postato il 22 dicembre 2010 da Redazione
Al Capo dello Stato dobbiamo dire una sola parola: grazie! Aver ricevuto gli studenti e’ stato un gesto di grande sensibilità ed indica a tutti noi la strada giusta: dialogare con gli studenti non e’ una possibilità ma per una classe dirigente un dovere.
Pier Ferdinando
postato il 21 dicembre 2010 da Redazione
L’intervista al Tg5
C’e’ una forte protesta sociale nel Paese. I giovani sono sempre andati in piazza. E’ legittimo che lo facciano. Ma devono stare molto attenti a non farsi strumentalizzare dai violenti.
Alla violenza bisogna dare una risposta compatta e unitaria. La violenza può uccidere anche le ragioni della loro protesta
Pier Ferdinando
postato il 21 dicembre 2010 da Redazione

Ospite di ‘Radio Anch’io’, Pier Ferdinando Casini risponde alle domande del direttore de ‘Il Sole 24 Ore’ Gianni Riotta, del direttore di ‘Libero’ Maurizio Belpietro e dei radioascoltatori sui principali temi di ’attualità politica: dal futuro della legislatura, al sostegno sollecitato dal premier Berlusconi dopo la nuova fiducia, dalle proteste studentesche contro la riforma dell’Università, alla crisi internazionale.
postato il 20 dicembre 2010 da Redazione
Migliaia di giovani sono riuniti nelle scuole e nelle università occupate per progettare e pianificare la protesta contro la riforma del ministro Gelmini. Questi giovani sono guardati talvolta con occhio benevolo, specie da chi condivide la maledetta precarietà, ma il più delle volte con biasimo paternalista se non con esplicito disprezzo da chi in questo momento detiene il potere e più in generale da quel mondo degli adulti che è ampiamente responsabile del furto di speranze e futuro.
A questi giovani che si appassionano, che vogliono urlare la loro rabbia contro i ladri di futuro vorrei potesse tornare a parlare don Lorenzo Milani. Il Priore di Barbiana se fosse vivo, si scrollerebbe di dosso l’inutile aureola veltroniana e con la sua tonaca consunta si presenterebbe in un’aula per dire una parola ferma e chiara ai giovani e per dare un sorriso paterno che sa di Dio. Prima di dire qualcosa don Milani appenderebbe alla parete dell’aula il famoso cartello con il motto dei giovani americani “I care” per ricordare a tutti nella scuola, nell’università e nella vita che è necessario interessarsi, appassionarsi, prendere a cuore. Poi direbbe a questi giovani che “dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole)” e che “quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siamo cambiate”. Gli ricorderebbe anche che la Costituzione offre loro due leve per cambiare le cose cioè il voto e lo sciopero, ma che faranno cosa ancora più grande se con la parola e l’esempio riusciranno a far cambiare idea a tanti. Prima di lasciarli partire per la piazza farebbe l’ultima raccomandazione ricordando a ciascuno di loro che sono tutti sovrani e che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto, e con una benedizione nel cuore e lo sguardo di un padre gli direbbe che la vita è un bel dono di Dio non va buttata via e buttarla via è peccato.
Purtroppo in queste ore nelle aule dove gli studenti sono riuniti in assemblea non entrerà nessun don Milani per ascoltarli e dialogare con loro e resteranno soli a rimestare gli insulti di La Russa e le farneticazioni di Gasparri, e poi sarà ancora piazza, sarà scontro, sarà un urlare più forte contro chi non vuole nemmeno sentire, nella speranza che l’Italia, che già piange il dialogo, non debba versare le proprie lacrime sul sangue di uno studente o di un poliziotto.
Cari studenti, in queste notti passate a scuola o all’università trovate il tempo per leggere una pagina di don Milani, fatevi scuotere da quel prete-maestro di montagna che ha ancora da dirci qualcosa sulla politica, sulla scuola e sulla vita; e alla manifestazioni brillerete di luce diversa perché non sarete una vile teppaglia ma cittadini sovrani che reclamano futuro, giustizia e libertà.
“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi
postato il 20 dicembre 2010 da Redazione
Anche io sono un genitore preoccupato
La classe politica non deve incendiare ma deve ascoltare. Io ho parlato con mia figlia che contesta la riforma perché è un suo diritto. E, come tanti genitori, anche io sono preoccupato. Ma anche noi siamo stati giovani e siamo andati in piazza, è un fatto democratico. Prendersela con i poliziotti però è inaccettabile perché per 1.200 euro al mese garantiscono il rispetto della democrazia per tutti.
La violenza va isolata, bisogna avere il pugno duro: non si può non rispettare anche il diritto di chi non vuole contestare la riforma Gelmini o di tanti commercianti che hanno i negozi in centro e non c’entrano niente.
Pier Ferdinando
postato il 19 dicembre 2010 da Redazione
Alla vigilia della manifestazione annunciata dagli studenti contro la riforma universitaria e’ necessario mantenere i nervi saldi ed evitare di esacerbare preventivamente gli animi. Maggioranza ed opposizione non facciano le ennesime polemiche sulle spalle degli studenti e diano prova di serietà e di capacità di dialogo.
Pier Ferdinando
postato il 17 dicembre 2010 da Redazione
A due giorni di distanza dai disordini avvenuti a Roma il 14 dicembre, che hanno messo ferro e fuoco la città causando milioni di euro di danni mentre in Parlamento si votava la fiducia a Berlusconi, non si placa la polemica su quegli atti di violenza che hanno trasformato la manifestazione in una vera e propria guerriglia urbana. [Continua a leggere]
postato il 17 dicembre 2010 da Redazione
Ieri ad Annozero sono rimasto colpito dai ragazzi in studio, che sugli scontri avvenuti a Roma il 14 dicembre hanno dimostrato una grandissima difficoltà a fare autocritica.
A maggior ragione, però, ha sbagliato il ministro della Difesa La Russa, che in trasmissione ha usato toni che incendiano. Chi è padre deve far ragionare i ragazzi sugli errori: La Russa poteva anche avere una parte di verità, ma la forma in queste occasioni è sostanza.
Io parlo con le mie figlie e difficilmente chiudiamo una discussione in accordo, ma dobbiamo capire che noi alla loro età eravamo fatti così, pensavamo di avere sempre ragione. Detto questo, la violenza non è mai legittimata.
Pier Ferdinando
postato il 30 novembre 2010 da Redazione
L’Udc non voterà la riforma Gelmini dell’università all’esame della Camera. Non la votiamo per una semplice ragione: ci sono princìpi di meritocrazia giusti, ma per fare una buona riforma non bastano i buoni princìpi. Non ci sono risorse, non c’è un investimento vero di priorità del governo che si rivolge al futuro della scuola italiana. C’è qualche catalogo di buona intenzione, ma questo non è sufficiente per fare una riforma seria.
Pier Ferdinando
postato il 29 novembre 2010 da Redazione
Voteremo contro la riforma dell’Università perché se non ci sono risorse, se si taglia soltanto, diventa un catalogo di buone intenzioni generiche.
Ma le buone intenzioni non bastano, non fanno una riforma.
Pier Ferdinando