Archivio per giugno 2011

Rifiuti: voteremo decreto, ma Lega irresponsabile

postato il 30 giugno 2011

Il decreto legge sui rifiuti conferma l’irresponsabilità della Lega. Vedremo come voterà in aula. Quel che è certo è che l’opposizione non puo’ giocare allo sfascio e dunque noi lo voteremo, ma come questa coalizione possa andare avanti e’ un mistero che non possiamo sciogliere.

Pier Ferdinando

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La manovra è una sconfitta annunciata

postato il 30 giugno 2011

La manovra varata dal governo e’ sleale , un segno di sfiducia verso l’attuale coalizione che non ha i voti per fare approvare alcun provvedimento, una sconfitta annunciata che scarica sul futuro governo gli oneri. Questa manovra si fa per rassicurare i mercati, ma non c’e’ niente per la crescita e in realtà guarda già alle prossime elezioni.

Pier Ferdinando

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Servono gli stati generali dell’economia

postato il 29 giugno 2011

Convochiamo gli stati generali dell’economia, riunendo intorno ad un tavolo le istituzioni, le forze economiche, produttive, sindacali e politiche per affrontare le emergenze economiche a partire dal lavoro giovanile.

La crisi che ancora stringe nella morsa aziende, famiglie, lavoratori e giovani cittadini, non la possiamo lasciare in balia del nostro governo che, dalle prime notizie che apprendo, ha proposto una finta manovra economica, per giunta “a rate”, ha lascito il “bello” al governo prossimo venturo. Una decisione da irresponsabili, da menefreghisti. Per paura di affondare non decidono, galleggiano. Se non si cerca di dare una forte accelerazione all’economia, con un vero e proprio piano d’uscita dalla crisi, ci ritroveremo tra qualche anno nella stessa situazione degli amici grechi.

La politica del governo assomiglia a quella presa dall’allora presidente americano Hoover durante la crisi del ’29. La sua strategia per contrastare il declino del paese, si accompagnava ad un invito all’ottimismo e a rassicurazioni sulla possibilità della risoluzione della recessione. Come sappiamo non funzionò e aumento la crisi.

Come detto prima, il primo problema da risolvere è quello del lavoro giovanile, che ormai è fuori da ogni logica di un serio paese occidentale. Se è vero che non si può più tornare indietro agli anni passati, è vero anche che così non si può continuare. Prima della crisi con un contratto precario nessuna banca concedeva un mutuo per comprare casa. Oggi con la stessa tipologia di contratto è difficile stipulare un contratto d’affitto.

Incentivi all’economia possono anche risultare utili, ma non possono falsare il mercato. Gli incentivi al mondo automobilistico hanno fatto solo danni: in un primo momento aumento vertiginoso della vendite delle varie aziende e forte domanda di lavoro. Finiti gli incentivi le aziende si ritrovavano senza vendite e con manodopera in sovrannumero, così che lo stato è stato costretto a pagare la mobilità, oltre al danno la beffa. Va bene dare incentivi alle aziende ma solo per investimenti.

I tagli ai costi della politica sono necessari, servono per ridare moralità ad un settore in crisi, ma sono solo fumo negli occhi, qualche “auto blu” in meno di certo non risolve i problemi economici di una nazione. Servono ben altri tagli. Le province enti inutili per eccellenza, uniche vere discariche funzionanti di politici “trombati” sono ancora operative, possono anche tornare utili,  magari a “costo zero” come “associazione” di sindaci del territorio, ma così sono solo uno spreco.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Andrea Pirola

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Ospite di “Otto e mezzo”

postato il 29 giugno 2011

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30 giugno, Serravalle Pistoiese

postato il 29 giugno 2011

Ore 18.00 – Rocca di Castruccio – Palco centrale

Partecipa alla 15ª edizione di Cgil Incontri- “Energie al Lavoro” – nel dibattito “quale vento nuovo soffierà sull’Italia?”

 

 

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Rassegna stampa, 29 giugno 2011

postato il 29 giugno 2011

Tiene banco il tema della manovra economica targata Tremonti che dovrebbe essere presto approvata, dopo aver trovato l’ok interno alla maggioranza. Le opposizioni levano gli scudi, però: Bersani parla di farsa drammatica e di “regalino per chi verrà poi”, mentre Casini è ancora più duro: questo è una manovra irresponsabile, che scarica gli oneri e le difficoltà sul prossimo governo (e potrebbe anche essere, come ha spiegato dalla Gruber ieri, che questa sia la prova che l’anno prossimo si torna a votare). Il Corriere, con un articolo di Paola di Caro, ci racconta dell’inusuale pre-cdm di ieri, svoltosi in un clima tutto sommato “sereno” (a parte l’opposizione dura del “falco” Galan); mentre il Riformista titola – con grande efficacia – “manovra e manovratori”: da Tremonti alla Banca d’Italia. Il tutto, mentre l’inchiesta sulla cosiddetta P4 cresce e il deputato Pdl Alfonso Papa sembra essere destinato all’arresto (le opposizioni voteranno tutte sì alla richiesta, domani, e pare che altrettanto farà anche la Lega).

Bersani: una farsa drammatica. Casini: governo irresponsabile (Nino Bertoloni Meli,  Il Messaggero)

Cesa: dare speranza (e risorse) a giovani, famiglie e imprese (Avvenire)

Tremonti apre alla «collegialità» (Barbara Fiammeri, Sole24Ore)

Berlusconi rilassato: «Caro Giulio, ora serve pazienza» (Paola Di Caro, Corriere della Sera)

E il Cavaliere dichiara vittoria (Francesco Bei, La Repubblica)

Bersani: ci fanno un regalino da 40 miliardi (Carlo Bertini, La Stampa)

Manovre e manovratori (Tommaso Labate, Il Riformista)

Manovra con trucco (Paolo Ojetti, Il Fatto Quotidiano)

Soluzione senza strappi (Carlo Fusi, Il Messaggero)

Buttiglione: “Nel 2013 ci saranno solo due poli. E noi saremo in quello dei moderati” (Secolo d’Italia)

P4, alla Camera Papa rischia il sì all’arresto (Liana Milella, La Repubblica)

A Milano Ratzinger nomina Scola (Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera)

Ma non decidiamo senza conoscere (Juan Carlos De Martin, La Stampa)

Il nuovo motore accelera il Paese (Stefano Parisi, Sole24Ore)

A destra come a sinistra triumviri in agitazione (Federico Orlando, Europa)

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Manovra: governo in panne, serve altra coalizione

postato il 28 giugno 2011

Sulla manovra la maggioranza è in panne, litiga, attacca Tremonti non sa che pesci prendere e cerca di scaricare il problema sull’opposizione. Ci saranno 40 miliardi da gestire, che sono sacrifici per gli italiani, e bisogna farlo con una coalizione alternativa, omogenea nelle scelte fondamentali per il Paese.

Pier Ferdinando

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Governo: Bersani liquida unica proposta per cambiare Paese

postato il 28 giugno 2011

Alleanza con Vendola rischia di farci passare dalla padella alla brace

Mi spiace che Bersani liquidi con tanta superficialità l’unica proposta in grado di cambiare la situazione nel Paese, quella di un governo di responsabilità nazionale. Se poi ha tanta voglia di fare un’alleanza con Vendola e con chi dice che è giusto bloccare i cantieri della Tav e la Polizia, rischia di farci passare dalla padella alla brace, e cioè dalla padella Berlusconi alla brace di un esecutivo che riprenda la strada del governo Prodi: questo sarebbe sbagliato.

Pier Ferdinando

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Noi siamo gli “impegnados”

postato il 28 giugno 2011

Negli ultimi mesi, spinti dal vento di rivolta proveniente dalla Spagna degli Indignados, molti giovani hanno scelto di scendere in piazza e di parlare di temi come il nucleare e l’acqua pubblica, tuttavia questa voglia di partecipare è stata per certi versi “sfruttata” dalla propaganda referendaria che ha dato alla consultazione un certo tono demagogico e populista.

Una gran parte di chi si é presentato alle urne, infatti, era convinto di votare per mantenere l’acqua pubblica. Tutti sanno, o almeno quelli di buon senso, che l’argomento in questione era la privatizzazione dei servizi, dei centri di distribuzione, e non dell’acqua. Si parlava di aste ad evidenza pubblica che avrebbero dato la possibilità anche a privati e semi-privati di partecipare. Probabilmente, a vincere sarebbero stati gli enti pubblici che fino ad allora avevano gestito il servizio.

Si parlava di infine di intervenire per migliorare la situazione italiana, dato che il nostro Paese é quello in cui la tariffa dell’acqua é più cara, e dove c’é un 40% di dispersione di questa risorsa primaria nei vari percorsi della rete idrica. Eppure di ciò si è parlato ben poco, mentre io avrei voluto parlarne.

E avrei voluto farlo senza scendere in piazza a protestare, perchè non voglio essere soltanto una degli indignados. Io voglio far parte di un gruppo di ragazzi che, stufi e sì anche un po’ incazzati, vogliono far sentire la propria voce attraverso proposte e soluzioni. Io, più che degli indignados, voglio far parte del gruppo degli “impegnados”.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Marta Romano

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