Archivio per luglio 2015

Idc: solidarietà al popolo venezuelano

postato il 10 Luglio 2015

La nota congiunta Pastrana- Casini alla riunione dei leader dell’Internazionale Democratico cristiana e di Centro in corso nella capitale messicana.

IMG_4066Città del Messico, 10 lug. – “Solidarietà al popolo venezuelano per le ripetute violazioni dei diritti umani e per la drammatica crisi economica e sociale che sta vivendo.
Non dimentichiamo il sindaco di Caracas, Antonio Ledesma, illegalmente detenuto: siamo vicini a lui e alla sua famiglia”.

Andrès Pastrana, presidente dell’Idc ;
Pier Ferdinando Casini, presidente onorario dell’Idc.

 

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Con Gustavo e Andrès

postato il 10 Luglio 2015

A Città del Messico per la riunione dei leader dell’Internazionale Democratico cristiana e di Centro insieme a Gustavo Madero, presidente del Pan, e Andrès Pastrana, presidente dell’Idc.

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Referendum in Grecia: Il “sì” un argine alla demagogia

postato il 4 Luglio 2015

L’Ue sia solidale
messagg
«Quando si vota è sempre un fatto di democrazia e poi il popolo greco è maggiorenne e non ha bisogno dei nostri consigli. Tuttavia ritengo segno dei tempi che una politica senza coraggio decida di scaricare l’onere della decisione sulla gente che non conosce le trattative europee e i dettagli del debito. Il referendum è stato un atto di disperazione ma soprattutto di disperazione di chi l’ha voluto: il governo Tsipras».
«I primi responsabili sono quei governanti greci che hanno falsificato i conti. Ma non sono da meno le autorità Ue che hanno fatto finta di non vedere. Una fortissima responsabilità ce l’ha la demagogia di un governo che ha fatto promesse impossibili. E poi l’Europa ha prodotto cure da cavallo che hanno tarpato le ali all’economia. Da questa politica bisogna uscire come chiesto nel semestre italiano di guida dell’Ue».

«C’è un proverbio che dice: «Chi ha più intelligenza l’adoperi». Anche se vincesse il “no” la Grecia deve restare in Ue. Per ragioni geopolitiche: Atene è Europa e il Mediterraneo ribolle di problemi. Il rischio dracma sarebbe fortissimo: la Grecia ne pagherebbe le conseguenze perché ha poco da esportare mentre il suo debito resterebbe in euro. Come sempre i più poveri pagherebbero per tutti».
«L’Italia non ha alcun interesse a tornare ad un clima di stagnazione economica generale in Europa né ad un aumento degli interessi sul debito pubblico determinato da una risalita dello spread. Ma è chiaro che l’Europa del futuro non può essere iniqua: i greci non possono andare a riposo a 57 anni mentre gli altri europei prendono la pensione oltre i 65 anni».
«E’ fondamentale un’Europa che parli il linguaggio della solidarietà ma i singoli Paesi europei sono chiamati a dotarsi di classi dirigenti che rifuggano dalla demagogia. Spero che gli italiani capiscano che la convergenza con Tsipras dei Grillo, dei Salvini, dei Fassina è il segno di un populismo che promette l’irrealizzabile e porta solo catastrofe soprattutto per i ceti più deboli».

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