postato il 25 Settembre 2009 | in "Interventi"

Mozione per il rispetto dei diritti umani in Russia

Signor Presidente, nella discussione sulle linee generali l’onorevole Rao è stato impeccabile nel rappresentare le motivazioni della nostra iniziativa parlamentare. Voglio riassumerle ai colleghi con una brevità estrema, perché gli atti parlamentari parlano e non vi è bisogno di aggiungere granché alla presentazione di questa mozione.
Noi siamo convinti che la politica del Governo italiano di buone relazioni con la Russia sia fondamentale. Noi siamo convinti che sia necessario rafforzare i legami tra l’Unione europea e la Russia, e l’Italia può svolgere un ruolo positivo in tal senso. Non contestiamo affatto l’impegno del Presidente Berlusconi di lavorare per intensificare le relazioni russo-americane, e siamo convinti che la nostra storia sia una storia di tradizionale amicizia con il popolo russo: anche nei momenti di tensione, di maggiore difficoltà nei processi di distensione – mi riferisco agli anni Sessanta, agli anni Cinquanta – noi come Paese ci siamo sempre sforzati (allora vi era anche un collateralismo di una parte politica) di tenere il rapporto con il popolo russo.
La Russia è andata avanti in questi anni, ha fatto molti progressi: non è più il Paese che abbiamo conosciuto, che molti di noi hanno conosciuto all’inizio della nostra attività politica, quando da giovani vedevamo un’Unione sovietica che era la negazione delle libertà civili, politiche e culturali. Noi siamo stati figli di una generazione che ha fatto le manifestazioni per gli intellettuali russi rinchiusi nei gulag, e non ci possiamo dimenticare alcun lezioni morali, culturali straordinarie di personalità come Solzenicyn. Oggi questa Russia, per fortuna, non esiste più: vi è un processo nei diritti civili, nelle forme democratiche, ma purtroppo – e qui è il problema – noi constatiamo negli ultimi tempi che questo processo democratico, che tante speranze aveva suscitato nel mondo occidentale e in tutto il pianeta, rischia di avere preoccupanti involuzioni.
L’onorevole Evangelisti ha sottolineato cose che mi trovano d’accordo, perché non dimentichiamo che qui parliamo del caso Khodorkovsky, ma abbiamo diversi e gravissimi episodi di giornalisti uccisi su cui ancora non si è fatta chiarezza; e poiché sono diversi, sono consequenziali questi episodi, sono tutti legati a vicende che rischiano di avere un unico filo conduttore, è ancora più preoccupante la situazione che monitoriamo dall’estero.
In questo contesto si situa la vicenda di Khodorkovsky. Basti pensare che la Yukos (lo voglio dire ai colleghi che probabilmente non hanno approfondito questi dossier), nel momento in cui l’autorità giudiziaria russa è intervenuta, aveva qualcosa come il 2 per cento del prodotto mondiale di petrolio, era una società importantissima, e noi non abbiamo alcuna competenza tecnica e giuridica, alcuna conoscenza delle vicende per definire gli atti di Khodorkovsky come proprietario della Yukos, atti giusti, conformi alla legge, positivi o negativi. Noi non siamo interessati in questa sede alle attività finanziarie, economiche di Khodorkovsky. Può darsi che i rilievi che gli vengono attribuiti siano, dal punto di vista della correttezza, giusti; ma questa vicenda giudiziaria, come il sottosegretario Mantica ha correttamente riportato, si è tinta in modo preoccupante di gravi colori e motivazioni politiche.
Tutti noi sappiamo che Khodorkovsky è stato un finanziatore di quei partiti liberali russi che sono stati completamente emarginati dall’arrivo di Putin nella vicenda politica interna e sappiamo che tutta la vicenda giudiziaria di Khodorkovsky è stata costellata da preoccupanti anomalie, anomalie gravi: nel momento in cui incomincia a decorrere il termine per la possibile scarcerazione, vengono elevate da parte dell’autorità giudiziarie nuove imputazioni a Khodorkovsky; insomma, tutti gli osservatori internazionali stanno con i «fucili puntati», con i «fari accesi» su questa vicenda.
Onorevoli colleghi, lo voglio dire in particolare ai colleghi del PdL, di cui però posso constatare l’attenzione che si è avuta anche in questo dibattito parlamentare, vorrei farvi notare che siamo l’unico Paese in cui per la prima volta oggi si discute di questa vicenda in Parlamento. Al Senato americano c’è una mozione dell’allora senatore Obama e dell’allora senatore McCain (non due passanti, non due signori insignificanti nella politica americana, ma i due candidati alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, compreso naturalmente il Presidente eletto Obama) e maggioranza e opposizione hanno fatto assieme una mozione parlamentare sul caso Khodorkovsky, chiedendo alla Russia il rispetto dei diritti dell’uomo (riguardo al quale, evidentemente, c’era qualcosa di più che una sensazione sul fatto che in questa vicenda fosse stato pesantemente violato).
Il fatto è grave, se è vero che il Cancelliere tedesco Angela Merkel recentemente, incontrando il Presidente russo, in una conferenza stampa anch’essa ha sollevato il problema di Khodorkovsky.
Allora qui non si tratta di indagare sulle vicende giudiziarie di un signore o di un magnate russo: qui si tratta di capire in che misura la politica ha influenzato i destini di questo signore rispetto ad altri signori del petrolio in un Paese, che stiamo accreditando nonostante pagine buie. Onorevoli colleghi, in nome della realpolitik abbiamo messo il silenziatore a vicende come quella della Cecenia: chiedo un sussulto di dignità in un Parlamento di un grande Paese democratico come questo! Credo che il richiamo che nella mia mozione è formulato alle autorità russe sia un richiamo di onestà intellettuale e di serietà politica finalizzato allo stesso interesse della credibilità del Paese della Federazione Russa nell’ambito della comunità degli Stati liberi.
Infine, onorevoli colleghi, voglio ringraziare l’onorevole Mantica, perché ho avuto anch’io qualche responsabilità e so bene che un conto è parlare da libero parlamentare in quest’Aula, un conto è parlare da rappresentante del Governo, per cui bisogna avere alcune cautele diplomatiche ed è giusto che il sottosegretario – sempre impeccabile, debbo constatarlo – si sia comunque dichiarato favorevole, con una richiesta di modifica, alla mia mozione.
Vorrei risponderle, onorevole Mantica: accetto il richiamo che lei ha formulato e integrerò il dispositivo della mozione nel senso di «impegna il Governo a continuare a utilizzare, insieme con i partner europei, tutti i canali diplomatici». È giusto questo richiamo ai partner europei e lo accolgo volentieri, mentre quanto alla parte successiva che fa riferimento all’indipendenza delle autorità giudiziarie responsabili, essendo una questione interna russa, non mi avventurerei, anche perché rischieremmo di aprire su questo punto un dibattito che francamente – quello sì – potrebbe metterci in imbarazzo.
Ho qualche dubbio sull’indipendenza e sull’autonomia della magistratura russa comunque non entriamo nel dettaglio, non voglio neanche metterla ulteriormente in difficoltà tenendo una linea che potrebbe vanificare quello che è il mio obiettivo: il mio obiettivo – ve lo dico con chiarezza – è che questa mozione sia approvata all’unanimità, perché un Parlamento che si divide sulla difesa dei diritti civili in un Paese che ha la storia e la tradizione dell’Italia sarebbe un Parlamento non in grado di assolvere le sue responsabilità verso la comunità internazionale.

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