postato il 13 Ottobre 2020 | in "Politica, Rassegna stampa"

Quirinale: “Il bis? Se ne parla. Ma il pressing su Mattarella è uno sgarbo istituzionale”

L’intervista di Carmelo Lopapa pubblicata su Repubblica

Presidente Pier Ferdinando Casini, sedici mesi all’elezione del capo dello Stato e il tema domina già i capannelli in Parlamento. Lei in 37 anni ha assistito a lunghe trattative e a colpi scena. Cosa sta succedendo in questa lunghissima vigilia?
«Tutto quel che riguarda il chiacchiericcio attorno all’elezione dei presidenti della Repubblica, dal toto-candidato alle ipotesi istituzionali più spericolate, suscita in chi ha un pochino di esperienza e in chi è pacificato con se stesso un sorriso benevolo, nella migliore delle ipotesi. Perché come tutti sanno l’elezione del capo dello Stato è un unicum e tutti gli scenari che puntualmente si fanno sono smentiti dagli accadimenti. Per cui, quando sento agli angoli del Parlamento discorsi di questo tipo, o mi allontano o sorrido. E sono facce della stessa medaglia».

Dunque se ne parla?
«È una tentazione irresistibile in cui fatalmente si cade, ma lascia il tempo che trova».

Intanto, questo Parlamento è legittimato a eleggere il capo dello Stato? Oppure, come qualcuno dice, dopo il taglio dei parlamentari sancito dal referendum, sarà legittimato solo il prossimo?
«Io capisco che questo argomento possa essere posto. Ma in termini istituzionali non ha alcuna rilevanza. Non ci ritroviamo oggi con la cancellazione di un ramo del Parlamento. Quello sì, avrebbe posto un problema. Ma il referendum porterà a una riduzione della platea in misura proporzionale, che rende invariato il risultato e garantisce la piena legittimità del corpo elettorale del capo dello Stato».

Altro argomento, la conferma del presidente. Esiste il precedente illustre del presidente Napolitano.
«Io credo che parlare oggi di riconferma, a un anno e mezzo dalla scadenza, in una situazione per altro particolarmente complicata e con un capo dello Stato in piena attività, sia assolutamente improprio. Evocare ipotesi di rielezione oggi, al di là delle intenzioni di chi le evoca, rischia di risultare irritante per lo stesso capo dello Stato. E se un po’ conosco Sergio Mattarella – e lo conosco, perché siamo entrati insieme in Parlamento nel 1983 credo che non sarà particolarmente gratificato da proposte fuori tempo, improprie e perfino irrispettose». [Continua a leggere]

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postato il 22 Settembre 2020 da redazione | in "Politica, Rassegna stampa"

Uno su tre ha detto No: «E adesso l’antipolitica è più debole»

«Fare subito le riforme per un rapporto tra cittadini ed eletti. Io sono favorevole alle preferenze»

L’intervista pubblicata sul Resto del Carlino

«Come si dice? È la democrazia, bellezza». Pier Ferdinando Casini, senatore e politico di lungo corso, non si strappa le vesti per la vittoria del Sì al referendum. Esorta la politica a lavorare per le riforme che, giocoforza dopo questo risultato a favore del taglio dei parlamentari, dovranno essere realizzate.

Luigi Di Maio, grillino puro e duro, parla di ’risultato storico’. Lei, che invece era per il No, che replica?
«Nulla. In democrazia, vorrei sommessamente notare, chi vince va rispettato. E in questo referendum ha vinto il Sì. Un risultato, peraltro, prevedibile».

Non sembra dispiaciuto…
«Non si tratta di essere tristi o allegri. La questione è politica. E poi la vittoria del Sì era largamente prevedibile perché praticamente tutti i leader dei partiti avevano dato indicazione di votare a favore del taglio dei parlamentari. Era quindi difficile pensare a qualcosa di diverso nel risultato».

Una bella scoppola…
«Ma non direi proprio. Il fatto che sia stato superato il 30 per cento da parte del No è invece indicativo. Di fatto, i due terzi del Paese si sono espressi a favore contro un terzo. Non mi pare un cattivo risultato». [Continua a leggere]

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postato il 19 Settembre 2020 da redazione | in "Politica, Rassegna stampa"

“Il referendum sul taglio dei parlamentari? È una picconata alla Costituzione”

Le preferenze per limitare i danni

L’intervista di Mauro Giordano a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Corriere di Bologna

«Una delle prime regole della politica è non confondere i propri desideri con la realtà. Quindi il “Sì” vincerà, bisognerà capire quanto largamente. Ma questo, e lo dico soprattutto ai giovani, non significa che non vada combattuta una battaglia contro questa demagogia antiparlamentare». Pier Ferdinando Casini, senatore bolognese eletto nel 2018 tra le file del Pd, ha sposato da subito il fronte del «No» al taglio dei parlamentari: la prima esperienza da deputato risale al 1983 e di fatto è il politico con la più lunga presenza tra Camera e Senato.

Casini, perché NO?
«La Costituzione è una cosa molto seria e non si riforma a colpi di piccone. La diminuzione dei parlamentari io l’ho già votata due volte con i governi Berlusconi e Renzi. Il problema non è la riduzione ma non si può assecondare chi crede che i costi della democrazia siano troppo elevati. Il primo effetto del Sì sarà che interi territori non saranno rappresentati; il secondo è che le due Camere dovranno fare le stesse cose che fanno oggi, lavorando peggio»

Chi sostiene il Sì spiega che altri provvedimenti arriveranno dopo il taglio.
«E’ un diversivo si rendono conto anche loro che la riforma così è una presa in giro» [Continua a leggere]

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Voto NO. Molti territori non rappresentati. La riforma è sbagliata

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«I parlamentari non si riducono così, l’antipolitica lascia irrisolti i problemi»

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