postato il 2 Marzo 2011 | in "Federalismo, Interventi, Politica, Riforme"

Questo federalismo è solo uno spot per la Lega


Siamo stati gli unici a votare contro. Ci sono ragioni politiche e di merito che di inducono a dire no ancora una volta. Non possiamo fidarci politicamente della Lega, almeno finché non ci troveremo su alcune nozioni elementari: il Po non e’ un dio ma un fiume, la Padania non e’ uno Stato ma una regione, Roma non e’ ladrona ma la capitale del Paese. Non possiamo fidarci se la Lega rifiuta di festeggiare il 17 marzo, con la scusa della crisi, salvo poi il giorno dopo pretendere un altro giorno di festa per ricordare la battaglia di Legnano.
Se si vuole un federalismo che unisce, perché esaltare gli egoismi?  Il federalismo fiscale in questo provvedimento non esiste, è solo un pasticcio che aumenterà le tasse a tutti i cittadini italiani. Non si vuole fare un vero federalismo ma solo vuole approvare uno spot della Lega.

Pier Ferdinando

L’intervento integrale

Signor Presidente, il nostro partito è stato l’unico a votare contro la legge istitutiva di questo federalismo e la nostra è stata una scelta attenta e ponderata, basata sull’analisi dei contenuti e non certo sui pregiudizi. Ci sono ragioni di ordine politico e di merito che ci hanno indotto e ci inducono ancora a dire « no » a questo provvedimento. Non possiamo politicamente fidarci della Lega. Onorevoli colleghi, siete dei cari ragazzi ma non possiamo fidarci di voi, almeno finché noi non ci troveremo d’accordo su nozioni elementari, come il fatto che il Po non è un dio ma un fiume, che la Padania non è una regione ma una pianura e che Roma non è ladrona ma è la capitale del nostro Paese. Non possiamo fidarci se la Lega rifiuta di festeggiare il 17 marzo, giorno della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con la scusa della crisi economica, salvo poi, il giorno dopo, pretendere in Lombardia un altro giorno di festa per ricordare la battaglia di Legnano, il 29 maggio. Se si vuole un federalismo che unisce, perché esaltare gli egoismi ? Parlare, come facciamo oggi, di

risorse da trattenere sui territori e di nuove tasse e non parlare di livelli minimi di servizio da assicurare a tutte le regioni, da nord a sud, ignorare le perequazioni, ignorare tutto ciò che unisce e quanto di solidaristico ci può essere nel federalismo, vuol dire dividere.

Onorevoli colleghi, devo dirvi una cosa: il federalismo fiscale in questo provvedimento non esiste, è solo uno spot, un pasticcio che rischia di creare confusioni e danni, e che certo aumenterà le tasse per tutti i cittadini italiani; non esiste perché non si può applicare lo strumento del federalismo fiscale se prima non si costruisce lo Stato federale. Vi sono cose giuste, come l’evocazione dei costi

standard. Non si capisce, però, perché non possano essere adottati oggi, a vigente legislazione, uniformando i trasferimenti dello Stato alle regioni per la sanità, e si aspetti invece la loro realizzazione subordinandola solo al federalismo. Introdurre un sistema fiscale federale in uno Stato centralista come il nostro significa sfasciare il Paese. Per intenderci, in uno Stato federale non ci sono due Camere e mille parlamentari; è sufficiente una sola Camera con molti meno parlamentari, perché lo Stato centrale è più leggero e ha molte meno funzioni.

In uno Stato federale non ci sono tutti i livelli di governo che ci sono in Italia (circoscrizioni, comuni, comunità montane, unione dei comuni, province e regioni), ce ne sono semplicemente di meno. Ecco perché avevamo chiesto di abolire almeno le province, promessa elettorale che il giorno dopo è stata – come le altre – opportunamente cassata. In uno Stato federale non ci sono 8.200 comuni, di cui circa 4.800 sotto i 5 mila abitanti. Secondo voi, è possibile ideare un sistema fiscale efficiente che vada bene a un comune di 35 abitanti e allo stesso tempo vada bene a un comune come Milano che ha quasi due milioni di abitanti ? Saranno due tipi di comuni diversi che per funzionare bene hanno bisogno di regole diverse, o è una nostra illusione ? È possibile chiedere a un

comune di mille-duemila abitanti di erogare in modo efficiente ed economico i servizi ?

È chiaro quindi che senza revisione preventiva dell’aspetto istituzionale ogni riforma di federalismo fiscale equo, e che comporti riduzione di costi, è solo e semplicemente impossibile. Allora, è chiaro

che qui non si vuole fare un vero federalismo, si vuole approvare uno spot per la Lega. Se è vero che non state facendo il federalismo fiscale, allora, cosa state facendo? Semplicemente state riparando i danni che voi stessi avete causato con la politica dei tagli lineari. Avete tolto risorse ai comuni, che nonostante abbiano aumentato le tariffe per i cittadini e diminuiti i servizi – come noi avevamo previsto – non ce la fanno più. Oggi restituite parte di quelle risorse ai comuni aumentando le tasse. Allora, abbiamo il coraggio di dirlo con chiarezza: è inutile il grande sforzo del Ministro Calderoli nel tentativo di spiegare agli italiani che con questo federalismo le tasse non aumenteranno. Se si introduce l’imposta di soggiorno, se si introduce la tassa di scopo (l’IMU), se si sblocca l’addizionale IRPEF, la traduzione è una sola: le tasse aumenteranno. E stiamo parlando di imposte, che con il federalismo non c’entrano proprio nulla, anzi tutte queste imposte hanno un requisito: sono antifederali. In tutti i Paesi del mondo l’imposta federale è una sola, piaccia o meno, è quella sulla prima casa, quella che voi, per demagogia, avete tolto. Oggi dovete essere coerenti. Se non c’è l’imposta per la prima casa non ci può essere un federalismo fiscale logico, perché federalismo significa maggiore controllo degli elettori sui propri eletti, mentre le vostre nuove tasse vanno in direzione opposta, deresponsabilizzano gli amministratori locali. L’imposta di soggiorno la pagano i non residenti, chi non vota in quel comune; l’IMU colpisce principalmente le seconde case, che nella stragrande maggioranza dei casi riguardano i non residenti. E con l’IMU ancora una volta si sceglie di penalizzare famiglie e piccole imprese, le uniche strutture che hanno garantito la coesione sociale, caricandosi sulle spalle tutte le difficoltà della crisi economica.

Onorevoli colleghi, ha ragione il Ministro Tremonti quando ci dice che il federalismo si basa sul trinomio « pago, vedo, voto »: qui però si è inventato il federalismo « pago, vedo e voto da un’altra parte » e a Berlusconi vorrei dire è inutile che sbraiti contro la patrimoniale perché l’ha già introdotta lui con la tassa di scopo e non lo dico io, lo dicono i libri di scienza delle finanze. Da oggi, con l’approvazione di questo decreto legislativo, se un comune realizzerà una strada o una scuola i cittadini potranno pagarla con la tassa di scopo. Non è un altro aumento delle tasse questo, che cosa si chiama ? Non state mettendo le mani in tasca agli italiani a quelli del nord come a quelli del centro o del sud ? Ecco allora perché nel merito una forza federalista come la nostra ha il dovere di votare « no » a questo provvedimento antifederalista.

Cari colleghi, signor Presidente, a constatare il tasso di interruzione dei colleghi della Lega devo dire che c’è anche un altro effetto di questo dibattito: tutti noi ascoltiamo con calma gli altri, voi siete gli unici che dimostrate intolleranza verso chi non la pensa come voi. Francamente

non riesco a capire perché. Sarà possibile dissentire rispetto all’ortodossia federalista che voi in questo caso non rappresentate.

Cari colleghi, eravamo soli nel febbraio del 2009, quando votammo per la prima volta « no » al federalismo. Oggi questa presunta riforma sarà approvata grazie alla fiducia con qualche decina di voti in più. La nostra compagnia è più folta: come lo è nel Parlamento così lo è nel Paese.

Continuiamo a lavorare senza estremismi e senza fretta perché una svolta politica deve arrivare.

4 Commenti

Commenti

  1. Purtroppo la maggioranza mercenaria ha raggiunto il proprio scopo, con armi diverse,spara sulla folla. Con questo federalismo ci saranno, non morti cadaverici, ma morti di fame


  2. Caro Presidente, ho apprezzato l’intervento di ieri in aula, ma finchè non faste sapere al resto degli italiani cosa vuole effettivamente la Lega che è sancito nel suo Statuto all’art. 1, non riuscirete a far comprendere agli elettori chi sono veramente i leghisti.
    Buon lavoro.
    Giorgio.


  3. Un intervento magistrale che auspico sia studiato, approfondito e recepito dagli organi periferici del partito.


  4. Onorevole Casini: il federalismo e con esso l’automatica continuazione di Berlusconi quale premier è fortemente voluta dal Pd, mentre Bersani faceva finta di esserne contrario Chiamparino e tutti i sindaci di sinistra d’Italia si accordavano scandalosamente con la Lega. Altro che Bicamerale… volevo proprio vedere se Chiamparino e company si rifiutavano la trattativa come stava in piedi il Governo. A questo punto… va bene che continui Berlusconi, almeno a destra tentano di fare quanto hanno promesso. A sinistra fregano gli elettori!




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