postato il 30 Marzo 2011 | in "Giustizia, Riforme"

Il processo breve è l’ennesima legge ad personam

Il ministro della Giustizia si era impegnato a togliere di mezzo provvedimenti minimali e ad personam in cambio di un dialogo sulle riforme e invece ecco spuntare come funghi, nel giro di una settimana, proprio quei provvedimenti che servono solo a placare le ossessioni giudiziarie del premier. E’ davvero una vergogna, soprattutto per chi, come noi, ritiene che la riforma della giustizia deve essere fatta.

Pier Ferdinando

L’intervento integrale

Signor Presidente, vorrei indicare, senza riprendere gli argomenti che ha usato l’onorevole Franceschini e che mi trovano totalmente d’accordo, che questa immissione forzata va a incidere su un provvedimento che era stato calendarizzato in quota all’opposizione.

Mi vorrei rivolgere, però, al Ministro della giustizia, perché vorrei capire se ha ancora valore, Ministro Alfano, il dibattito politico che vi è tra di noi e se in questo Paese, nonostante il degrado generale che riguarda tutto e tutti, ha ancora un senso che una persona che ritengo seria, come il Ministro della giustizia, dica, davanti a tutti gli italiani e alle altre forze politiche, quello che ha affermato.

Il Ministro della giustizia ha presentato una riforma costituzionale epocale sulla giustizia e ha detto davanti a tutti, onorevoli colleghi, che il Governo si impegnava a levare dal cammino parlamentare tutti quelli che potevano essere considerati provvedimenti settoriali, minimali e ad personam – ognuno li chiami come vuole – che sono quelli che si discutono nel giro di una settimana. Ministro Alfano, noi le abbiamo risposto: benissimo, intendiamo ragionare con lei, non che lei aveva ragione. Non abbiamo detto che accettavamo la riforma Alfano a scatola chiusa, ma abbiamo convenuto con lei che la riforma della giustizia sia necessaria e che ci saremmo seduti ad un tavolo insieme. Ministro Alfano, ho polemizzato anche per alcune parole di alcuni esponenti del Partito Democratico, dicendo che non ci si può sottrarre al confronto, al punto che lei mi ha fatto addirittura litigare con l’onorevole Bersani, persona mite ed io mite come lui. Non litighiamo quasi mai, eppure abbiamo creduto a lei e abbiamo litigato anche all’interno delle opposizioni. Ebbene, il giorno dopo sono spuntati come funghi provvedimenti che sembravano essere lateralizzati dal suo impegno politico.

Onorevoli colleghi, che dire dell’atteggiamento del Presidente del Consiglio? Il Presidente del Consiglio, davanti ad una sfilza di processi che si presentavano, ha detto: io vado a Milano perché è mio dovere stare in aula. Nessuno di noi può giudicare negativamente questo atteggiamento perché, davanti al Presidente Consiglio che và in aula, tutti noi abbiamo detto che faceva il suo dovere.
Ebbene, gli atteggiamenti del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni del Ministro Alfano ci hanno indotto a pensare che voi finalmente aveste deciso di fare una cosa seria, cioè riforme della giustizia per gli italiani che attendono una riforma della giustizia. Invece, purtroppo, siamo alle solite! Siamo alle solite! Dopo averci illuso e dopo aver illuso italiani sul fatto che finalmente tra le vostre priorità politiche figurava una riforma della giustizia per gli italiani, ecco spuntare il solito provvedimento che serve solo a placare le ossessioni giudiziarie del Presidente del Consiglio. È una vergogna, onorevoli colleghi! È una vergogna soprattutto per chi, come noi, ritiene che la riforma della giustizia debba essere fatta. Credo che questo giudizio lo daranno gli italiani a partire dalle prossime elezioni amministrative, lo daranno quei cittadini che hanno votato Berlusconi perché speravano in una riforma della giustizia e che oggi si accorgono che anche l’ennesima occasione è stata sprecata.

Infine, vorrei chiudere questo breve intervento facendo un riferimento al Presidente della Camera dei deputati. Di solito non si parla del Presidente della Camera dei deputati, ma da ex Presidente della Camera sfato questa abitudine di non parlarne mai per una sorta di galanteria istituzionale. Se ne parla in effetti molto, ma al fuori di qua, sui giornali e nelle campagne scandalistiche. Abbiamo sentito per mesi, Presidente Fini, che lei interpretava in modo parziale la sua carica, che lei addirittura era lì per cercare di fare esattamente l’opposto rispetto all’impegno che aveva assunto al momento della sua elezione. Ebbene, colleghi, oggi voi fate questa forzatura nel giorno in cui il Presidente della Camera ha annunciato all’Ufficio di Presidenza, nel quale le opposizioni probabilmente sarebbero la maggioranza, che il conflitto di attribuzioni sarà portato in Aula. Il Presidente della Camera ha dimostrato quel senso dello Stato e delle istituzioni, che voi avete rifiutato con questa ennesima forzatura parlamentare.

4 Commenti

Commenti

  1. Gentile Presidente Casini,
    credo che oramai per il nostro paese non ci sia più niente da fare, come cittadina italiana sono stanca, stanca di ascoltare la televisione, di leggere i giornali, il malgoverno italiano non scandalizza più nessuno nel mondo, fa solo ridere,tanto ridere, articoli sulla giustizia, su Lampedusa, sulla guerra in Libia, sui vizietti del nostro premier, credo che sia divenuto tutto inutile, l’Italia affonda sempre di più ed il nostro premier come se non fosse accaduto niente continua a fare i suoi show e spot pubblicitari, ed urlare ” comunista” all’opposizione, ai magistrati e a tutti coloro che credono nella giustizia e democrazia , quando invece il nostro paese per il pluralismo dell’informazione è finito nel mirino del Parlamento europeo, insieme ad alcuni paesi ex comunisti, ucraina, romania e bulgaria. Il Parlamento che è stato sempre l’espressione democratica dell’Italia ora è diventato il mercatino dei voti, ma Presidente Casini è possibile che non si possa fare più niente. Nel PDL non c’è solo Berlusconi, o forse c’è solo Berlusconi con una schiera di cagnolini al guinzaglio ? Quando ascolto parlare i rappresentanti del PDL, mi chiedo ma ci credono a quello che dicono, ma condividono veramente le affermazioni di Berlusconi su Ruby, sui festini, ed altro, le cose sono due o ci fanno per loro tornaconto oppure sono fuori di testa.
    Ora voi dell’opposizione fate qualcosa, contattate il Presidente Napolitano, è finito il momento di stare a guardare, bisogna agire subito prima che diventi troppo tardi.


  2. Patrizia, già Napolitano…
    Chissà cosa ne pensa il Capo dello Stato.
    Chissà se dirà ad alta voce che è uno scandalo oppure dirà che occorre abbassare i toni. Chissà.


  3. I mercanti della parola: Più abbassi il volume più alzano la voce. Ormai in questa nostra Italia Unita succede di tutto,il cittadino fa fatica a respirare,a muoversi mentre nel governo si pensa ad altro trovando tempo e spazio per “scandalosi siparietti” da parte di chi “deve” essere di esempio( e poi non ci lamentiamo se in sala operatoria si divertono con pazienti anestetizzati). Ripeto oggi ciò che ho scritto ieri: L’opposizione deve okkupare il parlamento(anzichè andare in televisione per fare poco talk e molto show) ad oltranza fino a che non siano risolti i problemi


  4. Presidente Casini,
    a mio avviso è giunta l’ora
    di prendere delle decisioni “radicali”.
    Pensare ad esempio a dimissioni di “massa”.
    Altrimenti l’idea che piano piano va crescendo
    fra gli Italiani è che in fondo siete tutti uguali.
    Questa è la partita che sta giocando Berlusconi
    ora che non ha più sogni ne per se ne per gli italiani.
    Reagite finche siete in tempo.
    Altrimenti la risposta degli italiani potrebbe essere quella che nell’incertezza del futuro meglio tenersi Berlusconi.
    Dovete assolutamente trovare idee nuove e proposte nuove da fare agli Italiani e non inseguire Berlusconi.
    Il nuovo polo a mio avviso può avere un ruolo in tutto questo.
    Ma si deve sin da ora candidare a governare il paese e non a pensare di prendere se va bene il 15%.
    Per fare ciò subito dopo le amministrative, comunque vadano, vanno sciolti i partiti e va costruito un soggetto nuovo con un progetto nuovo che si rivolge a quanti ci stanno ma soprattutto che si rivolge agli italiani.
    E in ultimo se Lei è pronto deve anche dichiarare la sua candidatura a premier o individuare un premier che provenga dalla società civile.
    Con stima
    Bartolomeo




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