postato il 29 Maggio 2022 | in "Esteri, Politica, Rassegna stampa"

«I propositi di Salvini sono buoni, ma non diventi un burattino nelle mani del presidente russo»

In certe circostanze è bene lasciare l’azione al governo. Siamo nella Nato e nell’Europa, non possiamo essere artefici in solitudine del nostro destino.
L’intervista di Fabrizio Caccia pubblicata sul Corriere della Sera

Presidente Casini, venerdì era a Nusco al funerale di Ciriaco De Mita. Ha pensato a cosa avrebbe fatto lui oggi in questi tempi di guerra?
«Sì, ci ho pensato. E credo che non solo lui, ma i nostri padri della Prima Repubblica, oggi si sarebbero fatti guidare prima di tutto dal senso del limite, una cosa che in politica è bene non perdere mai».

Sarebbe?
«Capire che siamo un Paese incardinato nella Nato e nell’Europa e che non possiamo essere artefici in solitudine del nostro destino. Perciò De Mita e gli altri oggi avrebbero lavorato per la pace, ma senza indebolire l’Alleanza atlantica e non prestandosi al rischio di essere strumentalizzati da Putin. E mi riferisco a Matteo Salvini…». [Continua a leggere]

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postato il 25 Maggio 2022 da redazione | in "Interventi, Rassegna stampa"

Nuova spinta per il ruolo dei cattolici, Zuppi con la politica non farà da spettatore

L’intervista pubblicata su Il Messaggero a cura di Alberto Gentili


Pier Ferdinando Casini risponde al telefono dal treno che lo sta portando a Bologna. «Voglio essere presente, domani pomeriggio, alla processione in piazza con la Madonna di San Luca e il nuovo presidente dei vescovi italiani. Un’occasione assolutamente da non mancare».
Sembra entusiasta della scelta di Papa Bergoglio di puntare su Zuppi.
«Lo sono. Con la nomina di Zuppi si è saldata la volontà del Pontefice e dei vescovi italiani. Nella figura di Zuppi si realizza una sintesi: non c’è un’imposizione da parte del Papa, ma la condivisione di una personalità che per il suo equilibrio può veramente dare una spinta alla Conferenza episcopale italiana».
La Cei aveva bisogno di questa spinta?
«Direi proprio di sì. Non c’è dubbio che dall’epoca della presidenza Ruini si è registrato un certo calo di attenzione, una certa afonia della Cei. Oggi invece c’è bisogno di rilanciare il ruolo dei cattolici italiani. E Zuppi è la persona giusta».
Perché?
«Conosco Zuppi dai tempi di Sant’Egidio, ma era una frequentazione superficiale. Poi, da quando è diventato arcivescovo di Bologna, l’ho conosciuto meglio e l’ho studiato di più. La cosa che mi ha colpito è che ha idee radicate: è molto impegnato sui temi dell’accoglienza e del dialogo inter religioso e allo stesso tempo è un uomo che abbraccia tutti, rispetta profondamente le idee di tutti e non prevarica nessuno. Ma c’è una cosa in assoluto che mi colpisce di più».
Quale?
«La capacità di Zuppi di ascoltare tutti. Non c’è dubbio che Papa Bergoglio abbia un grande carisma, un grande prestigio, però in alcuni momenti appare anche un po’ divisivo. Tant’è, che ci sono alcune componenti del mondo cattolico che, pur rispettando profondamente il Pontefice, non ne sono entusiaste. Ebbene Zuppi, che chiaramente è molto aderente al messaggio di Bergoglio, sa rivolgersi e coinvolgere tutti. E’ decisamente molto inclusivo. Un merito grandissimo che gli permetterà di parlare ai cattolici italiani a 360° e di rilanciare la Chiesa italiana accettando i contributi di tutti. Ciò è molto importante perché un pastore deve portarsi dietro tutto il suo gregge, non solo una parte. Inoltre in un momento di necessario rilancio, Zuppi ha la caratteristica di un ecumenismo non proclamato, ma vissuto».
Come cambierà la Cei?
«Zuppi è un presenzialista, uno che c’è e si fa sentire. E’ una personalità dinamica. Inevitabilmente tutto ciò porterà maggiore impulso alla Conferenza episcopale che tornerà a farsi sentire e avrà un nuovo protagonismo, anche grazie a un’interlocuzione più serrata con la politica. Naturalmente sempre nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, Zuppi non si sottrarrà neppure a un’interlocuzione sui singoli provvedimenti legislativi. Non si tornerà di certo ai temi eticamente sensibili che sono stati la priorità in altre stagioni della vita della Chiesa italiana, ma Zuppi non sarà uno spettatore nel rapporto con la politica. Credetemi. Si siederà al centro del villaggio, non certo sugli spalti».
Il nuovo presidente della Cei è descritto come un prete di strada, un sacerdote vicino agli emarginati e ai poveri. Condivide questo identikit?
«Fino a un certo punto. A mio giudizio questa descrizione è limitativa: il prete di strada di solito si considera sensibile a certe tematiche, ma estraneo ad altre. Non è il profilo di Zuppi che è un prete di strada nel senso che è una persona semplice, non è formale e sa bene che la priorità della Chiesa sono i poveri e gli emarginati. Ma, allo stesso tempo, Zuppi sa benissimo che la Chiesa non è una grande Ong ma una costruzione basata su una precisa scelta di fede: non basta per essere cattolici aiutare i più deboli e compiere opere di solidarietà, ci sono valori ben definiti. Inoltre Zuppi è un uomo raffinato, intelligente e dotato di furbizia politica. Il che non guasta per la guida della Cei».
C’è chi dice che Zuppi sappia conquistare i cuori alla fede. E’ così?
«Sì. L’ho visto accanto ai fedeli e ho assistito a come ha accompagnato con grande amore alcune persone fino alla fine. Zuppi è molto buono, il che non vuole dire che sia un sempliciotto. Anzi. E sono certo che alla guida della Cei non avrà un messaggio monocorde di semplice attenzione agli ultimi. Sarebbe banale. Ma saprà affrontare temi alti ed eticamente sensibili mostrando capacità anche di negoziatore, come fece in Mozambico».
Per Delrio, emiliano come lei, Zuppi rappresenta una Chiesa rispettosa delle diversità. Condivide?
«Totalmente. Rispettoso delle diversità significa che Zuppi non ci proporrà una minestra precotta, ma che la cucinerà assieme ai cattolici italiani. E una delle peculiarità sarà l’attenzione al dialogo inter religioso: cosa non da poco in una fase di guerra».

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postato il 20 Maggio 2022 da redazione | in "Esteri, Politica, Rassegna stampa"

Da Draghi posizione solida. Come la migliore Prima Repubblica

Il partito antiamericano, mai dormiente, dimentica che questa guerra rilancia la Nato

L’intervista di Marco Galluzzo pubblicata sul Corriere della Sera

Presidente Pier Ferdinando Casini, lei in Parlamento ha fatto un lungo elenco delle presunte mistificazioni del dibattito politico italiano sulla guerra. A chi si riferisce?
«In Italia abbiamo il girone degli ingenui e quello della malafede. E non si sa, in politica, cosa sia più pericoloso. Il primo annovera coloro che proclamano principi giusti e ritengono che questo sia sufficiente per realizzarli, insomma si appellano al mondo dei sogni, ma sono lontani dai dati di realtà. Qualcuno vuole tornare allo spirito di Pratica di Mare e alla collaborazione fra Putin e la Nato, altri dicono che il Muro di Berlino non si deve riedificare, che la Guerra Fredda non deve ripetersi. Tutti siamo d’accordo su queste affermazioni ma sono, in sostanza, ovvie, se non banali».

E il girone della malafede? Chi ci mette?
«Quelli che utilizzano questa ingenuità per un’operazione speculativa, per innestare delle domande maliziose sulla vicenda dell’Ucraina: “In fondo è Kiev che ha provocato Mosca…”, “la Nato si è allargata troppo…”, “noi non dovremmo armare gli ucraini visto che è meglio che la guerra finisca prima possibile…”. Ma in realtà non c’è una persona dotata di un minimo di senno che non capisca che il conflitto oggi è fra dittature e democrazia, con qualcuno al nostro interno, che ha cominciato a parlare di democratura». [Continua a leggere]

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Ucraina: Italia con postura di decoro e dignità

Il mio intervento dopo l’informativa del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sul conflitto tra Russia e Ucraina La sfida è tra le dittature... [Continua a leggere]

Ucraina: Il M5s ha votato per le armi, poi ha cambiato idea in 15 giorni

Tutto quello che è stato fatto dal governo ha ricevuto uno specifico mandato dal Parlamento. Il processo decisionale è stato totalmente trasparente. L’intervista... [Continua a leggere]

Enrico non ha sbagliato, nella sua posizione ritrovo la vera politica

La Russia non manifesta volontà di pace, per cui non c’è ragione di cambiare linea. Ho commemorato il valore nazionale del 25 aprile a Piombino con... [Continua a leggere]






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