postato il 31 Luglio 2012 | in "Politica"

Legge elettorale, lo scettro torni ai cittadini

Dobbiamo ammainare le nostre bandiere di parte per trovare un punto di intesa comune: questo è il ruolo della politica. Se ciascuno si limita a sventolare i propri vessilli, non arriveremo mai alla soluzione.
Fermiamoci, arrestiamo la corsa folle verso gli armamenti e troviamo prima delle elezioni la possibilità di una legge elettorale che restituisca lo scettro ai cittadini. La riforma elettorale non è solo un esercizio dei partiti che sostengono il governo: serve una solidarietà più ampia che si estenda anche ai partiti di opposizione.

Pier Ferdinando

2 Commenti

Commenti

  1. (FUORI TEMA… MA MICA TANTO)
    Sento già la ferraglia, spari e colpi di cannone che scandiscono il tempo, vedo saccheggi e sangue per le strade.
    L’Europa per evitare un futuro tremendo deve ri-pensarsi, ri-pensando soprattutto il lavoro.
    Il passo determinante deve essere la riduzione dell’orario di lavoro dalle circa 38 (in Germania 35,6) alle 30.
    30, molto meno delle 35 di bertinottiana memoria.
    Ma, in fondo, sembra passato un secolo da Bertinotti!
    Lavorare meno, anzi molto meno è l’imperativo. Non di più.


  2. Buongiorno, presidente

    Non avevo risposto subito alla sua sollecitazione perchè mancava la base da cui partire.
    Ora pare che ci sia, a detta di un articolo de “il giornale”:

    “Ora c’è l’accordo sulla legge elettorale
    Il coordinatore Verdini e Migliavacca trovano l’intesa. Il Pd cede sul premio di maggioranza e il Pdl sulle preferenze

    I termini sono questi: sistema proporzionale secondo le regole del cosiddetto Provincellum con premio di maggioranza del 15% al primo partito e soglia di sbarramento del 5%. Con i seggi che saranno assegnati per un terzo in liste bloccate (decise, dunque, dai partiti) e per i due terzi in collegi con le cosiddette preferenze di genere (come per le Europee). Il Pd, insomma, molla sul premio di maggioranza alla coalizione mentre il Pdl cede sulle preferenze e supera le sue perplessità sul Provincellum (che rischia di mettere in competizione i candidati dello stesso partito, visto che l’obiettivo non è solo vincere nel proprio collegio ma sperare che negli altri collegi della circoscrizione non ci siano «colleghi» che prendono più voti).”

    Mi pare di capire che si voglia far credere di cambiare tutto per non cambiare nulla? Dov’è la libertà dei cittadini di scegliere i propri eletti?
    Se così fosse, per quali dei partiti che siedono in parlamento dovrebbero votare gli Italiani?
    O magari sarebbe preferibile un voto a partiti non parlamentari?
    Una citoyenne




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