postato il 24 Giugno 2011 | in "In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo, Scuola e università"

Zero sconto? Voltiamo pagina!

C’è scritto “libri”, io leggo “5 Million Club“, abbreviato in “FMC”, simpatica locuzione coniata da Beppe Severgnini per indicare coloro che  entrano regolarmente in libreria. Severgnini, e credo ognuno di noi possa essere d’accordo, è dell’idea che il numero sia un pò piccolo, e vada quindi sostenuto e, se possibile, ampliato. Ha appena ricevuto il via libera alla Camera una proposta di legge bipartisan che pone un tetto massimo del 15% alla possibilità di sconto sui libri. L’iter parlamentare è appena cominciato, però forse meriterebbe maggiore attenzione, da parte di tutti. Gli interessi, anche contrastanti, in gioco sono molti: quelli dei piccoli e grandi editori, sempre più in difficoltà vista la ristrezza del mercato, quello dei lettori, che sono pochi ma ai quali non si può chiedere un eccessivo sacrificio. Ma se, uscendo dalla solita logica “aumento costo-maggior guadagno”, si provasse ad ampliare l’orizzonte, magari includendo nella riflessione le prospettive future della lettura e dei lettori? Cercando non di fermarsi alla fotografia, perciò statica, della situazione attuale, ma di proiettarsi nell’Italia di domani (e se fosse già quella di oggi?), fatta di giovani attivi sulla Rete, sempre e dovunque connessi, diciamo “Giovani2.0″. Ciò richiede competenze e conoscenze forse non possedute nè ritenute essenziali dall’attuale classe politica, ma ciò non può certo essere una giustificazione. Ma non serve essere “amici della Rete” per sapere che il “costo della cultura” grava inevitabilmente sulle famiglie. Libri, scolastici e non sono acquisti che gravano inevitabilmente sulla famiglia. Sappiamo tutti delle “corse in libreria” (con numeri alti relativamente, vero) durante le grandi promozioni o gli “assalti alle Fiere del Libro”, Torino su tutte anche a livello europeo. Ma siamo quindi proprio sicuri che la soluzione sia un blocco delle tariffe, in prima analisi sfavorevole e poco allettante per il lettore?
Perché, invece, lasciando da parte l’attenzione al divieto, optare per un’incentivazione del mercato 2.0? Nel mondo anglosassone l’E-Book ha già conquistato una considerevole fetta del settore: perché non buttarsi su questo fronte? In Italia siamo ancora indietro, ma perché per una volta non provare a precedere tendenze e progresso?  E non solo per quel che riguarda l’ambito, per così dire ‘commerciale’, dell’editoria, ma anche -e soprattutto, dico da studente!- l’ambito scolastico-didattico! Trovare e presentare una soluzione ora e subito è cosa non facile. Più facile è dire, senza se e senza ma, che la cultura deve essere incentivata e sostenuta, che il lettore va stimolato e tutelato, che la prospettiva da cui guardare il mondo è a 360° e ormai in… 4D! La politica, se vuole essere “buona” e con la “P” maiuscola, deve saper leggere il presente per indicare e anticipare il futuro. Quante volte in queste poche righe ho scritto “la politica deve saper leggere”? Svariate!…Mi sorge il dubbio: la Politica fa parte del 5 Million Club?

“Riceviamo e pubblichiamo” di Edoardo Marangoni

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