Archivio per giugno 2011

Rassegna stampa, 28 giugno 2011

postato il 28 Giugno 2011

A sinistra nuova spaccatura Bersani-Vendola (Carlo Bertini, La Stampa)

«No ai violenti» Il Pd isola Vendola e Di Pietro (Andrea Garibaldi, Corriere della Sera)

Casini: «Ministeri al Nord Un fallimento per il Carroccio» (Il Messaggero)

Oggi il vertice a tre. A Bossi l’ultima parola (Ugo Magri, La Stampa)

Ricolfi – L’inevitabile Rag. Tremonti (Luca Ricolfi, La Stampa)

La Tremontite (Tommaso Labate, Il Riformista)

«Se minaccia l’addio stavolta gli dico sì» (Barbara Romano, Libero)

«Decreto ok purché l’immondizia resti al Sud» (Antonio Maria Mira, Avvenire)

Il procuratore di Napoli attacca: i politici si sentono intoccabili. Intercettazioni, il Pdl sonda il Pd (Dino Martirano, Corriere della Sera)

«Governo in stato confusionale» Le opposizioni: nessun salvagente (Giovanni Grasso, Avvenire)

A Milano è il giorno di Scola (Corriere della Sera)

Scintille con l’Udc. Con Sel si dichiara «inconciliabile» (Daniela Preziosi, Il Manifesto)

Passigli – Perché la legge elettorale va cambiata (Stefano Passigli, Corriere della Sera)

il Ministro Rotondi: “La gente ci detesta. Ci rimane la casta” (Barbara Romano, Libero)

Le Fiamme gialle nell’occhio del ciclone (Guido Ruotolo, La Stampa)

L’accusa dei pm: Fede, Mora, Minetti struttura da bordello (Giuseppe Guastella, Corriere della Sera)

Chi ci difende dall’Agcom (Luca De Biase, blog.debiase.com)

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Caro Nichi, ma non ti accorgi del regalo che state facendo a Berlusconi?

postato il 27 Giugno 2011

L’Italia è paralizzata dalla politica dei veti, sono anni che parliamo della TAV e tra un pò, mentre qualcuno continua a protestare, l’Europa ci toglierà i fondi con danni indicibili per la nostra economia. Condividere è bello, ma il tempo è scaduto. Chi governa deve decidere anche a costo di una momentanea impopolarità o passeremo dalla demagogia di Berlusconi a quella dei No TAV.
Caro Nichi, ma non ti accorgi del regalo che state facendo a Berlusconi?

Pier Ferdinando

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Bloccare la Tav è tagliare fuori l’Italia

postato il 27 Giugno 2011

Chi governa non può tollerare manifestazioni violente contro la polizia

Governare significa assumersi la responsabilità di compiere anche scelte impopolari. Bloccare la Tav in Piemonte significherebbe tagliare fuori l’Italia dalle grandi reti infrastrutturali europee. Chi vuole governare non può in alcun modo tollerare manifestazioni violente contro la polizia per di più finalizzate ad ostacolare la realizzazione di opere pubbliche.

Pier Ferdinando

 

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28 giugno, Roma

postato il 27 Giugno 2011

Ore 11.00 – sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale (piazza Monte Citorio)

Direzione Nazionale UDC

 

 

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Un governo per l’emergenza oppure è meglio votare

postato il 27 Giugno 2011

Il Paese rischia di morire di troppa demagogia

Pubblichiamo da “Il Messaggero” l’intervista a Pier Ferdinando Casini

di Claudio Sardo

«Non mi sono mai illuso che la doppia sconfitta elettorale inducesse Berlusconi alle dimissioni. Finché il pallottoliere di Montecitorio gli darà la maggioranza, proverà a resistere. Ma ciò aggrava le condizioni dell’Italia: questo governo, paralizzato dai contrasti, naviga a vista e non è più in grado di produrre le decisioni che servono al Paese». Pier Ferdinando Casini, leader Udc, risponde così all’appello lanciato ieri dal premier alle opposizioni. «Con tutto il rispetto per Berlusconi, noi abbiamo sempre dimostrato senso di responsabilità. E quando si è trattato di questioni di interesse nazionale, invece che di leggi ad personam o di baggianate proposte dalla Lega come il trasferimento dei ministeri, non è mai mancato il nostro apporto. Ma ora il premier non può cavarsela con la propaganda: o si va alle elezioni anticipate o si forma un governo di responsabilità nazionale. Qualunque altra soluzione non è all’altezza dei problemi. Piuttosto che galleggiare, o continuare con le polemiche come quelle di oggi tra Crosetto e Tremonti, meglio votare subito. Se invece, dopo tre anni persi, si volesse davvero dare un significato positivo alla legislatura, allora non c’è altra strada che un governo di ampie convergenze per realizzare le riforme economiche e istituzionali più urgenti».

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Abolire le province. Una proposta dalla Sicilia.

postato il 27 Giugno 2011

Le province italiane sono 110 e ognuna costa, in media, agli italiani, 1,1 milioni di euro l’anno. In periodo di campagna elettorale tutti sono ben disposti a prometterne l’abolizione ma immancabilmente quando alle parole devono seguire i fatti il responso è sempre quello: le Province non si toccano. Anzi. Ad oggi, infatti, al posto di mandarle in pensione c’è chi deposita in Parlamento la richiesta per crearne di nuove. Annunci e smentite dunque si rincorrono specie quando viene tirata in ballo la questione dei costi della politica e il dito viene puntato contro le zavorre d’Italia. Tra promesse mancate e rinvii della questione proviamo da queste pagine a fare una proposta concreta: perché non cominciare dalle province siciliane che secondo lo stesso Statuto regionale non dovrebbero esistere? (art. 15). Ecco uno schema di proposta di riordino del sistema degli enti locali isolani.

 

La legge della Regione Siciliana n. 9 del 6 marzo 1986 istituisce il libero Consorzio dei Comuni denominato Provincia Regionale, quale organo di riferimento delle comunità locali, votata al coordinamento dello sviluppo economico e sociale del territorio. Le province regionali hanno un importante ruolo di coordinamento finalizzato allo sviluppo economico e sociale. Ma spesso non è così.

 

Obiettivo: abrogazione dell’Ente Provincia

Modalità:

·         Devono essere garantiti e mantenuti costanti i trasferimenti regionali e nazionali diretti alle provincie siciliane per un periodo di 5 anni (né in più perché l’obiettivo è fare economia, né in meno perché non vanno penalizzati i cittadini);

·         Tali fondi potrebbero essere così ripartiti: il 50% delle risorse immesse potrebbero essere mantenute in Regione in virtù delle competenze acquisite; il 40% potrebbe essere ripartito ai comuni in base al numero di abitanti; per il 10% potrebbe essere distribuito sempre ai comuni, ma in base a priorità specifiche (dissesto idrogeologico, accoglienza immigrati, emergenze ambientali o sanitarie, etc.);

·         Le società partecipate integralmente dalla Provincia o le quote di sua spettanza vengono trasferite all’Assessorato Regionale di competenza che le può mantenere girare ad una holding appositamente costituita o già esistente (modello Iri) al fine di valorizzare la partecipazione stessa;

·         TRASFERIMENTO DELLE COMPETENZE:

Art. 12 Pianificazione territoriale

1) manutenzione della rete delle principali vie di comunicazione stradali e ferroviarieà ai comuni (che hanno già un servizio identico per le proprie strade)

 

2) localizzazione delle opere ed impianti di interesse sovra comunale à alla Regione o alle unioni dei comuni

 

Art. 13 Funzioni amministrative (integrato dall’art. 19, comma 13, della L.R. 19/2005)

 

Nell’ambito delle funzioni di programmazione, di indirizzo e di coordinamento spettanti alla Regione, la provincia regionale (oggi) provvede sulle seguenti materie:

 

1) servizi sociali e culturali:

 

a) realizzazione di strutture e servizi assistenziali di interesse sovracomunale, anche mediante la riutilizzazione delle istituzioni socio-scolastiche permanenti, in atto gestite ai sensi dell’art. 2 della legge regionale 5 agosto 1982, n. 93; restano ferme le competenze comunali in materia à alla Regione (che ha già un servizio identico)

 

b) distribuzione territoriale, costruzione, manutenzione, arredamento, dotazione di attrezzature, funzionamento e provvista del personale degli istituti di istruzione media di secondo grado; promozione, negli ambiti di competenza, del diritto allo studio. Le suddette funzioni sono esercitate in collaborazione con gli organi collegiali della scuola; à alla Regione (che ha già un servizio identico per le scuole di altri gradi)

 

c) promozione ed attuazione, nell’ambito provinciale, di iniziative ed attività di formazione professionale, in conformità della legislazione regionale vigente in materia, nonché realizzazione di infrastrutture per la formazione professionale; àalla Regione (che ha già un servizio identico)

 

d) iniziative e proposte agli organi competenti in ordine all’individuazione ed al censimento dei beni culturali ed ambientali ricadenti nel territorio provinciale, nonchè alla tutela, valorizzazione e fruizione sociale degli stessi beni, anche con la collaborazione degli enti e delle istituzioni scolastiche e culturali. Acquisto di edifici o di beni culturali, con le modalità di cui all’art. 21, secondo e terzo comma, della legge regionale 1 agosto 1977, n. 80. Per l’esercizio delle funzioni suddette, la provincia si avvale degli organi periferici dell’Amministrazione regionale dei beni culturali ed ambientali; à alla Regione su proposta dei comuni o alle Unioni dei Comuni

 

e) promozione e sostegno di manifestazioni e di iniziative artistiche, culturali, sportive e di spettacolo, di interesse sovracomunale; à alle Unioni dei Comuni (che hanno già un servizio identico)

 

2) sviluppo economico:

 

a) promozione dello sviluppo turistico e delle strutture ricettive, ivi compresa la concessione di incentivi e contributi; realizzazione di opere, impianti e servizi complementari alle attività turistiche, di interesse sovracomunale; à alla Regione (che ha già un servizio identico)

 

b) interventi di promozione e di sostegno delle attività artigiane, ivi compresa la concessione di incentivi e contributi, salve le competenze dei comuni; à alla Regione (che ha già un servizio identico)

 

c) vigilanza sulla caccia e la pesca nelle acque interne; à alla Regione (che ha già un servizio identico)

 

d) autorizzazione all’apertura degli esercizi di vendita al dettaglio di cui all’art. 9 della legge regionale 22 luglio 1972, n. 43; à ai comuni

 

3) organizzazione del territorio e tutela dell’ambiente:

 

a) costruzione e manutenzione della rete stradale regionale, infraregionale, provinciale, intercomunale, rurale e di bonifica e delle ex trazzere, rimanendo assorbita ogni competenza di altri enti sulle suindicate opere, fatto salvo quanto previsto al penultimo alinea dell’art. 16 della legge regionale 2 gennaio 1979, n. 1; àil finanziamento delle reti viarie extraurbane può essere affidato alla Regione, per le reti urbane la proposta deve venire dai comuni

 

b) costruzione di infrastrutture di interesse sovracomunale e provinciale; à alla Regione

 

c) organizzazione dei servizi di trasporto locale interurbano; à ai comuni (che ha già un servizio identico)

 

d) protezione del patrimonio naturale, gestione di riserve naturali, anche mediante intese e consorzi con i comuni interessati; à alla Regione, che potrebbe demandarla al comune con apposita convenzione

 

e) tutela dell’ambiente ed attività di prevenzione e di controllo dell’inquinamento, anche mediante vigilanza sulle attività industriali; à al comune, che si avvale dell’Agenzia Regionale Arpa

 

f) organizzazione e gestione dei servizi, nonchè localizzazione e realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti e di depurazione delle acque, quando i comuni singoli o associati non possono provvedervi i comuni

 

·         I dipendenti potrebbero essere trasferiti (compatibilmente con le proprie competenze e mansioni) nei tribunali (come amministrativi), nelle scuole (come personale ata, considerato che non si applica il tempo pieno per mancanza di collaboratori scolastici), nei comuni con organici sottodimensionati, nelle unioni di comuni sprovviste di personale proprio,  negli uffici regionali periferici che si stanno costituendo presso le sedi provinciali della Regione.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Carmelo Cutrufello

 

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Grazie al premier, ma non abbiamo bisogno di appelli

postato il 26 Giugno 2011

Opposizione responsabile c’è, maggioranza paralizzata da divisioni interne

Grazie al presidente del Consiglio, ma non abbiamo bisogno di appelli. C’è un’opposizione responsabile in Parlamento che dà una mano al Governo se realizza cose intelligenti e serie.
In questi mesi non hanno fatto nulla, sono stati paralizzati dalle loro divisioni. Oggi diciamo: scegliete voi la strada da intraprendere, presentate voi provvedimenti seri, non paralizzatevi per altro tempo come state facendo sulla questione dei rifiuti di Napoli.

Pier Ferdinando

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Rassegna stampa, 26 giugno ’11

postato il 26 Giugno 2011
Si ingrossa l’inchiesta sulla (cosiddetta) P4: nel registro degli indagati è stato iscritto, infatti, il generale Adinolfi, accusato di informare il faccendiere Bisinagni. E si riapre anche la discussione sulle intercettazioni: rischio di una nuova legge bavaglio? Si confrontano Giuliano Ferrara, sul Giornale, e Luciano Violante, intervistato dal Messaggero. Spazio poi su Avvenire sul futuro dei cattolici in politica, e sul Corriere confronto su liberalismo e stato.

Accuse al generale Adinolfi: “Informava Bisignani” (Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera)

Violante: “La stampa si dia un codice di autodisciplina” (Claudio Sardo, Il Messagero)

Intercettazioni: segnali dai giudici (Lorenzo Fuccaro, Corriere della Sera)

Pd: no al Ddl Mastella. Ma il Pdl insiste: troviamo un accordo (Mariolina Sesto, Sole24Ore)

Questa gogna sta uccidendo la democrazia (Giuliano Ferrara, Il Giornale)

Ppi, gli ex duellanti: ora ventata nuova (Angelo Picariello, Avvenire)

Andrea Riccardi: “Superare il complesso della diaspora” (Avvenire)

Lombardo dice: “Ripartire dal Terzo Polo e dal Pd” (Salvo Fallica, Il Riformista)

La costosa coperta dello Stato padrone (Angelo Panebianco, Corriere)

Il ruolo (mancato) della concorrenza nel pensiero debole liberalsocialista (Giuseppe Bedeschi, Corriere)

Borghezio show: “Roma fa schifo, è sporca come Calcutta. Alemanno e Polverini burattini di Bisignani” (Liberazione)

 

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Pronti a collaborare a provvedimento sulle intercettazioni se serio

postato il 25 Giugno 2011

Inaccettabile impedire alla magistratura di intercettare

L’Udc è pronta a collaborare a un provvedimento sulle intercettazioni solo se si tratta si qualcosa di serio fatto per evitare abusi e divulgazione di cose private.
Ma se si vuole impedire alla magistratura di intercettare, questo è inaccettabile e da noi non arriverà nessuna collaborazione.

Pier Ferdinando

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