postato il 9 Dicembre 2012 | in "Politica"

Politica seria risponda a chi non vuole più populismo

Non sono autorizzato a interpretare Monti, sarà lui a esprimere la propria opinione. Certamente credo una cosa: c’è una politica seria, che per quattro anni ha fatto opposizione costruttiva ma ferma a Berlusconi, che ha voluto il governo Monti e lo ha sostenuto sempre. E c’è una società civile che non vuole rassegnarsi al populismo di marca berlusconiana. A questa noi dobbiamo dare una risposta.
Non si possono scaricare su Monti responsabilità che sono di chi lo ha preceduto, di chi per quattro anni ha fatto perdere tempo all’Italia aggravando la crisi. Monti ci ha salvato da un disastro annunciato sui mercati, e non poteva accettare questa falsificazione della realtà. Per questo il suo gesto è stato sereno e serio.

Pier Ferdinando

9 Commenti
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Francesco
Francesco
11 anni fa

Ha fatto benissimo, Monti, a dimettersi, fin quando glielo hanno consentito, ha potuto lavorare, seppure non in maniera incondizionata. Ora pretendere che faccia da parafulmine alla campagna elettorale di Berlusconi è pretendere troppo.
Spero che la Lista per l’Italia si faccia al più presto possibile, e che il programma, sia innovativo, credibile e coraggioso. Cerchiamo di essere seri ed onesti fino in fondo, con gli Italiani, perchè qualsiasi altro atteggiamento non sarebbe credibile. L’alternativa resterebbe solo il voto “contro” tutto e tutti.

cittadino
cittadino
11 anni fa

Ha fatto benissimo, Monti, a dimettersi, ma farebbe ancora meglio se desse il messaggio di un suo sicuro coinvolgimento nella futura campagna elettorale ai mercati esteri ed ai dirigenti delle istituzioni economiche e politiche internazionali. Basta vedere cosa sta accadendo allo spread ed alla borsa italiana questa mattina per rendersi conto di quanto costi all’ Italia il clima di incertezza per il futuro governo del Paese. Cittadino

Gattestro
11 anni fa

Presidente Casini se posso dare un suggerimento, affinché la buona politica abbia qualche chance in più, non sarebbe male che la nascente Lista per l’Italia trovasse un canale di comunicazione con i movimenti analoghi che sono sorti in questo ultimo periodo. Il pericolo vero non è solo il ritorno del cavaliere (cosa che già di per sè è secondo me una vera e propria sciagura per il Paese), ma anche la polverizzazione di un centro che, in questo modo, sarebbe condannato all’irrilevanza politica.

Cordiali saluti

Nello Pennisi
Nello Pennisi
11 anni fa

Monti si candiderà…forse….!!!Intanto bisogna chioamare a raccolta tutte le forze di area centrista,disporre alleanze e strategie,proporre se possibile anche alla base le candidature.Siamo in ritardo,dobbiamo scendere in campo e affrontare l’ultimo rigurgito del populismo berlusconiano in ogni ambito del nostro agire quotidiano

citoyenne
citoyenne
11 anni fa

Buongiorno, presidente

Lei sa già che io, nel mio piccolo, cerco di dire e dare “pane al pane e vino al vino”.
Indubbiamente Monti ha dimostrato, con le sue dimissioni, una dignità che difficilmente i politici italiani, da De Gasperi in poi, hanno mai evidenziato.
Ma, volgendo lo sguardo indietro, non si può non rilevare che una difesa ad oltranza del “già fatto” da parte del governo dei tecnici, sia stata una grande turlupinatura… infatti lo stesso Monti ha ammesso che “qualche errore” è stato fatto. Forse quello di aver cercato più l’approvazione europea che quello di aver guardato al “popolo sovrano” (sovrano di che, non si capisce, visto che “tutti” i partiti hanno scippato pure le preferenze, per avere lee mani libere di fare quello che volevano!). Il “popolo sovrano”, quel popolo sovrano al di sotto dei 90/150 mila euro (se lo ricorda, lei quel popolo?), è stato spennato impunemente e lei ha approvato e plaudito a tutto, non pensando agli errori che poi lo stesso Monti avrebbe poi ammesso.
Lei i comizi non li fa nelle piazze, li fa all’interno, circondato dai suoi estimatori, quindi non si accorge degli umori della gente comune e per questo ora si ritrova intorno al 4% nei sondaggi!
Ma lei, al pari del cav., al pari di Di Pietro, al pari di tanti altri, non ammetterà mai i suoi eventuali errori di valutazione. Sbaglio?
Una citoyenne

cittadino
cittadino
11 anni fa

@citoyenne, sbaglia: sabato 23 ottobre 2010
Casini, ho sbagliato 15 anni fa a credere a Berlusconi

(ANSA) – MOGLIANO VENETO (TREVISO), 23 OTT – ‘Io ho sbagliato, perche’ 15 anni fa ero convinto che l’avventura berlusconiana potesse in qualche modo assorbire le anomalie legate al suo leader’. Lo ha ammesso il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, parlando ad un incontro del pa rtito a Mogliano. ‘Poi mi sono accorto – ha aggiunto – che piu’ il tempo passava piu’ si moltiplicavano le anomalie’.
Casini ha detto anche che cio’ che si progetta per il futuro, ‘non si costruisce con gli sbagli del passato. Di uomini della provvidenza – ha concluso – ne abbiamo gia’ avuto uno. Abbiamo gia’ dato’.
Come sbaglia nel paragonare la validità di una linea politica con il livello di gradimento della gente espresso con i sondaggi: non è affatto detto che la minoranza, anche a livelli bassissimi, abbia realmente torto e la maggioranza invece sia nel giusto perchè può accadere proprio il contrario, fermo restando che si dovrà naturalmente agire come decide la maggioranza. Ma basta guardare all’ ultimo governo Berlusconi che aveva 100 parlamentari in più e non ha combinato niente di buono portandoci sull’ orlo della catastrofe, ed ora ci sta riprovando, per capire che forse nel 2008 sarebbe stato opportuno fare quello che sosteneva l’ inascoltato e deriso Casini e cioè seguire l’ esempio della Germania di 10 anni fa quando con un governo di unità nazionale si è trasformata da malata dell’ eurozona a locomotiva trainante. Cittadino.

Gianluca
Gianluca
11 anni fa

Non ho mai parlato ne scritto di politica non perché disprezzi i leader, ma perché non ho mai sopportato la forma mentis di molti “militanti” che seguono come capre il loro capi di partito anche se questi cambiano le loro scelte politiche in funzione di accordi e alleanze che non hanno nulla a che fare con le esigenze reali della collettività.
Del resto, inconsciamente ho sempre pensato che “una goccia non faccia il mare” quindi ho sempre dato poco valore al mio voto e ho preferito nascondermi dietro ad una sorta di “fiducia democratica” (“se è al governo, è giusto che sia così”) senza pormi troppe domande.
Ora però che vedo con i miei occhi la difficoltà economica del nostro Paese, delle nostre aziende e dei nostri lavoratori, comprendo quanto le decisioni di un Governo possano condizionare la ripresa, se non altro influenzando il morale, che è la molla principale su cui agire per ottenere il meglio da tutti anche nei momenti difficili.
Qualche mese fa la nostra politica ha alzato le mani rispetto ad una problematica molto più grande delle parole, degli slogan, dei contrasti in tv e di quella fedeltà caprina di cui sopra. Qualsiasi scelta per migliorare le cose sarebbe stata impopolare per ogni schieramento e forse nessuno dei leader avrebbe avuto la credibilità necessaria per richiedere i sacrifici straordinari a cui è stata chiamata la popolazione.
Per tutti, destra e sinistra, la scelta migliore è stata Monti per analizzare la situazione ed iniziare una reazione che a qualsiasi costo avrebbe dovuto portare il culo del paese lontano dai carboni ardenti di un baratro finanziario.
A tutti noi è stata chiesta fiducia incondizionata e grandi, grandi sacrifici. Oggi, la politica dormiente esce dai propri sarcofagi per rivendicare la propria l’importanza vitale in un Paese democratico, e con un colpo di spugna cancella la stessa fiducia che ci è stata richiesta a gran voce solo qualche mese fa. Quello che proprio non capisco è come dovremmo interpretare questi avvenimenti, come un atto di ammissione di colpa della politica, nel aver sponsorizzato persone sbagliate? Che i sacrifici richiesti non erano dettati dalle strategie più giuste per il nostro Paese e si è ritenuto quindi necessario non dare seguito al percorso iniziato dal governo tecnico? Si? No? In ogni caso non ho sentito da nessun politico un’assunzione pubblica di responsabilità rispetto a questo presunto “madornale errore di valutazione”.
O forse questa frettolosa chiusura delle porte sul naso di Monti è solo l’ennesimo gioco di una politica orgogliosa e capricciosa che non riesce a fare a meno di incrociare le corna pubblicamente per duellare all’infinito e screditarsi a vicenda per aggiudicarsi il trofeo del “male minore”.
Io non so se Monti sarebbe stata la persona giusta per risolvere tutti i problemi dell’Italia, ma di una cosa sono certo che avrebbe continuato nel bene o nel male ad agire nell’interesse del Paese, se non altro per un etica professionale legata al suo ruolo “non politico”. Sarebbe stato così antidemocratico lasciarlo lavorare quantomeno per verificare il risultato del suo operato? Sarebbe stato così male per tutti noi continuare ad assaporare il piacere di una migliore considerazione politica dell’Italia in campo internazionale?
Siamo sicuri che gli stessi politici che hanno alzato le mani difronte alle difficoltà, oggi con i compromessi per le coalizioni e le promesse pre-elettorali, non rappresentino un altissimo rischio di catastrofe per il nostro Paese?

patrizia
11 anni fa

E così è appena iniziata la campagna elettorale del PDL, è iniziata nella maniera più sporca e volgare, è iniziata come solo il cavaliere poteva fare, attaccando colui che per un anno si è messo al servizio del popolo italiano,
si “servizio” parola a Berlusconi sconosciuta. Si sa lui ama le uscite come
ultima quella di questa mattina alla sua televisione “canale 5”, farneticazioni senza senso oserei dire quasi pericolose per la democrazia di un paese, poiché nascondere la verità sulla reale crisi economica dell’Italia, cosa che il cavaliere ha fatto anche nel passato non è certo segno di civiltà e democrazia.
Lui forse crede che noi italiani siamo dei poveri dementi, ai quali si può tutto far credere, no non è così noi siamo stanchi di lui, delle sue uscite, e peggio non abbiamo più alcuna intenzione di credergli, l’Italia è oramai alla frutta e solo i suoi proclami potrebbero avere gravi conseguenze per il paese, figuriamoci poi pensarlo in un futuro governo.
Mi sembra il partito delle contraddizioni il PDL, ieri Alfano rassicurava il paese sull’europeismo del PDL, oggi Berlusconi insulta Monti e la politica germanocentrica asserendo che lo spread è solo un invenzione e che i conti oggi sono peggio di un anno fa.
A questo punto quello che ci si possa augurare per tutti, come ha anche asserito il Presidente Monti questa mattina, è che la politica è prima di tutto cultura e che bisogna orientare la testa della gente verso la ragione. Un politico vero per cultura per preparazione dovrebbe far ragionare la gente, no promettere, rassicurare, quando poi né le promesse nè le rassicurazioni rispecchiano la realtà dei fatti.
Oggi poi serve un reale provvedimento di allontanamento da parte del partito popolare europeo del PDL, siamo arrivati al punto che non bastano più proclami e richiami al PDL . Il tempo delle parole è terminato che si passi ai fatti, alle cose concrete.

Gattestro
11 anni fa

@ Gianluca

ottimo commento (dal mio punto di vista). Tra la sua posizione e la mia solo un paio di piccole differenze. Diffidente come sono non ho mai coltivato la “fiducia democratica” di cui lei parla e per quanto riguarda la porta sbattuta in faccia a Monti e al suo governo, penso si possa dire con una certa ragionevole certezza che la responsabilità non è di tutta la classe politica ma ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi.



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