Accettiamo la sfida delle riforme
Sulle riforme siamo aperti al dialogo se c’è la volontà di fare cose serie, ma bisogna passare dalle parole ai fatti perché le troppe chiacchiere sono state una delle cause dell’astensionismo alle elezioni regionali. Prima delle riforme istituzionali dobbiamo occuparci di quelle sociali: famiglia, lavoro e fisco per uscire dalla crisi. La maggioranza ha la responsabilità di fare proposte serie, l’opposizione non può sottrarsi alle sue responsabilità. Bisogna ricucire, non solo litigare, lavoriamo insieme in Parlamento evitando litigi e propaganda.
Pier Ferdinando

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Presidente, ormai le riforme sono diventate una necessità. Dobbiamo costruire un dialogo con tutte le forze, per il bene del Paese. Le famiglie sono in difficoltà, la crisi grava sulle spalle dei piccoli e medi imprenditori, e non possiamo parlare ORA di riforme istituzionali. E’ folle!
Se si parlerà di riforme per l’Italia e per gli italiani, noi saremo i primi interlocutori.
Marta
Coraggio, ci sono tre anni per costruire ognuno al suo posto, basta individualismi gli Italiani hanno votato ora è il momento delle riforme.
Il Presidente Casini sollecita giustamente l’avvio di una stagione di riforme da attuarsi in questi ultimi tre anni di legislatura. Casini nel proporre un dialogo parlamentare su questi temi tra maggioranza ed opposizione va incontro ai desideri veri della gente e del suo elettorato moderato che non è certo per lo scontro ” a prescindere” con cui non si va da nessuna parte.
Bene Casini prosegua così e vedrà crescere il suo prestigio personale e quello della sua forza politica
Bene Presidente,che questi tre anni servano per fare le riforme del paese,con lo sforzo di tutti.
Mi auguro che servano anche per riformare il nostro partito,abbiamo abbastanza tempo ed opportunità per costruire un importante realtà politica che,valorizzando ciò che la storia ci ha insegnato, sappia guardare lontano e sappia camminare sulle gambe giovani e forti di quanti hanno nuove idee ed entusiasmo. Diamo una svolta a questo udc e a questo martoriato paese