Tutti i post con tag: bossi

Processo breve: non voteremo quel testo. Al Paese non serve un’amnistia

postato il 29 Agosto 2010

Non entriamo in un governo dove l’unico che conta è Tremonti

L’intervista a Pier Ferdinando Casini su Il Corriere della Sera di Aldo Cazzullo

«Dove eravamo rimasti? Al predellino, quando ci venne spiegato che i moderati fuori dal Pdl non avrebbero avuto diritto di cittadinanza? Al bipartitismo, quando Veltroni e Berlusconi ci additarono come sbocco della transizione italiana la terra promessa di due partiti unici? Invece tutto è andato nella direzione da noi denunciata. Il goffo tentativo di ridurre la politica italiana al bipartitismo ha posto sul piedistallo due grandi vincitori: non il Pd e il Pdl, ma Di Pietro e la Lega».

Presidente Casini, è la sua estate. Tutti la cercano. Berlusconi la voleva al governo. Bersani la vuole nell’Alleanza democratica.
«È l’estate in cui si tocca con mano quel che diciamo da tempo: la Lega è diventata l’arbitro della politica italiana. Per fortuna Berlusconi ha impedito le elezioni anticipate, e ha fatto bene. Il voto in autunno sarebbe stato non solo un’ammissione di responsabilità da parte del Pdl, costretto a interrompere la legislatura dopo due anni come Prodi, nonostante i cento deputati di maggioranza. Berlusconi ha capito che sarebbe stato la vittima designata. Avrebbe trainato la coalizione alla vittoria alla Camera, impallando il Senato. A quel punto la Lega e una parte della sinistra avrebbero fatto nascere il governo Tremonti». [Continua a leggere]

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Vecchi schemi non mi piacciono, al Paese servono cose nuove

postato il 3 Agosto 2010

L’intervista ai microfoni del Tg3

Oggi è nata un’area di responsabilità nazionale che non ha indulgenze verso il giustizialismo come quello di Di Pietro ma è consapevole che la questione morale esiste ed è grande come un macigno in questo Paese.
La nostra è un’area di responsabilità che non nasce contro gli altri o per mettere in crisi il governo, noi operiamo perché il Paese faccia scelte di responsabilità. Poiché sono gruppi che provengono da esperienze diverse quello che succederà in futuro, come diceva la canzone, lo scopriremo solo vivendo.
Se Berlusconi cadrà o meno dalla torre è una questione che interessa tutti noi, ma intanto la gente non arriva a fine mese, la disoccupazione aumenta e tutte le questioni sociali sono sul tappeto.
Il terzo polo è già l’evocazione di qualcosa che si muove nei meandri ristretti degli schematismi politici. Al paese invece servono cose nuove, non vecchie.

Pier Ferdinando

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Nessun complotto, ma governo paralizzato

postato il 1 Agosto 2010


Non c’è nessun complotto contro il governo, non è come dice Bossi. Se poi Berlusconi vuole continuare con queste scorciatoie, cercando con la pubblicità di far passare un’immagine non vera perché il governo è paralizzato, questo è un suo problema.
Due anni fa Berlusconi e Fini ci hanno spiegato che ci sarebbe stata la Terra Promessa, il Pdl era la soluzione di tutto. Oggi dopo due anni tirano a campare, ma il Paese ha bisogno di qualcosa di diverso. Ecco perché  avanziamo una proposta, di guardare in faccia la realtà, di non illudersi più e di proporre un esecutivo di responsabilità nazionale.

Pier Ferdinando

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Federalismo demaniale, lo Stato cede i suoi tesori

postato il 28 Luglio 2010

“Riceviamo e pubblichiamo”

Lo Stato ha trasferito una buona fetta del suo demanio alle Regioni, con il plauso della Lega. La lista dei beni ceduti è consultabile da tutti presso il sito dell’Agenzia del demanio e come tutti possono vedere, anche senza alcune perle come gli isolotti della Maddalena, o il museo di Villa Giulia, si tratta di un ricco bottino: 3,6 miliardi di euro. Un bottino che è destinato ad arrichirsi perché sono per ora esclusi dall’elenco i beni di Roma, che saranno oggetto del decreto attuativo del federalismo su Roma Capitale, e sono per ora esclusi i beni delle Regioni a statuto speciale. [Continua a leggere]

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Manovra: sacrifici per le forze dell’ordine e soldi per i truffatori

postato il 27 Luglio 2010

Il voto di fiducia che sarà posto sulla manovra non ci sorprende. Ci rammarica però che, in una manovra comunque inevitabile, da un lato si continuano a chiedere sacrifici alle forze dell’ordine, già ridotte in condizioni difficili. Dall’altro si trovano i soldi per i truffatori delle quote latte e per chi non ha pagato le multe.

Pier Ferdinando

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Dal governo poche cose buone e troppi spot

postato il 22 Luglio 2010

Il governo procede per strappi. Berlusconi ogni tanto minaccia elezioni anticipate, ma è un messaggio rivolto ai suoi, un richiamo alla disciplina. Oggi il premier non ha la forza per andare a elezioni anticipate.
Berlusconi ha invitato i militanti del Pdl a ricordare le tante cose buone fatte dal governo. Certo questo esecutivo avrà pure fatto qualcosa di buono: gli aquilani non sono sotto le tende, a Napoli ha rimosso la spazzatura dalle strade, anche se non c’è la certezza che il problema non si riproporrà. Ma non basta. A L’Aquila il difficile viene ora: il centro storico è distrutto e i lavori non cominciano.
Le cose buone fatte dal governo sono poche, gli spot molti di più. Come quello del piano casa, con il premier che dopo un anno si è lamentato perché non è riuscito a costruirne nemmeno una, come era prevedibile.
E poi, ancora, è stata abolita l’Ici. In tutte le città del mondo, 8 su dieci la proporzione, le tasse locali cadono sugli immobili. Noi abbiamo abolito l’unica tassa federalista…Ora la Lega vuole introdurre la “service tax”, che e’ l’Ici con un altro nome.

Pier Ferdinando

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Non sono maniaco delle larghe intese, ma il Paese affonda

postato il 19 Luglio 2010

Il trasformismo non serve, anche Bossi è davanti a un bivio

“Non cerco nessuno. Sono stato eletto come membro dell’opposizione e sto cercando di lavorare per il mio Paese, dai banchi dell’opposizione. Credo che il trasformismo in Italia non serva”. Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg3, ribadisce che “Berlusconi e Casini potrebbero ritrovarsi in un governo di larga coalizione se i partiti si rendessero conto che stiamo veramente affondando il Paese”. [Continua a leggere]

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I furbetti del latte

postato il 17 Luglio 2010

di Giuseppe Portonera

Una signora (su un sito dal nome che è tutto un programma: “Il Padano”, sottotitolo esplicativo: “Una terra, un popolo, il suo quotidiano”) si chiede perché l’On Casini e l’Udc stiano conducendo una battaglia così aperta contro il condono per le quote latte in eccedenza e perché “Casini, che non rinnega il suo passato democristiano, non fa il bel gesto di pagare di tasca sua le assurde e democristiane multe che ridurrebbero sul lastrico le famiglie dei nostri allevatori?”. Sembra una richiesta accorata, da non sottovalutare. Peccato sia soltanto falsa e faziosa. Perché intanto le famiglie che rischierebbero di essere ridotte sul lastrico sarebbero una irrisoria parte degli attuali 40 mila allevatori: solo quelle, cioè, dei furbetti, di coloro che si sono rifiutati di mettersi in regola con le direttive europee e hanno optato per la resistenza ad oltranza, non tirando mai fuori un centesimo. Ed ora, come se niente fosse, saranno proprio loro a beneficiare addirittura di una sospensione del pagamento delle multe, perché gli amici leghisti (sì, proprio quelli di Roma Ladrona), hanno ben pensato di salvare i (loro) furbetti della mangiatoia, quel 10 per cento di allevatori del Nord che si è fatto beffe dei colleghi onesti. Quindi, signora, perché pensare a Casini? C’è già Bossi, per questo.

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Quote Latte, la multa di pochi che paghiamo tutti

postato il 15 Luglio 2010

di Gaspare Compagno

Le quote latte sono lo specchio della deriva della politica della maggioranza in questo paese: poche voci di buon senso che vengono fatte tacere in nome della tenuta del governo.

E’ di queste ore la notizia che nel braccio di ferro sulle quote latte, il grande sconfitto è il ministro per l’agricoltura Giancarlo Galan, uno che conosce il Veneto e la Lega (che è la vera vincitrice di questo braccio di ferro), che ha dichiarato che i leghisti sono stati “arroganti e irresponsabili”.

 Sulla stessa onda i giudizi, espressi nei giorni passati, dagli onorevoli Casini (che ha dichiarato: ”non si puo’ privilegiare chi per anni non ha pagato il proprio impegno con lo Stato. E’ un pessimo segnale ai cittadini italiani”) e Libè (che ha dichiarato: “Oggi la Lega vuole congelare anche le rateizzazioni che, se così fosse, dovrebbero essere pagate all’Europa dall’intero Paese. E questo mentre agli Italiani onesti vengono chiesti duri sacrifici. Siamo al paradosso”).

Cosa è accaduto oggi? Nonostante l’opposizione del ministro Galan, della Commissione Europea (per bocca del commissario all’Agricoltura, Ciolos) e del variegato fronte dei legalisti che comprende pure le massime organizzazioni del settore, tra cui Confagricoltura, secondo i quali «le multe vanno pagate e basta compromessi», la sospensione delle sanzioni fino al 31 dicembre è entrata nel maxiemendamento alla manovra economica, blindato con la fiducia, che va al voto oggi in Senato.

Ma questo non era sufficiente: i leghisti hanno anche ottenuto che il nuovo testo del provvedimento contenga un esplicito rimando agli «accertamenti in corso», cioè alle indagini condotte dall’Arma dei carabinieri e dall’apposita commissione di indagine sulle quote latte rimandando i pagamenti quanto meno al 31 dicembre.

Ma adesso si pone un problema serio: non solo l’Italia ha già un buco nero di 4 miliardi di euro, ma quasi sicuramente, questa sospensione comporterà una multa da parte di Bruxelles. Multa che si aggira intorno al miliardo di euro come afferma Ciolos, commissario europeo all’agricoltura che ha affermato che la decisione del governo italiano è in contrasto non solo con le norme comunitarie, ma soprattutto con gli impegni assunti da questo governo in sede europea. E non è vero che questo provvedimento del governo va incontro a tutti gli operatori del settore, in quanto proprio le associazioni di categoria sono le prime a scendere in campo contro il governo.

Facciamo i conti: 4 miliardi più 1 miliardo fanno 5 miliardi di euro. Che tutti gli Italiani pagano, solo perchè la Lega deve proteggere i suoi interessi localistici. Perchè badiamo bene, qui non si parla di tutelare i produttori di latte italiani, ma si tratta solamente di premiare i soliti furbi che, non hanno rispettato la legge e ceh scaricano i loro costi su tutti gli Italiani.

In questo caso, alla Lega conviene parlare di una sola Italia, quando i furbastri che la sostengono, devono pagare, allroa è bene spalmare tutte le multe su tutti gli italiani; mentre quando c’è da ricevere soldi, allora non si parla più di Italia, ma di Padania. Tutto questo all’insegna del “ciò che è tuo è mio, e ciò che è mio, resta mio”.

Con questo miliardo avremmo potuto finanziare i bonus di merito degli insegnanti; magari pagare gli insegnanti di sostegno per i bambini portatori di handicap. Magari si potevano migliorare alcuni presidi ospedalieri, o mitigare i sacrifici che questa finanziaria chiede agli Italiani.

E invece no, si tratta di soldi che tutti noi pagheremo per permettere ai soliti furbi di avvantaggiarsene.

Brunetta, ieri ha affermato che le auto blu costano all’Italia 4 miliardi di euro, e poi ha detto che si potrebbe risparmiare la metà di questi soldi, ma io non arrivo a chiedere tanto. Basterebbe risparmiare il 30% per arrivare ad avere 1,2 miliardi di euro in più nelle tasche dello Stato.

Con questi soldi si potrebbero finanziare due, tre progetti bene per vedere dei risultati concreti. E invece no, serviranno a ripianare i debiti dei furbetti delle quote latte.

Con questi soldi, ad esempio, si potrebbe istituire un fondo per le giovani coppie che volessero comrpare casa, o aiutare i lavoratori licenziati, magari proprio le famiglie degli operai che, dati alla mano, sono sempre più povere.

Invece no.

Noi non potremo attuare nulla di tutto ciò, perchè dobbiamo pagare la cecità, la scarsa lungimiranza, l’affarismo, il clientelismo della lega.

Con questo miliardo, potevamo finanziare il quoziente familiare, e invece no, dovremo dire alle famiglie, ai giovani disoccupati, ai meno fortunati, che anche oggi subiranno l’ennesimo ladrocinio, per tutelare i soliti furbi.

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Mai fatto ribaltoni, non entriamo nella maggioranza

postato il 13 Luglio 2010


Governo di larghe intese per fare le riforme

“L’Udc non entrerà in questa maggioranza, sarebbe offensivo moralmente e ridicolo sotto il profilo della convenienza”. Ospite in studio del Tg de La7 Pier Ferdinando Casini spiega che l’entrare “in una maggioranza che sta dimostrando di avere cento voci, nessuna bussola di orientamento” non suscita alcuna tentazione da parte dell’Udc. “Non ci interessa – ribadisce- qualche posto a tavola. L’Udc e’ l’unico partito italiano che non ha mai fatto ribaltoni, Bossi li ha fatti e ha mandato a casa Berlusconi. Io non li ho mai fatti e non intendo cominciare oggi”. [Continua a leggere]

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