Archivio per gennaio 2012

Legge elettorale: ridare ai cittadini possibilità di scelta

postato il 20 Gennaio 2012

La legge elettorale va affrontata, come anche le riforme istituzionali generali. Credo che bisogna fare di più, con grande attenzione verso l’autoriforma della politica, e riconsegnare anche ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari.

Pier Ferdinando

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Sicilia, un pericoloso balletto sull’orlo del precipizio

postato il 19 Gennaio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Giovanni Villino

Ci sono le bandiere della Trinacria che sventolano su tir e rimorchi.Ci sono blocchi nei porti e nei punti strategici dell’Isola.C’è tensione ma soprattutto c’è l’impressione che la protesta possa diventare ingovernabile. Parliamo del fenomeno “Forza d’Urto” che da quattro giorni ha messo sotto scacco l’intera Sicilia: niente carburante nei distributori, supermercati senza alcuni generi alimentari. Ma soprattutto tanta rabbia. In chi protesta e in chi subisce. “Il costo eccessivo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata”. Sono questi i motivi originari della protesta. Motivi che rischiano adesso di confondersi al malumore diffuso. Se da una parte si punta il dito contro una classe politica definita inadempiente, dall’altra le associazioni che raggruppano il mondo imprenditoriale e produttivo temono eventuali infiltrazioni mafiose ocondizionamenti politici nella stessa protesta. Di certo oggi in Sicilia c’è rabbia, da parte di chi subisce e di chi protesta. Siamo di fronte all’esasperazione di un intero sistema che rischia di precipitare. Un pericoloso ballo sull’orlo del precipizio.

 

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Liberalizzazioni e riforme, gli elettori dell’Udc i più convinti.

postato il 19 Gennaio 2012

Lina Palmerini ci informa, su il Sole 24 Ore di oggi, che secondo le indagini di Ipsos ed Euromedia riforme e liberalizzazioni del governo Monti avrebbero un consenso bipartisan. Dai sondaggi condotti da Euromedia e Ipsos emerge dunque un consenso generalizzato che però si concentra tra i più giovani. Sono indubbiamente dei dati incoraggianti per il governo Monti ed anche per il Paese: c’è voglia di cambiare, di fare tutto il possibile perché il Paese esca fuori dalla crisi. Sono incoraggianti anche i dati per i partiti che si sono impegnati a sostenere l’opera di Mario Monti. L’Udc in particolare a detta dei sondaggisti ne esce rafforzata: secondo Euromedia l’88% dei suoi elettori approva la strategia del governo mentre Ipsos prova ad azzardare un notevole dividendo elettorale se Mario Monti riuscirà a vincere la scommessa del risanamento e delle riforme. Al di là di quelli che saranno i guadagni elettorali i sondaggi riportati dal quotidiano di Confindustria sono importanti perché incoraggiano le forze politiche a continuare in questa sforzo di responsabilità che l’Udc, prima di tutti, aveva auspicato e preparato grazie anche al determinato e costante sostegno dei suoi elettori.

La Redazione

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“Al miglior avvenire della nostra Italia”. Da 93 anni il programma dei popolari.

postato il 19 Gennaio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

Il 18 gennaio del 1919 con l’appello “ai liberi e forti”, Luigi Sturzo annunciava la costituzione del Partito Popolare Italiano. Oggi è doveroso ricordare il primo giorno del glorioso Ppi non per banale nostalgia ma perché quell’evento storico segnò l’impegno dei cattolici nella vita politica italiana; un impegno costruttivo e fecondo, storia viva della nostra Italia.

Quanti in qualche modo si riconoscono nell’esperienza del popolarismo oggi devono rivendicare con fierezza il legame con questo movimento, ribadendo, a prescindere dall’attuale collocazione politica, la propria fedeltà ai principi di libertà, di giustizia e di pace che costituirono la ragione d’essere del Partito Popolare.

A novantatré anni di distanza dall’appello “ai liberi e forti” c’è un passaggio di quell’appello/programma che è più che mai attuale:

Al migliore avvenire della nostra Italia dedichiamo ogni nostra attività con fervore d’entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.

Oggi come ieri i popolari,consapevoli della propria ispirazione e delle origini cristiane, sono impegnati per il miglior avvenire dell’Italia insieme a quanti hanno a cuore le sorti del Paese. Questo impegno che ha sempre caratterizzato popolari e democratici cristiani non è solo una ragione storica, ma è anche la speranza di una presenza rinnovata, un compito per tutti coloro che si richiamano a questa tradizione politica che può, e deve, trovare nuovo spazio e nuove ragioni.

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20 gennaio, Lamezia Terme

postato il 18 Gennaio 2012

Ore 17.30 –  c/o Teatro Grandinetti

Incontro pubblico

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21 gennaio, Lorica

postato il 18 Gennaio 2012

Ore 10.30 – Centro Polifunzionale di Cavaliere

Festa Udc sulla neve

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Riforma della giustizia: non per la crisi, ma per la persona.

postato il 18 Gennaio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

Fino a pochi mesi fa parlare di riforma della giustizia era impensabile. Il dibattito intorno alla giustizia era stato ridotto ad una puerile disputa intorno ai guai giudiziari dell’ex Presidente del Consiglio: era tutto un parlare di lodo Alfano, prescrizione breve ed intercettazioni. Ieri come d’incanto tutte queste cose sono sparite, ma purtroppo sono rimasti sotto i riflettori i veri mali del nostro sistema giustizia fino ad ora passati sempre in secondo piano. L’occasione è stata data dalla relazione che il ministro della Giustizia Paola Severino ha tenuto alla Camera sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2011 e sugli interventi prioritari. Il ministro Severino ha posto all’attenzione dei parlamentari quattro emergenze e cioè il sovraffollamento nelle carceri, l’efficenza degli uffici giudiziari, lo smaltimento dei procedimenti arretrati e l‘aggiornamento tecnologico della struttura amministrativa e dei servizi giudiziari. Ma un altro dato rilevante in tempi difficili e di crisi economica è il costo dell’emergenza giustizia. La sola entità degli indennizzi liquidati, ad esempio, è ormai stratosferica e sempre crescente: si è passati dai 5 milioni di euro del 2003, ai 40 del 2008 per giungere ai circa 84 del 2011. Il dato che, a detta del ministro Severino, rende più l’idea è quello fornito dalla Banca d’Italia secondo cui l’inefficienza della giustizia civile italiana può essere misurata in termini economici come pari all’1% del PIL.  In altri termini: è giusto dilapidare le casse dello Stato per trattenere per tre giorni in carcere  21.093 persone o per risarcire vittime di errore giudiziario ed ingiusta detenzione? Il ministro Severino ha giustamente detto che questo è il momento più opportuno per mettere mano ad una seria riforma della giustizia e un incoraggiamento in questo senso è stato il semaforo verde per Largo Arenula arriva anche dalla Camera dove è stata votata una mozione congiunta Pd-Pdl-Terzo Polo. Tuttavia è necessario dire una cosa fondamentale sui motivi della riforma della giustizia: non si riforma la giustizia perché semplicisticamente non funziona o peggio perché c’è la crisi economica, si riforma la giustizia perché in un Paese civile, che si vanta di essere culla del diritto, non sono giustificabili detenzione disumana e tempi biblici per i procedimenti giudiziari. La difficile congiuntura economia e la necessità di rigore possono essere solo un altro motivo per spingere verso una riforma del sistema giudiziario ormai improcrastinabile, la giustizia si riforma solamente perché deve essere giusta ed è giusta quando vengono rispettati il valore e la dignità della persona umana.

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