Tutti i post della categoria: Spunti di riflessione

Uip: ringrazio i colleghi, lavorerò con spirito bipartisan

postato il 2 agosto 2018

Questa mattina eletto, con voto bipartisan, presidente dell’Interparlamentare italiana, organismo bicamerale che aderisce all’organizzazione mondiale dei Parlamenti (UIP) con sede a Ginevra

Ringrazio i colleghi che mi hanno affidato la responsabilità di presiedere l’Interparlamentare italiana. Lavorerò con spirito bipartisan come richiedono i principi di questa organizzazione e come è necessario per rappresentare l’Italia nella sede dei Parlamenti mondiali

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Grillini? Rispetto i rivali e ora lotto per lui

postato il 22 luglio 2018

L’intervista al Corriere della Sera di Olivio Romanini

Sono nati tutti e due nella Bologna del 1955, a pochi chilometri di distanza, ed entrambi hanno avuto fin da ragazzi la passione per la politica. Ma per il resto, Franco Grillini e Pier Ferdinando Casini, sono stati come il diavolo e l’acqua santa: il primo ad aprire il primo circolo omosessuale d’Italia e l’altro nella Dc. Hanno avuto scontri epici, ma ora che Grillini si trova a combattere contro il cancro e protesta per il taglio al vitalizio che mette a rischio la sua assistenza, è proprio l’ex rivale a tendergli la mano.

Lei ha deciso di investire i questori della Camera del caso Grillini. Perché?
«Perché — spiega Casini — in un momento in cui si è perso il senso della verità sui politici e la politica, ho voluto rendere l’onore delle armi a chi, come Franco, si è battuto per i suoi ideali: lo merita».
Negli ultimi quarant’anni non ve le siete mandata a dire.
«Sì, ma non c’è mai stata disumanità: le nostre erano battaglie politiche, ma restava il rispetto personale. È una distinzione che la politica vera ha sempre mantenuto, solo oggi sono saltate queste regole».
Vi siete sentiti?
«Mi ha chiamato per ringraziarmi ma non ce n’era bisogno. Quando molti hanno fatto polemica per la mia candidatura alle Politiche da alleato del Pd, lui ha spiegato che non avrebbe avuto alcun imbarazzo a votarmi perché mi conosceva».
Eppure il vento tira da un altra parte, sui vitalizi ma anche sul fair play tra avversari politici.
«C’è un processo di imbarbarimento in atto. Ma mi lasci dire che quando un politico non riesce a riconoscere anche nell’avversario delle ragioni, allora è molto debole».

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Consiglio Ue: Solo visione comunitaria tutela interessi italiani

postato il 27 giugno 2018

Se c’è una visione intergovernativa dell’Europa, è chiaro che ciascuno si fa gli affari suoi e ciascun Governo tutela gli interessi dei propri cittadini

 La mia dichiarazione di voto sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018

 

 

Signor Presidente, colleghi, devo confessare al Presidente e al ministro Savona che, avendo una certa pratica delle comunicazioni del Governo prima del Consiglio europeo, sono rimasto un po’ colpito dall’irritualità. In effetti, nonostante il ministro Savona abbia fatto senz’altro delle considerazioni interessanti – che, anzi, credo giusto che siano al centro del nostro dibattito – in termini logici forse la sua doveva essere un’introduzione e quella del presidente Conte probabilmente una replica.
Non so che cosa dire perché lei, ministro Savona, ha fatto un discorso generale su problemi che riguardano l’Europa che a noi interessano moltissimo, e la ringraziamo, ma probabilmente all’interno di un altro contesto. Quello di oggi è un contesto molto più limitato.
Capisco che il Governo ha una missione storica e capisco anche un po’ – mi consenta di dirlo, Ministro – la retorica dell’evocazione storica di un comportamento spartiacque, ma io rimango ai dieci punti del presidente Conte, che sinceramente è difficile non condividere. Quando infatti tra i dieci punti c’è un impegno come quello di superare e non già di riformare il Trattato di Dublino – che, come a tutti è chiaro, fu sottoscritto dal centrodestra nel 2003 – oppure quando si dice che si deve fissare il principio per il quale chi sbarca in Italia in realtà sbarca in Europa, penso che in quest’Aula e nel Paese non ci sia nessuno italiano che possa dire di essere contrario a questi principi di riforma.
Io ho una grande paura, lo dico con sincerità: temo l’approccio che noi abbiamo seguito per arrivare a questo Consiglio europeo, a partire dal doppio binario in base al quale il Ministro dell’interno fa una parte, anche nei confronti di alleati come i francesi, e il Presidente del Consiglio ne fa un’altra. Salvini oggi ha detto che ognuno va a pranzo con chi vuole, ma non mi sembra che quello tra Macron e Conte possa essere derubricato ad un incontro privato, perché parliamo di due Presidenti che si incontrano alla vigilia del vertice europeo. Io temo che questa strategia del doppio binario e tutto quello che è successo in queste settimane ci indeboliscano.
Detto questo, se la finalità è quella che voi ponete al centro della vostra risoluzione, è difficile non essere d’accordo.

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Aquarius: serve spirito di continuità istituzionale. Insulti francesi? Respinti da tutti italiani

postato il 13 giugno 2018

Salvini offra una caffè a suo predecessore Minniti


Il mio intervento nell’Aula del Senato sull’informativa del Ministro dell’interno sulla vicenda della nave Aquarius

Signor Presidente, signor Ministro, questa mattina 932 persone sono state salvate e portate nel porto di Catania dalla nave Diciotti della Guardia costiera italiana. 932 persone che si aggiungo alle tante che abbiamo salvato in tutti questi anni. Apro una parentesi e la chiudo, solo per una piccola correzione al Ministro che ha dimenticato di dire che diverse delle persone che erano sulla nave Acquarius sono state ivi trasportate da imbarcazioni della Guardia costiera italiana.
Scusatemi, cerco solo di ragionare. In quel caso, quindi, la ONG ha svolto un’azione di supporto anche rispetto ad un servizio richiesto dalle autorità italiane. 932 persone che sono sbarcate sono l’ultimo tassello di una catena. Io vorrei dire alle autorità estere, agli Stati amici, all’Europa: i Governi passano, gli Stati rimangono. Noi non possiamo non privilegiare sempre, e lo dico anche a voi in quest’Aula, uno spirito di continuità istituzionale perché su questo principio è fondata la Repubblica. L’Italia non può accettare lezioni e gli insulti che i francesi ci hanno rivolto in queste ore, non sono respinti solo dal Ministro pro tempore Salvini, sono respinti da tutta l’Aula del Senato e da tutti gli italiani.

Questo lo voglio dire perché, signor Ministro, lei deve sapere che nessuna polemica politica, anche aspra, che ci potrà dividere nei prossimi anni, ci potrà portare ad assumere un connotato e una veste anti-istituzionali e anti-italiani. Mai, perché questo contrasterebbe con la nostra storia. Tra l’altro, è inutile che si ricordino i comportamenti inumani che i nostri colleghi hanno avuto a Bardonecchia o a Ventimiglia, ma io vorrei aggiungere un aspetto importante: in questi mesi, c’è stato un traffichìo che non mi è piaciuto, in Libia, da parte delle autorità francesi, che sono le stesse che negli anni scorsi hanno lavorato, probabilmente sottobanco, per una tripartizione della Libia, mentre i Governi Renzi e Gentiloni lavoravano per garantire l’unità della Libia e aiutare il Governo legittimamente insediato dalle Nazioni Unite. 
Qui, allora, non si tratta solo dell’inumanità di certi respingimenti, ma anche di un lavoro sottobanco che noi dobbiamo portare all’attenzione della comunità internazionale e dell’Europa, perché non è possibile che i principali attori, o player europei giochino parti diverse nella stessa commedia su uno scenario come quello libico. Non è un caso che in queste ore dalla Libia ci segnalino 50.000 persone pronte a partire, mentre questo fenomeno si era attenuato o per lo meno era in qualche modo diminuito.

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Governo: “Salvini ha giocato con Di Maio come il gatto col topo”

postato il 30 maggio 2018

L’intervista di Nino Luca ai microfoni di CorriereTV

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“Basta steccati, serve un’alleanza con i moderati”

postato il 29 maggio 2018

L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata su Repubblica Bologna

«Ci troviamo in una situazione drammatica. Per uscirne, credo che si debbano superare le tradizionali case politiche, e che il Pd debba unire tutti quelli che sono dalla stessa parte, in difesa dei valori della Costituzione e della permanenza dell’Italia in Europa». L’alleato centrista del Pd, Pier Ferdinando Casini, eletto a Bologna, resta nel centrosinistra e anzi sprona i dem a diventare il perno di un nuovo rensemblement che raccolga tutti i “non sovranisti” contro Lega e M5S. Senza escludere a priori nemmeno i moderati di Forza Italia, a questo punto.

Casini, l’ha sorpresa il gesto di Sergio Mattarella?
«No, conosco Mattarella ed è una persona mansueta. Ma quando è convinto che si calpestino le istituzioni che lui rappresenta diventa intransigente».

Ora siamo di nuovo sprofondati nella crisi istituzionale. Come se ne esce?
«Parliamo di una situazione gravissima, che non ha precedenti e di fronte alla quale bisogna creare un grande raggruppamento di forze che condividano i valori di appartenenza europea e di rispetto della Costituzione. Le tradizionali case politiche oggi lasciano il tempo che trovano e vanno superate o siamo sul baratro».

Lei parla di superamento di case politiche. Significa superare la contrapposizione tra centrosinistra e centrodestra e “aprire” anche a Forza Italia, per mettere insieme un unico fronte anti-populista?
«Io credo che il problema sia superare le collocazioni politiche come le abbiamo conosciute finora. Il Pd deve essere il seme di un fronte più ampio, di tutti quelli che difendono i nostri valori europeisti. Io lavorerò perché si realizzi una convergenza la più ampia possibile contro le forze antisistema. Senza esitazione, perché è in ballo qualcosa di più importante di noi».

Il grillino Massimo Bugani dice che se si torna al voto loro e la Lega faranno il pieno.
«Che facciano il pieno o meno lo vedremo il giorno dopo, non oggi. Quello che deve essere chiaro oggi che siamo in una battaglia come fu quella del ‘48. I grillini hanno dimostrato grande irresponsabilità, con Di Maio che da Roma a Fiumicino è passato dall’ossequio a Mattarella a chiedere l’impeachement. Nel dramma, credo sia positivo che oggi la posta in palio sia esplicita. Che sia evidente che qui c’è in ballo una idea diversa dell’Italia, e che dietro l’angolo ci sia anche il rischio di un’uscita dall’euro».

Lei è stato eletto in alleanza col Pd, ma il Pd oggi è senza guida. Come farà a riorganizzarsi senza un segretario?
«Tutto quello che riguarda gli assetti, le candidature, i segretari, è assolutamente ridicolo in questo momento. Io spero solo che il Pd non perda altro tempo a litigare e si metta al lavoro, altrimenti arriverà tardi all’appuntamento con la storia».

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Siria: non c’è Governo credibile fuori da europeismo-atlantismo

postato il 17 aprile 2018

L’intervento nell’Aula del Senato sull’Informativa del Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, sulla situazione in Siria 

Signor Presidente, cari colleghi, questo è il primo dibattito che svolgiamo in quest’Assemblea e lo facciamo sull’argomento principe, secondo me, della vita politica delle Nazioni, cioè sulla politica internazionale.

Parlo a nome del Gruppo Per le Autonomie. Noi siamo europeisti. Quando qualcuno si definisce europeista non può in alcun modo non pensare a come questa parola si debba declinare in modo congiunto a un altro concetto: l’atlantismo. Se non ci fosse stata la scelta atlantica del Dopoguerra, noi non avremmo realizzato l’Europa, con tutti i pregi e i difetti che essa ha.

Oggi siamo chiamati dal Governo uscente, in carica per il disbrigo degli affari correnti, come si suol dire, a ragionare su questo tema e sul comportamento che l’Esecutivo ha tenuto non partecipando alle azioni militari e dando un sostegno logistico condizionato. Noi, caro presidente Gentiloni Silveri, le diciamo che siamo pienamente convinti della sua azione. La nostra fiducia non è figlia di un riflesso condizionato del passato, non è una forma di nostalgia della passata legislatura. No, colleghi, la nostra approvazione è una precisa indicazione per il futuro, perché secondo noi non ci può essere un Governo credibile nel nostro Paese fuori dalla conferma prioritaria della scelta atlantica ed europea del nostro Paese. Una scelta che forse è stata divisiva negli anni dell’immediato Dopoguerra, ma che, già dal 1977 in poi, è diventata patrimonio politico comune tra le forze maggiormente rappresentative del nostro Paese, forse anche antagonistiche nel passato, ma che si ritrovarono su questa scelta. Per la sinistra di allora fu difficile compiere una scelta in controtendenza con le centrali del comunismo di quel tempo. Tuttavia, questa scelta fu proprio la caratteristica autonoma della strada italiana. Dunque, europeismo ed atlantismo.

Rapporto con la Russia: colleghi, vorrei essere esplicito sul rapporto con la Russia. [Continua a leggere]

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C’è grande rinnovamento, speriamo l’Italia vada avanti

postato il 20 marzo 2018

Presidente Senato rappresenti tutta l’Assemblea

Speriamo che l’Italia vada avanti. C’è un grande rinnovamento. Diceva un famoso ateniese: ‘La Repubblica si difende con le armi dei giovani e con i consigli degli anziani’. Speriamo di dare una mano ed evitare che vada fuori strada.

La vita del Parlamento nasce e si consolida su un principio: il rispetto della maggioranza e l’eguale dignità di chi sta all’opposizione. Al governo ci va chi vince, ma nel Parlamento tutti abbiamo diritto di cittadinanza. L’importante è che il Presidente del Senato faccia sentire a tutti i parlamentari, indipendentemente dalla loro collocazione, questo sentire collettivo.

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Grazie Bologna!

postato il 17 marzo 2018

1 Commento

Grazie Bologna!

postato il 5 marzo 2018

Ringrazio Bologna e i bolognesi che, dopo tanti anni in Parlamento, mi hanno rinnovato la loro fiducia e la loro stima. Sarò il senatore di tutti: di chi mia ha votato e di chi non lo ha fatto. Il mio impegno nei prossimi anni sarà rivolto a questa città.
La democrazia ha le sue regole, hanno vinto i 5Stelle e la Lega. Hanno vinto sulla protesta, ora è loro compito – se ne sono capaci –  avanzare una proposta di governo per il Paese. Auguri a loro e al nostro Paese!

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