Archivio per novembre 2010

Università, noi con studenti e Polizia

postato il 30 novembre 2010

Da esecrare piccoli gruppi di facinorosi che si mischiano agli studenti

Le forze dell’ordine come sempre hanno la nostra solidarietà perché fanno solo il loro lavoro. Allo stesso tempo dobbiamo accettare le manifestazioni pacifiche di quegli studenti che prendono 30 e lode e che oggi sono in strada a manifestare il loro dissenso.
Deve vederci uniti non la impropria scelta tra studenti e forze dell’ordine, quelli li rispettiamo tutti.
L’esecrazione del Parlamento va nei confronti di quei gruppuscoli di facinorosi che si mischiano agli studenti per fare provocazioni.

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2 dicembre, Roma

postato il 30 novembre 2010

Ore 15.30 – Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio

Presentazione del libro di Aldo Cazzullo ‘Viva L’Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione’

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Università, Udc non vota ddl: solo buone intenzioni

postato il 30 novembre 2010

L’Udc non voterà la riforma Gelmini dell’università all’esame della Camera. Non la votiamo per una semplice ragione: ci sono princìpi di meritocrazia giusti, ma per fare una buona riforma non bastano i buoni princìpi. Non ci sono risorse, non c’è un investimento vero di priorità del governo che si rivolge al futuro della scuola italiana. C’è qualche catalogo di buona intenzione, ma questo non è sufficiente per fare una riforma seria.

Pier Ferdinando

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Wikileaks, no a speculazioni: giusto o sbagliato questo è il mio Paese

postato il 30 novembre 2010

Le speculazioni sui documenti pubblicati da Wikileaks non aiutano il senso di unità nazionale che in questi casi bisogna avere. Come dicono gli americani, “giusto o sbagliato questo è il mio Paese”.
Non utilizzerò questi documenti per polemizzare contro il governo italiano, non ne ho bisogno. La polemica con il governo, se voglio, la faccio in Parlamento, perché gli italiani mi hanno eletto e mi hanno mandato a fare il membro dell’opposizione.

Pier Ferdinando

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01 dicembre, Roma

postato il 29 novembre 2010

Ore 9.00 – Rai1

E’ ospite di ‘Unomattina’

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Chi ha a cuore l’Italia non usa il fango

postato il 29 novembre 2010

Ho contestato in Parlamento la politica estera di Berlusconi rispetto a Gheddafi e Putin, e voterò la sfiducia a questo governo.
Ma davanti alle rivelazioni di Wikileaks non voglio fare polemiche perché questo prima di tutto è il mio Paese e chi ha cuore l’Italia non utilizza il fango.

Pier Ferdinando

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La riforma dell’Università non e’ una vera riforma

postato il 29 novembre 2010

Voteremo contro la riforma dell’Università perché se non ci sono risorse, se si taglia soltanto, diventa un catalogo di buone intenzioni generiche.
Ma le buone intenzioni non bastano, non fanno una riforma.

Pier Ferdinando

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30 novembre, Roma

postato il 29 novembre 2010

Ore 18.00 –  Sala Capranichetta (Piazza Montecitorio, 125  )

Presentazione del libro di Antonio Caprarica:  ‘C’era una volta l’Italia’

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Nel Pdl scoprono che Facebook è peggio dei comunisti

postato il 29 novembre 2010

Mentre le cancellerie di mezzo mondo tremano per le rivelazioni del sito Wikileaks, in Italia (considerato che Assange non ci ha detto niente di nuovo) il vero nemico è rappresentato da Facebook

Il social network fondato da  Mark Zuckerberg è stato infatti oggetto di ben tre interrogazioni parlamentari rivolte al Ministero della Salute, al Presidente del Consiglio e al Ministero della Difesa dell’on. Giorgio Jannone (Pdl).  Le interrogazioni dell’onorevole Jannone meritano un’attenta lettura, non tanto perché possono risultare esilaranti, ma perché sono un significativo esempio di scollamento della classe politica rispetto al Paese reale. Sì, perché mentre ci sono famiglie che non arrivano alla fine del mese, immigrati abbarbicati sulle gru e operai e studenti che protestano nelle piazze, l’onorevole Jannone è più preoccupato di “aiutare persone affette da comportamenti compulsivi nei confronti dei social network”.

Indubbiamente la preoccupazione del deputato del Pdl è apprezzabile e sicuramente originale, ma mi chiedo se in questo momento storico non ci siano cose un tantino più urgenti da discutere.

Un’altra perla fornita dalle interrogazioni parlamentari di Jannone è la richiesta al Premier di tutela dei minori rispetto ai “pericoli incombenti dall’eccessivo utilizzo di Internet e dei social network”. Preoccupazione anche questa legittima, ma per un buon padre di famiglia e non certo per il Presidente del Consiglio. E però bisogna dare il merito all’onorevole Jannone di aver contribuito significativamente a evolvere il linguaggio politico della destra berlusconiana: se prima i comunisti mangiavano i bambini, adesso ci pensa Facebook. Il deputato del Pdl non se la prenderà se per questa bonaria presa in giro, ma sinceramente è sembrato un po’ esagerato scomodare il Governo per trattare una materia che può, più semplicemente, essere oggetto di riflessione delle agenzie educative e di ogni singola persona di buonsenso.

Jannone però si può consolare perché grazie a Emilio Fede le sue interrogazioni parlamentari sono passate in secondo piano: il direttore del Tg4, dopo un incontro “amaro” (è proprio il caso di dirlo) con l’imprenditore Giuliani, nel corso del suo tg ha lanciato una durissima invettiva contro Facebook, dove in quelle ore si festeggiavano i pugni di Giuliani al povero Fede.

Contro i tripudi di Facebook Emilio Fede ha sentenziato: “una società civile dovrebbe chiudere Facebook, che è una realtà delinquenziale all’origine di episodi drammatici”.  Urge ricordare al direttore del Tg4 che i cretini che incontriamo per strada e che dicono cretinate ai quattro venti sono gli stessi che le scrivono su Facebook e giustamente vanno esecrati nel mondo reale come in quello virtuale, tuttavia la proliferazione di cretini non legittima in nessun modo commenti di questo tipo: “Rossi, incappucciati, questa è gentaglia. Un popolo civile dovrebbe intervenire e menarli, perché capiscono solo quando vengono menati”.

Mi consenta dottor Fede, ma queste  affermazioni  fatte nel corso di un telegiornale da un direttore di lungo corso come lei sono ben più gravi di qualunque cretinata scritta su Facebook. Stia tranquillo direttore, nessuno si sognerà di chiedere la chiusura del Tg4, al massimo si potrebbe ricordare che dovrebbe andare sul satellite.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

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