postato il 14 Maggio 2014 | in "Politica"

Il mio sogno è concorrere alla riunificazione dei popolari

Serve un cambio di politica a livello europeo o faremo vincere forze come quella di Grillo

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Carlo Muzzi a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Giornale di Brescia

Tra Europa e la rinnovata sfida di un contenitore italiano dei moderati. Corre lungo questi temi il dialogo con Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione esteri del Senato, ieri a Brescia per un dibattito.

Come vede il voto per le elezioni europee?

Purtroppo come spesso capita in Italia, in occasione delle Europee si affrontano tutti i temi salvo quelli legati all’Europa. Mi piacerebbe invece che si discutesse delle politiche connesse all’Ue parlando ad esempio di crescita invece che di rigore.

 Cosa pensa del fenomeno dell’euroscetticismo?

Penso che non basti più l’euroretorica per battere i populismi e la demagogia antipolitica. I cittadini si vedono distanti dall’Unione europea soprattutto se la politica di Bruxelles resta caratterizzata da una ragionieristica tecnocrazia e intrappolata nella matematica del rigore e dei conti. O si torna a parlare di sviluppo, occupazione e crescita oppure la recessione che ha colpito l’Europa non ci permetterà di crescere.

 

Quale è secondo lei la soluzione?

Serve un cambio di politica a livello europeo, perché se le forze europeiste non pongono il problema di un cambio di direzione allora non riusciremo più a difendere questa idea di Europa e alla fine facciamo vincere forze come quella di Grillo.

 

La critica all’attuale politica europea va però a colpire Barroso che è espressione del Ppe e anche la Merkel anche lei tra i popolari. Non è una contraddizione?

Guardi la Germania è una grande Paese, ma dobbiamo renderci conto che questa impostazione teutonica dell’Europa non funziona. Per altro non la nostra appartenenza al Ppe non può essere afona.

 

Quanto pesano le Europee sulle sorti del governo?

In Italia il governo e le forze politiche che lo sostengono stanno affrontando un compito duro e difficile per portare avanti le riforme. Si tratta di un antidoto al grillismo e all’antipolitica e mi auguro che le forze di governo vedano riconosciuti i loro sforzi nel prossimo passaggio elettorale.

 

Da tempo lei si sta adoperando per federare tutti i moderati. Cosa ci può dire?

Non ho altro sogno che concorrere alla riunificazione dei popolari. Anche perché il rischio è che si realizzi un bipolarismo tra Grillo e Renzi e dal sogno di un partito dei moderati si passerebbe ad un incubo.

 

Ma il centrodestra oggi può prescindere da Berlusconi?

La Cdu è andata avanti anche senza Kohl e il partito popolare spagnolo senza Aznar. Questo non vuol dire che Berlusconi non abbia una sua forza d’attrazione, ma penso che si debba andare avanti. Nessuno è insostituibile.

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