Ospite del telegiornale de La7 Pier Ferdinando Casini ribadisce: “L’Udc e’ un partito di opposizione e quindi il 14 dicembre alla Camera voterà la sfiducia al governo”.
“Il vero problema – aggiunge- sarà cosa succede il giorno dopo. Se il governo ottiene la fiducia per pochi voti, dovrà tirare a campare. Se invece Berlusconi deciderà di andare alle elezioni, questa sarà una fuga dalle responsabilità. E’ una sconfitta gettare la spugna dopo aver avuto cento parlamentari di maggioranza”.
Quanto alla sua proposta di un ‘governo di armistizio’ chiarisce: “Rimane l’ultima soluzione seria. Se intendono respingerlo sono ancora più contento e continuerò sulla mia strada perché questo significa che la nostra politica è chiusa su se stessa, mentre il Paese chiede uno scatto”.
“Questa classe politica – prosegue – non è in grado di gestire il Paese. Continuano a litigare su tutto senza risolvere nulla. Non mi chiedano di fare autocritica per la mia proposta, perché qui si tratta di salvare il Paese e ci sono troppe cose che non funzionano”.
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“Un governo di armistizio significa smetterla di litigare e cercare di fare il bene del Paese. Mettere assieme le forze migliori di destra e di sinistra e pensare una volta tanto non alle prossime elezioni, ma alle prossime scadenze dell’Italia, un’Italia che rischia di andare a fondo”. Lo ha dichiarato stamattina Pier Ferdinando Casini in un’intervista al giornale Radio Rai.
Quanto all’eutanasia e al sit in che l’UDC ha annunciato per domani davanti alla Rai Casini ha ribadito: “Io mi auguro che Fazio dia voce non a me o ai politici, ma ai malati, ai loro familiari e alle associazioni che li rappresentano. Vorrei che la Rai, che è servizio pubblico, desse la parola anche a coloro che scelgono la vita e lottano per vivere”.
Siamo tutti vittime e artefici della lotta contro la criminalità. Non c’è un partito che puo’ dichiararsi esente, perché l’infiltrazione è potenzialmente ovunque. Il problema vero è che occorre fare una grande denuncia all’opinione pubblica.
L’aspetto positivo della polemica di questa settimana tra il ministro dell’Interno Maroni e lo scrittore Saviano è che oggi tutti sanno che, anche al Nord, devono difendersi e devono rivolgersi allo Stato se sono soggetti o oggetti di queste mire espansioniste della criminalità.
Su questo punto non bisogna guardare in faccia nessuno. La mafia cerca di infiltrarsi dove c’e’ qualcuno che comanda e i partiti di governo devono garantirsi e difendersi.
Sulla famiglia siamo al ‘redde rationem’: c’e’ un emendamento dell’Udc che propone detrazioni e che si puo’ votare o non votare, senza tante scuse.
Qui le chiacchiere stanno a zero: la social card non esiste piu’, il bonus famiglie nemmeno, si fanno grandi convegni nei quali si dicono cose anche condivisibili, ma poi si fa niente in Parlamento.
E’ gia’ importante che almeno oggi, grazie all’Udc, si sia discusso di famiglie in Aula: poi gli atti parlamentari chiariranno chi ha votato a favore o contro la famiglia.
Quella della rappresentanza degli italiani all’estero è stata una grande conquista, una grande possibilità e non possiamo sprecarla. Sembra che adesso se ne sia perso il senso.
Bisogna dare grande importanza ai temi della lingua italiana, della scuola, dell’assistenza. Per questo credo che il lavoro del consiglio generale degli Italiani all’Estero vada sostenuto. Il governo si svegli!
Pier Ferdinando
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Un plauso ai magistrati, alla polizia e al ministro dell’Interno Roberto Maroni per l’arresto del boss Antonio Iovine. La battaglia contro la criminalità e la camorra non ha colore politico.
La sospensione delle rate dei mutui fino al 2015, l’esonero dal patto di stabilità interno per i comuni colpiti fino alla fine del 2012, l’introduzione della zona franca urbana alle nuove attività economiche nel perimetro dell’area colpita dal sisma, con agevolazioni specifiche per i primi anni di attività. E poi la nascita di un comitato istituzionale per la gestione della ricostruzione aperto anche ai rappresentanti della popolazione.
Sono i punti principali di una proposta di legge speciale per la ricostruzione delle zone abruzzesi colpite dal terremoto, presentata questa mattina in una conferenza stampa alla Camera dall’Udc.
Un provvedimento da 9 miliardi di euro per il triennio 2011-2013, coperto dalle maggiori entrate derivanti dell’aumento del 20% sulle ritenute dei redditi di capitale e di diversa natura finanziaria e con le maggiore entrate provenienti dal settore dei giochi.
“L’emergenza terremoto non è finita e il governo ha esagerato anche lì – ha spiegato Casini – la situazione è tutt’altro che risolta e l’Aquila sta morendo”. Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ha poi spiegato che il provvedimento contiene “una serie di misure a sostegno della ricostruzione materiale, economica e sociale della popolazione. Questo non è il momento delle polemiche sul terremoto – ha aggiunto – il nostro è un testo aperto”.
Tra le proposte indicate c’e’ quella di costituire un comitato istituzionale per la gestione e il controllo degli interventi di ricostruzione e l’amministrazione dei fondi assegnati. Resta in carica tre anni ed è composto da un membro della Regione Abruzzo, uno della Provincia dell’Aquila, tre membri dei Comuni coinvolti, due in rappresentanza della popolazione, due membri del Governo.
Inoltre viene proposta l’attivazione delle finanza di progetto e viene sollecitato l’indirizzo degli enti previdenziali pubblici verso investimenti immobiliari all’Aquila.
In presenza di una situazione critica dell’euro e di tutta l’economia europea è da irresponsabili fare ipotesi sulla data del voto anticipato. Questa non e’ la Repubblica delle banane, siamo ancora una Repubblica parlamentare ed e’ il Presidente della Repubblica ad avere il compito di sciogliere le Camere. Questo toto-elezioni, così come la compravendita di parlamentari, denuncia la grande irresponsabilità di uomini di governo che dovrebbero guardare cosa accade in Europa. Ieri il Presidente dell’Ue ha lanciato un allarme sul rischio che salti l’euro e l’Unione. E noi sembriamo sulla luna, sembriamo dei fantasmi che non si rendono conto di cosa c’e’ nel mondo. Andando avanti cosi’ non so dove finiremo.
L’intervista, ai microfoni del Tg2, di Ida Colucci
Abbiamo l’Irlanda e il Portogallo che rischiano di fare la fine della Grecia e noi siamo dietro l’angolo. C’è bisogno che tutte le forze responsabili di questo paese, tutte le persone, a partire dal Presidente del Consiglio, che vogliono il bene dell’Italia facciano un passo indietro nell’interesse generale. Capiscano che c’è da trovare una soluzione perché le elezioni anticipate in questo contesto sarebbero espressione di pura follia.
E’ necessario un armistizio. Berlusconi e i suoi oppositori, il Pdl e il Pd dovrebbero sedersi a un tavolo e cominciare a ragionare in modo diverso. E invece vogliono riproporre le stesse ricette che hanno fallito E’ interesse continuare in queste polemiche o cerchiamo di risolvere i problemi dell’Italia?
Pubblicato da Pier Ferdinando Casini | su: Facebook
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