Archivio per febbraio 2010

Regionali, non si può chiamare in causa Napolitano

postato il 28 febbraio 2010

Mi auguro che il Pdl sia in grado di dimostrare la regolarità della presentazione della sua lista a Roma. Detto questo, non capisco come si possa evocare un intervento di Napolitano in materia di procedure elettorali, che sono regolate da leggi e norme precise.
Bisogna mantenere la calma e non perdere il senso della misura. La campagna elettorale è ancora lunga e sono convinto che Renata Polverini abbia molte possibilità di vincere la sua sfida per il Lazio.

Pier Ferdinando

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8 marzo, Roma

postato il 28 febbraio 2010

Ore 9.30 – Palazzo della Cooperazione di Roma (Via Torino,146)

Seminario dal titolo “La Famiglia al Centro”

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7 marzo, Torino

postato il 28 febbraio 2010

Ore 10.00 – Centro Congressi Torino Incontra (Via Nino Costa, 8 )

Incontro pubblico

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6 marzo, Asti

postato il 28 febbraio 2010

Ore 17.30 – Tuit per Eatalay (via Grandi, 3)

Conferenza stampa e incontro pubblico

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Impegniamoci per il quoziente familiare

postato il 27 febbraio 2010

Non abbiamo la pretesa di rappresentare i cattolici, abbiamo la pretesa di rappresentare l’identità cattolica nel nostro Paese, in modo laico e aperto.
I cattolici nel nostro partito non fanno una testimonianza teorica, ma chiedono nel governo delle regioni una valutazione importante della famiglia, che possa finalmente realizzare il quoziente familiare: più figli, meno tasse. E’ quello che aspettiamo da due anni, Berlusconi l’ha promesso in campagna elettorale e non l’ha ancora realizzato. Noi vogliamo portarlo regione per regione.

Pier Ferdinando

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6 marzo, Alessandria

postato il 26 febbraio 2010

Ore 15.30 – ‘Hotel Alli due buoi rossi’ (Via Cavour, 32)

Conferenza stampa e incontro pubblico

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Pier Ferdinando Casini ospite di ‘Radio Anch’io’

postato il 26 febbraio 2010

Pier Ferdinando Casini

Nell’intervista  a ‘Radio Anch’io‘ su Radio1, Pier Ferdinando Casini risponde alle domande degli ascoltatori sui temi più importanti dell’ attualità politica.

“E’ necessario dare risposte precise e nette alla crisi morale che tocca il mondo politico e non e’ ulteriormente tollerabile. Non siamo di fronte a una nuova tangentopoli, ma forse e’ anche peggio. Prima c’era il finanziamento dei partiti, oggi siamo di fronte solo a un arricchimento personale che va stroncato. Il tutto e’ aggravato dal fatto che manca una classe dirigente autorevole e che i parlamentari sono eletti direttamente dai capi partito”.

6 Commenti

In Afghanistan avanti con il nostro impegno

postato il 26 febbraio 2010

Sono vicino alla famiglia dell’italiano caduto in Afghanistan ma anche al governo. E’ giusto che maggioranza e opposizione siano assieme a rivendicare le ragioni della nostra presenza in quel Paese, anche se costa tante vite umane.

Pier Ferdinando

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La farsa antidroga

postato il 26 febbraio 2010

Test-Casini ‘Riceviamo e pubblichiamo’ di Antonio Di Matteo

Test non solo inutile, ma anche controproducente.

In questi ultimi giorni si è scatenata la caccia all’ unico parlamentare, dei 232 che hanno fatto il test antidroga promosso da Carlo Giovanardi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio per le Politiche antidroga, che è risultato positivo alla cocaina. Fatto eclatante, ma che qualcuno si aspettava. Solo 147 parlamentari, su 232, hanno dato il consenso a pubblicare i risultati del test affiancati dal proprio nome, 29 parlamentari non hanno consentito la pubblicazione degli esiti, 176 hanno ritirato il referto medico delle analisi e 56 non l’hanno fatto ancora.

A mio parere è strana questa volontà di alcuni parlamentari di non pubblicare gli esiti, quasi a proteggere l’unico parlamentare positivo alla coca, di cui non si conosce né sesso, né nome, ma soprattutto non è noto il partito. Resta anche strana la volontà del parlamentare in questione, di sottoporsi al test, sapendo di aver fatto uso di droga.

Il problema è serio, e molti lo stanno strumentalizzando. “L’unico risultato ottenuto – parole del deputato centrista Roberto Rao (UDC)- è stato quello di scatenare il gossip e la caccia all’unico colpevole, contribuendo così a ridestare l’antipolitica, riempire pagine di giornali e gettare un’ulteriore ombra sui costumi del Parlamento. Ora basta con le farse: si faccia un nuovo test, ma stavolta sia obbligatorio per tutti e a sorpresa. Altrimenti – conclude Rao – sarà solo l’ennesima presa in giro”.

Bisogna ricordare agli smemorati in Parlamento anche che: “L’Udc aveva proposto una legge che rendeva obbligatorio il test antidroga per i parlamentari, ma il provvedimento è stato bocciato in Parlamento – spiega Pier Ferdinando Casini leader dell’Udc – Bisogna che ciascuno si assuma le sue responsabilità. Oggi questo test è meglio di niente, anche se è solo un fatto simbolico”.

Le proposte ci sono state, ma sono state bocciate dal Parlamento stesso. Perché? Perché continuare queste inutili insinuazioni sul Parlamento di drogati? Perché non fidarsi dei nostri eletti? La risposta è semplice a tutte e tre le domande. Primo: ci sono alcuni parlamentari che fanno uso di stupefacenti, e riescono a far decadere una proposta contro i loro comportamenti subdoli. Secondo: le insinuazioni si sono verificate in questo singolo caso di positività al test, e allora la verità è che una percentuale, seppur minima di eletti, fa uso di droga. Terzo: come non ci si è fidati dei piloti e dei camionisti, per i quali il test antidroga è obbligatorio, perché noi cittadini dobbiamo fidarci dei parlamentari?

Possibile che non esista un regolamento parlamentare che vigili su questo tema? Non è questioni di partiti o di antipolitica, è questione di correttezza, di onestà e di limpidezza di fronte al popolo italiano, elettore e sovrano. Abbiamo il diritto di conoscere il nome di questo cocainomane.

Nato anche un gruppo su Facebook: Per un Parlamento trasparente: smascheriamo l’onorevole vigliacco

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