postato il 27 Agosto 2010 | in "Politica"

Casini, alleanze? Non escludo nulla

L’intervista a Pier Ferdinando Casini su Repubblica di Francesco Bei

Sul futuro non si sbilancia, non dice esplicitamente di sì a quella “Alleanza per la democrazia” lanciata da Pierluigi Bersani nella lettera di ieri a Repubblica. Ma è chiara l’attenzione con cui Pier Ferdinando Casini guarda al progetto lanciato dal segretario democratico. Un’operazione che ha molti punti di contatto con la strategia immaginata a via della Scrofa.

Bersani archivia l’esperienza dell’Unione e immagina un nuovo Ulivo perno di un’alleanza più larga per sconfiggere Berlusconi. Ha letto la proposta?

“L’ho letta attentamente. E ritengo importante che il Pd, tramite il suo segretario, si stia assumendo la responsabilità di guidare una riorganizzazione del campo della sinistra democratica. È un impegno funzionale a dare maggior ordine alla politica italiana e, per quanto riguarda le forze dell’opposizione, a rendere più chiari i rapporti politici”.

La premessa del discorso di Bersani è anche il rifiuto di tornare a votare con il Porcellum…

“Anche qui, è pienamente condivisibile l’idea che non si possa tornare alle urne prima di aver riscritto una legge elettorale con l’obiettivo di restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari. Che cinque oligarchi di partito – e io mi metto tra questi – decidano in solitudine l’intera rappresentanza parlamentare è un’indecenza cui va posta fine”.

Bene, allora si può immaginare l’alleanza tra voi e il nuovo Ulivo a trazione Pd?

“Alleanza? Piano. Il nostro compito è un altro, parallelo a quello di Bersani. A noi spetta di riorganizzare un’area di centro che si rivolge a un altro pezzo d’Italia. Sarà il cammino politico e – è inutile nascoderselo – anche gli atti della maggioranza, a sciogliere il nodo delle possibili alleanze. Altro adesso non si può dire. Ma intanto è una buona cosa che il Pd si assuma la responsabilità di organizzare quel campo e noi, in parallelo, di riorganizzare il centro moderato e riformista”.

Quindi al momento non escludete nulla?

“In condizioni di normalità politica la mia collocazione in Europa sarebbe alternativa a quella del Pd. Ma, appunto, in una situazione di normalità politica, sia italiana che internazionale, che adesso non c’è. Ad esempio, ricordo che Angela Merkel in Germania ha collaborato con i socialisti a lungo e il governo attuale, basato su un’alleanza fra Cdu e i liberali, sembra stia facendo rimpiangere quello di prima”.

Con Bersani ha discusso della proposta di Alleanza democratica?

“Bersani è un interlocutore affidabile e serio, con lui c’è un dialogo continuativo e quasi quotidiano. Senza nasconderci le diversità”.

Intanto il vertice a villa Campari tra Berlusconi e Bossi sembra aver archiviato sia l’ipotesi di allargamento della maggioranza all’Udc, sia le elezioni anticipate. Come lo valuta?

“A parte il solito teatrino della politica, il vertice lo considero in maniera molto positiva. Si è liquidata finalmente la scorciatoia delle elezioni anticipate, un falso tema che ha impegnato l’estate e che sarebbe stata una prova di assoluta irresponsabilità, vista la crisi internazionale e i rischi cui avrebbe sottoposto l’Italia”.

Ma i leghisti hanno anche fatto valere il loro veto al vostro ingresso al governo…

“L’ipotesi di un’alleanza diversa, con noi al governo, non è mai stata in discussione. Ognuno resterà nel posto dove lo hanno collocato gli elettori, chi al governo e chi all’opposizione. A Berlusconi l’ho detto anche in privato: chi ha vinto le elezioni ha il dovere di governare senza tirare a campare”.

E voi resterete all’opposizione?

“Noi continueremo sulla linea di opposizione responsabile che abbiamo scelto fin dall’inizio della legislatura e che si sta dimostrando sempre più seria ed efficace: voteremo le leggi giuste, quelle fatte nell’interesse del Paese e contrasteremo duramente le altre”.

12 Commenti

Commenti

  1. Caro presidente
    sono uno di quei giovani che seguono attivamente le scelte che lei fa per un partito che, a mio parere, merita una posizione centrale rispetto agli altri per coerenza dimostrata e serietà politica. Avrò il piacere di soggiornare a Chianciano il prossimo settembre 2010 per seguire attivamente la scuola di formazione da voi organizzata. Le chiedo di accettare la connessione che le sto per inviare. Un caro saluto

    Giovanni


  2. […] continuativo e quasi quotidiano. Senza nasconderci le diversita”. Pier Ferdinando Casini, intervistato da Repubblica, commenta cosi’ l’appello del segretario del Partito democratico a un’alleanza […]


  3. Per tutti gli amici dell’UDC e del Partito della Nazione vorrei segnalare oggi una interessantintissima intervista sul Corriere della Sera al Prof. Christopher Duggan a pagina 3. Credo sia in linea con quanto il presidente Casini da tempo va ripetendo. Chi ha orecchi per intendere…intenda.
    M


  4. […] Vai a vedere articolo: Casini, alleanze? Non escludo nulla | Pier Ferdinando Casini, UDC … […]


  5. Caro Pierferdinando,
    anche attraverso l’ultima intervista a Repubblica, con molta lucidità, hai chiarito come a noi spetta di riorganizzare un’area di centro che si rivolge a un altro pezzo d’Italia. Un impegno che non ci fa paura e che trova la sua forza nelle nostre radici. Un impegno che deve guardare anche al difficile compito di chi ha il dovere di selezionare con grande attenzione la sua classe dirigente, per essere testimone credibile dei valori che difende.

    Un impegno da cui traspare la volontà di utilizzare la strada del confronto e della partecipazione per dare soluzione ai problemi scegliendo un nuovo metodo che mette assieme ai cittadini gli stessi protagonisti della realtà economica e sociale per individuare le coordinate strategiche di un piano di rinascita del Paese.

    Perchè il problema che interessa affrontare in questo momento, o più esattamente i due problemi che si intrecciano, riguarda lo stato della cultura della classe dirigente e nello stesso tempo come togliere al confronto quel carattere partigiano che lo connota e finisce con l’appiattire e più ancora con il delegittimare la politica.

    Questo vale ancora di più quando l’impasse è frutto di prove di forza che si praticano nello stesso schieramento, sia esso di maggioranza che di opposizione.

    Sviluppare questo spazio di elaborazione e di dibattito, svincolarlo dagli appetiti di una politica vociante ma debole, sostenerlo nella sua creatività ed indipendenza, è un obiettivo di sistema, un vero e proprio traguardo di democrazia.

    E’, soprattutto, un progetto culturale e politico che una forza moderata e liberaldemocratica piò bene rappresentare per offrire ai giovani strumenti e prospettive di vero interesse per la cosa pubblica e per la cultura civica.

    Oggi è più che mai necessario che ci siano persone e istituzioni che si prendano a cuore l’investimento in cultura civica, al di là delle tifoserie o delle finalizzazioni politiche. Nello stesso tempo servono contenuti, che non possono discostarsi troppo da una sensibilità politica, culturale e istituzionale che faccia i conti a viso aperto con il cambiamento, ma che abbia anche l’ambizione di orientarlo tenendo conto in concreto delle esigenze della gente.

    In questi ultimi anni si è assistito in Italia ed in Europa ad una crescente diffusione di progetti e strutture tese a coinvolgere cittadini e attori organizzati nei processi decisionali, soprattutto sui temi della sostenibilità ambientale, della vivibilità degli spazi, della pianificazione dei servizi, e più in generale delle politiche di sviluppo.

    Il Partito della Nazione (spero tanto che trattasi di nome provvisorio), da te individuato, può corrispondere a queste esigenze e alle nuove aspettative degli italiani che, sono certa, non ci deluderanno.


  6. Per governare ci vuole una maggioranza coesa e non evanescente, per fare le riforme occorre una maggioranza qualificata, per prendere come Governo impegni programmatici pluriennali idem. Allora ha ragione il Presidente Casini: occorre che i partiti, per essere onesti e leali con la gente, s’impegnino a cambiare la loro proposta politica mettendo al centro del loro impegno non il berlusconismo o l’antiberlusconismo ma la priorità di un Paese che rischia il fallimento economico, istituzionale e politico, un paese che non decolla ma è a rischio per la crisi politica ultradecennale. La forza, l’azione del nostro partito è rivolta al superamento di questo grave handicap nazionale.


  7. […] via http://www.pierferdinandocasini.it/2010/08/27/casini-alleanze-non-escludo-nulla/ Posted by admin on agosto 27th, 2010 Tags: News, Politica Share | […]


  8. Condivido pienamente anche se: Spero, promitto e iuro vogliono l’infinito futuro. Prossimamente, a Chianciano Terme, capiremo di più.


  9. P.S.: Condivido la posizione di Casini il quale, dopo aver preso atto del’implosione della maggioranza relativa e di fronte all’autunno che pericolosamente è davanti a questi giorni sul piano finanziario e della scadenza dei titoli di stato, “lavora” per tutelare il Paese da speculazioni di tipo greco, attraverso un governo di transizione che esalti il sentimento più alto della responsabilità nazionale a tutela del sistema-Paese e persino delle stesse Istituzioni costituzionali.


  10. Bravo Casini ! Ma sa tanto di ritorsione. Cesa speriamo lo faccia ragionare altrimenti povero UDC


  11. Caro Pierferidnando,
    se non escludi di stare con Silvio, vuol dire che non ti fà ribrezzo uno che era circondato da Previti, Dell’Utri, Mangano….e che si è fatto ben 36 leggi a persona.
    Non sarebbe ora di tornare alla vera democrazia?
    Chi ha una rete tv o è proprietà di un parente fino al V° grado, non può entrare in Parlamento! E’ una cosa che vale nei paesi democratici. Perché in Italia si permette 1) di avere ben tre reti tv e 2) di andare anche in Parlamento a fare gli affari propri.
    FaCCIAMO COMEIN SPAGNA!!! Non più del 50% di una rete tv e se vuoi andare in Parlamento , vendi !!!!!!!


  12. carissimo presidente questa legge elettorale non può imporre al cittadino la mancata scelta dei candidati se vencono imposti dall’alto. una leggera riforma potrebbe far si che i candidati siano diversi e ciascuno può fare la sua scelta. Ricordate i 41 candidati della democrazia cristiana? I voti al partito con più candidati nello stesso collegio sicuramente porterà una maggiore affluenza alla coalizione. grazie
    gionalista e segretario udc Mignano MonteLungo.




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  • Giuseppe Leporini: La saggezza di un leader vero. Grande Pier!
  • Francesco66: Di e cose sacrosante. Ma Intanto vediamo.
  • angelo lucisano: condivido pienamente,”i parlamentari,quelli ovviamente...
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