Qui si tratta di decidere se salvare il Paese o mandarlo a fondo. La manovra e’ indispensabile ed e’ necessario che sia consistente. L’Udc si assumerà le proprie responsabilità, alla luce del sole e con fierezza. Qui non si tratta di appoggiare il governo sottobanco, vergognandosene. Si tratta di prendere atto che a Monti non c’e’ alternativa e che la manovra non si può evitare.
Era un giorno come tanti nel Granducato di Toscana ma in pochi ebbero la consapevolezza che quel 30 novembre del 1786 sarebbe passato alla storia. Quel giorno il Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo di Lorena, in carica dal 1756, emanò la Riforma Penale, con questa riforma, che diventerà monumento e gloria del Granduca, la Toscana diventò il primo stato al mondo in cui veniva abolita completamente la pena di morte, uno degli atti più vigliacchi del genere umano, usato da ogni stato dell’epoca e che Pietro Leopoldo definì una pratica “conveniente solo ai popoli barbari“. Con l’abolizione della pena di morte veniva anche abolita la tortura e la mutilazione delle membra.
Questa legge, in parte ispirata al Codice Giuseppino, prese spunto soprattutto dalle concezioni filosofiche dell’Illuminismo ed in particolare alla più famosa opera dell’Illuminismo Italiano “Dei delitti e delle pene” scritto da Cesare Beccaria e pubblicata, per la prima volta sempre in Toscana, a Livorno, nel 1764.
Grazie a questa legge il Granduca comandò la “demolizione delle Forche ovunque si trovino” ed ogni strumento di tortura che vennero poi bruciate, in maniera molto spettacolare per segnare la nascita di una nuova epoca e di una nuova concezione.
Dall’anno 2000 la regione Toscana celebra in questo giorno la Festa della Regione Toscana, in omaggio a tutti coloro che si riconoscono nei valori della pace, della giustizia e della libertà nella speranza che nel più breve tempo possibile la pena di morte sia abolita in ogni angolo della terra.
Per la sua “possibile storia del Pci” Lucio Magri pensò al sarto di Ulm, all’apologo di Bertold Brecht sulla triste vicenda di Albrecht Berblinger, il sarto che volendo volare precipitò giù dalla cattedrale con le sue ali finte. Nel racconto di Brecht il vescovo che mette alla prova il sarto di Ulm alla fine sentenzia perentorio: “mai l’uomo volerà”. Forse nel suo viaggio verso la Svizzera, in questi ultimi anni bui dopo la morte della moglie, Magri avrà ripensato a questa tragica sentenza come metafora triste della storia dei comunisti italiani, ma anche della sua esistenza. Solo questo può provare a spiegare il suicidio di un uomo di 79 anni, ma è una spiegazione che genera comunque angoscia. Davanti all’estremo gesto di Magri è necessario un silenzio rispettoso, che allontani le polemiche estemporanee sulla moralità degli atti, ma che comunque deve suscitare la riflessione per quanti restano. Sì, l’estremo gesto di Magri interroga noi che restiamo, non esclusivamente sui temi eticamente sensibili, ma sul senso della vita, sulla felicità, sui nostri rapporti, sul mondo che abbiamo costruito. La complessa figura di Magri mi ha riportato alla mente il bel film di Ettore Scola “la Terrazza” dove uno straordinario Vittorio Gassman nei panni di un deputato comunista adultero in crisi interroga un’austera platea congressuale chiedendo: “è lecito essere felici, anche se questo crea infelicità?”. La domanda di Magri probabilmente è la stessa del compagno in crisi del film di Scola, ma anche la reazione degli astanti sembra la stessa: l’assemblea tace perplessa.
Non possiamo correre il rischio di fare sacrifici inutili. L’Italia farà la sua parte, ma l’Europa deve capire che si devono fare delle riforme strutturali per poter andare avanti.
In Europa, abbiamo fatto una cosa straordinaria: abbiamo dato vita ad una moneta unica, divenendo un punto di riferimento per molti. Ma tutto questo non serve se non è accompagnato da riforme strutturali come la fiscalità unica e la riduzione della sovranità nazionale degli Stati. Altrimenti le contraddizioni vengono al pettine perché non si può chiedere di far pagare i nostri debiti agli altri.
I Paesi in cui il livello di vita è più basso non possono pagare il prezzo del nostro vivere al di sopra delle nostre possibilità.
Vi suggerisco di leggere l’appello che il Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, lancia dalle colonne de ‘La Repubblica’. L’intervento di Vegas è molto serio. La Banca d’Italia dovrebbe esaminare in modo approfondito la situazione perché i criteri stabiliti dall’Autorità di vigilanza delle banche (Eba) sono discutibili e penalizzanti per le banche italiane, che non sono meno virtuose di quelle europee.
Le banche italiane hanno usato la testa in questi anni evitando di riempirsi di titoli tossici, non devono essere penalizzate.
Con la politica tentennante avete solamente mantenuto il vostro status quo parlamentare, avete dilapidato una identità cattolica prestata alla politica, e avete perso la bussola del senso civico e decidervi una volta e per tutte da che parte stare !
Buttiglione uno dei saggi dello Scudo Crociato ha proposto una grande alleanza politica con il PdL, mi sembra fattiva e giusta la scelta, nel senso di ritrovare un comune orientamento politico con chi conserva i valori della “famiglia naturale” .
Se l’idea non piace, leggittimissimo, ma togliete dal simbolo dell’UDC lo Scudo Crociato che non può essere portato in ” processione ” da sinistra a destra e viceversa.
Caro Pier
quel simbolo ora nelle tue mani rappresenta unicamente un ” richiamo delle allodole “, che nulla ha portato all’Italia se non il solo vostro tornaconto e seggio parlamentare.
Ero e resto Democristiano, ma pentito, ma non mi smuovo dal Centro Destra che è la nostra collocazione naturale, ora che Berlusconi non c’è più.
Non era Berlusconi che aveva sbagliato tutto, anzi, i fatti e le circostanze che aveva pensato si stanno avverando, e quindi non: ” uttate l’acqua sporca con tutto il bambino “.
La Sinistra invece è impegnata a far passare ” l’omossesualità come fenomeno di massa “, che francamente tra i tanti problemi che ha l’Italia potrebbero pensare a cose più importanti !
Girovagere in cerca di un centro di gravità permamente, che mai è andato oltre le due unità percentuali di consensi, vuol dire che siete alla frutta !
Il mio rispetto nei vostri confronti era e resta immutato, ma ha condizione che portiate il partito in un lido certo e sicuro, e soprattutto rappresentativo del bipolarismo e anche nel bipartitismo.
Cordialmente.
Fernando Ventresca
Questa dichiarazione mi piace molto. E’ quella di una persona che ha le idee molto chiare. Dovrebbero averle anche gli altri, però. Nessuno ha la bacchetta magica, ma la pozione sì…
Egr. Sig. Casini, rammento di averle dato il voto una volta, non me ne sono pentito perchè appariva come una persona seria, come tutt’ora ma con una differenza :”non sa dove stare, non sa con chi andare, una volta di qua, una volta di la, una volta col famigerato PdL, poi con il PD, poi con il 3° polo (visto che fine ha fatto se mai è esistito) . Ma perchè non assume una posizione certa definita stabile. Si decida, forse ne guadagnerà in considerazione. Per ora sembra solo un ectoplasma
Mi trovo d’accordo su molte cose, ma credo che sia a sua volta demagogico e populistico parlare di demagogia fiscale o finte rassicurazioni soprattutto se si guarda al recente passato. Il Governo Berlusconi ha tentato manovre anticicliche. Che abbia fallito è fuori da ogni discussione. Che abbia tentanto non può negarsi, che abbia la colpa del ritardo nelle liberalizzazioni è dubbio. Il ritardo è stato sancito nelle urne dei referendum (art.18, acqua etc.) e nelle proteste di piazza. In Italia ci sono come due “poli” opposti che impediscono i cambiamenti. I referendum hanno affossato i tentativi di “progresso” per quel che riguarda le legge 40 (e io ho fatto volantinaggio affinchè il quorum non si raggiungesse) sia per il nucleare piuttosto che, come ricordato, sui temi del lavoro e delle privatizzazioni. Il partito dei moderati deve avere come scopo lo spezzare questi due “poli” – che non coincidono affatto con il binomio vetusto di “destra” e “sinistra”. Dobbiamo avere il coraggio di spiegare alla gente come stanno le cose, anche di difendere Berlusconi se il suo Governo va in crisi e l’unica cosa responsabile da fare è sostenerlo.
Fallimentari si sono rivelate le alleanze dell’UDC per esempio in Piemonte. Una scelta raccapricciante, come se avessimo candidato l’On. Bonino a leader dei moderati. Là hanno prevalso ragioni tattiche, perchè oggi si parla – e a titolo personale, ma che nel personalismo imperante diventano diktat per un partito – di strategie politiche? Si è capito forse l’errore? L’Udc già da tempo tenta la strada del coinvolgimento della “società civile”, dall’On. Santolini a Savino Pezzotta, che si apra alle Acli, di nuovo alla Cisl o a intellettuali del tipo di Ornaghi o Riccardi fino a imprenditori come Guerrini et similia è di certo un fatto positivo. Forse. Marcegallia, Montezemolo (mah) e tutti gli altri non possono convivere in un partito piccolo come l’UDC. Troppi generali e troppe poche truppe. In tutti questi elenchi di nomi, emerge un solo fatto. Che l’UDC, parlo di Udc poichè non esiste che questo come partito almeno per adesso, ha smarrito la bussola. Mani libere, giusto. Per fare cosa? Che propone l’On Casini per ridurre il debito – e non le solite cose che dicono tutti -. Che dice l’Udc sull’europa? Io non sento parlare di Europa. L’unico che parla(va) era Tremonti sugli eurobond – quindi un programma di ulteriore integrazione politica più che economica -, l’Udc può essere la voce di questa visione? Si potrà dire che accanto a De Gasperi, Adenauer, Schuman c’è spazio per un “Casini”? Dobbiamo ritrovare quello slancio e quella ambizione! Dobbiamo avere l’ambizione di fare di più e meglio, non dei piccoli nani sulle spalle di giganti, non ci possiamo accontentare di nani della politica. Onorevole Casini, ha lei l’ambizione e il coraggio di De Gasperi? Se non ce l’ha si faccia da parte! Oppure trovi quella forza. Onorevole Casini, cosa sono i moderati? Sono la “palude” della rivoluzione francese? Sono le folle oceaniche di Mussolini? On. Casini, sta a lei dare una forma a questa creta malleabile e amorfa. Occorre porsi alla testa del cambiamento. Di tattica politica poco ci interessa, qua, nei bassifondi, resistiamo perchè abbiamo delle idee. Non ho ancora 30 anni e il futuro è del tutto incomprensibile. Quali idee? In fondo sono le idee di sempre, le idee che vede scritte nel nostro simbolo: libertà, sussidiarietà, democrazia e visione sociale cristiana. Per questo la parola “moderati” è del tutto incomprensibile. A chi si rivolge? Ai massoni? Ai liberali? Ai “cattolici”? Ai nazionalisti? Occorre capire che popolo si vuole. Amici, compagni, camerati, fratelli, identificano un referente definito che referente desidera, lei, per questo o per il nuovo partito? A questo plasma si deve offrire un progetto politico e dare un nome che lo definisca, non tanti nomi illustri che lo stordiscano. Se servono a questo le mani libere noi la sosterremo, se non saprà prima convincerci che c’è un progetto e che è credibile allora sarà libero e solo.