postato il 4 Novembre 2010 | in "Riforme, Scuola e università"

Taglio delle borse di studio universitarie, addio al merito e al diritto allo studio

La riforma universitaria non può essere a costo zero, anche i buoni propositi diventano inutili se la riforma serve solo a far tornare i conti del Ministro dell’Economia.
Che senso ha parlare di merito e di diritto allo studio se vengono quasi cancellate le borse di studio?

Pier Ferdinando

2 Commenti

Commenti

  1. L’ennesimo colpo di grazia al sistema universitario. L’ennesimo bluff di questo Governo, che mentre promette ti frega sotto il naso…


  2. Caro Silvio, molla baracca e burattini, goditi la vita!

    Parecchi elettori del centrodestra oggi si domandano: Silvio Berlusconi ce la farà a reggere di fronte agli attacchi che gli piovono addosso dai giornali, dai partiti dell’opposizione e adesso pure dai suoi? Sarà capace anche stavolta di superare la bufera? Quali sono le armi che gli restano per difendersi? Certamente la valanga di voti raccolti nelle ultime elezioni politiche. Certamente un carisma che nessun altro leader politico può vantare. Certamente la Costituzione: non sarebbe possibile obbligarlo a dimettersi per cedere il passo a un governucolo di tecnici o fondato su una maggioranza diversa da quella venuta fuori dalle urne. Se lui decidesse di gettare la spugna, si dovrebbe formare un altro governo di centrodestra oppure andare a nuove elezioni. Il premier da questo punto di vista si trova in una botte di ferro. Nessun complotto può abbatterlo. I poteri forti, i partiti e i giornali che gli sono ostili perdono il loro tempo. Possono avvelenare l’aria, inquinare i pozzi, scovare dieci, cento, mille ‘escort’ disposte a raccontare i festini erotici del Cavaliere! Ma non riusciranno mai mandarlo a casa! Berlusconi non mollerà mai il timone del comando e cercherà di andare avanti all’infinito. Tuttavia il futuro sembra nero e il Paese andare a carte quarantotto! Abbiamo un’infinità di problemi. Ma non siamo all’ecatombe. Il momento è certamente difficile, ma non insormontabile. Però gli italiani, tutti, di centrodestra e di centrosinistra, per poter superare la difficile congiuntura politico-economica che il Paese sta vivendo, dovranno poter contare su un governo all’altezza della situazione. Fondato su una solida maggioranza e soprattutto guidato da un premier in grado di muoversi come un comandante in capo ad una nave che ancora non è completamente affondata! Un timoniere capace di esercitare con mano salda tutti i poteri che la Costituzione gli conferisce. Dotato di un’autorità indiscutibile, anche sotto il profilo morale. Tanto forte da essere il faro di un Paese disorientato, impaurito, pronto a sbandarsi quando l’orizzonte si fa cupo. Ma Berlusconi è ancora in grado di essere questa guida, questo comandante, questo faro? La sensazione è che il Cavaliere sia arrivato al capolinea. La valanga di infamie che lo ha travolto è davvero copiosa e come diceva nel suo articolo l’attenta M.P. Caporuscio, i maggiori problemi gli vengono proprio dai “suoi” fedelissimi e dai suoi ex-non-ex alleati! Senza star li a dibattere se la colpa sia di Berlusconi o di chi guida da mesi la campagna contro di lui, una cosa però è certa: si può essere travolti da un Tir che t’investe, ma è pur vero che tu non hai fatto proprio nulla per evitarlo! E che, dopo la ‘botta’, non sei più quello di prima! Questo è oggi il nostro premier. Un uomo tramortito! Il fuoco nemico lo ha colpito con violenza e i finiani a tradimento. Berlusconi è alle corde, stordito, come un pugile che ha preso un sacco di botte. Ha sì evitato il colpo del Knock-Out, ma al prossimo soffio di vento cadrà rovinosamente al tappeto! Questa è l’ultima opportunità che la storia politica di questo Paese gli offre: preparare il passaggio del testimone! Non ha mai voluto scegliersi un delfino, un successore. Vittima anche lui del “complesso dei migliori”! Non ha saputo, né voluto costruire una classe dirigente del suo partito-impresa, un vice-leader in grado di prendere il suo posto. Un errore pesante, dovuto alla convinzione di essere l’unico grande della politica italiana: invincibile e immortale! Insomma, il Cavaliere farebbe un bel gesto nel lasciare Palazzo Chigi di sua volontà. Sarebbe un’uscita di scena che gli restituirebbe parte di quell’onore perduto dietro alle canzonette di Apicella e alle puttanelle dei suoi adulatori! Senza aspettare le calende greche: adesso, subito! Caro Silvio, molla baracca e burattini! Goditi la vita! Soltanto così non distruggerai il Paese, te stesso e il tuo partito, obbligando i milioni di elettori che t’hanno votato a pentirsi di averlo fatto!




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