postato il 22 Aprile 2016
Conferenza stampa con il vice presidente del governo libico di unità nazionale, Ahmed Maitig ed il presidente della Commissione esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto.

L’ idea é quella di estendere la cooperazione che l’Europa ha realizzato in Turchia anche in Libia e nei Paesi limitrofi. La strada é questa. E’ inutile vagheggiare operazioni militari che hanno già dato pessimo esito in passato.
Il governo al Sarraj, insediato a Tripoli, lavora per riunire i libici. Non servono interventi militari stranieri, ma piano di sostegno Ue.
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postato il 26 Giugno 2015
La nota congiunta dei presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera, Pier Ferdinando Casini, Nicola Latorre, Fabrizio Cicchitto ed Elio Vito.
“Esprimiamo apprezzamento per la decisione del Governo di attivare, come richiesto da tempo dal Parlamento, la procedura dell’arbitrato internazionale per la risoluzione con l’India della vicenda dei Fucilieri di Marina, attivazione della quale eravamo stati informati nelle ore precedenti.
Ora e’ il momento dell’unita’ delle Istituzioni e del Paese per vedere finalmente affermati, secondo le norme del diritto nazionale ed internazionale, l’innocenza e i diritti dei Maro’ e dell’Italia, dopo oltre tre anni di ingiusta detenzione.
A Massimiliano Latorre e Salvatore Girone rinnoviamo a nome nostro personale e delle intere Commissioni che rappresentiamo, i sentimenti di vicinanza e solidarieta’ che abbiamo piu’ volte manifestato”.
postato il 19 Febbraio 2014
Non accettiamo per Massimiliano Girone e Salvatore Latorre il processo in India perche’ il sistema giudiziario indiano si e’ dimostrato incapace e inaffidabile, come hanno dimostrato i fatti di questi due anni. Un potere giudiziario che si subordina a quello del governo non puo’ che essere definito inaffidabile. Ci inchiniamo davanti ai due pescatori morti, ma in questa vicenda noi siamo le vittime: dopo due anni non c’e’ ancora un’imputazione nei confronti dei due nostri fucilieri di Marina, ma solo una presunzione di colpevolezza mai dimostrata.
postato il 21 Dicembre 2013
Ospite di ‘Punto Europa’, rubrica di Rai Parlamento, rispondo alle domande di Cristina Prezioso
postato il 23 Febbraio 2013
In questa campagna elettorale ne abbiamo sentite di tutti i colori: il Pdl vuole restituire l’IMU, Grillo vuole dare mille euro al mese a tutti, il Pd se ne esce fuori con l’abolizione del ticket. Noi non perdiamo il senno e ci impegnamo unicamente a diminuire le tasse, aumentando detrazioni e deduzioni, per le famiglie con figli, disabili e anziani a carico. Un aiuto alla famiglia perché non ci stancheremo mai di affermarlo: la famiglia, che strenuamente difendiamo, è stato il principale, se non unico, ammortizzatore sociale contro questa crisi che è economica e valoriale. Proposte realizzabili e non promesse al vento. Domenica e Lunedì vota e fai votare UDC alla Camera e Lista Monti al Senato.
Pier Ferdinando
Su votoudc.it programma e materiali.

postato il 19 Dicembre 2012
Non dobbiamo compromettere gli sforzi e i sacrifici che in questi anni hanno fatto gli italiani. Bisogna continuare sulla strada della salvezza nazionale che questo governo ha intrapreso.
Pier Ferdinando
postato il 14 Novembre 2012
Decennale visita Giovanni Paolo II alla Camera
Tra pochi mesi spetterà di nuovo alla politica dare prova di aver compreso fino in fondo la gravità del momento, per non rendere vani i sacrifici imposti agli italiani. C’è un punto su cui in questi dieci anni la distanza tra le parole pronunciate dal Papa e la realtà italiana ha incominciato timidamente a ridursi: Giovanni Paolo II si era detto certo che l’Italia avrebbe potuto affrontare anche le prove più dolorose, facendo ricorso a tutte le risorse morali di cui dispone, ma che avrebbe potuto farlo solo se fosse rimasta unita. Questo processo di avvicinamento è iniziato proprio in questa sede, nel Parlamento, dove le forze politiche che hanno dato luogo a scontri e divisioni apparentemente inconciliabili per anni ma, sospinte dall’asprezza della crisi, hanno saputo trovare punti di intesa importanti per fronteggiarla. E come ha più volte sottolineato il presidente del Consiglio Mario Monti gli italiani hanno offerto una volta di più dimostrazione di straordinaria maturità, compostezza e dignità nell’accettare i sacrifici imposti dalla realtà.
Speriamo che le parole del Santo Padre continuino a ispirare l’azione di chiunque sarà chiamato in futuro a rappresentare l’Italia.
Pier Ferdinando
L’intervento integrale [Continua a leggere]
postato il 27 Luglio 2012
“Riceviamo e pubblichiamo” di Giovanni Portonera
Qualche giorno fa la Camera ha approvato, all’interno del decreto sviluppo, un emendamento bipartisan che introdurrà il capacity payment, una remunerazione degli impianti calcolata in base alla potenza messa a disposizione e non alla semplice produzione. Si tratta di un salvagente per le centrali termoelettriche messe in difficoltà in questi mesi dall’alta penetrazione delle fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, che ormai sono arrivate a produrre kwh a costi minimi e con priorità di dispacciamento.
Le fonti rinnovabili sono però intermittenti e non programmabili, quindi è necessario tenere centrali termoelettriche a ciclo combinato in funzione, pronte a riequilibrare il sistema elettrico in caso di mancanza di approvvigionamento da energia verde. I costi saranno pagati però dai consumatori e la bolletta potrebbe subire un aumento di 500-800 milioni di euro, con un carico maggiore per le pmi e le famiglie. Questo senza contare che nel mercato elettrico italiano c’è una sovraccapacità di circa il 30%, che in questo momento non serve ai consumatori: con il capacity payment questa potenza in eccesso verrà remunerata e per il consumatore si tratterà di una doppia beffa, perché si tratterebbe di un prelievo oneroso per un bene di cui non ha bisogno.
A cosa si deve questa situazione di stallo? Principalmente alla mancanza di un serio piano energetico nazionale, più volte chiesto dagli operatori del settore, e da scelte avventate – e alla prova dei fatti, non proficue – di imprenditori che, pur consapevoli della possibile espansione del settore delle rinnovabili, hanno continuato a fare investimenti sbagliati. Infatti le centrali termoelettriche dovrebbero lavorare per circa 5000 ore per ripagare i costi fissi: oggi, però, ne lavorano per 3000-4000 a causa del fotovoltaico e per rifarsi dei mancati guadagni alzano il prezzo dell’energia durante le ore serali in modo ingiustificato. Un comportamento economico, suicida e ingiustificato, oltre che inaccettabile per i consumatori.