Archivio per settembre 2016

Libia: incontro all’Onu con l’inviato speciale Kobler

postato il 22 settembre 2016

A margine della 71esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite
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Lungo incontro alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite tra Martin Kobler, Rappresentante Speciale Onu per la Libia, e la delegazione parlamentare composta da Pier Ferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto, presidenti delle Commissioni Affari esteri di Senato e Camera, e da Andrea Manciulli, vicepresidente della terza Commissione di Montecitorio.
Al centro del colloquio, avvenuto ieri sera a margine della 71esima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, il contrasto al terrorismo e al Daesh e l’esigenza di preservare l’unità della Libia, evitando ipotesi di tripartizione. Infine, condivisione tra le parti anche sulla necessità di intensificare il dialogo politico tra il Consiglio presidenziale libico ed il Generale Khalifa Haftar

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Referendum: se non passa il Sì, Italia giudicata irriformabile

postato il 18 settembre 2016

Parole Parisi di buon senso, ma senza novità
Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Angelo Picariello pubblicata su Avvenire

Al di là di quanto sostiene l’ambasciatore americano, se non passasse il referendum in tutto il mondo si dirà che l’Italia è definitivamente irriformabile, con gravi danni per l’immagine e la credibilità del nostro Paese». Pier Ferdinando Casini mette in campo i “centristi per il sì”, e per il futuro, «con questo centrodestra», ritiene inevitabile continuare il sostegno al governo Renzi.

Parisi l’ha convinta?
Nelle sue parole ho trovato un condensato di buon senso, ma non vedo atti di coraggio o vere novità. È una persona seria, ha messo in fila le questioni. È un’occasione persa, i veri problemi del centrodestra li ha elusi.
Meglio collaborare al progetto riformatore di Renzi?
Non ho dubbi che il nostro compito sia quello di continuare a sostenere questa maggioranza. Se le prospettive sono queste non vedo come il centrodestra possa costituire un’alternativa credibile a Renzi.
Voi votaste anche la riforma, poi bocciata, del centrodestra. C’è chi dice che non era poi così diversa.
Lo penso anch’io, e non mi spiego come mai, a parte singole personalità come Pera e Urbani, nessun altro nel centrodestra lo dica. C’è un aspetto in cui esse differiscono, il recupero di centralità delle scelte su alcune materie. Ma l’equilibrio energetico del Paese, ad esempio, non può esser messo a repentaglio dall’ultimo Comune italiano. E questo, insieme al superamento del bicameralismo perfetto, l’abolizione del Cnel, ci induce al sì convinto.
Forza Italia insiste per il no.
Ne fa una scelta contro Renzi. O forse c’è la riserva mentale di sostituirsi, in caso di vittoria del no, all’area centrista. Ma non ce ne sarà bisogno, quest’area è solida, ampia e contribuirà a dare stabilità alla legislatura.
C’è dolore per la scelta diversa dell’Udc?
Il dolore è una categoria dell’animo, non la scomoderei. Ognuno fa le sue scelte, va dove lo porta il cuore.
L’Italicum non può creare problemi nel combinato disposto con la riforma?
 Dopo aver parlato di rischio di deriva autoritaria per Berlusconi, ora la cosa si ripete con Renzi. Ma non era vero ieri e non è vero oggi. La legge elettorale si può cambiare con legge ordinaria, e credo verrà cambiata per alcuni aspetti (penso al ballottaggio, al premio alla coalizione) ma se anche rimanesse così non ci sarebbe da spaventarsi. Anzi, visto che i parlamentari della maggioranza verranno eletti quasi tutti con le preferenze, è sbagliato pensare che Renzi riuscirà a tenerli a bada facilmente, altro che deriva autoritaria. D’altronde se tutti sono sempre stati favorevoli a dare più poteri al premier, questo è un capitolo che manca nella riforma, e questa legge elettorale sarebbe in grado di completalo.

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Ciampi: ha ridato al Paese l’orgoglio di essere italiani

postato il 18 settembre 2016

ciampi_casiniL’intervista di Marco Ventura pubblicata su Il Messaggero

Fu con Ciampi al Quirinale che entrò nel gergo della politica l’espressione «bipartisan»? Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri al Senato e all’epoca presidente della Camera, invita a «capire il contesto in cui Ciampi fu eletto nel 1999: si veniva da una presidenza Scalfaro in alcuni passaggi molto divisiva, il clima politico era incandescente. C’era l’esigenza di un voto ampio per evitare la solita bagarre dei franchi tiratori e delle votazioni interminabili».

Non c’era la candidatura del popolare Franco Marini?
«Veltroni virò immediatamente sul nome di Ciampi e attorno a quella scelta costruì un consenso ampio. Il centrodestra non vedeva l’ora di votare un candidato non solo super partes, ma che apparisse anche tale. Il partito della sinistra non portò popolari al voto, e dietro la spinta di Veltroni propose senza esitazione Ciampi».
Cinque dei suoi 7 anni furono poi segnati dalla coabitazione con Berlusconi.
«Non furono anni facili e al netto della cortesia, Ciampi non ha mai amato Berlusconi. Però lo ha sempre rispettato, rispettando con lui il risultato delle urne. Chi ha lavorato molto, e molto bene, per smussare gli angoli, è stato Gianni Letta, nel quale Ciampi aveva una fiducia totale. È stato un gioco di pesi e contrappesi, di moral suasion esercitata con intelligenza dal Presidente».
Momenti di maggior disaccordo e, invece, condivisione?
«Il cammino della legge Gasparri fu costellato da una sorveglianza stretta del capo dello Stato che non ne condivideva l’impianto. Fu un continuo lavoro di correzione, esercitato in modo morbido. In realtà quella legge respinta per alcuni articoli alle Camere era stata già molto emendata dall’operato sottotraccia di Ciampi. I presidenti della Repubblica non hanno il compito di farsi applaudire ma di incidere. Ciampi lo ha fatto con determinazione. Se non ci fosse stato questo lavoro, non ci sarebbero stati neanche i momenti di unità fondamentali che ci consentirono di affrontare quei tempi».
Per esempio?
«Ricordo il suo straordinario spessore umano la notte in cui rientrarono i caduti di Nassiriya. Dalle famiglie era visto come un nonno che non li lasciava soli. Ciampi si schierò subito per l’unità nazionale e non diede spazio ad alcuna possibile polemica. Per questo subì contestazioni dalla sinistra, che lo accusava di non essere sufficientemente assertivo contro Berlusconi. Il che dice quanto il suo atteggiamento sia stato equilibrato e ispirato al senso dello Stato». [Continua a leggere]

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Ospite di Otto e Mezzo

postato il 16 settembre 2016

Nello spazio di approfondimento politico di La7 condotto da Lilli Gruber dal titolo “Renzi senza alternative?”, insieme a Beppe Severgnini e Andrea Scanzi.

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“Caro Matteo, dammi retta il ballottaggio è pericoloso”

postato il 11 settembre 2016

Votare sì al referendum è un dovere morale Ma eliminiamo il doppio turno dalla legge elettorale

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L’intervista di Alessandro di Matteo a Pier Ferdinando Casini pubblicata su La Stampa.

Pier Ferdinando Casini, perché ha riunito i “centristi per il sì”?
«Credo sia un dovere morale che chi ha votato la riforma in Parlamento la sostenga nel paese e non mi piace che il dibattito sul referendum diventi un regolamento di conti nel Pd. Inoltre, io sostengo Renzi convintamente – perché è unica alternativa allo sfascio – ma gli ho voluto dire che se gli argomenti che usa per il sì sono quelli dei costi della politica allora siamo al grillismo di ritorno, sono argomenti deboli e autolesionisti».

Tocca a lui aprire il tavolo sulI’Italicum per salvare il referendum?
«Renzi ha capito di avere regalato ai suoi avversari un argomento in più di cui non c’era affatto bisogno, quando ha personalizzato il referendum. Ora è troppo burocratico dire che si rimette alla volontà del Parlamento, il governo dovrà prendere l’iniziativa. L’Italicum cambierà, lo sanno anche i sassi. Ma si farà dopo il referendum». [Continua a leggere]

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«Un dovere dare all’Italia la riforma. Il mio Sì è coerente»

postato il 11 settembre 2016

Casini: il no al referendum è masochista

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L’intervista di Natalia Lombardo a Pier Ferdinando Casini  pubblicata su L’Unità

I “Centristi per il Sì” hanno esordito ieri mattina al Teatro Quirino di Roma con Pier Ferdinando Casini. Un evento promosso da varie associazioni, come «Centro popolare», «La buona direzione» e «Estremo centro». Ora il “tour” referendario avrà altre tappe a Catania, Milano, Napoli e Bologna.

Anche i centristi quindi scendono in campo attivamente. Perché?
«Lo ritengo un dovere per chi ha votato in Parlamento la riforma, è un fatto di coerenza e di serietà. E poi voglio chiarire che non è una resa dei conti all’interno del Pd, è qualcosa che riguarda l’Italia e gli italiani. Rispetto le dinamiche interne al Pd ma si deve coinvolgere tutti coloro che hanno sostenuto questo cambiamento. Le parole di Napolitano sono state il sunto della nostra manifestazione». [Continua a leggere]

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Italia-Birmania: delegazione bipartisan incontra San Suu Kyi

postato il 2 settembre 2016

Prima visita parlamentare italiana alle istituzioni del Myanmar. Cordoglio per le vittime del terremoto
Missione in Birmania

Questa mattina nella capitale Nayopyidaw, una delegazione bipartisan guidata dal Presidente della Commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, ha incontrato la leader del Paese, Aung San Suu Kyi, e i Presidenti delle due Camere del Parlamento birmano. Fola la delegazione italiana, composta dalla senatrice Emma Fattorini (PD), dal senatore Vito Rosario Petrocelli (M5S) gia’ capogruppo a Palazzo Madama, dall’onorevole Sandra Zampa (PD), Presidente del Gruppo di Amicizia parlamentare Italia-Birmania, accompagnata dalla ex senatrice Albertina Soliani, in rappresentanza dell’Associazione di Amicizia Italia-Birmania. Agli incontri ha partecipato l’ambasciatore d’Italia, Pier Giorgio Aliberti.

Si tratta della prima storica visita di una delegazione parlamentare italiana alle istituzioni del Myanmar. E la missione assume un particolare rilievo perche’ avviene nel corso della Conferenza di pace, tra il governo centrale e i gruppi etnici armati, che si e’ aperta giovedi’.
“Stiamo lavorando per consolidare la trasformazione del Paese, garantire a tutti i diritti democratici e rafforzare le relazioni di amicizia con i Paesi vicini”, ha detto Aung San Suu Kyi al termine dell’incontro, illustrando ai parlamentari italiani i progressi in corso nei campi dell’istruzione scolastica, specie per i piu’ piccoli, e della lotta alla poverta’.
Nel corso della visita, svoltasi in un clima particolarmente cordiale, sono state ribadite le speciali relazioni bilaterali tra Italia e Myanmar.
L’onorevole Zampa ha rinnovato l’invito ad Aung San Suu Kyi a partecipare alla Conferenza parlamentare in ambito G7, che si terra’ a Roma nel mese di maggio. Il presidente Casini ha sottolineato come, dopo la recente visita del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il rafforzamento della cooperazione parlamentare tra i due Paesi rappresenta un’ulteriore tappa di consolidamento dell’amicizia reciproca in una fase molto importante della vita del Myanmar. A margine degli incontri, le espressioni reciproche di solidarieta’ per i terremoti che hanno colpito, negli stessi giorni, il Centro Italia e – in Myanmar – in particolare il sito archeologico di Bagan.

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  • Isabella Olivieri: Grazie ! Voluntad Popular Italia
  • pacor giorgio: sono ex udc sono sempre con Casini mandatemi messaggi
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