postato il 13 gennaio 2017 | in "Esteri, Rassegna stampa"

«Sarraj non basta, dialogo con Haftar»

Così fallisce l’obiettivo di contrastare la lotta agli scafisti

Pier Ferdinando Casini

Il colloquio con Lorenzo Bianchi pubblicato su QN

La Colpa dell’Italia in Libia? «È stata – è la tesi di Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione esteri del Senato – più leale di altri Paesi. Ha adottato la posizione delle Nazioni Unite e si è comportata con la correttezza che è mancata ad altri Stati che formalmente hanno sottoscritto l’appoggio a Sarraj. L’Italia l’ha sostenuto sul serio, questa è la lealtà alle organizzazioni internazionali nelle quali militiamo e crediamo».

Il ministro dell’interno Marco Minniti lunedì era a Tripoli per cercare un accordo sul contrasto al traffico di clandestini. Il 95 per cento dei migranti che sbarcano in Italia arriva dalla Libia. Non pare che sia tornato a casa con risultati clamorosi. Secondo i documenti ufficiali è stato concordato «un progetto di memorandum d’intesa» al termine di un incontro al quale hanno partecipato il premier Sarraj, il ministro degli esteri Siyala e i membri del consiglio presidenziale, Maitig e Kajman.

«Giustamente – osserva il presidente della commissione esteri del Senato – Minniti si è rivolto al governo in carica e opportunamente Alfano ha riaperto l’ambasciata. Siamo il primo Paese occidentale a farlo. Il punto è che sul terreno si muovono due forze, ossia il governo di accordo nazionale legittimato dall’Onu e altre componenti. Fra esse la più sostanziale è quella del generale Khalifa Haftar. [Continua a leggere]

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postato il 8 gennaio 2017 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Voto anticipato? Per Renzi sarebbe un harakiri

Sì alla sfida di Parisi: primarie di centro aperte alle forze che si riconoscono nel Ppe
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L’intervista di Tommaso Ciriaco pubblicata su Repubblica

“Sa cosa penso, quando ascolto questa discussione demenziale sul voto anticipato?”
Cosa, presidente Pier Ferdinando Casini?
“Che è in atto una sorta di gara di harakiri collettivo”.

Perché, non sarebbe meglio tornare presto al voto?
“Gli italiani hanno di fronte grandi problemi, dalle banche all’immigrazione. E invece nella maggioranza è in atto una discussione brutale o allusiva sul tema della data del voto: è una gigantesca fuga dalla realtà. Se qualcuno pensa che basta fissare le elezioni per vincere, non ha capito che così facendo andrà incontro a una seconda catastrofe, dopo quella del referendum.”

Non vi prestate all’accusa di voler tirarla per le lunghe?
“Bisogna fare una legge elettorale che abbia un senso, innanzitutto. E i 5 stelle vanno contrastati solo con il buon governo. C’è davvero chi pensa che i problemi della Raggi e le vacanze in Kenya di Grillo servono ad abbattere il Movimento? Magari… [Continua a leggere]

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postato il 29 dicembre 2016 da redazione | in "Esteri, Rassegna stampa"

«Gli italiani a Caracas senza cibo né medicine assediati dai criminali»

con-la-stampa-venezuelana-alluscita-del-parlamento-venezuelano-1Il colloquio con P. Di Caro pubblicato sul Corriere

Le linee telefoniche non reggono, si comunica faticosamente con WhatsApp dal Paese che fu tra i più ricchi dell’America Latina e che oggi è sprofondato in una crisi politica ed economica senza fine.

Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri, ha deciso di andare a vedere con i suoi occhi il dramma del Venezuela, è arrivato martedì sera in una Caracas quasi deserta- «E il vuoto, la gente ha paura, si chiude in casa, non c’è nessuno in giro» – ha incontrato prima la Comunità italiana al centro Italiano-Venezuelano della capitale, poi ieri mattina il gruppo parlamentare di Amicizia tra i due paesi e Julio Borges, il coordinatore della coalizione di opposizione al presidente Maduro, già fedelissimo di Chàvez, e infine il presidente della Conferenza episcopale venezuelana.

Un’esperienza forte, quasi violenta quella della sua missione parlamentare: ieri mattina Casini ha tentato di fare visita al sindaco di Caracas Antonio Ledezma, agli arresti domiciliari da quasi due anni con l’accusa di tentato golpe (ma il processo non è mai iniziato), è stato bloccato dalla polizia, ha improvvisato una conferenza stampa in strada con la moglie del «mio amico, da tanti anni, figlio di un italiano, esempio di grande sacrificio». [Continua a leggere]

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