postato il 29 maggio 2018 | in "Spunti di riflessione"

“Basta steccati, serve un’alleanza con i moderati”

L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata su Repubblica Bologna

«Ci troviamo in una situazione drammatica. Per uscirne, credo che si debbano superare le tradizionali case politiche, e che il Pd debba unire tutti quelli che sono dalla stessa parte, in difesa dei valori della Costituzione e della permanenza dell’Italia in Europa». L’alleato centrista del Pd, Pier Ferdinando Casini, eletto a Bologna, resta nel centrosinistra e anzi sprona i dem a diventare il perno di un nuovo rensemblement che raccolga tutti i “non sovranisti” contro Lega e M5S. Senza escludere a priori nemmeno i moderati di Forza Italia, a questo punto.

Casini, l’ha sorpresa il gesto di Sergio Mattarella?
«No, conosco Mattarella ed è una persona mansueta. Ma quando è convinto che si calpestino le istituzioni che lui rappresenta diventa intransigente».

Ora siamo di nuovo sprofondati nella crisi istituzionale. Come se ne esce?
«Parliamo di una situazione gravissima, che non ha precedenti e di fronte alla quale bisogna creare un grande raggruppamento di forze che condividano i valori di appartenenza europea e di rispetto della Costituzione. Le tradizionali case politiche oggi lasciano il tempo che trovano e vanno superate o siamo sul baratro».

Lei parla di superamento di case politiche. Significa superare la contrapposizione tra centrosinistra e centrodestra e “aprire” anche a Forza Italia, per mettere insieme un unico fronte anti-populista?
«Io credo che il problema sia superare le collocazioni politiche come le abbiamo conosciute finora. Il Pd deve essere il seme di un fronte più ampio, di tutti quelli che difendono i nostri valori europeisti. Io lavorerò perché si realizzi una convergenza la più ampia possibile contro le forze antisistema. Senza esitazione, perché è in ballo qualcosa di più importante di noi».

Il grillino Massimo Bugani dice che se si torna al voto loro e la Lega faranno il pieno.
«Che facciano il pieno o meno lo vedremo il giorno dopo, non oggi. Quello che deve essere chiaro oggi che siamo in una battaglia come fu quella del ‘48. I grillini hanno dimostrato grande irresponsabilità, con Di Maio che da Roma a Fiumicino è passato dall’ossequio a Mattarella a chiedere l’impeachement. Nel dramma, credo sia positivo che oggi la posta in palio sia esplicita. Che sia evidente che qui c’è in ballo una idea diversa dell’Italia, e che dietro l’angolo ci sia anche il rischio di un’uscita dall’euro».

Lei è stato eletto in alleanza col Pd, ma il Pd oggi è senza guida. Come farà a riorganizzarsi senza un segretario?
«Tutto quello che riguarda gli assetti, le candidature, i segretari, è assolutamente ridicolo in questo momento. Io spero solo che il Pd non perda altro tempo a litigare e si metta al lavoro, altrimenti arriverà tardi all’appuntamento con la storia».

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