postato il 30 Gennaio 2012 | in "Politica"

«Metteteci la faccia, basta distinguo e riserve sul governo»

Pubblichiamo da QN l’intervista
di Pierfrancesco De Robertis

Presidente Casini, il governo Monti ha ormai due mesi. Che voto gli diamo?
«Darei un nove al governo e un sette alla politica…»

E’ uno dei pochi a dare sette alla politica.
«Va bene, gli diamo sei…»

Torniamo al governo.
«Gli do nove perché in questi due mesi ha fatto quello che Prodi e Berlusconi non erano riusciti a fare: liberalizzazioni, pensioni, semplificazioni, manovre straordinarie. Sta adesso affrontando il delicato tema del lavoro e soprattutto siamo tornati al centro della trattativa europea. Lo spread sta scendendo ed è un segnale importante, dopodiché nessuno ha la bacchetta magica…»

E il sei alla politica?
«Un sei di incoraggiamento. Non ci scordiamo che questo governo l’ha voluto la politica, lo vota, lo sostiene. Anche quei miei colleghi che hanno i maldipancia».

Il Terzo Polo è tra i sostenitori più accaniti del governo. Non temete che, se si uscirà dalla crisi, alla fine i meriti saranno di Monti e non i vostri?
«Oggi qualcuno fa le cose che abbiamo sempre chiesto, essendo all’opposizione. Non vedo perché adesso dovremnno avanzare riserve un po’ infantili».

Tutti i sondaggi mostrano un elemento comune: l’estrema sfiducia della gente per la classe politica, e’ preoccupato?
«Non potrei non esserlo. Constato che è un fenomeno mondiale e europeo. L’unico modo per i partiti di recuperare credibilità è metterci la faccia, assumere la paternità di questo governo, imprimerci le impronte digitali e soprattutto promuovere una sena autoriforma del la politica, senza demagogie».

Sta per iniziare una trattativa delicata sul lavoro. Lei sta con la Fornero o con i sindacati?
«Lasciamo lavorare in pace la Fornero, che si è dimostrata seria e competente, avendo fatto sulla previdenza ciò che per anni non è riuscito a fare nessuno. Sull’articolo 18 il governo fa bene a procedere con prudenza».

E con i sindacati?
«Col sindacato è necessario un raccordo stretto ma nessuno può detenere diritti di veto».

Come vede le contorsioni interne al Pdl?
«C’è un’area centrista, quella intorno ad Alfano, che si sta comportando molto responsabilmente in una situazione difficile. Non ci scordia- mo che una parte di elettorato del Pdl avrebbe preferito le elezioni anticipate, un evento sciagurato per tutti».

Secondo lei chi comanda nel Pdl? Ancora Berlusconi?
«E’ chiaro che comanda Berlusconi, però credo che sarà bene anche per lui favorire un ricambio non solo generazionale ma di gestione. O Berlusconi capisce che deve vivere una nuova fase politica della sua esperienza umana o spreca una grande occasione».

Analogo travaglio nel Carroccio
«La Lega non è credibile. Non si può aver governato otto degli ultimi dieci anni e poi all’improvviso assumere toni demagogici. Non è un caso se a Radio Padania molti ascoltatori esprimono giudizi positivi sul governo Monti».

Pare che Pd e Pdl facciano prove di intesa sulla legge elettorale…
«Magari, sarebbe senz’altro un fatto positivo. Ma l’importante è non partire dalla coda ma dalla testa: è un nuovo bicameralismo che deve precedere le ipotesi di riforma della legge elettorale, non il contrario».

Che legge elettorale serve?
«Una che dia la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare e che non costringa ad ammucchiate innaturali che poi paralizzano ogni governo».

Non teme un blitz tra Pd e Pdl senza di voi?
«Il Terzo polo ha una forza elettorale così rilevante che può essere determinante con ogni sistema elettorale. Dunque non temo blitz».

Vede il pericolo di andare a votare con l’attuale ‘Porcellum’?
«Non credo, sarebbe una prova di impotenza della politica. Almeno le preferenze vanno inserite».

Sta per iniziare la campagna elettorale amministrativa. Turberà il clima di sostegno al governo?
«No. Le amministrative non saranno la prova generale del governo nazionale. Si parlerà dei problemi delle comunità locali e non del governo Monti».

Oggi (ieri, ndr) è morto Oscar Luigi Scalfaro. Che ricordo ne ha?
«E’ stato negli anni della Dc un sostenitore coerente e appassionato di Mario Sceiba, feroce avversario dei dorotei e della sinistra Dc. La stessa grinta l’ha dimostrata in anni più recenti Dell’avversare Berlusconi, ma su una cosa vorrei essere chiaro: come presidente della Repubblica ha applicato la costituzione e ne è stato interprete fedele».

Come ha osservato la polemica bolognese sulla mancata cittadinanza al ministro Cancellieri?
«Una disputa da strapaese. Comunque la Cancellieri è troppo intelligente per avercela con bolognesi, a che la città le vuole bene».

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