postato il 29 dicembre 2016 | in "Esteri, Rassegna stampa"

«Gli italiani a Caracas senza cibo né medicine assediati dai criminali»

con-la-stampa-venezuelana-alluscita-del-parlamento-venezuelano-1Il colloquio con P. Di Caro pubblicato sul Corriere

Le linee telefoniche non reggono, si comunica faticosamente con WhatsApp dal Paese che fu tra i più ricchi dell’America Latina e che oggi è sprofondato in una crisi politica ed economica senza fine.

Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri, ha deciso di andare a vedere con i suoi occhi il dramma del Venezuela, è arrivato martedì sera in una Caracas quasi deserta- «E il vuoto, la gente ha paura, si chiude in casa, non c’è nessuno in giro» – ha incontrato prima la Comunità italiana al centro Italiano-Venezuelano della capitale, poi ieri mattina il gruppo parlamentare di Amicizia tra i due paesi e Julio Borges, il coordinatore della coalizione di opposizione al presidente Maduro, già fedelissimo di Chàvez, e infine il presidente della Conferenza episcopale venezuelana.

Un’esperienza forte, quasi violenta quella della sua missione parlamentare: ieri mattina Casini ha tentato di fare visita al sindaco di Caracas Antonio Ledezma, agli arresti domiciliari da quasi due anni con l’accusa di tentato golpe (ma il processo non è mai iniziato), è stato bloccato dalla polizia, ha improvvisato una conferenza stampa in strada con la moglie del «mio amico, da tanti anni, figlio di un italiano, esempio di grande sacrificio».

E’ toccato, Casini: dalle «file lunghissime ovunque», dalla povertà, da chi gli racconta della mancanza di tutto, dei bambini denutriti, delle decine di morti al giorno per omicidi e rapine, dalle accuse dell’opposizione al governo di intimidazioni, dalle richieste di fissare le elezioni, dalla preghiera di «invio di aiuti umanitari, che il governo rifiuta», dalla protesta perché si arrivi alla liberazione dei detenuti politici.

«Ho portato al Parlamento la nostra solidarietà – racconta l’ex presidente della Camera -, come l’ho portata alla comunità italiana da parte di tutte le nostre istituzioni. Questa comunità negli anni ’50 era la prima per rimesse degli emigranti, oggi non possiamo lasciare soli i nostri connazionali». E non lasciarli soli significa agire concretamente: «Come abbiamo fatto per l’Argentina negli anni della crisi, dobbiamo adottare provvedimenti normativi e organizzativi speciali con copertura finanziaria ad hoc. Lo proporrò al governo al mio ritorno», promette Casini.

È quello che speravano di sentirsi dire gli italiani che con lui si sono sfogati perché «voi non potete capire come si vive con l’angoscia quando non si può uscire di sera, quando mancano le medicine, quando non hai nessuna prospettiva per i tuoi figli, quando vedi andare in fumo tutti i risparmi di una vita» con un’inflazione ormai oltre il 200%. Si sentono «abbandonati» gli italiani in Venezuela, lamentano – dice Casini – la disattenzione «dei media, della Rai» che li ignorano.

Mentre lì si muore perché, come la madre di una dipendente dell’ambasciata «non si trovava in ospedale un anticoagulante» o perché, come è accaduto li 6 giugno scorso a un dipendente del consolato, si viene assassinati in casa. Per questo, per Casini non si può più perdere tempo: «È il momento di agire. Ora».

6 Commenti

Commenti

  1. Senatore Casini, sa? Coloro che hanno maturato una pensione in Venezuela, di anzianità o di vecchiaia e risiedono in Italia da un paio d’anni non viene pagato neppure un centesimo!
    A dispetto delle convenzioni internazionali stipulate dal Governo venezuelano con la nostra INPS.
    Siano essi italiani, italo-venezuelani o venezuelani. Molti di loro sono costretti a vivere da indigenti!


  2. Senatore Casini, sa? A coloro che hanno maturato una pensione in Venezuela, di anzianità o di vecchiaia e risiedono in Italia, da un paio d’anni non viene pagato neppure un centesimo!
    A dispetto delle convenzioni internazionali stipulate dal Governo venezuelano con la nostra INPS.
    Siano essi italiani, italo-venezuelani o venezuelani. Molti di loro sono costretti a vivere da indigenti!


  3. Sono anni che il Venezuela è in mano a dei dittatori (prima Chavez, adesso Maduro) che si comprano il consenso all’estero con il petrolio. In Italia, è scandaloso il comportamento della sinistra (per loro ovviamente esistono solo le dittature di destra. Avete mai sentito una parola contro Fidel Castro?) ma anche del centro e della destra che se ne fregano altamente degli italiani all’estero. Casini: non serve a niente andare lì a farsi un giro e dire che hanno la sua solidarietà. Servono aiuti veri e concreti. Servono fatti, non parole.


  4. Bon pomeriggio,el mio nome è Maria Elena Storione.Me scuse per aver osato scrivere, ma sono davvero disperata per la situazione nel mio paese ogni giorno siamo peggio, ho il mio figlio de 4 anni, che soffre di disturbo dello spettro autistico ed è molto grave la mia situazione economica c’è qualche possibilità che tu possa darmi una mano per andaré a Italia e uscire di Venezuela, mi rendono molto difficile ottenere il farmaco il cibo q è speciale, ma tutti terapie per q il bambino ha q partecipare è anche difficile ottenere cure a scuola, ho venduto il mio valore per susistir questa situazione di vita abitiamo a Petare con lo necesario per vivere, e una zona molto insegura, il padre del bambino è venezuelano siamo conviventi viviamo insieme, e rimasto senza lavora era lui qui portava la carica familiare.

    Il bambino e asistito dal consolato generale de Italia loro sono stato a casa per vedere como habitiamo pero la aiuta per il bambino e cuasi nulla!!

    Ho una sorella a Roma, ma le loro possibilità economiche non sono le migliori per aiutarme !!!
    Leo scrito al Deputato Fabio Porta perche lo ho conosciuto molti anni fa in Venezuela, veramento non ho vuto risposta!!!

    mi scusa per il mio Italiano pero sono nata in Venezuela.

    Il mio telefono cellule 04149.052026
    In attesa di vostra risposta Tanti saluti grazie per l’ascolto


  5. Onorevole P. F. Casini,
    Desidero ringraziarLa di cuore per l’attenzione dimostrata alla drammatica situazione del Venezuela.
    Da molto tempo mi chiedevo le ragioni di tanto silenzio, da parte delle autorità italiane, riguardo a un paese dove risiedono centinaia di migliaia di italiani e loro discendenti.
    La mozione presentata da Lei mi ha commossa e ancora di più sapere che tanti suoi colleghi hanno votato a favore, tutto ciò testimonia la vostra attenzione, sensibilità e impegno a favore della giustizia e della solidarietà.
    Sono certa che Lei non sarà al corrente di un’altra ingiustizia posta in essere dal governo venezuelano: da 13 mesi, più di 12.500 pensionati residenti all’estero non ricevono le loro pensioni. Molti sono italiani di ritorno che pensavano di vivere una vecchiaia serena, dopo un’intera vita dedicata al lavoro e ora si trovano abbandonati a non si sa quale sorte.
    Nessuno dei responsabili di tutto ciò in Venezuela risponde ai nostri appelli, così come nessuno dei nostri rappresentanti diplomatici e consolari nei paesi dove risiedono attualmente, ci offre spiegazioni a tale riguardo, nonostante tutte le nostre richieste.
    Grazie infinite per la sua solidarietà.
    Carmen Alonso


  6. Io sono una pensionata del Venezuela dove ho lavorato 53 anni. La ringrazio tanto per aver interceduto anche per tutti i pensionati esteri che più di un anno che non riceviamo la pensione . Tante grazie.




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