postato il 19 Settembre 2020 | in "Politica, Rassegna stampa"

“Il referendum sul taglio dei parlamentari? È una picconata alla Costituzione”

Le preferenze per limitare i danni

L’intervista di Mauro Giordano a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Corriere di Bologna

«Una delle prime regole della politica è non confondere i propri desideri con la realtà. Quindi il “Sì” vincerà, bisognerà capire quanto largamente. Ma questo, e lo dico soprattutto ai giovani, non significa che non vada combattuta una battaglia contro questa demagogia antiparlamentare». Pier Ferdinando Casini, senatore bolognese eletto nel 2018 tra le file del Pd, ha sposato da subito il fronte del «No» al taglio dei parlamentari: la prima esperienza da deputato risale al 1983 e di fatto è il politico con la più lunga presenza tra Camera e Senato.

Casini, perché NO?
«La Costituzione è una cosa molto seria e non si riforma a colpi di piccone. La diminuzione dei parlamentari io l’ho già votata due volte con i governi Berlusconi e Renzi. Il problema non è la riduzione ma non si può assecondare chi crede che i costi della democrazia siano troppo elevati. Il primo effetto del Sì sarà che interi territori non saranno rappresentati; il secondo è che le due Camere dovranno fare le stesse cose che fanno oggi, lavorando peggio»

Chi sostiene il Sì spiega che altri provvedimenti arriveranno dopo il taglio.
«E’ un diversivo si rendono conto anche loro che la riforma così è una presa in giro» [Continua a leggere]

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postato il 16 Settembre 2020 da redazione | in "Politica, Rassegna stampa"

Che errore. Il taglio è demagogico e la base dem dice NO

I 5S si sono ricreduti sulle loro battaglie. Hanno solo questo referendum come ultima bandiera.

L’intervista di Concetto Vecchio pubblicata su Repubblica.

Pier Ferdinando Casini, lei è il decano dei parlamentari.
“Venni eletto la prima volta nel 1983”.

L’estate di “Vamos a la plaja”.
“Natta mi parlava in latino, Almirante era curioso di noi giovani dc, quando mi ritrovai davanti Saragat mi parve così carismatico che non trovai il coraggio di parlargli”.

Era un Parlamento con più qualità di adesso?
“C’erano Andreotti, Berlinguer, Craxi, Fanfani. Un altro film”.

Si vota per tagliare le poltrone. Lei come ha fatto a mantenere la sua per 37 anni?
“Sono un caso clinico. Ma la politica è stata la mia vocazione. E aggiungerei: la mia professionalità. Se avessi voluto diventare ricco avrei fatto un altro mestiere”.

Perché voterà No?
“Perché dietro il Sì c’è l’idea per cui i politici sono un problema e bisogna tagliarli. Ho passato la mia vita nelle istituzioni, non posso rinnegare la mia storia favorendo una demagogia antiparlamentare”.

Non sono troppi 945 parlamentari?
“Erano tanti anche quando ero giovane ma allora, a differenza di oggi, i parlamentari erano conosciuti. Oggi provi a chiedere in giro: nessuno conosce più i propri eletti”.

Come lo spiega?
“Intanto c’erano le preferenze, che imponevano una selezione. Ognuno di noi era espressione di un mondo. Nel weekend, se passava una legge divisiva, avevi paura a tornare nel collegio: dovevi renderne conto puntualmente alle categorie.”

Come finirà domenica?
“Non sarà tanto importante conoscere chi vincerà, ma come vincerà. Due anni fa il sì avrebbe vinto con il 90%. Stavolta non credo”. [Continua a leggere]

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postato il 10 Settembre 2020 da redazione | in "Politica, Rassegna stampa"

Voto NO. Molti territori non rappresentati. La riforma è sbagliata

Un parlamento ridotto nei numeri e senza una selezione democratica con le preferenze sarebbe uno scandalo

L’intervista di Giuseppe Alberto Falci pubblicata sul Corriere della Sera

”Sono contento di vedere tutti questi convertiti dell’ultima ora, io ho sempre votato No al taglio dei parlamentari” esordisce al telefono Pier Ferdinando Casini, già presidente della Camera e oggi senatore fra le fila del gruppo delle Autonomie.

Presidente, la sua contrarietà alla riduzione di deputati e senatori è la difesa di chi siede in parlamento da 37 anni?
“C’è stato un signore dei 5 Stelle che ha sollevato questa obiezione sostenendo che io difendo la casta dei parlamentari. in realtà è l’esatto contrario”.

Si spieghi meglio.
“Proprio perché da 37 anni sono in Parlamento, sono uno dei pochi che non ha interessi privati, di rielezione”.

Quali sono le ragioni del suo No?
“La riforma del numero dei parlamentari può essere una strada solo se la si àncora a due fatti”.

Primo.
” Le modalità con cui vengono eletti i deputati e i senatori”

Secondo.
“La differenziazione del ruolo delle due Camere. Quindi una riforma del bicameralismo paritario, con una Camera della Regioni”. [Continua a leggere]

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«I parlamentari non si riducono così, l’antipolitica lascia irrisolti i problemi»

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