postato il 28 Gennaio 2013 | in "Politica"

Lega e Pdl stritolano il Sud. Servono lavoro e meno tasse

L’intervista di Piero Perone a Pier Ferdinando Casini su ‘il Mattino’ di oggi.

II tentativo è di riportare il dibattito politico ai problemi reali della gente che soprattutto nel Mezzogiorno vive in maniera stringente gli effetti della crisi. PierFerdinando Casini, leader dell’udc, oggi a Napoli per presentare i candidati in Campania avverte: «II Mezzogiorno è cresciuto, in questa campagna elettorale nessuno riuscirà più a prenderlo in giro».

Intravede il rischio che le questioni del paese restino fuori dalla campagna elettorale?

«Per quanto ci riguarda noi stiamo cercando di parlare di questioni concrete a partire da una diagnosi della situazione: il governo attuale si è trovato in una situazione ha meno di trent’anni». drammatica e ha somministrato una cura rigorosa, gli italiani hanno fatto sacrifici ma di solo rigore un paese muore. Adesso bisogna rilanciare la crescita e lo sviluppo anche con l’abbassamento della pressione fiscale».

Obiettivo possibile?

«Certo, ma non basta prometterlo: la prima condizione è quella di limitare le fasce di evasione, ma bisogna ancora operare ulteriori riduzioni alla spesa pubblica, passando dai tagli lineari a quelli selettivi come ha fatto Monti. Dobbiamo riuscire a dare ossigeno alle imprese e alle famiglie. Concordo con il presidente di Confindustria quando punta l’indice sul cuneo fiscale: ci sono troppe tasse sul lavoro, la nostra proposta è abbassare le imposte per le assunzioni di chi ha meno di trent’anni.

Su questo, però, sono tutti d’accordo.

«Anche sull’abolizione delle Province tutti i partiti nella scorsa campagna elettorale concordavano, da Berlusconi a Veltroni, ma alla fine siamo rimasti solo noi.

Anche il federalismo va riscritto?

«La modifica del titolo V della Costituzione, fatta dalla sinistra, ha solo aumentato il contenzioso davanti alla Corte e quando fu varata quella riforma gli unici a essere contrari siamo stati noi. Sul piano fiscale sono stati provocati enormi guasti perché prima di affidare la potestà di t cale sono stati provocati enormi guasti perché prima di affidare la potestà di tassare agli enti locali bisogna capire cosa fanno e definire rigorosamente i loro compiti. Oggi invece prendiamo atto di un accordo tra Pdl e Lega secondo cui il 75 per cento delle tasse resterebbe in Lombardia, misura che rischia di strangolare il Mezzogiorno privandolo dei servizi essenziali».

Il Sud rischia infatti di essere il grande assente anche in questa campagna elettorale: che fare?

«A fronte di alcuni elementi di ottimismo, aumento delle esportazioni delle imprese e una certa vitalità nel settore del turismo, si registrano elementi di grande preoccupazione dovuti in particolare all’esodo intellettuale e alla presenza della criminalità contro cui lo Stato ha ottenuto risultati importanti ma la battaglia non è stata ancora vinta. C’è bisogno nel Mezzogiorno di un grande piano di valorizzazione del turismo e della cultura perché è assurdo che siti archeologici di inestimabile valore non vengano sfruttati».

E la fiscalità di vantaggio?

«Si tratta di un tema su cui si parla da molti anni ma finora la misura è stata bloccata dell’Ile. Intanto bisogna progettare sempre più distretti industriali in stretto raccordo con le università e le realtà formative del Sud affinchè si realizzi un circuito virtuoso tra imprese e cervelli. I progetti di ricerca vanno coniugati con le imprese all’interno dei distretti: ci sono già esperienze di questo tipo e vanno diffuse. Infine l’utilizzo dei fondi Ue: va formata una generazione di funzionali che siano in grado di interagire con l’Unione: durante la mia esperienza di parlamentare europeo ho conosciuto tanti uscieri che parlavano italiano ma pochi funzionali».

Distanze linguistiche ma anche tecnologiche: il Sud è vittima di gravi ritardi, la Rete può essere una soluzione?

«L’agenda digitale è senza dubbio l’altra grande opportunità a disposizione del Mezzogiorno per colmare le distanze. C’è dunque bisogno di un gigantesco discorso culturale per battere il clima di sfiducia, ma il Mezzogiorno è cresciuto e in questa campagna elettorale nessuno potrà prenderlo in giro».

Dobbiamo intanto rassegnarci a un dibattito politico bloccato sulle reciproche accuse?

«Lo scontro riflette la situazione del paese e assistiamo a un revival di nostalgie. Davanti alla drammatica emergenza economica dell’anno scorso, siamo stati noi a imporre la nostra azione con il governo Monti mentre gli altri si sono accodati per poi tornare alle vecchie abitudini. Il Pdl è di nuovo insieme alla Lega con qualche spruzzatina di liste meridionali che non servirà a nulla; il Pd ha invece riabbracciato Vendola con cui aveva rotto cinque anni fa».

Il leader di Sel resta la vostra bestia nera rispetto a una possibile collaborazione con il democratici?

«Non ho nulla di personale contro Vendola, registro solo che lui è per l’abolizione dell’articolo 18, è schierato contro la riforma delle pensioni, si oppone al progetto della Tav e alcuni dei suoi negli enti locali ammiccano alle forze estremiste. Vorrei sapere dal Pd come si concilia tutto ciò con il riformismo e anche sul tema della patrimoniale i democratici devono scendere dal pero perché una tassa del genere c’è già ed è l’Imu».

Che soffoca le famiglie.

«Va rivista: il settore immobiliare, che è trainante per il paese, versa in totale stagnazione, ma quell’imposta è scattata in un momento di emergenza provocata da chi aveva abolito l’Ici. La tassa va dunque ripensata e va sicuramente attuata».

Non era possibile farlo con Monti al governo?

«In quella fase abbiamo difeso la detrazione per i figli così come durante l’iter della legge di stabilità ci siamo battuti affinchè non fossero toccati i livelli di assistenza per le tante famiglie che devono affrontare casi di disabilità. Inoltre va affrontato in questo paese il problema della denatalità: si tratta di una questione civile né   etica né religiosa. Gli italiani devono ricominciare a fare figli sapendo che c’è un’attenzione del legislatore verso i genitori e anche nei confronti delle tante madri e padri separati».

Temi cari al mondo cattolico che intanto è disperso in diverse liste: lo giudica un errore?

«La pluralità è un dato acclarato, nessuno ha il monopolio del mondo cattolico ma per quanto ci riguarda sui valori indisponibili abbiamo tutte le carte in regola e i cattolici lo sanno».

Liste pulite: anche su questo l’Udc ha tutte le carte in regola?

«Abbiamo applicato il codice Monti, che è rigidissimo, al cento per cento evitando di candidare chi ha avuto una condanna. A Napoli i capilista sono da un lato il ministro Catania con il quale vogliamo rilanciare l’agricolutura come grande risorsa per il Mezzogiorno; alla Camera c’è Buttiglione chetestimonial’attenzione del partito verso il mondo cattolico. Insieme con loro, tanti amici che hanno maturato esperienze nell’amministrazione degli enti locali».

6 Commenti

Commenti

  1. Caro Pier Ferdinando, sino a che questo nostro UDC, questo nostro Partito “UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI” ed “UNIONE DI CENTRO” non realizza la DEMOCRATICA PARTECIPAZIONE DELLE FORZE BUONE DEL MEZZOGIORNO alla VITA DEL PARTITO, niente di buono questo PARTITO sarà in grado di offrire per LA PROMOZIONE DELLE CITTA’ e dei CITTADINI del MEZZOGIORNO D’ITALIA!!! Una cosa è il partito a Roma, dove in qualche modo la partecipazione è abbastanza diffusa … ma a livello locale il partito lo gestite, ed anche lei in particolare, come “COSA NOSTRA”!!! Così, in questo modo, “rimarrete” (in quanto a Lecce nessun contributo sono disposto a dare sino a che non vi sarà un vero partito) sempre all’insignificante percentuale del 3-4-5%, contro invece percentuali a due cifre per quelle liste dove alla votazioni partecipa la società civile attiva!!! Lecce ne è un esempio. Fino a che per esempio a Lecce, nella mia città, nel Salento, la mia terra, non vi deciderete a liberare il partito dalla proprietà privata e dalla APPROPRIAZIONE INDEBITA DI SIMBOLO E PARTITO che sin dalla segreteria Meleleo ho verificato con i miei occhi e con la mia personale esperienza, ogni vostra espressione di campagna sarà sempre demagogica e falsa. Ciononostante, dal 2008, come CRISTIANI CATTOLICI alcuni di noi stanno assicurando a questo partito preghiere, intercessioni ed anche militanza attiva … ma solo quando la coscienza ce lo consente. Giuseppe Morelli


  2. Buonasera Presidente, vorrei commentare questo suo post con un suggerimento. A costo di sembrare un disco rotto, vorrei consegnarle qualche spunto sul tema dell’evasione fiscale.

    Introduzione del “contrasto di interesse”, che consenta la deducibilità dall’imponibile di tutte le spese strettamente necessarie (abbigliamento, cibo, trasporti, riscaldamento, acqua e luce), fissando ovviamente un tetto parametrato al costo della vita. Questo porterebbe un doppio beneficio: il contribuente a reddito fisso non pagherebbe due volte le imposte, riduzione dell’evasione da mancata emissione dello scontrino fiscale.

    Impiego degli (eventuali) esuberi dovuti all’accorpamento e riduzione del numero delle province. Questo personale, opportunamente formato e riqualificato, potrebbe essere impiegato con ruoli ispettivi dall’Agenzia delle Entrate. Magari ognuno di questi ispettori potrebbe avere un “portafoglio contribuenti”, da seguire individualmente.

    Infine, introduzione del reato penale (se ancora non esiste) per evasione fiscale di somme imponibili importanti.

    A tutto questo però, è ovvio, si deve aggiungere anche una nuova cultura del lavoro, che non può più essere considerato “merce”, ma deve riassumere la dignità di diritto sancita anche dalla nostra Costituzione.

    Deve essere invece rimessa in discussione la sacralità del “profitto ad ogni costo” e chi detiene il potere economico nel nostro Paese deve riassumersi la responsabilità di far prosperare la collettività.

    Spero di aver dato qualche buono spunto di riflessione.

    Cordiali saluti


  3. Gentile Presidente,
    Mi è sempre piaciuto ascoltare dibattiti e confronti politici su programmi, ma ogni giorno che passa più che dibattiti di buona politica credo siano diventati momenti di guerra, di annientamento, offesa dell’avversario, quando parla il PDL o La LEGA, poi, cerco di allontanarmi dal televisore, la sinfonia che suonano è sempre la stessa, disgustosa e infame, Monti è un imbroglione, ha rovinato il paese, ha costretto imprenditori ad impiccarsi, tutti suicidati per Monti.
    Ma sono possibili affermazioni del genere? Qui non si tratta di avere la mente corta, questi cagnolini al guinzaglio addestrati solo per accanirsi verso il nuovo non l’ hanno proprio la mente, il cervello, sono peggio delle bestie, affermazione forte? No reale, loro sono il peggio del paese, e non parlo certo del cavaliere, lui fa sempre il suo giochetto,inviando agli italiani ogni giorno dichiarazioni inappropriate e fuori luogo, annunci fatti solo per mandare messaggi ed inviti a coloro che dovrebbero sparire dalla faccia dell’Italia, e che la nostra politica del dopoguerra del dopo fascismo avevano dichiarato movimenti e partiti fuori legge,poiché rappresentavano e rappresentano ancora oggi solo e miserie e orrori del passato. La cosa curiosa è che poi, come ciliegina sulla torta, il giorno dopo questi annunci arrivano la smentite dei suoi segugi: “Ma avete capito male!!!” Allora mi chiedo:”Ma è possibile che noi italiani siamo talmente stupidi da capire sempre male, da non comprendere il cavaliere?”. Altra ipotesi è:”Ma è possibile che il cavaliere uomo di mondo, pieno di classe,charme, grande imprenditore non riesca a farsi comprendere dagli italiani?” Vede Presidente quando giudizi di politica (non di insulti) arrivano da altri movimenti politici, incluso il M5S, niente di nuovo, la politica può essere fatta anche di questo, ma quando accuse insulti arrivano da chi ha governato questi ultimi decenni, da chi ha appoggiato il governo Monti per un anno e da chi lo ha invitato perfino a presentarsi nelle liste del PDL, mi viene da chiedere:”ma questi signori ci fanno o ci sono?” La risposta per me, è” che Berlusconi ci fa, e gli altri invece ci sono, ci sono proprio!!!”
    Ora comunque, stiamo aspettando la dichiarazione-bomba di Berlusconi, la dichiarazione che farà qualche giorno prima dell’elezione per portare a se qualche indeciso, del tipo di quella di qualche anno fa sull’abolizione dell’ICI, bombe medianiche che dette all’ultimo non danno luogo a grande contraddittorio politico ma che scatenano sulla povera gente solo illusioni insomma tanto fumo e niente arrosto. Aspettiamo questa bomba nella speranza però che stavolta gli si possano bruciare le penne.
    Cordialmente la saluto.


  4. Salve signor Pierferdinando Casini, ti scrivo da Licata (AG) Sicilia.
    Ho bisogno veramente una mano di aiuto, è da tre anni che provo a fare un finanziamento per poter completare la struttura che ho già creato e togliermi i debiti che mi sono creato con i fornitori che con le banche, sono veramente messo male, forse tu puoi aiutarmi, Grazie


  5. Buongiorno Gattestro, i tuoi spunti di riflessione sono sempre ben accetti. Questo è un contenitore di idee, proposte, discussioni. Le sue parole sull’evasione fiscale sono interessanti, oggi più che mai quello della lotta all’evasione è un tema centrale nel dibattito pubblico. Come ha avuto modo di affermare il presidente Monti, “Non c’è società civile che si possa basare sulla fiducia tra individui e Stato e viceversa se non si abbatte l’evasione fiscale e la corruzione”. Più che una dichiarazione d’intenti, una dichiarazione di guerra a due piaghe del nostro Paese. Ed è per questo che l’Udc ha sostenuto le disposizioni per fronteggiare l’evasione fiscale e il suo impatto sull’economia e la società: inasprimento delle sanzioni, abbassamento delle soglie di imposta evasa, condotte che configurano reato.
    Che ne diresti di mandarci un contributo su questo tema, con le tue idee, le impressioni sull’operato del governo uscente, le proposte?


  6. Onorevole Casini, sono fortemente d’accordo con lei. Ma cosa ne pensa di otto dipendenti della Piemme spa Campania(società del Gruppo Caltagirone) che prossimamente perderanno il posto di lavoro e non sanno dove sbattere la testa, ci sono monoreddito con mutuo da pagare e altre situazioni drammatiche.Stiamo vivendo un vero e proprio incubo.Il lavoro è sacro e quando lo togli, anche motivandolo, dicendo che l’azienda è in crisi e devi tagliare i costi fissi, togli la dignità al lavoratore. Non siamo mica in Svizzera o Londra dove se lasci il lavoro hai la possibilità di trovarne un altro. La flessibilità in Italia per quello che stiamo vivendo è solo a senso unico e sinceramente la sfiducia è dilagante. A Napoli si dice che senza soldi non si cantano messe, traduzione non si campa. Io spero ardentemente che uomini dell’azienda riflettano e mantengano i dipendenti a lavoro, perchè sono risorse e non un costo e cercassero gli sprechi dove veramente ci sono.Grazie per l’attenzione, le farò sapere come finirà spero bene.

    Anna Esposito una risorsa




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