postato il 29 Ottobre 2012 | in "Politica"

Sicilia: l’alleanza progressisti-moderati vince

La Sicilia ha sempre anticipato le scelte della politica nazionale e anche in questo caso ci ha detto una cosa chiara e semplice: che l’unico antidoto all’antipolitica e alle derive populiste è un rapporto tra progressisti e moderati.
L’ Udc è il perno di un’area più vasta che coinvolge e riguarda anche la società civile, e questo ci incoraggia ad andare avanti come già abbiamo fatto a Stresa, perché con l’astensionismo e l’antipolitica sappiamo che non siamo sufficienti da soli.
Complimenti a Crocetta che ha saputo intercettare un voto importante: sarà un ottimo presidente, come era stato un ottimo sindaco.

Pier Ferdinando

26 Commenti

Commenti

  1. Caro Presidente i complimenti vanno al senatore d’alia. per il resto il dato dei siciliani che hanno rifiutato di andare al voto è materia di riflessione.la politica in una democrazia liberale deve servire i cittadini , non servirsene. con stima.


  2. I veri vincitori in sicilia sono quelli che non sono andati a votare, cioè il 52% dei siciliani.
    Il PD-UDC ha preso meno del 10% reale e il signor Casini esulta di aver vinto ?
    La gente non vi vuole più… il 52 dei siciliani e cioè la maggioranza vi ha urlato che non vi vuole !!!

    30% del 47 è circa il 15%… che vittoria è ? ce lo spiega per favore ?


  3. nonostante la Sicilia sia tra le regioni più clientelati d’Italia con il triplo dei dipendenti pubblici della Lombardia. Nonostante ci sia l’economia sommersa e delinquenziale delle mafie. Nonostante ciò, le elezioni hanno sancito la fine dei partiti attuali e il fallimento totale della politica.
    Meno di un cittadino su due è andato alle urne. Di questi meno del 20% ha votato per i partiti che sostengono attualmente il governo (pd-pdl-udc).
    Insomma, meno di dieci cittadini su 100 vota uno dei partiti della maggioranza che tengono in piedi Monti.
    Eppure si grida alla vittoria !!! Semmai il voto al M5S dovrebbe convincere i partiti a rinnovarsi, tagliando le teste marce, corrotte, colluse. Ma non si fa nulla di tutto ciò. E’ inevitabile che alle prossime politiche il risultato sia ancora più netto e spazzerà del tutto la politica tradizionale. Nel frattempo i provvedimenti del governo fatti di profonda recessione perchè dettati dalla bce e dalla germania egemone, avranno compromesso il futuro dei prossimi 20 anni.
    E’ urgente ripensare alla uscita dall’Euro di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia o della germania, per tornare a crescere ed esser uno stato sovrano. Ora è chiaro, purtroppo che l’Europa politica non può esistere ed occorre riprendersi la sovranità dei popoli prima che sia troppo tardi. Anche i più sordi dovrebbero ascoltare la voce popolare, che è inequivocabile e manifesta un profondo distacco dai politici ed un ancor più radicato disagio sociale.


  4. … «Crocetta ha saputo intercettare un voto importante» … ma lei Presidente Casini non ha avuto il coraggio in questo ultimo anno di Governo Monti, così come non lo ha avuto Berlusconi nei suoi precedenti 4 anni, di attuare la promessa di completare il giusto rimborso degli azionisti della vecchia alitalia secondo quanto previsto dalla proposta di legge 4478 Compagnon + 12 che dal 3 agosto 2011 è rimasta lettera morta nei cassetti della Commissione Finanze della Camera senza che nessuno dei parlamentari Udc ne abbia sollecitato, con la necessaria decisiva incisività, la calendarizzazione … un cittadino del “partito degli Astenuti” che ha vinto le elezioni in Sicilia …


  5. Si abbiamo vinto, ….. ma tutti i partiti hanno perso, …. l’Udc in sicilia si è rinnovato, anche a costo di perdere punti, …. le alleanze consentono di resistere, questo è vero, …. ma per governare in sicilia occorrerà un altro nuovo alleato: Miccichè, ……. l’elettorato si è astenuto, …….. significa che non si fida più di nessuno. Alcuni ancora sperano: in Grillo! Forse gli elettori si aspettano un cambiamento radicale che gli attuali partiti non sono in grado di rappresentare?


  6. … tutti i partiti hanno perso perchè i partiti sono diventati un concentrato di demagogia faziosa ed inaffidabile … a prescindere dalla patologica corruzione che ormai li caratterizza in toto senza esclusione alcuna, li pervade un senso di sicurezza e di supremazia che mal si concilia con l’umiltà dello spirito della vera democrazia e che sconfina nell’oligarchia di pochi professionsiti della comunicazione che non risolvono mai i problemi che si danno da risolvere … ed allora meglio un piccolo parlamento di una sola camera di minor durata dei cinque anni canonici che nomini il Presidente della Repubblica che a sua volta chiami a governare un premier che non sia un politico di professione e che sia avvalga della collabarzione di pochi esperti dei vari settori della pubblica aminsitrazione … insomma una repubblica programmata sullo stile di quella ideata da Platone con regole ferree e senza sconti per nessuno …


  7. a chi “disconosce” il valore di queste elezioni, parlando degl iastenuti come di un voto di protesta, io dico che sbagliate.
    A mio avviso, chi si astiene (imitando il comportamento di pilato), in fondo afferma che per lui ogni cosa va bene e rinuncia a partecipare attivamente alla vita della nazione.
    proprio per questo, per il messaggio “tutto mi va bene” , chi si astiene perde, a mio avviso, il diritto di contestare alcunchè.


  8. … pezzati, quando una camicia è troppo logora, non la si può rammendare all’infinito … non resta che comprarne una nuova magari con qualche sacrificio … lo stesso dicasi per un’auto troppo vecchia o per un paio di scarpe bucate … questo sistema politico è troppo logoro così com’è al punto che non vale la pena andare a votare per farlo continuare a far danni … meglio farlo morire lentamente ed aspettare che i protagonisti se ne rendano davvero conto … solo così avranno il coraggio di cambiare … il metodo non violento dell’astensionismo credo sia preferibile ad una vera e propria rivoluzione …


  9. @ salvatore: è da anni che si aprla di rivoluzione.
    da anni non si fa.
    in ogni caso, se la rivoluzione la guidi tu, dormiamo tutti tra due guanciali :D:D:D:D


  10. Se penso a quanti sono morti o hanno sofferto in passato perchè noi potessimo votare,mi sembra un grosso sbaglio astenersi dal voto! Certo è che c’è un grande delusione verso i partiti tradizionali, ma non si dovrebbe mettere in discussione il sistema partitico in quanto tale, piuttosto l’uso che ne hanno fatto alcuni indegni.Penso che anche il movimento 5 Stelle , sicuramente pieno di persone in gamba e motivate, diventera’, se regge, un partito come gli altri. In democrazia quale può essere il metodo di rappresentanza dei cittadini, se non la libera associazione in partiti?. La strada per riprendere credibilità è quella di un maggior controllo sulle risorse finanziarie alla politica, sulla onestà dei candidati e la loro professionalità


  11. … tutto finisce sempre a tarallucci e vino, lo so … a proposito di tarallucci e vino, sai per caso che fine ha fatto il procedimento per bancarotta per dissipazione a carico di 7 manager della vecchia alitalia che si è aperto il 23.05.2012 presso il gup di roma e che era stato rinviato all’udienza del 24.10.2012 …? …


  12. @ salvatore: non ne so niente.
    santo google non aiuta.


  13. “La sensazione è che ci sia ancora il governo Lombardo, che era appoggiato come Crocetta da Pd a Udc”. E’ il duro commento del sindaco di Palermo sulle elezioni siciliane alla trasmisisone agorà di Rai 3. “In Sicilia – ha detto ancora Leoluca Orlando – oltre il 45 percento degli elettori non ha votato. Il tema quindi non è aggiustare le sedie sdraio sul ponte del Titanic, il tema è che i partiti non riescono più a rappresentare la volontà degli elettori.” 30 ottobre 2012 12:21


  14. @ dott. Mario Pezzati

    premesso che il risultato ottenuto dal candidato dell’Udc – Pd è un buon risultato, in quanto si tratta di una vittoria elettorale abbastanza netta, tuttavia il problema dell’astensionismo non si può a mio avviso liquidare in modo così sommario.
    Il fatto che la metà degli elettori non abbia votato è secondo me un brutto segnale per la democrazia. E certamente non tutti coloro che rinunciano a votare sono dell’idea che “mi va bene tutto”. Purtroppo in questa massa di persone che non votano ci sono senz’altro, anche se non so quantificare in quale misura, moltissimi che hanno perso ogni fiducia e non trovano nell’offerta politica nessuno in cui potersi identificare, nessuno che li possa rappresentare. Questo forse è un problema vero, di cui la politica dovrebbe responsabilmente occuparsi.
    Anche perché, facendo un po’ il conto della serva, il neo eletto con i suoi 600.000 e passa voti, in realtà alla fine ha raccolto il consenso del solo 15% (circa) degli aventi diritto.
    Lo so, forse sono troppo “sensibile” al tema della rappresentanza democratica, ma il problema per me esiste ed è sempre più grave.

    Cordiali saluti


  15. troverei il commento di orlando illuminante, se non grondasse ipocrisia.
    Non a caso orlando fa parte dell’IDV, partito che in sicilia si è piazzato ben sotto il 5% sparendo dalla regione siciliana. Che altro poteva dire?
    E ricordo anche che a maggio del 2012, il caro orlando (che il sindaco afferma di saperlo fare, anche se non so su quali basi lo dica), aveva preso a Palermo più di 100.000 voti, oggi evaporati.
    Fossi orlando prima di tutto mi chiederei perchè ha perso in 5 mesi questo patrimonio immenso di voti. Forse perchè il sidnaco non lo sa fare?

    @ gattestro. tutto vero sul tuo calcolo, ma è anche vero che se il concetto base dell’astensione è “non vado a votare perchè nessuno mi paice”, non si può fare molto. Parliamo chiaro: a queste elezioni c’era una offerta varia, sia di vecchi partiti, sia di nuovi (movimento 5 stelle); quindi dire che vi è sfiducia verso i vecchi aprtiti, funziona, ma solo fino ad un certo punto, proprio per la rpesenza del M5S.
    Allora mi viene spontaneo dire che, se il ragionamento dell’astenuto è “voto solo chi mi rispecchia al 100%”, allora abbiamo di fronte la pura utopia, perchè non esiste mai un candidato che ci rispecchia al 100%-

    @ salvatore: santo google non aiuta e non da notizie del processo.


  16. Buongiorno

    Considerate le batoste che ricevo in questo blog, per alcuni giorni prima del dato elettorale, ho preferito non scrivere più. Oggi, a risultati certi, posso destarmi dal mio auto/coma farmacologico. I risultati sono noti a tutti, ma voglio rimarcarli:

    Risultato Finale: Crocetta 30,5%, Musumeci 25,7%, Cancelleri 18,2%, Micciché 15,4%, Marano 6,1%, Ferro 1,6%, De Luca 1,2%, Sturzo 1%, Di Leo 0,2%, Pinsone 0,2%. La coalizione del candidato vincitore, Rosario Crocetta, ottiene oltre al seggio del presidente i 30 seggi dei partiti (14 Pd, 11 Udc, 5 Mp) più gli otto seggi previsti dal premio di maggioranza. La coalizione del secondo arrivato Nello Musuemeci ottiene oltre al seggio del candidato presidente, come prevede la legge elettorale siciliana, 20 seggi conquistati dai partiti (12 Pdl, 4 Cantiere Popolare, 4 lista musumeci). Al Movimento Cinque Stelle vanno 15 seggi, così come alla coalizione di Micciché (10 Mpa, 5 Grande Sud). Escluse dall’Ars tutte le altre liste e i candidati.

    L’UdC, stampella nazionale di tutti i “grandi partiti nazionali in crisi”, ha ottenuto 11 seggi. Se si fosse presentato da solo, avrebbe ottenuto di più o di meno? Qualsiasi risposta, non essendo comprovabile (in questo credo di dimostrare sempre la mia coerenza di pensiero), sarebbe solo un’illazione.
    Ma quello che emerge dal voto siciliano, oltre alla nutrita astensione, è il fatto che nessun vecchio partito da solo è in grado di governare: tutti sono costretti a scendere a compromessi. E’ come nel gioco con le tessere del domino: se si spinge con il ditino la prima o l’ultima tessera, immediatamente tutte cadono. Per questo motivo l’uno è costretto a fare da stampella all’altro, affinchè “loro”, i politici di vecchio corso, possano sopravvivere almeno per qualche anno ancora. (In parlamento, dove tutti si toccavano scaramanticamente le parti basse e indicibili, sono arrivati al giorno in cui il vitalizio, per questa legislatura, ce l’hanno assicurato. Evviva! Hanno urlato all’unisono e, rivolti al popolo immaginario che vedevano davanti a loro, hanno urlato, facendo delicatamente il gesto dell’ombrello: “tie’! tie’! tie’!”)
    Ma tornando alla nostra beneamata isola, oggi abbiamo un governo di centrosinistra, per la prima volta in Sicilia! Vedremo se Crocetta sarà in grado di mettere in colonna i numeretti per far quadrare i conti e speriamo che non si faccia irretire dalla sirena Miccichè (certo per vedere Miccichè come una sirena, ci vuole una grande fantasia…). Certi personaggi in Sicilia sono come i fili dell’alta tensione: chi li tocca muore.
    Una citoyenne


  17. Napolitano ieri ha fatto la solita filippica ai partiti che si trastullano ancora con la legge elettorale (quante ne ha fatte di filippiche, negli ultimi tempi? ma loro no! completamente sordi! la legge elettorale non vogliono cambiarla!)
    Non so chi ha visto e sentito la diatriba tra la Biancofiore e il giornalista statunitense. Io l’ho vista e sentita questa mattina da “il fatto” che la rimandava on line. Nella rissa non ho capito bene le parole del giornalista, ho sentito le urla della “signora”. Ma se è vero che il giornalista ha attaccato gli elettori del sud tacciandoli di ignoranti e mafiosi, penso che in effetti sia incorso in un lapsus: forse intendeva parlare della classe politica dirigente italiana, perchè è l’unica che si mostra ignorante (nel senso di nesciente) perchè ancora non si è accorta che il popolo non è più con loro; il voto siciliano lo dimostra. Ma il giornalista parlava ancora di mafiosità ed anche in questo penso si volesse riferire alla stessa classe politica dirigente italiana perchè, anche per chi mafioso non è, l’atteggiamento e il modo di fare rispecchia proprio quello della mafia: questa classe vorrebbe un popolo che obbedisce ciecamente al loro padrone, qualsiasi cosa essa faccia.
    Cari partiti, non avete ancora imparato la lezione che Grillo “vi ha imposto”:
    1) Il popolo non è più cieco, ora si collega e riesce a scoprire tutte le vostre magagne;
    2) il popolo ha scoperto che si può fare campagna elettorale anche senza finanziamento illecito ai partiti, mascherato come rimborso elettorale (delle piccole donazioni, a Grillo sono rimasti anche soldi. Ha detto Crozza ieri sera a Ballarò che magari con i soldi che restavano si poteva comprare una regione italiana);
    3) Grillo, da quell’oculato genovese che è, andava a dormire nei B&B, non negli hotel a 5 stelle. Lui le cinque stelle ce le ha solo nel nome del movimento;
    4) quello stesso Grillo ha dimostrato che la strada si spiana anche attraverso internet e i messaggi, quando non riguardano corruttori e corrotti, si possono mandare attraverso l’etere;
    5) cari partiti, se lascerete questa legge elettorale, il popolo vi punirà con il non/voto o il voto al M5S;
    6) cari partiti se rivedendo la legge elettorale pensate di fare il solito pastrocchio, pro domo vostra, la rete di Grillo vi metterà in ridicolo, mostrando agli Italiani, anche quelli ignoranti come me, dove è la trappola;
    7) cari partiti, stateve accuorti!!!
    Una citoyenne


  18. A cosa servono le elezioni se non a evidenziare il malessere sociale sempre crescente. Sappiamo tutti che la Sicilia tornerà al voto entro pochi mesi, perché dovendo votare il bilancio dovrà tagliare quasi 3 miliardi di uscite e per farlo dovrebbe licenziare 20 / 25.000 dipendenti. Cosa non pensabile in momenti come questi. Quindi, basta cantare vittoria signori politici PD, UDC, etc… Provate ad essere seri una volta tanto se non volete davvero sparire dal panorama politico nazionale !!.
    I motivi della profonda crisi sono abbastanza noti. Per quanto riguarda l’Italia: politica inetta, clientelismo dilagante e vergognoso del voto di scambio, sprechi, burocrazia, corruzione, mafie, lavoro nero ed evasione. Per gli altri paesi occidentali, la globalizzazione e la concorrenza sleale dei paesi emergenti.
    Sulle cause poco si può fare, se non un profondo rinnovamento della classe politica, delle caste dei giudici, dei manager di stato, del sottobosco affaristico che gira attorno ai politici. Dimagrimento dell’apparato statale, con riduzione province. Tetti a stipendi e pensioni d’oro, tagli netti dei privilegi, eliminazione regioni a statuto speciale e finanziamento ai partiti solo a piè di lista. Tutte cose ragionevoli, che se si volesse davvero si potrebbero fare.
    Per ora però si vede poco o nulla se non un aumento di tasse/tributi nazionali e locali
    oltre ogni limite e pesante interventi sul fronte pensioni future e welfare e stato sociale. Cose semplici da fare sulla pelle dei cittadini inermi e di immediato impatto. Per quanto riguarda invece l’economia nessuno sa cosa fare. E’ evidente che quello che fa ora il governo monti sta peggiorando di molto la situazione generale. Mille nuovi disoccupati al giorno sono una enormità. Oltre il 33% dei giovani senza lavoro, 300.000 esodati. Città e regioni sull’orlo del fallimento o fallite. L’italia poi si è impegnata per 20 anni e ridurre di 20 miliardi l’anno il debito pubblico. Nessuno lo dice, ma è una follia utopistica del tutto irraggiungibile. Neppure le leggi fiscali più severe del mondo potrebbero tanto ! Questo fa scappare i capitali, fuggire gli imprenditori e deprime l’economia del paese che si sta fermando ogni giorno di più. Basta vedere le vertenze in piedi per aziende in crisi e la situazione di sofferenza della piccola imprenditoria e del mondo del commercio.
    Occorre perciò provare a cambiare rotta, in Italia ed in Europa. L’europa politica non si può fare perché al Germania non vuole, cerca soli di salvare se stessa (le banche) e la sua economia. Troppe differenze tra i paesi. Allora esistono poche altre strade percorribili. Creare due europe a due marce diverse sempre con la moneta euro. In una la grecia, L’italia, la spagna, il portogallo. Nell’altra la germania, la francia, i paesi del nord europa. Con possibilità di variare il cambio e favorire le esportazioni. SE non fosse possibile e, probabilmente non lo è, ci vuole il coraggio di cambiare prima che sia davvero troppo tardi come in Grecia. Uscire dall’area euro e tornare ad essere uno stato sovrano. Ovviamente continuando con il rigore ed il risanamento dei conti pubblici, ma senza strangolare del tutto l’economia. Solo così si potrebbe svalutare la nostra moneta e favorire l’export, creando lavoro e incentivando la spesa interna. Certo ci sono i rischi di inflazione, di perdita di valore del denaro, ma in Italia si sentirebbe poco, meno dell’aumento dell’Iva e delle tasse.
    Occorre valutare bene questa possibilità senza i dogmi di Napolitano, che risponde solo alle logiche germaniche. Una uscita ordinata dall’euro dei paesi più in difficoltà !!. Tutto per evitare lo spauracchio vero, che è il default degli stati che, nonostante tutte le manovre del mondo, è davvero dietro l’angolo e avrebbe conseguenze drammatiche per la gente e per l’intera europa.
    Ci vuole coraggio e idee, basta con il copia incolla dei provvedimenti della grecia/troika, perchè già sappiamo come va a finire..


  19. Quello che conta sono i fatti:
    La Sicilia sarà governata da una coalizione di partiti tradizionali, bene, male o malissimo, questo si vedrà;
    il partito degli astensionisti, che ha vinto (?), ha ottenuto, come sempre, solo il risultato di rimettersi alle decisioni degli altri;
    l’ M5S starà all’ opposizione a fare proposte più o meno valide e ad approvare o bocciare provvedimenti più o meno validi (come funziona in democrazia, senza vaffa, etc);
    di Di Pietro si sono perse le tracce,anche sui commenti in questo blog, dove si metteva in evidenza la sua diversità dagli altri politici imbroglioni, dopo l’ illuminante servizio su Report.
    Certo che l’ astensionismo, sommato al consenso all’ antipolitica di Grillo, deve essere un monito ai partiti tradizionali, ma il pericolo dell’ esplosione di un nuovo populismo o di una possibile ingovernabilità deve essere un monito anche per gli elettori, se non voglio rischiare di finire negli stati uniti d’ Africa anzichè rimanere nella comunità europea, qualsiasi sarà la sua organizzazione politica ed economica futura. Cittadino.


  20. … l’”astensionismo” non si può liquidare con la solita predica sul dovere civico del cittadino a partecipare al sistema democratico comunque e per sempre … ho detto in altri forum ed anche qui forse, non so, che in filosofia del diritto la norma è la «struttura della prassi» … tutto parte dal basso e col tempo, con la ripetizione spontanea di un certo tipo di comportamento esso finisce per essere assimilato fino a diventare nell’immaginario collettivo un comportamento naturale e legittimo … in un secondo momento, con le formalità previste dall’ordinamento, può anche diventare norma vincolante e non più facoltativa … l’”astensionismo” da trascurabile fenomeno minoritario è diventato un fatto politico e sociale di rilevanza istituzionale … anche la chiesa detta l’ordine morale di andare a messa la domenica … ma se la coscienza della maggioranza dei credenti, porta a disertare in massa tale rito pur rimanendo intatto il valore della parola del vangelo, significa che qualcosa non va, non nel vangelo, ma nella dimostrazione del vangelo … se un danneggiato non si rivolge al tribunale per vedersi ristabilito nel proprio diritto violato, non è perché non esiste più la giustizia in senso assoluto, ma perché quella attuale, incrostata com’è, non riesce più, malgrado ogni inizio dell’anno si faccia il solito rito degli ermellini, ad esercitare davvero il dovere di fare giustizia [ho un ricorso pendente al tar di catania presentato nel 2003 che ancora oggi aspetta la fissazione della prima udienza, malgrado due istanze di prelievo dell’aprile 2001 e del febbraio 2012] … se uno non si fa il vaccino antinfluenzale non è perchè non è utile ma perché con tutto quello che è successo recentemente pensa che sia meno rischioso non farlo che farlo … impariamo ad entrare dentro ai problemi e non a restarne fuori rifiutandoci di capirli veramente … un po’ di umiltà alla san francesco di assisi, nostro patrono, quella ci vuole … pezzati, mi dici che google non dà notizie del procedimento penale apertosi contro 7 manager della vecchia alitalia che tra il 2001 ed il 2007 ne avrebbero dissipato i beni causandone la rovina costringendo così gli azionisti che hanno creduto nella compagnia di bandiera nazionale a cedere i propri titoli al mef, che forse era a conoscenza delle indagini, ma che non lo ha detto al povero cristo aderente alla sua ops ad ¼ del valore reale delle azioni … come mai la notizia sull’apertura del 23.05.2012 del procedimento di che trattasi presso il gup di roma riempie ancora intere pagine di google se la vai a digitare ed ora che la cosa dovrebbe essere entrata nel vivo non se ne parla più al punto che nessuno dà conto dell’udienza del 24.10.2012 …? … né google, né i giornali, né la rai, né voi che avete aperto una pagina di questo blog dal titolo altisonante “alitalia, la voce dei risparmiatori” … nessuno … è un argomento che scotta …? …


  21. Oltre alle teoriche disquisizioni politiche, delle alleanze o dell’astensionismo, ci provate mai a parlare dei veri problemi della gente e dell’Italia ??
    Alitalia a parte (ma mettiti l’anima in pace salvatore, non avrai alcuna sodisfazione) sembra proprio di no …..


  22. … e no, guido … attenzione … se di rivoluzione, anche se in senso metaforico, con l’aurea regola, cioè, di cambiare veramente registro altrimenti nessuno sarà più legittimato dal voto della minoranza dei cittadini perchè senza un certo quorum ottenuto da un unico schieramento e non da alleanze create a piacere si dovrà andare a votare all’infinito e nel frattempo ci sarà un governo tecnico … se di problemi reali bisogna parlare … fra questi problemi reali ci deve essere anche la questione alitalia … non possiamo farla passare nel dimenticatoio come se non fosse successo nulla … se la pensi anche tu come pezzati, stai sbagliando strada ancor prima di ripartire … perchè allora azzeriamo tutto … anche la disoccupazione giovanile, la tassazione olre i limiti sopportabili, gli esodati e via dicendo … i problemi vanno afffrontati e risolti definitivamente con tenace calma uno per uno prendendo il toro per le corna, senza tergiversare … si parte subito con una costituente per una cura dimagrante delle istituzioni di almeno la metà di quello attuale … si va a vedere poi nel dettaglio la distribuzione delle risorse, senza ipocriti pietismi di distribuzione a pioggia, tenendo conto del libero mercato e della cocorrenza degli altri stati … si regola un po’ tutto con il metodo della praticità imprenditoriale e dell’economia domestica … i soldi rubati vanno restituiti … se c’è stata ruberia in alitalia, come c’è stata, il maltolto va restituito senza se e senza ma …e siccome in tale ruberia complice, se non doloso certamente gravemente colposo, è stato il mef, è più che giusto che paghi lo stato, la comunità cioè, così come la comunità si fa carico delle frane, dei terremoti e delle catastrofi naturali che coinvolgono rilevanti fasce di cittadini … così come la comunità si fa carico di risarcire le vittime della criminalità organizzata … insomma, non risarcimenti per ogni fatto privato, ma connessi con le tipiche funzioni di tutela, di protezione e di controllo dell’apparato statale in tutte le sue ramificazioni …


  23. @ salvatore. non ti viene in mente invece che sia un argomento di cui non frega niente a nessuno e quindi nessuno se ne interessa?
    Magari vi saranno degli aggiornamenti nei “trafiletti”.
    Su alitalia: salvatore che aza stava fallendo fu detto anche in parlamento (ottobre 2077 se non erro9 e la notizia fu ampiamente riportata dai giornali e dai gironalisti. volevi un messo che venisse a bussare direttamente a casa tua?
    Parli di un problema alitalia come se fosse un caso aperto. Non ti viene in mente che forse è un caso chiuso e la soluzione è stata già data con il rimborso del MEF?
    Parli di ruberie da parte del mef, voglio vedere come lo dimostrerai. Se anche i 7 manager saranno condannati (chissà quando), saranno solo loro a doverne rispondere e a questo punto: dove vuoi che tirino fuori le centinaia di milioni di euro necessari al tuo fantomatico rimborso? Per altro, tu non chiedi più neanche il rimborso di quanto hai speso per comprare le azioni, ma anche un di più.
    In ogni caso, salvatore, ma non lo hai capito che parli parli, ma nessuno ti ascolta?
    Dici che la comunità dovrebbe pagare…ma la comunità puàò essere ritenuta responsabile della dabbenaggine di una persona? No, altirmenti ptoremmo essere tutti allegramente irresponsabili, tanto paga sempre a comunità.

    @ guido,. se spulci bene questo blog vedrai che sono molti di più gli articoli concreti che non quelli su “teoriche disquisizioni”.


  24. @pezzati …

    … ecco perché la vecchia alitalia stava fallendo …

    a] «Sperperi e danni», chiusa l’ inchiesta sugli ex vertici Alitalia – ROMA – «Dissipazione dei beni aziendali» e «ingentissimi danni patrimoniali», «operazioni abnormi» e sperpero «delle risorse pubbliche e private». A fronte, una «inesistente prospettiva di vantaggi per la società», che dal 2001 al 2007 – tra vendite sottocosto, acquisti a prezzi gonfiati e consulenze milionarie – avrebbe accumulato perdite per 4,7 miliardi …

    http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/30/Sperperi_danni_chiusa_inchiesta_sugli_co_9_110730021.shtml

    b] giovedì, 24 maggio 2012 – Alitalia, i commissari saranno parte civile – Sono in migliaia, tra azionisti, ex lavoratori e associazioni di consumatori, i soggetti che hanno chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento per il dissesto dell’ Alitalia. Ieri, nel corso della prima udienza davanti al gup di Roma, hanno fatto richiesta tra gli altri il Codacons e i commissari straordinari Stefano Ambrosini, Gianluca Brancadoro e Giovanni Fiori, in rappresentanza di cinque società di Alitalia. Sono invece sette i manager imputati, tra cui l’ ex presidente nonché amministratore delegato Giancarlo Cimoli, accusati di bancarotta e aggiotaggio. In particolare, gli inquirenti contestano agli imputati la «dissipazione di beni aziendali», che ha provocato «ingentissimi danni patrimoniali, con pregiudizio per i creditori e gli obbligazionisti». E ciò, si legge nel capo di imputazione, «attraverso le attività e operazioni abnormi sotto il profilo economico, in sé gravosissime per una impresa in situazione di costanti difficoltà economiche e finanziarie». di mauro romano

    http://www.codacons.it/articoli/alitalia_i_commissari_saranno_parte_civile_248960.html


  25. @ Dott. Mario Pezzati

    lungi dal voler difendere chi si astiene, le cui motivazioni sono le più varie (dal “preferisco andare al mare” al “sono all’ospedale”), ho solo rilevato che il problema dell’astensionismo crescente merita una analisi politica seria ed approfondita, in quanto secondo me è sintomo evidente di un malessere ed una insofferenza sociali. Non preoccuparsene è un po’ come avere i sintomi di una polmonite e andare lo stesso in settimana bianca.
    In questo senso credo sia poco opportuno liquidare in modo lapidario la questione con una alzata di spalle (della serie “si astengono ? Peggio per loro).

    Preciso infine che nel mio commento non ho parlato di sfiducia “nei vecchi partiti”, né che chi vota si deve rispecchiare al 100% in chi lo andrà a rappresentare. Ho scritto “Purtroppo in questa massa di persone che non votano ci sono senz’altro, anche se non so quantificare in quale misura, moltissimi che hanno perso ogni fiducia e non trovano nell’offerta politica nessuno in cui potersi identificare, nessuno che li possa rappresentare”.

    (Chiedo scusa per l’autocitazione, ma forse le era sfuggito questo particolare).

    Cordiali saluti

    P.S. Io a votare ci sono sempre andato e, finché ce ne sarà data la possibilità, continuerò a farlo.


  26. … l’«astensionismo globale elettorale» verificatosi in sicilia nelle ultime regionali [soltanto il 47,4% degli aventi diritto è andato alle urne], si potrebbe definire una specie di reazione alla politica del «qualunquemente», laddove a «cetto la qualunque» si risponde con «non accetto la qualunque» se vi mettete assieme il diavolo e l’acqua santa pur di vincere le elezioni … questi trucchi da prestigiatore devono finire … questi improvvisi passaggi da una posizione all’altra con eccessiva disinvoltura dopo anni e anni di militanza in uno schieramento al punto che anche con la massima buona volontà di cittadino benpensante non si riesce a trovare un filo logico nel comportamento storico di un movimento o di un partito che ha alle spalle una precisa tradizione culturale, sociale e religiosa deve cessare … ognuno deve stare al proprio posto per essere giudicato per quello che è o che ha fatto credere di essere … i trasformismi, le nuove verginità, i nuovi partiti, nati solo per ripicca e che poi non raggiungono la soglia minima, non devono più esistere … si deve insomma andare inesorabilmente ai modelli anglosassoni … due blocchi di pensiero, uno progressista e l’altro moderato, bastano e avanzano in una democrazia moderna liberale, concreta ed asciutta …




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