve.
«Beh, se il Pdl vuole strumenta­lizzare l’aggressione a Berlusconi per far ingoiare il processo breve al Parlamento, si sbaglia di gros­so. Troverà un fronte legalista nell’Udc e nel Pd. Ma sbagliereb­be anche il Pd a confinare i pro­blemi giudiziari nel recinto priva­to del Cavaliere. Quei problemi riguardano tutti, anche noi. La strada, l’Udc l’ha indicata. Si è astenuta sul lodo Alfano ed è pronta a discutere del legittimo impedimento. A patto che sia soltanto una misura per il premier, come l’ha scritta Vietti».

Deve cambiare passo solo Berlusconi?
«No, tutti dobbiamo farlo. Ma ognuno rimane con le proprie convinzioni. A me non piace trasformismo o l’arlecchinismo nazionale per cui adesso, dopo Milano, dovremmo abolire le critiche. Così come non mi piace l’i­dea di mettere a tacere le voci di Internet o della piazza con leggi speciali. Esistono già delle norme precise, basta applicarle».

Difficile che il Pdl si fidi di voi. Secondo Bondi, lei si prepara a fare il leader e candidato pre­mier del nuovo centrosinistra.
«Non mi preparo a niente. In condizioni di normalità. In casi eccezionali mi preparo a tutto. Sono colomba ma fino a un certo punto. Se il Popolo della libertà pensa di travolgere i poteri costituzionali, allora anche il mio ordine del giorno cambia».

Per le regionali le sue trattati­ve sembrano più avviate con il Pd che con il Pdl. Sta per fare una scelta di campo?
«Non faremo un’alleanza na­zionale né con il Pd né con il Pdl. Il turno di marzo per noi non sarà uno spartiacque perche conti­nuiamo a voler cancellare questo bipolarismo. Io li capisco, però. La destra vorrebbe trascinarci in quella che Berlusconi pensa di trasformare in una sua campa­gna di santificazione. Il Pd in un centrosinistra non ci appartiene. E che non ci spaccino per buon­governo alcune amministrazioni di sinistra dove il buongoverno nessuno l’ha visto. Andremo con i candidati e i programmi più compatibili con noi».

Come digeriranno l’alleanza con Di Pietro i suoi elettori?
«Diciamo così: in condizioni di normalità io e Di Pietro siamo su due pianeti diversi. E io lavoro per una politica normale».

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18-19 dicembre, Roma

postato il 16 Dicembre 2009

Assemblea Nazionale delle RegioniOre 16.00 – c/o Salone delle Fontane (via Ciro Il Grande, 10-12 –Zona EUR)

Assemblea Nazionale delle Regioni

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Sbagliatissimo censurare il web

postato il 16 Dicembre 2009

Pier Ferdinando CasiniCensurare il web è sbagliatissimo. Le leggi esistenti già consentono di perseguire i responsabili di reati e la Polizia postale fa un lavoro straordinario. Censurare internet per gli insulti e le istigazioni alla violenza sarebbe una decisione assurda e illiberale. E’ un po’ come se si volesse impedire l’uso del telefono perché ci possono essere telefonate minatorie. Internet è uno strumento di comunicazione e i nostri governanti devono capire che oggi si usa internet come ieri si usava il telefono. Prendiamo esempio dagli Stati Uniti, dalla democrazia americana, da quello che succede in quel Paese che è la grande frontiera della libertà: Obama riceve continuamente intimidazioni inaccettabili su internet, ma a nessuno è mai venuta in mente, neanche per l’anticamera del cervello, l’idea di censurare internet. Quindi, attenzione su questo versante: guai a rispondere con provvedimenti illiberali davanti a sfide che richiedono tolleranza zero verso i colpevoli.

Pier Ferdinando

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17 dicembre, Roma

postato il 16 Dicembre 2009

Ore 17.00 – Residenza di Ripetta (via di Ripetta 231)

Convegno: ‘L’Italia di Nenni. L’Italia del futuro’

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