postato il 30 marzo 2015 | in "In evidenza"

Ipu 132: Sviluppo sostenibile, passare dalle parole ai fatti

FullSizeRenderL’intervento in plenaria alla 132ª Assemblea dell’Unione Interparlamentare (UIP)

Hanoi (Vietnam), 30 marzo 2015 – “La Terra del terzo millennio – con i suoi nuovi meccanismi socio-economici, con le sue diverse dinamiche del lavoro e della definizione di modelli di sviluppo –ha bisogno di un profondo ripensamento, di un nuovo sforzo culturale che tenga conto di esigenze di sostenibilità ignoratefino a pochi anni fa.
Nel 1950 gli abitanti della terra erano 2 miliardi e mezzo, oggi sono triplicati, sono oltre 7 miliardi ed una quantità sempre maggiore di popolazione mondiale pretende migliore qualità di vita, che comporta accresciuti consumi energetici e alimentari. La Terra è la stessa di 65 anni fa, e sarà la stessa anche fra 35 anni quando saremo 10 miliardi.

Oggi il superamento del concetto di inesauribilità e’ ormai un convincimento diffuso. Bisogna limitare il consumo di risorse naturali, produrre diversamente, recuperare e riciclare quanto più possibile i materiali, viaggiare con mezzi alimentati da energia autoprodotta e rinnovabile. Questi obiettividevono essere alla base delle scelte del legislatorein tutto il mondo;le assemblee nazionali rappresentano gli attori principali del cambiamento sostenibile.
L’esauribilita’ delle risorse energetiche e quella del territorio hanno bisogno di una risposta globale; il terzo millennio impone questo cambio di prospettiva.
Ripensare le attività umane in chiave di “costruire e vivere sostenibile” significa dunqueimprimere un forte cambio di passo.
La sfida che stiamo affrontando in questa antica e vasta assemblea e’ proprio questa: passare dalle parole ai fatti; rendere la sostenibilità ambientale e sociale come pre-condizione delle attività economiche e delle scelte politiche.

La sostenibilità ruota attorno adue elementi fondamentali, energia e cibo, che sono anche i temi dell’EXPO 2015 che si aprirà in Italia a Milano il primo maggio e a cui speriamo che vogliate partecipare in gran numero.
Ma entrambi gli elementi sono condizionati da un terzo elemento la cui gestione è importantissima e strategica per costruire un modello di sviluppo sostenibile: l’acqua, anch’essa oggetto qui della nostre riflessioni e delle nostre proposte d’azione.
L’accesso all’acqua potabile e’ entrato a far parte dei diritti umani che noi siamo chiamati a tutelare. Trascurarne la salvaguardia avrebbe inimmaginabili ricadute sulla possibilità di nutrimento di ampie fasce di popolazione, innescando tensioni socio-economiche, guerre, cosi’ come e’ stato tante volte nel corso della storia – anche recentissima – e finendo persino per diventare mezzonon convenzionale di offesa bellica, come ad esempio in Irak dove gli attacchi dell’ISIS puntano al controllo delle dighe perché dal controllo dell’acqua discende il potere su quella regione.
Bisogna dunque difendere le risorse idriche esistenti, razionalizzarne l’uso, creare moderne infrastrutture per la loro distribuzione a fini irrigui e potabili e dall’altro proteggere le isole, le città costiere e lungo i fiumi dall’innalzamento dei livello dei mari ma anche dagli eventi meteorologici estremi che causano alluvioni e inondazioni: occorre difendere l’acqua, ma anche proteggersene.
Acqua ed energia: è su questi campi che si gioca la partita principale della sostenibilita’ ambientale perché il modello di sviluppo del pianeta dipende dal modo in cui nei prossimi anni gestiremo queste risorse.

Sono convinto che il negoziato internazionale sui cambiamenti climatici, che speriamo ci porti a Parigi nel dicembre prossimo alla firma di un accordo sottoscritto da tutti, sara’ il luogo in cui si decide una buona parte di quello che sarà il futuro socio-economico del pianeta.
Ma se i governi hanno le proprie responsabilita’, altrettanto i Parlamenti hanno il dovere di esercitare la propria funzione legislativa svolgendo una azione di stimolo e di indirizzo politico a garanzia e presidio dell’esercizio dei diritti dei cittadini di cui noi siamo prima espressione, valorizzando e traducendo in norme le best practises ambientali e industriali; richiamando gli stake holders ad armonizzare la produzione mondiale alla luce del concetto di sostenibilita’.
A una così rapida intensificazione delle relazioni economiche internazionali; a una globalizzazione consolidata e strutturata, deve corrispondere una linea di indirizzo che solo i parlamenti, in coordinamento tra loro, possono assicurare. Si tratta di un esercizio di responsabilità a cui evidentemente non possiamo sottrarci perche’ chiama direttamente in causa la nostra responsabilita’ verso le giovani generazioni”.

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