Archivio per marzo 2015

Italia-Vietnam: Casini incontra Ministro Esteri Pham Binh Minh

postato il 31 marzo 2015

Amoruso e Farina nella delegazione, focus su Partenariato strategico ed Expo
IMG_4729La delegazione italiana guidata da Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, e composta dal Sen. Francesco Amoruso (FI) e dall’On. Gianni Farina (PD), ha incontrato ad Hanoi il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri della Repubblica Socialista del Vietnam, Pham Binh Minh.

Al centro dei colloqui il negoziato in corso per la definizione del nuovo Piano d’Azione 2015-2016 del Partenariato Strategico tra Italia e Vietnam e l’Accordo di partenariato e cooperazione (PCA) in tema di lotta al terrorismo, sviluppo sostenibile e diritti umani, già approvato al Senato e in via di ratifica definitiva alla Camera dei Deputati. Oltre a un focus sul rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi, in apertura d’incontro un approfondimento su sviluppo sostenibile, tema al centro della 132° Assemblea dell’Unione Interparlamentare (UIP), e sulla prossima presenza vietnamita all’Expo di Milano.

Precedentemente la delegazione si era recata presso il Dipartimento di Studi Cinesi dell’Accademia Vietnamita di Scienze Sociali per un approfondimento con il Direttore Do Triem Sam sulla situazione nel Mare Cinese Meridionale.

 

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Uip: bilaterale Italia-Siria su Isis e terrorismo

postato il 30 marzo 2015

Colloqui anche su liberta’ religiosa e necessita’ dialogo tra Assad e forze opposizione

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Incontro bilaterale questa mattina ad Hanoi, a margine della 132ª Assemblea dell’Unione Interparlamentare (UIP), tra la delegazione italiana composta da Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato; Francesco Amoruso, presidente onorario dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM) e l’on. Gianni Farina e quella siriana, guidata dal Presidente del Parlamento, Mohamed Jihad Lahham.

Al centro del colloquio la sfida dell’Isis e del terrorismo; la difesa della liberta’ religiosa, con particolare riferimento alle minoranze cristiane dell’area mediorientale, e la necessita’, sottolineata da parte italiana, che il Presidente Assad realizzi un serio dialogo con le forze di opposizione attualmente impegnate nella lotta contro il regime.

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Ipu 132: Sviluppo sostenibile, passare dalle parole ai fatti

postato il 30 marzo 2015

FullSizeRenderL’intervento in plenaria alla 132ª Assemblea dell’Unione Interparlamentare (UIP)

Hanoi (Vietnam), 30 marzo 2015 – “La Terra del terzo millennio – con i suoi nuovi meccanismi socio-economici, con le sue diverse dinamiche del lavoro e della definizione di modelli di sviluppo –ha bisogno di un profondo ripensamento, di un nuovo sforzo culturale che tenga conto di esigenze di sostenibilità ignoratefino a pochi anni fa.
Nel 1950 gli abitanti della terra erano 2 miliardi e mezzo, oggi sono triplicati, sono oltre 7 miliardi ed una quantità sempre maggiore di popolazione mondiale pretende migliore qualità di vita, che comporta accresciuti consumi energetici e alimentari. La Terra è la stessa di 65 anni fa, e sarà la stessa anche fra 35 anni quando saremo 10 miliardi.

Oggi il superamento del concetto di inesauribilità e’ ormai un convincimento diffuso. Bisogna limitare il consumo di risorse naturali, produrre diversamente, recuperare e riciclare quanto più possibile i materiali, viaggiare con mezzi alimentati da energia autoprodotta e rinnovabile. Questi obiettividevono essere alla base delle scelte del legislatorein tutto il mondo;le assemblee nazionali rappresentano gli attori principali del cambiamento sostenibile.
L’esauribilita’ delle risorse energetiche e quella del territorio hanno bisogno di una risposta globale; il terzo millennio impone questo cambio di prospettiva.
Ripensare le attività umane in chiave di “costruire e vivere sostenibile” significa dunqueimprimere un forte cambio di passo.
La sfida che stiamo affrontando in questa antica e vasta assemblea e’ proprio questa: passare dalle parole ai fatti; rendere la sostenibilità ambientale e sociale come pre-condizione delle attività economiche e delle scelte politiche.

La sostenibilità ruota attorno adue elementi fondamentali, energia e cibo, che sono anche i temi dell’EXPO 2015 che si aprirà in Italia a Milano il primo maggio e a cui speriamo che vogliate partecipare in gran numero.
Ma entrambi gli elementi sono condizionati da un terzo elemento la cui gestione è importantissima e strategica per costruire un modello di sviluppo sostenibile: l’acqua, anch’essa oggetto qui della nostre riflessioni e delle nostre proposte d’azione.
L’accesso all’acqua potabile e’ entrato a far parte dei diritti umani che noi siamo chiamati a tutelare. Trascurarne la salvaguardia avrebbe inimmaginabili ricadute sulla possibilità di nutrimento di ampie fasce di popolazione, innescando tensioni socio-economiche, guerre, cosi’ come e’ stato tante volte nel corso della storia – anche recentissima – e finendo persino per diventare mezzonon convenzionale di offesa bellica, come ad esempio in Irak dove gli attacchi dell’ISIS puntano al controllo delle dighe perché dal controllo dell’acqua discende il potere su quella regione.
Bisogna dunque difendere le risorse idriche esistenti, razionalizzarne l’uso, creare moderne infrastrutture per la loro distribuzione a fini irrigui e potabili e dall’altro proteggere le isole, le città costiere e lungo i fiumi dall’innalzamento dei livello dei mari ma anche dagli eventi meteorologici estremi che causano alluvioni e inondazioni: occorre difendere l’acqua, ma anche proteggersene.
Acqua ed energia: è su questi campi che si gioca la partita principale della sostenibilita’ ambientale perché il modello di sviluppo del pianeta dipende dal modo in cui nei prossimi anni gestiremo queste risorse.

Sono convinto che il negoziato internazionale sui cambiamenti climatici, che speriamo ci porti a Parigi nel dicembre prossimo alla firma di un accordo sottoscritto da tutti, sara’ il luogo in cui si decide una buona parte di quello che sarà il futuro socio-economico del pianeta.
Ma se i governi hanno le proprie responsabilita’, altrettanto i Parlamenti hanno il dovere di esercitare la propria funzione legislativa svolgendo una azione di stimolo e di indirizzo politico a garanzia e presidio dell’esercizio dei diritti dei cittadini di cui noi siamo prima espressione, valorizzando e traducendo in norme le best practises ambientali e industriali; richiamando gli stake holders ad armonizzare la produzione mondiale alla luce del concetto di sostenibilita’.
A una così rapida intensificazione delle relazioni economiche internazionali; a una globalizzazione consolidata e strutturata, deve corrispondere una linea di indirizzo che solo i parlamenti, in coordinamento tra loro, possono assicurare. Si tratta di un esercizio di responsabilità a cui evidentemente non possiamo sottrarci perche’ chiama direttamente in causa la nostra responsabilita’ verso le giovani generazioni”.

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Vietnam: incontro con l’arcivescovo di Hanoi

postato il 29 marzo 2015

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Questa mattina Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, e il Sen. Francesco Amoruso (FI) hanno incontrato l’Arcivescovo di Hanoi, Card. Pierre Nguyen Van Nhon. Al centro dell’incontro, avvenuto presso l’Arcivescovado della capitale vietnamita, il tema della libertà religiosa, con riferimento a quella educativa e sanitaria.
Il Vietnam è la nazione dove vive la seconda comunità cattolica più numerosa del Sud Est asiatico, dopo le Filippine, e rappresenta il 10% della popolazione del Paese.

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Vietnam: Casini in missione ad Hanoi per Uip

postato il 26 marzo 2015

A Ho Chi Min City incontra Presidente della Municipalità e imprenditori

imagePier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, ha guidato una delegazione all’incontro con il Presidente della Municipalità di Ho Chi Minh City, Le Hoang Quan. Successivamente, presso il Consolato d’Italia, ha partecipato a un confronto con i rappresentanti del mondo produttivo, commerciale e manifatturiero per fare il punto sullo stato della presenza imprenditoriale nazionale in Vietnam e sugli strumenti a supporto della promozione del Made in Italy.

Da sabato 28 marzo, Pier Ferdinando Casini sarà a capo di una delegazione, composta fra gli altri dall’on. Gianni Farina e dal sen. Francesco M. Amoruso, che rappresenterá l’Italia alla 132esima Assemblea dell’Unione Interparlamentare che si svolgerà fino all’1 aprile ad Hanoi.

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Vietnam: Casini a firma memorandum per collaborazione industriale e accademica

postato il 25 marzo 2015

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Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, è intervenuto all’Università di Tecnologia ed Ingegneria di Ho Chi Min City (HCMUTE) in occasione della firma del protocollo d’intesa “DAN S.T.A.R.” tra il Centro di ricerca e il Gruppo Danieli. Il memorandum nel settore della collaborazione industriale e accademica è stato siglato alla presenza del Console generale d’Italia, Carlotta Colli, del Direttore dell’Ice, Bruna Santarelli, e del Presidente della Camera di Commercio, Michele D’Ercole, e si inserisce nell’ambito della partnership strategica tra Italia e Vietnam.

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Libia: “Dobbiamo impedire la scissione, darebbe spazio all’Is”

postato il 25 marzo 2015

casini1L’intervista di Vincenzo Nigro a Pier Ferdinando Casini pubblicata su “Repubblica”

«L’ idea che Tobruk da sola sia in grado di pacificare, di controllare la Libia è una fuga dalla realtà, un sogno pericoloso. Fra l’altro i libici non accetteranno mai degli stranieri, come gli egiziani, come dominus del loro processo di pace. Per cui c’è una sola via d’uscita: con le buone o con le cattive i libici devono negoziare fra loro l’accordo politico che le Nazioni Unite stanno provando faticosamente a raggiungere».
Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, è in partenza per il Vietnam. Ma il primo tema di cui si occupa in questi giorni è la crisi libica. «Quella che si sta svolgendo in Libia è una guerra per procura. Non ci sono due fronti definiti e individuabili, non c’è per esempio un fronte liberale, filo-occidentale, una alleanza da sostenere per la stabilizzazione del Paese. Così come non c’è un fronte unico integralista, unico portatore di terrorismo contro cui schierarsi. L’unico sostegno dobbiamo darlo alle forze che mirano all’accordo politico: il protrarsi degli scontri e dell’incertezza lascerebbe spazio a gruppi come l’Is o ad altre formazioni jihadiste».

I paesi arabi però armano e sostengono una o l’altra fazione.
«Egitto, sauditi ed Emirati sostengono Tobruk. La Turchia e il Qatar sono con il gruppo di Tripoli. L’Europa ha bisogno di allontanarsi da questa polarizzazione. Dobbiamo triangolare con gli Stati Uniti e la Russia per creare le condizioni per la stabilizzazione. Se non prosciugheremo a monte il flusso di armi e di destabilizzazione nessuno potrà intervenire a valle per stabilizzare il paese».

Che ruolo può avere l’Italia? Finora ci sono state dichiarazioni a favore del negoziato politico e segnali di sostegno al ruolo dell’Egitto.
«In questa partita sinceramente devo dire che ci stiamo comportando con equilibrio e giudizio. L’analisi della nostra dirigenza politica è che non c’è una soluzione militare, perché non c’è una sola armata che possa prendere il controllo del Paese, debellare il terrorismo, ricevere sostegno delle popolazioni della Libia. Per essere chiari: l’idea che Tobruk sia capace di stabilizzare il Paese è fuori dalla realtà. Tutti i segnali, assolutamente tutti, ci dicono che radicalizzeranno lo scontro e lo renderanno endemico, per anni».

Che via deve seguire la comunità internazionale?
«Dobbiamo chiedere a un leader politico come il presidente Al Sisi di adoperare la sua influenza per portare Tobruk a collaborare pienamente con il piano per un governo condiviso. Aggiungo: Italia ed Europa non accetteranno mai una spartizione di fatto o in qualunque modo della Libia».

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Tunisia e Libia: Ospite a L’Aria che tira

postato il 20 marzo 2015

Alla trasmissione condotta da Mirta Merlino su La7 si parla degli ultimi avvenimenti di politica internazionale

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“Su terrorismo e immigrati l’Europa sta sbagliando tutto”

postato il 20 marzo 2015

“Devono capire che il problema è la Libia: blocco navale per le armi e trattative fra le parti”

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Giovanni Miele a Pier Ferdinando Casini pubblicata su “Libero”

Presidente Casini, di fronte a episodi come quello di Tunisi con i primi morti italiani per mano di terroristi islamici, cresce nel paese un senso di paura e di sconcerto. Possiamo ancora dire che le nostre frontiere sul mediterraneo sono sicure?
Questo attentato terroristico segue una strategia precisa. Si mira a destabilizzare l’ultimo avamposto di stabilità che c’è in un’area delicatissima. Le primavere arabe sono fallite ovunque, forse solo in Tunisia hanno avuto uno sbocco positivo, con un parlamento legittimato democraticamente e un governo che sta scegliendo la strada delle riforme, favorendo un processo che porti ad un islamismo temperato, così come deve essere. Per cui siamo sicuri per come lo si può essere nel mondo di oggi, perché certamente siamo sotto assedio e dobbiamo reagire con fermezza e con determinazione.

Però la sensazione è che le Istituzioni, il mondo politico e soprattutto l’Europa siano piuttosto incerti sul da farsi.
Bisogna essere chiari. L’Europa per anni ha ritenuto che il suo problema fosse quello del Nord est, dei Paesi che si avviavano alla democrazia, uscendo dall’Unione Sovietica e per anni ha ritenuto che il tema del Mediterraneo fosse un tema secondario. L’Europa da questo punto di vista ha sbagliato tutto e continua a sbagliare perché continua a non ritenere che sia quella del Mediterraneo l’area da dove derivano le principali potenzialità, ma anche i principali problemi.

Soprattutto quello dell’invasione di migranti provenienti dal Nord Africa?
Certamente, ritenere che il tema dei rifugiati sia un tema che riguarda soltanto l’Italia, la Spagna o i paesi rivieraschi significa non capire che c’è una bomba atomica ai nostri confini. Invece, come Europa, nelle politiche di vicinato, dobbiamo indicare come priorità quella del Mediterraneo. [Continua a leggere]

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Migranti: l’Europa si svegli

postato il 15 marzo 2015

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L’intervista di Matteo Massi a Pier Ferdinando Casini pubblicata su Quotidiano nazionale

“E’ inutile fare leggi nuove, per colpire anche più duramente i reati, se poi la macchina burocratica fa acqua da tutte le parti. Risultato: i tribunali finiscono con l’ingolfarsi”.
Si parte da Terni per arrivare alla Libia. L’ultimo caso di cronaca – l’omicidio di un giovane da parte di un marocchino che aveva fatto ricorso contro il no alla richiesta di asilo politico e quindi era rimasto in Italia, in attesa dell’ultimo pronunciamento – tira in ballo trattati europei, quello di Dublino, e aule giudiziarie. Ne è convinto Pier Ferdinando Casini, Presidente della Commissione Esteri al Senato.

Che idea si è fatto di tutta questa vicenda?
“Che serve efficienza e tempestività dell’autorità giudiziaria. Qui ci troviamo di fronte a uno sbandato, un disadattato. Aveva chiesto asilo politico e glielo hanno negato”.
E lui ha fatto ricorso?
“O passa il principio che una volta respinta la richiesta di asilo politico, si procede all’espulsione, in attesa dell’esito del ricorso o altrimenti il pronunciamento dell’autorità giudiziaria deve avere dei tempi congrui”.
Torna ad aleggiare lo spettro del trattato di Dublino? L’Italia deve fare mea culpa per quell’intesa?
“Noi siamo un Paese di prima accoglienza e credo che sbadatamente abbiamo firmato quei trattati che ci hanno messo in una condizione drammatica rispetto agli altri Paesi europei”.
[Continua a leggere]

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