Tutti i post con tag: bossi

Ministeri al nord, il governo si arrampica sugli specchi

postato il 29 Luglio 2011

Quando a scuola gli alunni ne combinano una delle loro, questi si dividono in due categorie: quelli orgogliosi della bravata, che aggiungono un nuovo vanto al loro cursus honorum di discoli e quelli che spaventati dalle ire del professore o del preside fanno finta di niente e cercano di nascondersi e di nascondere le prove della colpevolezza. Questa tipica dinamica scolastica si è curiosamente attivata nella già grottesca vicenda del cosiddetto spostamento dei ministeri al Nord.

Il Capo dello Stato, probabilmente dopo aver visto la ridicola inaugurazione di stanze vuote con targhe ministeriali in quel di Monza, ha ritenuto opportuno richiamare all’ordine costituzionale con una durissima lettera inviata al governo dove si spiega che non è pensabile una “capitale diffusa” o “reticolare” diffusa sul territorio nazionale. Scontata la reazione di Umberto Bossi che insieme ai suoi continua a difendere lo spostamento delle targhe sui muri della villa reale di Monza. Ma la reazione più ridicola è stata quella del governo che stretto tra la necessità di dare conto e ragione a Napolitano e di tenere buona la Lega si è praticamente comportato come gli scolari che tentano di giustificare la marachella. E si sa che quando si tenta di giustificare se non ci si è messi d’accordo preventivamente la verità salta fuori.

Il Consiglio dei ministri avrebbe affrontato nella scorsa riunione la vicenda scottante dello spostamento dei ministeri, come recita un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, ma a quanto pare non è stato proprio così dato che alla fine della riunione si hanno diverse versioni:  Maurizio Sacconi ha affermato che non si è trattata la questione in Cdm, Saverio Romano ha detto che ne ha parlato Berlusconi mentre Maria Stella Gelmini ha sostenuto che ha svolto un’informativa Gianni Letta. In tutto questo bailamme la nota quirinalizia diviene pubblica e Palazzo Chigi sforna un’ennesima versione per provare a chiudere la partita: ”in apertura del Cdm – si legge – Berlusconi ha rivolto al Consiglio e ai singoli ministri un pressante invito a tenere in debito conto le osservazioni formulate da Napolitano”.

L’inutile vicenda dei ministeri al nord continua a colorarsi di ridicolo, non solo per i contenuti ma anche per l’atteggiamento di un governo che non riesce nemmeno a prendersi le proprie responsabilità di fronte al Capo dello Stato e all’intero Paese. Vedere un governo che si arrampica sugli specchi per giustificare le pretese di uno dei partiti della maggioranza non è edificante ma la cosa diventa ancora più grave se il Presidente del Consiglio non sente il bisogno di pronunciare una parola di chiarimento, di dettare una linea. Berlusconi sembra aver deciso di  perseguire in quella tattica del “pesce in barile”,  ben descritta da Ugo Magri su “la Stampa”, che alla lunga nuocerà al governo e dunque all’Italia. E questo fa meno ridere.

Adriano Frinchi

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Ministeri, Napolitano interpreta un’esigenza di serietà

postato il 27 Luglio 2011

Il Presidente della Repubblica, preoccupato per l’apertura di sedi decentrate di ministeri, interpreta un’esigenza di serietà avvertita in tutta la nazione.
L’apertura di sedi ieri al nord domani magari nel Mezzogiorno getta sulla politica il discredito finale.

Pier Ferdinando

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Cento metri quadri per tenere insieme la Lega

postato il 25 Luglio 2011

Il Carnevale fuori tempo della Lega ha fatto tappa a Monza, profondo Nord. Nella data storica del 23 luglio 2011 le camicie verdi sono riuscite a portare a casa l’ennesimo successo: il decentramento amministrativo. Si tratta davvero di un successo? A giudicare dagli spazi di cui potranno godere gli ineffabili ministri di economia, riforme, semplificazione e turismo non si direbbe. Cento metri quadri per tre stanzette, una delle quali riservata alla segretaria, l’altra a Bossi, vero dominus e regista dell’operazione, e la terza in condivisione tra Calderoli, Tremonti e la rossa ministra Brambilla. Gli spazi insomma sono strettini, un po’ come è stretta la via in cui la Lega sta esercitando la sua azione politica. I risultati raggiunti dal “partito del Nord” sono stati molto deludenti, il federalismo ha subito una battuta d’arresto con la politica di austerity inaugurata con la manovra, il governo traballa, il Nord produttivo è in affanno e trova nella Lega una voce sempre più debole. Le difficoltà di Bossi e compari sono evidenti, così l’operazione “sposta l’ufficio in provincia” si è resa necessaria. Una Carnevalata estiva che non ha attratto granché i cittadini di una Brianza che bada più alla sostanza che alla forma. Il ministero può stare a Roma, questo pensa la gente, ma non ditelo alla Lega che si illude di “rappresentare gli interessi del Nord”.

Parlavamo di forma e sostanza: entri in questa “grande” sede ministeriale -scrostata, piccola: questione di forma- e ti accorgi che manca qualcosa di indispensabile in un ufficio: il bagno, ma in fondo lì i ministri staranno davvero poco… ci andranno mai?

E tra protagonisti in ritardo, ministri defilati e banconote sventolate a favor di telecamere è stato trasmesso l’ennesimo spot dei leghisti. Uno spot un po’ casereccio, maldestro, ai limiti del grottesco, dove i ministri sono comparse sbiadite e i leader si trasformano in macchiette di provincia. Immagini che celano -neanche troppo bene- il significato profondo di questa operazione commerciale: scongiurare la fine della Lega, un partito screpolato, diviso e ormai incapace di rendere conto ai suoi. Il decentramento amministrativo (se così si può definire l’inaugurazione di queste anguste filiali ministeriali in comunione, che peraltro non apriranno prima di settembre) è vitale per l’Italia? No. È vitale per la Lega? Ovvio che sì. Senza un risultato da esibire come trofeo agli affamati e irrequieti soldati leghisti -altro che pazienza di Giobbe, questi è dal ’90 che si fanno prendere in giro- il generale Bossi e i suoi colonnelli non potranno far altro che recitare il de profundis alla loro Lega e guardare impotenti il Maroni istituzionale, e in buoni rapporti con le altre forze politiche, prendere il sopravvento.

Infine il dubbio: dureranno le “stanzette del potere” di Villa Reale? Un luogo che ricordi ogni giorno alla gente le contraddizioni leghiste forse non fa il gioco di chi lo ha voluto per gli interessi della sua bottega. Ma qui la logica trova ben poca applicazione.

Stefano Barbero


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L’intervento di Pier Ferdinando Casini alla convention del Terzo Polo: ‘Io cambio l’Italia’

postato il 22 Luglio 2011

Venerdì 22 luglio 2011 – Auditorium Conciliazione

La storia lo insegna: quando nella vita di una nazione, una crisi economica drammatica si sovrappone ad un evidente decadimento delle istituzioni e la classe dirigente rinuncia ad esercitare il suo ruolo di guida, anche morale, il buio comincia a minacciare il futuro.  Ebbene, l’Italia di oggi si trova esattamente in un tale pericoloso incrocio della storia. Ma nella classe politica non tutti ancora sembrano averne piena consapevolezza.

Solo dopo la prima guerra mondiale si determinò una situazione simile. Le “tre crisi”, sociale, politica e morale, combinarono la loro aggressione al sistema. E gli effetti sono purtroppo noti. Oggi non può certo finire come cent’anni fa: non abbiamo alle spalle una guerra, la società italiana è cento volte più forte e matura di allora. Ma ciò non rende più leggera la realtà: il rischio di un declino della nostra nazione e della sua democrazia aleggia comunque davanti al nostro futuro. [Continua a leggere]

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Ministeri alla Villa Reale di Monza, il federalismo che costa di più

postato il 15 Luglio 2011

Sono cominciati da qualche giorno i lavori alla Villa Reale di Monza per insediare alcuni uffici periferici dei Ministeri della Repubblica Italiana con a capo i leghisti Calderoli e Bossi.

Mentre il Senatur mostrava il dito medio al tricolore alla festa padana di Besozzo, Calderoli annunciava: “Il 23 luglio alle 11.30 apriremo il mio ministero, quello di Bossi e di Tremonti a Monza, che piaccia o no a Roma. Vi aspettiamo tutti”. E non importa se la maggior parte degli spazi della Villa sono in condizioni precari, non importa se Comune e Regione da tempo si sono impegnati per il restauro del complesso nonostante le ristrettezze finanziarie del momento, a nulla serve che Formigoni, con un bando da 20 milioni di euro per il restauro, abbia già detto che a Monza non c’è spazio per questo tipo di operazioni, il “trasloco padano” s’ha da fare. È semplicemente vergognoso che, mentre le borse toccano il fondo, mentre ci si accinge ad approvare una manovra di lacrime e sangue, il sanguisuga Calderoli utilizzi denaro pubblico per concentrare alcuni uffici periferici facendo arrivare la mobilia da Catania, a 1.300 km di distanza da Monza, schiaffeggiando ulteriormente i brianzoli, maestri del mobile, senza aver nessuno rispetto per loro e per la Villa stessa.

La Villa è un complesso di enorme valore costruita in meno di tre anni dall’architetto Piermarini che ha visto al suo interno teste coronate e che è tutt’ora sede di vari eventi culturali. L’arrivo degli uffici ministeriali e dei suoi inquilini costringerà, purtroppo, a rivedere il progetto del Museo della Villa: la Soprintendenza alle Belle Arti aveva già previsto l’ingresso dei visitatori presso il Cortile della Cavallerizza ma ad Umberto Bossi poco importa, bisognava farlo. Logico pensare che una mossa del genere è stata fatta solo ed esclusivamente per gettare fumo negli occhi a quegli elettori, ultimamente molti, che non vedono più nelle mosse leghiste i propri ideali. Questi personaggi che in settimana giacciono serafici a “Roma poltrona” e il sabato e la domenica presenziano alle feste della Lega offendendo la bandiera e il popolo italiano.

I giovani dell’UDC non ci stanno ed è per questo che siamo pronti a raccogliere le firme in tutta la Lombardia contro questo superfluo trasferimento e spreco di denaro pubblico. Confido nel popolo italiano e sono sicuro che in questo momento di sacrifici ci sia in Brianza, al Nord e in tutta Italia una sola voce che si levi a denunciare questa vergogna affinché vengano ritirati i decreti che permettono l’apertura degli uffici nella Villa Reale di Monza e faccio un appello al Sindaco Mariani e gli chiedo di tornare in sé, di abbandonare l’atteggiamento servile e di non appoggiare questo scempio che si viene a creare in un gioiello architettonico di cui andare orgogliosi.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Michele Trabacchino

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“Aboliremo le province”, la promessa elettorale di Silvio Berlusconi (e del PD)

postato il 5 Luglio 2011

Repetita iuvant dicevano gli antichi, ma ripetere alcune cose potrebbe non giovare, anzi addirittura potrebbe fare arrossire. E’ il caso dell’abolizione delle province: durante la campagna elettorale del 2008 Silvio Berlusconi e la sua coalizione hanno promesso agli italiani di abolire le province per recuperare ben dieci milioni di euro, oggi gli stessi che nel 2008 erano i paladini di questo provvedimento si sono invece premurati di respingere alla Camera la proposta di legge per sopprimerle. A dire il vero anche il PD, allora guidato da Veltroni, si sbracciava per l’abolizione delle province; promesse anche in questo caso non mantenute, così il PD ha infatti votato con PDL e Lega, salvando il Governo. “Repetita iuvant” dicevamo, ecco un florilegio di dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa da far arrossire qualunque pinocchio della politica.

PDL: BERLUSCONI,COLLABOREREMO CON PD PER ABOLIZIONE PROVINCE

(ANSA) - ROMA, 4 MAR - Visto che l'abolizione delle province
e' anche nel programma del Pd ''su questo potremmo collaborare,
allo scopo di abolire le principali province dove esistono aree
metropolitane''. Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl,
ospite di 'SkyTg24 Pomeriggio'.
(ANSA).

GMB
04-MAR-08 13:41 NNNN

Apc-*ELEZIONI/ BERLUSCONI: LE PROVINCE VANNO ELIMINATE TUTTE
Sono inutili è solo un costo per i cittadini

Roma, 5 mar. (Apcom) - Silvio Berlusconi ribadisce oil suo
progetto di abolizione delle Province, un'abolizione che, a suo
giudizio, deve riguardare tutti questi Enti locali, non solo
quelli delle città metropolitane. Intervistato durante la
trasmissione 'Porta a porta', l'ex premier ha infatti
sottolineato: "Dobbiamo eliminare le Province. Sono tutte inutili
e soltanto fonte di costo per i cittadini".

Bac/Ang/Dav

052025 mar 08

ENTI LOCALI:BERLUSCONI,ELIMINARE PROVINCE,RISPARMIAMO 10 MLN

(ANSA) - TAORMINA (MESSINA), 29 MAR - L'eventuale futuro del
governo di centrodestra ha in programma anche ''l'eliminazione
delle Province dagli enti locali''. Lo ha detto il candidato
premier del Pdl Silvio Berlusconi intervenendo al Forum di
Confagricoltura a Taormina.
''Quando furono realizzate le Regioni - ha aggiunto - tutti
davano per imminente l'abolizione delle Province, poi localismi
ed egoismi hanno prevalso. L'abolizione delle Province - ha
spiegato Berlusconi - senza licenziare alcun dipendente pubblico
porterebbe da solo un risparmio di 10 milioni di euro
l'anno''.(ANSA).

TR-FPI/IMP
29-MAR-08 13:23 NNNN

PDL: BERLUSCONI A CENA ANTONIOZZI, ABOLIREMO LE PROVINCE =
(AGI) - Roma, 3 apr. - "Oggi ho fatto la piu' grande maratona
della tv. Ho parlato per 9 ore e 20 minuti". Silvio Berlusconi
si presenta alla cena offerta dal candidato del Pdl alla
provincia di Roma Alfredo Antoniozzi e la prima cosa che spiega
alla platea e' che vuole abolire le province. "Dall'abolizione
delle province avremo 12 miliardi di euro di risparmio" dice
l'ex premier spiegando di aver fatto una prima stima in
proposito. Il candidato premier del Pdl tuttavia osserva che
"non e' giusto gettare la colpa addosso sempre alla casta dei
politici. Lo sapete - aggiunge parlando in una sala di un
albergo romano - io non ho simpatia per la casta. Anzi, mi
sento di rappresentare l'antipolitica, sono un imprenditore
prestato alla causa". Berlusconi nel suo intervento ha ribadito
la teoria del 'voto utile': "Se non abbiamo una vasta
maggioranza non riusciremo a cambiare un paese che e' in
declino. Bisogna anche ragionare - ha osservato - che
l'economia americana subira' un arresto. Le famiglie americane
hanno speso di piu' di quanto guadagnavano. Per questo motivo
noi dobbiamo far fronte ad una situazione difficile e dobbiamo
ottenere il piu' ampio consenso possibile". (AGI)
Gil/Cam
032317 APR 08

NNNN

BERLUSCONI:INUTILE METTERE MANI ITALIA SENZA AMPIA MAGGIORANZA =
(AGI) - Roma, 3 apr. - "E' inutile mettere le mani sull'Italia
se non avremo un'ampia maggioranza". E' quanto afferma Silvio
Berlusconi in un'intervento alla cena offerta dal candidato del
Pdl alla provincia di Roma, Alfredo Antoniozzi. "L'ex premier
spiega di non voler fare "lotte pazzesche" per cambiare
l'Italia, per questo chiede un ampio consenso. Berlusconi
inoltre chiarisce che le riforme sul dimezzamento dei
parlamentari e sull'abolizione delle province saranno fatte
dopo la legislatura che avra' inizio a seguito del voto del 13
aprile. (AGI)
Gil
040036 APR 08

NNNN

ELEZIONI: BERLUSCONI, ABOLIZIONE PROVINCE NEL PROGRAMMA E VA FATTA =

Roma, 10 apr. (Adnkronos) - "L'abolizione delle province e' nel
nostro programma. Le province non possono essere lasciate in piedi,
solo per l'abolizione delle province, pur assorbendo tutto il
personale si risparmiano 10-13 mld all'anno". Lo ha sottolineato
Silvio Berlusconi, durante la registrazione della puntata di 'Porta a
Porta' che andra' in onda questa sera, ribattendo a chi ricordava la
contrarieta' della Lega all'abolizione di questi enti locali.

(Sam/Pe/Adnkronos)
10-APR-08 17:18

NNNN

 

FEDERALISMO: BERLUSCONI, ABOLIZIONE PROVINCE E' UN PROBLEMA APERTO =

(ASCA) - Roma, 15 set - ''L'abolizione delle Province e' un
problema aperto, anche se non ne abbiamo ancora parlato in
Consiglio dei ministri''. Lo ha detto il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi durante la registrazione di
'Porta a porta.
''Questo problema - ha aggiunto il premier - non e' ne' di
destra ne' di sinistra e quindi sarebbe auspicabile,
nell'affrontarlo, la concordia tra tutte le forze
politiche''.
lpe/mcc
152010 SET 08
NNNN

PROVINCE:BERLUSCONI, VORREI ABOLIZIONE MA LEGA NO D'ACCORDO

(ANSA) - BRUXELLES, 11 DIC - ''C'e' un solo punto nel
programma elettorale in cui ho difficolta' serie con gli alleati
ed e' quello dell'abolizione delle Province: siamo ancora
convinti che sarebbe utile per risparmiare ma la Lega ha una
posizione molto ferma''. Lo ha sottolineato il premier Silvio
Berlusconi conversando con i cronisti oggi a Bruxelles.
D'altra parte, ha spiegato il presidente del Consiglio, ''io
non ho il 51% e devo accettare cio' che i miei alleati ritengono
di non poter sottoscrivere''. (ANSA).

KWF/CIP
11-DIC-08 16:38 NNNN

Apc-*Riforme/ La Russa: Abolire le province tra cinque anni
La Lega non chiuda le porte a questo programma

Milano, 13 dic. (Apcom) - Il ministro della Difesa, Ignazio La
Russa e coordinatore nazionale di An, propone di abolire tutte le
delle Province tra cinque anni. Nel pieno del dibattito
sull'abolizione degli enti provinciali, il ministro La Russa dà
la sua ricetta, alla vigilia dell'appuntamento elettorale del
2009: "Le Province non possono essere abolite adesso che si sta
per andare a votare - ha detto a margine di un incontro presso il
gazebo del Pdl in San Babila - ritengo che fra cinque anni
debbano essere abolite tutte le Province e che subito dopo il
voto venga fatta una legge che preveda il passaggio delle deleghe
provinciali al termine del prossimo mandato a Comuni, Regioni o
aree metropolitane".

Il ministro ha voluto richiamare anche l'attenzione della Lega
sul tema delle Province: "Ci dobbiamo dotare di un programma per
l'abolizione e invito la Lega a non chiudere a questo programma.
Penso che tutte le Province vadano abolite e non alcune sì e
alcune no: questa è un'ipotesi che tutto il Pdl deve scartare".

Quanto invece ai candidati del Pdl per le provinciali milanesi
per le quali da tempo circolano molti nomi ma ancora il partito
non si è pronunciato ufficialmente, La Russa ha ribadito: "Sia
con Albertini che con la Moratti i candidati sono stati scelti
poco prima della scadenza elettorale. Penati, visto che è così
indietro, fa bene a correre". Domani, infatti, il Partito
democratico, alla presenza del segretario nazionale Walter
Veltroni, lancia le proprie candidature per le provinciali 2009.

Mlo/Ral

131711 dic 08

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Abolizione province, Lega aveva assunto impegno in campagna elettorale

postato il 5 Luglio 2011

L’impegno all’abolizione delle Province la Lega e il Pdl lo avevano assunto nella campagna elettorale del 2008. Lascio agli atti i testi delle notizie Ansa che lo contengono.

Pier Ferdinando

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Rassegna stampa, 29 giugno 2011

postato il 29 Giugno 2011

Tiene banco il tema della manovra economica targata Tremonti che dovrebbe essere presto approvata, dopo aver trovato l’ok interno alla maggioranza. Le opposizioni levano gli scudi, però: Bersani parla di farsa drammatica e di “regalino per chi verrà poi”, mentre Casini è ancora più duro: questo è una manovra irresponsabile, che scarica gli oneri e le difficoltà sul prossimo governo (e potrebbe anche essere, come ha spiegato dalla Gruber ieri, che questa sia la prova che l’anno prossimo si torna a votare). Il Corriere, con un articolo di Paola di Caro, ci racconta dell’inusuale pre-cdm di ieri, svoltosi in un clima tutto sommato “sereno” (a parte l’opposizione dura del “falco” Galan); mentre il Riformista titola – con grande efficacia – “manovra e manovratori”: da Tremonti alla Banca d’Italia. Il tutto, mentre l’inchiesta sulla cosiddetta P4 cresce e il deputato Pdl Alfonso Papa sembra essere destinato all’arresto (le opposizioni voteranno tutte sì alla richiesta, domani, e pare che altrettanto farà anche la Lega).

Bersani: una farsa drammatica. Casini: governo irresponsabile (Nino Bertoloni Meli,  Il Messaggero)

Cesa: dare speranza (e risorse) a giovani, famiglie e imprese (Avvenire)

Tremonti apre alla «collegialità» (Barbara Fiammeri, Sole24Ore)

Berlusconi rilassato: «Caro Giulio, ora serve pazienza» (Paola Di Caro, Corriere della Sera)

E il Cavaliere dichiara vittoria (Francesco Bei, La Repubblica)

Bersani: ci fanno un regalino da 40 miliardi (Carlo Bertini, La Stampa)

Manovre e manovratori (Tommaso Labate, Il Riformista)

Manovra con trucco (Paolo Ojetti, Il Fatto Quotidiano)

Soluzione senza strappi (Carlo Fusi, Il Messaggero)

Buttiglione: “Nel 2013 ci saranno solo due poli. E noi saremo in quello dei moderati” (Secolo d’Italia)

P4, alla Camera Papa rischia il sì all’arresto (Liana Milella, La Repubblica)

A Milano Ratzinger nomina Scola (Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera)

Ma non decidiamo senza conoscere (Juan Carlos De Martin, La Stampa)

Il nuovo motore accelera il Paese (Stefano Parisi, Sole24Ore)

A destra come a sinistra triumviri in agitazione (Federico Orlando, Europa)

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Manovra: governo in panne, serve altra coalizione

postato il 28 Giugno 2011

Sulla manovra la maggioranza è in panne, litiga, attacca Tremonti non sa che pesci prendere e cerca di scaricare il problema sull’opposizione. Ci saranno 40 miliardi da gestire, che sono sacrifici per gli italiani, e bisogna farlo con una coalizione alternativa, omogenea nelle scelte fondamentali per il Paese.

Pier Ferdinando

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Un governo per l’emergenza oppure è meglio votare

postato il 27 Giugno 2011

Il Paese rischia di morire di troppa demagogia

Pubblichiamo da “Il Messaggero” l’intervista a Pier Ferdinando Casini

di Claudio Sardo

«Non mi sono mai illuso che la doppia sconfitta elettorale inducesse Berlusconi alle dimissioni. Finché il pallottoliere di Montecitorio gli darà la maggioranza, proverà a resistere. Ma ciò aggrava le condizioni dell’Italia: questo governo, paralizzato dai contrasti, naviga a vista e non è più in grado di produrre le decisioni che servono al Paese». Pier Ferdinando Casini, leader Udc, risponde così all’appello lanciato ieri dal premier alle opposizioni. «Con tutto il rispetto per Berlusconi, noi abbiamo sempre dimostrato senso di responsabilità. E quando si è trattato di questioni di interesse nazionale, invece che di leggi ad personam o di baggianate proposte dalla Lega come il trasferimento dei ministeri, non è mai mancato il nostro apporto. Ma ora il premier non può cavarsela con la propaganda: o si va alle elezioni anticipate o si forma un governo di responsabilità nazionale. Qualunque altra soluzione non è all’altezza dei problemi. Piuttosto che galleggiare, o continuare con le polemiche come quelle di oggi tra Crosetto e Tremonti, meglio votare subito. Se invece, dopo tre anni persi, si volesse davvero dare un significato positivo alla legislatura, allora non c’è altra strada che un governo di ampie convergenze per realizzare le riforme economiche e istituzionali più urgenti».

[Continua a leggere]

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